non c' è nulla che non mi convinca o che mi convinca, a livello personale. La decisione di mettere in area determinazioni queste piante, è frutto di una discussione comune fra noi partecipanti al raduno, che le abbiamo trovate e ci abbiamo ragionato sopra.
E' semplicemente successo che le entità fotografate hanno fatto venire in mente a qualcuno fra noi, che ne ha avuto esperienza diretta, la O. apulica. Principalmente, in prima battuta, per il disegno labellare a forma di "faccia di gatto" e poi, dopo misurazione, per la grandezza dei fiori, petali e sepali concolori.
Dopo di che, tornati a casa, non siamo giunti ad una determinazione certa e quindi, eccoci qui a senitre il parere di chi ci legge.
A livello personale aggiungo che, avendo fatto qualche ricerca prima di pubblicare questa discussione, ho trovato una situazione confusa sia a livello tassonomico che per quanto riguarda gli elementi diferenzianti O. apulica da O. dinarica.
O. dinarica, come entità a sé, è segnalata solo in nota nel libro del GIROS, sotto la scheda di O. apulica. Quest'ultima è data presente nelle Marche, quindi a due passi dai nostri ritrovamenti. Leggendo qua e la sul web ho trovato ragione di questo nel fatto che le segnalazioni di O. dinarica nel nostro paese sono successive alla pubblicazione del libro. Ma niente pubbliche descrizioni di O dinarica in Italia. Qualcosa in siti francesi, ma hanno un sistema di suddivisione delle specie tutto loro, in cui faccio fatica ad orientarmi.
Poi quando mi sono messa a cercare gli elementi che permettano di differenziare una entità dall'altra non è che ho trovato gran che che mi potesse chiarire il pensiero. Nel nostro paese nulla, in pubblicazioni o siti francesi qualcosa di più ma non molto. Delorge, per es. descrive fiori più grandi e i petali più lunghi in O. apulica, ma in intervalli di tolleranza parzialmente sovrapponibili quindi, non è di grande aiuto.
Insomma, se qualcuno può fare un po' di chierezza, sarebbe una bella cosa.

annamaria