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gyroporus castaneus


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Ci sono 15 risposte in questa discussione

#11 Massimo Biraghi

Massimo Biraghi

    Esperto determinatore area micologica - Tessera n░ 231

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Pubblicato 23 settembre 2015 - 12:07

Solo una cosa, periodicamente mi vengono spediti gli atti dei convegni internazionali di micotossicologia e dai vari interventi, che certamente non tengono conto delle singole interpretazioni su questa o quella specie che non crea disturbi, leggo oltre alle varie ricerche anche le statistiche dei centri antiveleni in relazione ai ricoveri per intossicazione da funghi con l'indicazione delle presunte specie responsabili.

Scorrendo questo elenco e rapportandolo sull'ultimo decennio si denotano dei dati che in qualche modo vanno controcorrente con la maggior parte delle indicazioni sulla commestibilità.

Se è vero che è la prevenzione la strada principale da seguire è altrettanto logico che specie che fanno riscontrare il 32% dei casi clinici siano perlomeno da indicare come non commestibili, come del resto si può riscontrare in alcuni  paesi oltreconfine.

Non voglio certo affrontare una tematica che avrebbe bisogno di molto spazio e tempo ma l'evidenza dei fatti dovrebbe per lo meno essere attentamente guardata.

Le tossine di Gyroporus castaneus al momento non sono ancora state bene identificate, non leggo questo taxon nell'elenco dei funghi recentemente ritenuti responsabili di casi clinici in Italia, ma di sicuro ci sono dei riscontri clinici visto che Claudio nella sua recente revisione la ha inserite nel gruppo delle forme gastroenteriche incostanti. Leggo anche che funghi comunemente consumati ed oggetto di un importante interesse commerciale, sono spesso riportati nei casi clinici già citati!

Detto questo non voglio certo incentivare il consumo di specie oggetto di ricerche tossicologiche ma altrettanto si dovrebbe prestare attenzione a quelle specie che ogni anno annoverano casi clinici importanti e che caparbiamente continuiamo a consumare

Tengo anche a precisare che molti sono i funghi di cui poco o nulla si conosce riguardo alla composizione chimica e quindi pare molto probabile che da qui a qualche anno ci saranno delle nuove sorprese.

Dire l'ho mangiato e non mi ha fatto nulla non è certo sintomo di commestibilità, solamente che non si manifesta nell'immediato, ma questo non toglie che conseguentemente all'assunzione della stesso fungo per tempi lunghi si possa andare incontro ad inconvenienti 

Rilevante è uno studio dedicato a casi clinici di neurotossicità da macromiceti dichiarati commestibili (sindrome neurologiche colinergiche e psicodisplegiche in alcuni casi associate a disturbi cardiocircolatori) tra cui Russule sp. Cantharellus sp, oltretutto negli 800 casi studiati e precisamente nella misura del 12% vengono indicati i Boleti del gruppo edules.

Non voglio nemmeno creare allarmismo nei micofagi accaniti, dato che in modiche quantità li consumo anch'io, ma mi piace ripetere il ruolo che i nostri beneamati hanno nella natura: nati per "mangiare", non per essere mangiati................. :lol:



#12 zeus

zeus

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Pubblicato 23 settembre 2015 - 04:40

Come sarebbe che è da scartare il gambo del badius? Io l'ho sempre mangiato (se giovane e non sfilaccioso...)

#13 Massimo Biraghi

Massimo Biraghi

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Pubblicato 23 settembre 2015 - 05:15

Carne non omogenea, quindi di diversa composizione da quella del cappello, risulta essere fibrosa, male o per nulla metabolizzata dal nostro organismo, di conseguenza, per usare una parola semplice indigesta.

 

 

questo è quanto ho riportato in altro post e che si cerca di far comprendere per una corretta informazione

 

 

Ciao

 

Consumare funghi in sicurezza

1. Consumare solo funghi controllati da un vero Micologo (diffida degli “esperti improvvisati”)

2. Consumare quantità moderate

3. Non somministrare ai bambini

4. Non somministrare a donne gravide

5. Consumare solo funghi in perfetto stato di conservazione

6. Consumare funghi ben cotti e masticare correttamente

7. Sbollentare i funghi prima del congelamento e consumarli entro 6 mesi

8. Non consumare funghi raccolti lungo le strade o vicino a centri industriali

9. Non regalare i funghi raccolti se non controllati

10. Nei funghi sott’olio si può sviluppare la tossina del botulino.

 

In Italia, per quanto riguarda l’aspetto dell’informazione pubblica sui funghi, andiamo a toccare un tasto molto dolente. Infatti la qualità con cui i mass media, troppo spesso, danno informazioni sui funghi è molto scadente e pericolosa. Purtroppo dobbiamo notare che va oggi di gran moda, da parte dai mass media (tutti, anche la RAI), dare indicazioni, quando si parla di funghi, in netto contrasto con i “consigli” ministeriali che, a quanto pare, in pochi mostrano di conoscere. Inoltre i riferimenti legislativi sono molto spesso disattesi! La cosa ci sembra molto grave: quando c’è in gioco la vita e la salute pubblica è da irresponsabili andare “a briglia sciolta” e parlare di argomenti che si conoscono solo con superficialità.

  • I funghi contengono chitina, un carboidrato largamente presente anche nel Regno Animale, che è complicato da digerire soprattutto dai bambini e da chi ha problemi di fegato e/o di reni.
  • Il biochimismo di TUTTI i funghi è ancora in gran parte ignoto ed é soprattutto per questo motivo che noi crediamo che i “funghi” non possano ancora essere considerati alimenti: l’analogia più corretta è, eventualmente, con le “spezie”.
  • I funghi freschi (quasi tutti) contengono il 90% d’acqua. Qualche nutriente è pure presente, ma non si possono considerare tutti i funghi “uguali”: nel Regno dei Funghi c’è una biodiversità altissima e le diverse specie hanno caratteristiche biochimiche anche molto diverse tra loro. Noi lo abbiamo verificato direttamente: ad es. ci sono funghi, considerati commestibili anche ottimi, che concentrano metalli pesanti (cadmio in particolare) in quantità molto elevate ed isotopi radioattivi, ben oltre i limiti previsti (Reg. CE N. 1661/1999 sottocitato)

Max



#14 zeus

zeus

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Pubblicato 26 settembre 2015 - 07:36

Capito.

Personalmente, non faccio vedere i funghi raccolti alla asl ogni volta, ma prendo solo quelle 7 o 8 specie per cui mi sono documentato su vari manuali, accertando la scarsa possibilità di confusione, e in più qualcuno di veramente fidato mi ha fatto una lezione sul campo mostrandomi tutti i caratteri, e in più ho mostrato all'asl le prime due o tre volte che li ho raccolti in autonomia. Mancando anche solo una di queste cose, li lascio nel bosco. A malincuore, a volte, ma li lascio nel bosco. Sulla disinformazione hai perfettamente ragione. I "chiodini" si comprano al mercato, e una massaia sprovveduta non può sapere che non li può congelare crudi... Ma tutti i funghi surgelati crudi in vendita nei supermercati, in contraddizione al tuo punto 7, che trattamenti fanno per essere sicuri?

#15 Massimo Biraghi

Massimo Biraghi

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Pubblicato 26 settembre 2015 - 08:23

punto sette, la grande distribuzione segue la normativa ed è al riparo legalmente, il problema è chi redige le norme, persoalmente consiglio di conservare i funghi precotti.

Se pensi che i funghi sono composti dal 90% di acqua da crudi tiri fuori dei "ghiaccioli"   :lol:

Il "decalogo" che ho messo è quello che I:S:P:R:A: e A:M:B: e le Ass. Micologiche, correlate o non, utilizzano come propaganda alle intossicazioni da funghi.

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

Ciao

Max



#16 Noemarc

Noemarc

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Pubblicato 21 ottobre 2015 - 01:48

Scusa max, mi interessano in particolare il punto 7 e il punto 10: valgono anche per i boletus edulis e gli altri tre porcini?
Io immancabilmente ne congelo un po'crudi e ne metto un po' sott'olio.




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