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Boletus luridus

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#1 Archivio Micologico

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Pubblicato 07 marzo 2016 - 02:01

Boletus luridus Schaeff.: Fr.

Tassonomia 
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Boletales
Famiglia Boletaceae
Genere Boletus
Sezione Luridi

Nome italiano
Ferè, Ferone, Boleto Lurido, Battiferro, Ferrigno, Cagnante.

Sinonimi
Nessun sinonimo che trova diffusi riconoscimenti e molte varietà su cui non esistono ampie convergenze.

Etimologia
Dal latino luridus = brutto, sporco, per il suo aspetto.

Cappello
Diametro anche oltre 20 cm, color bruno olivastro, bruno camoscio, ma anche fulvo e giallo chiaro quasi limone, anche con toni rossastri più o meno diffusi, praticamente esiste un'ampia variabilità cromatica e spesso tutti questi toni sono miscelati tra di loro. Dapprima emisferico poi spianato-convesso. Cuticola finemente vellutata, secca con tempo asciutto diventa viscida con tempo umido. Si macchia violentemente di blu al tocco e alla corrusione.

Tubuli
Fini, dapprima giallastri, successivamente giallo verdastri ed infine oliva scuro, virano rapidamente al blu al taglio. Più corti intorno al gambo, facilmente staccabili. Pori giallognoli, ma presto rosso arancio, rosso minio o rosso mattone. Virano al blu con la pressione.

Gambo
Può raggiungere 15 cm col diametro di 5 cm. Cilindrico a volte flessuoso, bruno chiaro o giallastro, con l'età, a maturità, la base del gambo tende a scurire fortemente, il bruno-nerastro compare all'estremità e il violaceo carico colora sempre più lo stipite a partire dalla base. Provvisto di un netto reticolo rosso a maglie poligonali larghe, allungate, che occupano in particolare i 2/3 superiori dello stipite. Anche il gambo come i pori, vira rapidamente al blu se pressato.

Carne
Giallastra, soda ma presto diventa molle nel cappello e spugnosa nel gambo. Arancio-rossa sotto i tuboli e gialla sotto la cuticola, rosso scuro alla base del gambo, diventa rapidamente blu e successivamente blu-verdastro all'aria. Odore buono, fruttato. Sapore dolce. Reazione amiloide positiva.

Habitat
Fungo estivo-autunnale fortemente amante dei terreni calcarei, ma non disdegna anche il terreno neutro e sub-acido. Cresce sia nei boschi di latifoglie (FagusQuercusCarpinus) che di conifere (PinusAbiesPicea), diffuso anche nei parchi cittadini, è comune dal livello del mare alla montagna, a volte in numerosi esemplari, diffuso copiosamente ovunque.

Microscopia
Spore 11-16 × 5-7,5 µm, da ellittiche a fusiformi, bruno-olivastre in massa.

Commestibilità e Tossicità
Commestibile dopo adeguata cottura, velenoso crudo o poco cotto. Sembra che in alcuni casi possa procurare disturbi in caso di contemporanea assunzione di bevande alcoliche.

Osservazioni
È il capostipite della Sezione Luridi, gruppo di Boletus a pori arancio rossi e carne virante al blu se contusa o esposta all'aria. In considerazione delle difficoltà oggettive nella identificazione delle numerose specie di boleti con sfumature rosse è consigliato evitare il consumo di questo fungo se non si è certi della sua corretta identificazione.

Somiglianze e varietà
Boletus calopus non tossico ma immangiabile perché amaro, i suoi pori tuttavia non sono rossi ma giallo-verdognoli. Boletus satanas (tossico), Boletus torosus (sospetto), Boletus purpureus (tossico), Boletus erytropus (commestibile dopo cottura), Boletus queletii (commestibile dopo cottura) e moltri altri della Sezione Luridi.

Scheda di proprietà AMINT realizzata da Pietro Curti - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT.


Regione Lombardia, Crema; Anno 2007; Foto di Emilio Pini.

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#2 Archivio Micologico

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Pubblicato 07 marzo 2016 - 02:01

Boletus luridus Schaeff.: Fr.; Regione Marche; Anno 2005; Foto e commento di Pietro Curti

Il capostipite della Sezione LuridiBoletus luridus.
Sostanzialmente sono tre le caratteristiche prioritarie che ci consentono una determinazione agevole: pori aranciati rossi, carne sotto l'imenoforo rosa carnicino e per finire un reticolo ben definito a maglie larghe e allungate che attraversa l'intero gambo.
Alcune volte il colore rosa del derma sotto l'imenoforo non è nettamente pronunciato e si limita alla zona centrale a ridosso del gambo, per cui bisogna asportare i tubuli nella loro interezza per verificarne la presenza. In rari casi questa caratteristica può essere del tutto assente,alcuni autori per questo hanno creato una specie separata, anche in questo caso la presenza dell'importante reticolo, nettissimo e visibile, sempre a maglie larghe e allungate, vi consentirà di determinare il Boletus luridus con certezza. Nessun Boletus della Sezione Luridi (pori aranciati o rossi), ha un reticolo con queste caratteristiche di ampiezza e visibilità.
La "linea di Bataille" che spesso si sente nominare in riferimento a Boletus luridus è in realtà una semplice visione prospettica della superficie rosa rosso carnicino che si trova nella carne sopra i tuboli. Questa superficie colorata per quanto sottile ha un suo spessore, i tuboli sono gialli, la restante massa carnea del cappello pure, se noi eseguiamo un taglio in sezione, potremo vedere una linea rossastra tra la carne del cappello e i tubuli dell'imenoforo, questa linea è appunto la "linea di Bataille". Se la colorazione di cui stiamo parlando è limitata ad un semplice alone verso il centro del cappello e cioè a ridosso del gambo, con la sezione al margine non vedremmo nulla; se la colorazione rosa carnicino è tenue non è poi così agevole percepirla in sezione; l'immediato e forte viraggio al blu di tutta la sezione ci offre pochissimi secondi per l'osservazione, per cui o percepiamo il colore velocemente o dopo poco il viraggio al blu la potrebbe mascherare. Ecco perchè sollevando i tubuli si ha la possibilità di vedere meglio il colore del derma sottostante, ovviamente maggiormente percepibile su una superficie vasta e per l'azione meccanica delicata, imbluente in modo più lento rispetto ald un taglio. Buon commestibile dopo cottura (almeno 15 minuti dal primo bollore).

Particolare del reticolo a maglie larghe e allungate.

 

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Pubblicato 07 marzo 2016 - 02:01

Boletus luridus Schaeff.: Fr.; Regione Lombardia; Anno 2004; Foto di Emilio Pini.

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Pubblicato 07 marzo 2016 - 02:02

Boletus luridus Schaeff.: Fr.; Regione Trentino; Luglio 2005; Foto di Massimo Biraghi.

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Particolare del reticolo a maglie larghe e allungate.

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#5 Archivio Micologico

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Pubblicato 07 marzo 2016 - 02:02

Boletus luridus Schaeff.: Fr.; Regione Lombardia; Luglio 2005; Foto di Massimo Biraghi.

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#6 Archivio Micologico

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Pubblicato 07 marzo 2016 - 02:02

Boletus luridus Schaeff.: Fr.; Regione Sardegna; Ottobre 2006; Foto di Franco Sotgiu.

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#7 Archivio Micologico

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Pubblicato 07 marzo 2016 - 02:02

Boletus luridus Schaeff.: Fr.; Regione Lombardia; Luglio 2006; Foto di Massimo Biraghi.

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Pubblicato 07 marzo 2016 - 02:02

Boletus luridus Schaeff.: Fr.; Regione Lombardia; Luglio 2006; Foto di Massimo Biraghi.

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#9 Archivio Micologico

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Pubblicato 07 marzo 2016 - 02:03

Boletus luridus Schaeff.: Fr.; Regione Lombardia, Boschetto di Spirano; Luglio 2007; Foto di Massimo Biraghi.

Giovani Boletus luridus.

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#10 Archivio Micologico

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Pubblicato 07 marzo 2016 - 02:03

Boletus luridus Schaeff.: Fr.; Regione Umbria; Giugno 2008; Foto e commento di Tomaso Lezzi.

Tubuli arancio-rosso, reticolo a maglie evidenti e allungate, forte viraggio quando viene manipolato.

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Anche in sezione si ha un viraggio completo e molto evidente.

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Un particolare importante che ci permette di identificare questa specie con sicurezza: la carne subimeniale ha un colore arancio rossastro, basta togliere lo strato dei tubuli per vederne il colore.

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