Salve a tutti.
Dispongo di un pezzo di terra la cui superficie è circa 4000 mq, si trova in campagna (a 4-5Km da casa mia) e fa parte di un ex terreno di famiglia di quando i miei nonni lavoravano la terra. Da almeno 20 anni non è più utilizzato come terreno agricolo, in quanto più nessuno lavora la terra e il resto della proprietà (edifici e terreni) è stato diviso tra i vari eredi.
In realtà dispongo anche di una porzione di edificio, ma è disabitata e quasi fatiscente, e comunque si trova separata dal terreno (nel senso che non è in collegamento diretto in quanto dalla casa al terreno occorre fare un pezzo di strada oppure passare attraverso il terreno di mio zio). Di conseguenza, anche nell'ipotesi futura di trovare i soldi per rimettere a posto la casa, per eventualmente venderla o affittarla o anche solo utilizzarla come seconda casa, il terreno rimarrà sempre "tagliato fuori", e non so proprio in che modo "utilizzarlo".
Attualmente una metà ospita un piccolo vigneto (che ormai è li da 40 anni) e che ogni anno utilizziamo per ricavarci un po' di vino, tra me e mio zio, tuttavia entrambi abbiamo sempre meno tempo per star dietro alla vite, e sempre meno "voglia" dati gli scarsi risultati (probabilmente non è il terreno adatto), di conseguenza sono sempre più convinto che nel giro di pochi anni la vite varrà completamente abbandonata o smantellata.
Il resto del terreno è adibito a prato (che mio zio bontà sua mantiene rasato, anche se non sarebbe di sua "competenza"), e qua e la ci sono diversi alberi, alcuni che hanno già 20 anni, altri piantati in tempi successivi da me o da altri familiari, in particolare: alberi da frutto ma anche querce, aceri, frassini, noci, abeti (tutti ex alberi di Natale...), insomma un pout-purrì di piante messe più o meno a caso nel corso degli anni, senza un criterio preciso.
Per ciò che riguarda gli alberi da frutto, vale lo stesso discorso che per la vite: orami nessuno ha più il tempo di fare trattamenti e manutenzione, perciò i pochi frutti che danno non sono granchè, e comunque molti di questi alberi sono ormai vecchi, malati e destinati a essere eliminati con gli anni. Ora man mano che muoiono preferisco piantare querce o gelsi o aceri, ma comunque alberi da bosco o giardino, che non necessitano di alcuna manutenzione.
La mia idea sarebbe quella di "lasciar fare alla natura", ossia fare in modo che questo terreno evolva spontaneamente (o quasi) verso un qualcosa di simile a un bosco o a un "giardino naturale".
La cosa più semplice sarebbe lasciar fare tutto alla natura, tipo smettere di tagliare l'erba, e tornare tra 10-15 anni, sperando che nel frattempo gli attuali alberelli siano cresciuti e siano inoltre spuntati alberi e arbusti spontanei.
Tuttavia, sebbene la cosa mi alletti, io vorrei fare qualcosa che comunque sia "fruibile", perchè se io di punto in bianco smettessi di tagliare l'erba diventerebbe praticamente impossibile camminarci in mezzo, almeno finchè gli alberi non siano cresciuti formando una copertura ombreggiata e un sottobosco in cui l'erba non cresce e sia agevole camminare (un po' come in un bosco di montagna o collina per intenderci). Quindi vorrei fare in modo di continuare quel minimo di manutenzione per poterci camminare in mezzo, magari non dappertutto, e soprattutto vorrei continuare a piantare alberi (ne ho un sacco di piantine che mi nascono da seme e che mi avanzano dalla mia passione per i bonsai), però non so che criterio seguire per ottenere un aspetto naturale.
Abito in pianura padana e nella mia zona vi sono pochissimi spazi in cui la vegetazione cresce spontanea (essendo in pianura ogni mq di terreno è utilizzato, perciò gli unici angolini di biodiversità si trovano ad esempio lungo vecchi stradoni di campagna o vicino alle case abbandonate)... e anche per questo motivo voglio dare il mio contributo per "incrementare" la vegetazione autoctona....
Perciò mi sono già fatto un'idea precisa della flora "spontanea" che cresce dalle mie parti, che poi essendo una zona sfruttata ormai da secoli, oltre a piante veramente autoctone ci sono anche piante estranee ormai naturalizzate. Comunque, tra gli arbusti e gli alberi abbiamo:
Prugnoli, biancospini, cornus, olmi, salici, pioppi (bianchi e neri), querce (farnia), acero campestre, bagolaro, gelso, gelso da carta, maclura, robinia, gleditsia, marruca (queste ultime "aliene" ma perfettamente naturalizzate ormai...)
Questo per escludere le piante erbacee e i vari fiori, ma quelli mi interesano meno (nel senso che aspetto che spuntino da soli).
A questo punto non lo so neanche io cosa voglio fare, nel senso che non ho nessun problema a cercare piante e a mettercele (girando a caccia di "futuri bonsai" so perfettamente dove trovare tutte queste piante senza doverle per forza comprare).
Il mio problema è: come piantarle, ossia in base a quale criterio.... perchè vorrei ridurre al minimo la manutenzione ma allo stesso tempo evitare che vi sia quel senso di "abbandono" tipico della "prima fase" di colonizzazione di un terreno incolto....
chessò, creare tipo delle siepi o dei cordoni con dei percorsi (in cui ad esempio si mantiene l'erba tagliata), ma che non abbiano l'aspetto di un giardino artificiale....
Insomma, scusate per il mio viaggio mentale ancora in corso, ma sono ben accette idee e proposte per come fare e soprattutto per "cosa" fare. Se volete a breve potrei mettere alcune foto dello stato attuale, affinchè possiate rendervi conto della situazione.
Grazie a tutti
Questo messaggio è stato modificato da boba74: 16 febbraio 2011 - 11:42







