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Prunus avium L.

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Prunus avium L.

 

Sinonimi

Cerasus avium Moench

Cerasus duracina DC. ex Lam. & DC.

Cerasus juliana DC. ex Lam. & DC.

Prunus avium subsp. duracina (L.) Janchen

Prunus avium subsp. juliana L.

Prunus avium var. duracina L.

Prunus avium var. juliana L.

Prunus avium var. sylvestris Dierb.

Prunus duracina Sweet

Prunus juliana Gaudin

 

Tassonomia

Regno Plantae

Divisione Magnoliophyta

Classe Magnoliopsida

Ordine Rosales

Famiglia Rosaceae

Genere Prunus

 

Nomi italiano

Ciliegio selvatico, Ciliegio dolce,

Nomi locali: Cerasa selvatica, Serésa salvadega, Ciarasa, Cariasa, Ceresia.

 

Etimologia

Prunus, genere della grande famiglia delle Rosaceae che comprende anche albicocchi, prugni, mandorli, ecc, è un termine latino che deriva dal greco Proynos e Proyne = Pruna

avium, genitivo plurale del sostantivo latino avis = uccello e, quindi = degli uccelli

 

Descrizione

Albero deciduo dal portamento slanciato, con chioma ovato espansa, in grado di superare i 20 metri di altezza; rami giovani con corteccia chiara, liscia e glabra, a tratti lucida, grigio-rossastra, con evidenti lenticelle orizzontali; il tronco, invecchiando, assume tonalità più brunastre e si producono delle lacerazioni orizzontali sulla corteccia che tende a sfaldarsi arricciandosi; i rami sono rigidi e piuttosto fragili.

 

Foglie

Alterne, lunghe fino a 12 (15) cm, con numerose nervature; margine seghettato o crenato ed apice acuminato; pagina superiore glabra e di colore verde intenso; pagina inferiore più chiara e finemente pubescente; picciolo lungo 2-:-5 cm., generalmente provvisto di 2 o al più 3 ghiandole nettarifere rossicce posizionate in prossimità della base foliare.

 

Fiori

Ermafroditi, profumati, l’impollinazione avviene ad opera di insetti (entomogama); raggruppati in fascetti di 2-6, posti alla base di una corona di brattee con lamina a forma di cucchiaio e con margine ciliato, sono portati da lunghi peduncoli; ricettacolo ben evidente, glabro, urceolato; calice 5-mero con sepali verdi, oblunghi, glabri e riflessi in piena antesi; corolla 5-mera con petali mediamente di 12-:-15 mm in diametro, obovati, con apice ottuso o smarginato, bianchi o delicatamente rosati; stami numerosi, spesso oltre 20, con antere gialle; ovario 1-carpellare, glabro, stilo singolo, stigma capitato.

 

Frutti

Sono drupe di colore rosso, globose, succose e dolci, graditissime agli animali, in particolare uccelli; diametro attorno ai 10 mm, sono lungamente peduncolate e contengono un solo nocciolo.

- Le ciliegie selvatiche, potrebbero risultare leggermente lassative per i bambini.

- Il nocciolo contiene alcune tossine, quindi non va schiacciato.

 

 

Periodo di fioritura

Fiorisce, generalmente anticipando un po' la foliazione, in Marzo-Aprile e, alle quote più elevate, anche in Maggio.

 

Territorio di crescita

Verosimilmente originaria del Medio Oriente, la specie è stata propagata, da tempi remotissimi, praticamente in tutta Europa e Africa nord-occidentale; in Italia viene considerata spontanea in tutte le Regioni, eccetto Umbria, Marche e Calabria dove è naturalizzata.

 

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Habitat

Cresce spontaneo dalla pianura fino a 1500 metri slm, preferendo esposizioni soleggiate.

 

Somiglianze e varietà

Girando nei boschi si incontrano dei ciliegi inselvatichiti:

P. avium, allo stato selvatico, possiede frutti (=ciliegie) di colore rosso, che generalmente non superano 12 mm di diametro; molto succosi e zuccherini, possiedono scarsa polpa; inoltre le foglie sono generalmente pendule.

P. cerasus è pianta diversa con frutti più piccoli, amarognoli e foglie erette che a volte possono presentare ghiandole nettarifere: in passato era suddiviso nelle seguenti varietà, che ora vengono considerati soltanto dei sinonimi:

P. cerasus var. caproniana (L.) Gaudin = amarene: drupa rosa pallida con succo incolore;

P. cerasus var. marasca (Host.) Viv. = marasche: foglie ovate poco crenate, stipole maggiormente persistenti, drupa più lungamente peduncolata, pendente, rosso viva.

P. cerasus var. austera L. = visciole, griotte: drupa porporino scura con succo rosso sanguigno, rami allungati, fiori più penducolati, nocciolo che si stacca più facilmente dal gambo .

 

Specie protetta

L. R. 18/04/1995, n.33 Veneto, "Tutela del patrimonio genetico delle specie della flora legnosa indigena nel Veneto"; vd. art.1 e all. A.

L. R. 28/10/2004, n.27 Lombardia, "Tutela e valorizzazione delle superfici, del paesaggio e dell'economia forestale"; vd. art. 23 e all. A.

L. R. 10/01/1987, n. 8 Marche, "Modificazioni alla LR 13 marzo 1985, N. 7 riguardante: Disposizioni per la salvaguardia della flora marchigiana"; vd. art. 1.

 

Costituenti chimici

Zuccheri, potassio, acidi organici, calcio, fosforo, vitamine A e C, l’isoflavone genisteina e l’enzima amilase.

 

Uso Alimentare

Il frutto fresco, la ciliegia, è particolarmente apprezzato: ricco di zuccheri ma con un basso apporto calorico è consigliato nelle diete ipocaloriche.

Le cilegie possono venire conservate sotto spirito e da esse si possono ricavare marmellate e sciroppi, sorbetti e dessert di vario genere.

Dall’infusione dei frutti in alcool si ottiene un liquore, il Maraschino, tipicamente italiano e nato nei conventi durante il Medio Evo; altri liquori che si ricavano dalla ciliegia sono il Cherry, il Kirsch e la Ratafià.

Foglie rami e semi sono in qualche misura tossici poiché producono Glicoside Cianogenico ed è quindi opportuno evitarne l’ingestione.

 

 

Uso Cosmetologico

I peduncoli sono ricchi di tannino e sali di potassio e vengono utilizzati per preparare lozioni utili a lenire pelli arrossate e screpolate. Anche la polpa fresca dei frutti si può usare come astringente e rinfrescante, sulla pelle irritata e in caso di capillari dilatati.

 

 

Uso Farmacologico

Il frutto contiene un enzima presente anche nella nostra saliva, l’amilase, che ha effetti digestivi. Contiene anche una buona percentuale di potassio, importante nel controllo dell'ipertensione arteriosa, e di acidi organici efficaci per l'equilibrio acido-basico nel corpo.

 

Tutti i trattamenti farmacologici e sanitari devono sempre essere eseguiti sotto stretto e diretto controllo medico.

 

 

Medicina alternativa e Curiosità

Prunus avium contiene amigdalina e prunasina, sostanze che, a contatto con l’acqua, formano

l’acido idrocianico( o acido prussico ), che è tossico. In piccole quantità questo composto, tuttavia, stimola la respirazione e migliora la digestione. Il consumo della polpa del frutto fresco non è pericolosa da nessun punto di vista ma, al contrario, svolge azione dissetante, diuretica, antiurica e moderatamente lassativa ed è indicata anche per chi deve incrementare la riserva alcalina.

Questo frutto è consigliato, inoltre, nella cura di reumatismi, artriti, e per il suo contenuto di vitamine A e C a bambini e adolescenti.

I gambi del frutto hanno proprietà astringenti, diuretiche e toniche.

Praticando piccole incisioni sul tronco si ottiene una resina aromatica, che può essere usata per inalazioni nel caso di tosse persistente.

Dalle foglie si ricava una tintura di colore verde.

Il legno è solido, compatto e di bella grana: al tornio se ne ricavano strumenti, oggetti per la casa e mobili di qualità.

Prunus avium, nel simbolismo delle piante, rappresenta la buona creanza e la cortesia.

 

Note

Il legno del P. avium, dalle calde tonalità rossiccie, è molto apprezzato per lavori di intaglio, ebanisteria e per la realizzazione di mobili.

I frutti delle piante selvatiche possono risultare blandamente lassativi per i bambini e pertanto non se ne deve abusare.

I noccioli non si debbono schiacciare poiché contengono al loro interno delle sostanze tossiche.

In passato si utilizzava la resina gommosa, che fuoriusciva dalle ferite del tronco e dei rami, per farne una eccellente colla, usata soprattutto per la carta.

 

 

Scheda di proprietà AMINT realizzata da Giovanni Baruffa, Annamaria Bononcini, Pietro Curti, G.B. Pau - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica

Link utili

Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT

 

Prunus avium L. - Foto di Giovanni Baruffa

 

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