Caro Titto, tu hai proprio colto nel segno, è proprio questa l'idea che mi si sta formando pian piano nella mente: realizzare un piccolo sentiero tortuoso (o 2-3 sentierini che si incrociano, ma data la "piccolezza" del terreno forse è giusto uno soltanto), largo non più di quanto necessario per farci passare un trattorino e per farci una passeggiatina a piedi. Chiaramente lo sfalcio almeno su quella parte è d'obbligo, e scegliendo il giusto percorso potrei fare in modo che sia poi agevole raggiungere tutti i punti, per provvedere a una periodica pulizia e potatura anche fuori dal sentiero stesso se è il caso. In tal modo almeno gli alberi che dovessero morire o i rami che cadono a terra sarebbero comunque raccolti e allontanati ma senza dover necessariamente creare una zona coltivata, insomma in modo che quella volta all'anno si passa una giornata a fare pulizia, e poi si fa qualche passata regolarmente (2-3 volte) con il trattorino a mo di "pista". Poi potrei pensare di creare una siepe che circondi tutto quanto, lasciando opportunamente un punto di ingresso e di uscita per il trattorino, in modo da evitare vicoli ciechi, oppure creare una radura dove sia possibile fare manovre, anche con l'auto volendo, oppure raccogliere il materiale recuperato per portarlo via un po' alla volta....
Vero, non ho citato il carpino, ma in effetti c'è già (quello nero, non quello bianco), piantato da mio zio e che forma già un principio di siepe alta. Ciliegi ne ho, non proiprio "selvatici" ma noto che è una pianta che tende a seminarsi da sola e negli ultimi anni mi sono spuntate tantissime pianticelle che in pratica sono quasi selvatiche. Ma comunque, tutto ciò che non c'è lo potrei sempre recuperare e piantare, in modo da avere se non altro un campionario di specie "tipiche", e comunque provvederei (o almeno ci si prova) a tenere sotto controllo quelle essenze troppo invadenti che alla lunga finirebbero per prendere il sopravvento su tutto. Insomma, magari non otterrò un quadretto di foresta primordiale padana, ma un angolino di pace che qui da noi non si trova più...
Certo, per chi abita nella macchia maditerranea o anche solo in collina, il concetto di terreno abbandonato può sembrare aberrante, un po' come i pascoli abbandonati, perchè da un senso di perdita delle antiche tradizioni, e di quel contatto con la natura che oggi viene meno, ma per chi abita in una zona come la mia, in cui non esiste una tradizione agricola, i miei nonni e bisnonni erano sì agricoltori, ma l'unico ricordo che evocano era la miseria, la mezzadria, la lotta contro un terreno che seppure fertilissimo e in grado di dare moltissimi frutti è sempre stato gestito con una logica latifondistica, perciò quello che rimane oggi è solo un enorme spianata di campi coltivati a perdita d'occhio, intervallati da capannoni, canali completamente spogli, case sparse ce sembrano messe a caso, nuove costruzioni vicine a vecchi fienili ormai semi-crollati, e dove vedere anche solo una siepe-boscaglia cresciuta spontaneamente lungo un argine o ai lati di una vecchia strada ghiaiata è ormai una cosa rara...
Questo messaggio è stato modificato da boba74: 22 febbraio 2011 - 09:27