Mittente   Carloni Massimo AD IT <massimo.carloni@cibasc.com>
Destinatario   "'curtifunghi@tin.it'" <curtifunghi@tin.it>
Titolo   Lepista nuda
Data   Wed, 30 Aug 2000 01:34:55 +0200

 
 

N°65

 

Salve sono Massimo
ti avevo scritto tempo fa,a proposito di un mio interessamento
all'osservazione delle spore con il microscopio.
Immagino che dato il periodo estivo e quindi vacanziero,non ti
è stato ancora possibile farmi giungere informa-
zioni in proposito.Ti ringrazio comunque per l'attenzione
dimostrata. 
Come ti dicevo nella scorsa lettera,scusa il termine
ma ho una certa avversione all'attuale esplosione d'ingle-
smi,avevo guardato superficialmente il tuo sito, lacuna che ho
cercato di colmare nel frattempo.
Mi fa molto piacere che oltre all'attenzione che dimostri nel
divulgare la conoscenza dei funghi e l'amore per 
l'ambiente che ci circonda,hai un occhio di riguardo anche
per le applicazioni culinarie del tema.
Approfitto per segnalare la Lepista nuda che a me sembra tanto
buona e non comprendo perchè venga così scarsa-
mente considerata.Tra l'altro ho letto da qualche parte che
sarebbe facilmente coltivabile,ma dato il colore
viola è difficilmente commerciabile,per cui non si produce.
Dato il profumo ed il sapore spiccato,la uso nei misti
trifolati e nei sughi con carne di maiale e/o manzo e
visto che si trova abbondantemente anche nella stagione tarda,
questi intingoli un po'pesanti sono abbastanza
abbordabili.E tornando al colore,insieme a
trombette,porcini,porcinelli,ecc.,nel piatto mi sembra che
faccia un bell'effetto visivo.
Ora ti saluto sperando che la stagione ed il mio tempo,mi
permettono di provare alcune delle tue ricette.
Di certo segnalerò il tuo sito,in alcune mie corrispondenze 
di cucina. 
Ciao massimo.carloni@cibasc.com 
 
 

 

Caro Massimo,

sulla Lepista nuda non puoi che trovarmi assolutamente solidale, si distingue a mio avviso per la grande qualità e bontà delle sue carni e condivido le tue considerazioni nella loro totalità.

Ingiustamente bistrattato e poco considerato, personalmente, lo collocherò prossimamente nelle schede dei funghi, nella categoria degli ottimi, ne parlerò presto anche nella rubrica ricette e ti preannuncio che ho una ricetta molto particolare e originale per gustarlo alla grande.

Rispetto alla sua coltivazione artificiale è uno dei pochi funghi per il quale, ormai da anni, esistono in commercio le spore per la produzione del micelio, in vendita presso quasi tutti i consorzi agrari, ma come tu stesso ricordavi, il colore ne ha fermato la diffusione e l'affermazione. Le coltivazioni artificiali producono quasi esclusivamente Pleurotus, Psalliota di varie specie e aegerita e se vuoi la mia opinione, tutti questi ultimi, organoletticamente parlando,  sono lievemente inferiori alla Lepista nuda.

Condivido la considerazione sull'epoca di crescita, anche perché non è insolito trovarlo fino a tutto Novembre e cioè quando la stagione micologica ormai chiusa, non offre quasi più nulla.

Per quanto riguarda il tuo interesse per l'osservazione microscopica, ti informo che ho quasi definito un accordo di collaborazione con il gruppo micologico della mia città, questo mi consentirà di attivare una pagina ad interesse scientifico che verrà curata direttamente dai ricercatori del gruppo e contestualmente darà la possibilità a te ed ad altri appassionati, che intendono approfondire scientificamente aspetti legati alla micologia, di avere dei referenti di assoluto livello.

Per inciso, nell'attesa, il segretario del gruppo micologico di Fano, mi ha promesso di raccogliere tutta la documentazione relativa all'osservazione delle spore al microscopio e non appena mi consegnerà il materiale, prontamente ti farò sapere.

Concludendo volevo precisarti, che la scelta di dedicarmi unicamente alla divulgazione di base e lasciare ad esperti la gestione di una parte tecnica, è dovuta a fattori che sinteticamente hanno due origini diverse, da un lato c'è la consapevolezza che ognuno di noi deve cercare di dare un contributo nel proprio ambito di competenza e quindi con appropriatezza, il mio è la divulgazione di base, in secondo luogo l'approfondimento delle conoscenze scientifiche richiede rigore e quindi del tempo dedicato allo studio e alla ricerca; io francamente riesco, già con grande fatica, a gestire unicamente il mio spazio.

Detto questo, ritengo che l'offerta di un servizio di qualità stia nell'integrazione fra le varie competenze e quindi nella sintesi armonica delle conoscenze, ma forse stiamo entrando in un terreno troppo difficile e complesso, che merita e richiede uno spazio ben più ampio di quello offerto da un messaggio di posta elettronica.

Come ti dicevo, mi farò sentire quanto prima, ti saluto con affetto,

Pietro Curti

 

Pietro Curti

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