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Pietro Curti

Genere Lactarius

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Siamo alla Sezione Tricholomoidei, Sottosezione Srobiculini, vi propongo il più noto, Lactarius scrobiculatus, il nome è strettamente legato all'aspetto della superficie del gambo (riccamente e fittamente scrobicolata) e la semplice visione ne rende bene il concetto.

 

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Cappello visibilmente viscido, peloso-villoso al margine, di un bel giallo cromo, con zonature concentriche solitamente ben evidenti, all'inizio decisamente involuto e poi a maturità disteso. Le lamelle sono di color crema-giallastro e non presentano mai i riflessi rosa che caratterizzano tutte le altre specie affini, adnate o lievemente decorrenti, molto fitte, presenza di numerose lamellule. Il latice è copioso e bianco, con immediato viraggio al giallo-limone molto vivo nel giro di 5-10 secondi.

 

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Odore non significativo, sapore del latice e della carne decisamente acre, crescita nei boschi di conifere (quasi esclusivamente sotto Abete rosso) in Estate e per buona parte dell'Autunno. Il gambo è tipicamente decorato con numerosi scrobicoli su fondo bianco pruinoso che all'apice crea una netta anularità. Raggiunge a volte dimensioni eccezionali (fino a 30 cm di diametro!). Specie da considerare tossica.

 

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Per ulteriori informazioni vi invitiamo alla lettura della:

 

Scheda fotografica e descrittiva del Lactarius scrobiculatus

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Sempre Srobiculini, esaminiamo adesso il Lactarius leonis. Dai colori giallo pallido e dall'aspetto gelatinoso, dal cappello con zonature vaghe o assenti, il gambo con scrobicoli color oliva o assenti e con le lemelle sfumate di rosa. Si tratta anche in questo caso di flora micologica tipicamente alpina, sotto Picea abies (Abete rosso).

 

 

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Si tratta di un non commestibile dall'odore agrumato e sapore prima amarognolo e poi un pò acre, peccato che dalla foto non possiamo apprezzare il margine finemente peloso, diversamente in allargata possiamo ben vedere la superficie gelatinosa e il margine cromaticamente più chiaro rispetto al centro depresso e con sfumature ocracee.

 

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Siamo arrivati all'ultima Sottosezione della chiave con la quale abbiamo esaminato le prime due Sezioni del Genere Lactarius: Albati e Tricholomoidei.

 

Sotto Sezione Barbatini: Latice e carne bianchi non viranti (L.torminosus, L.pubescens, L.favrei, L.tesquorum e L.mairei).

 

 

La specie maggiormente rappresentativa e conosciuta di questo gruppo è Lactarius torminosus. Sicuramente uno dei più tossici e pericolosi, con il cappello fortemente villoso e dal bellissimo colore rosa carnicino, con evidenti zonature scure concolori, sempre depresso a maturità.

 

Lamelle fitte e con tonalità rosa-crema, latice bianco immutabile e lievemente virante al giallo se isolato dal contesto, gambo biancastro eccetto una zona più carica rosata all'apice, carne bianca, soda, con odore fruttato e sapore violentemente acre.

 

Cresce dall'Estate all'Autunno, sotto latifoglie e con particolare predilezione per la Betulla.

 

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Per ulteriori informazioni vi invitiamo alla lettura della:

 

Scheda fotografica e descrittiva del Lactarius torminosus

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Sempre nel gruppo dei Barbatini, Lactarius pubescens = Lactarius blumii molto simile al L. Torminosus, ma col margine del cappello meno villoso, di colore biancastro con o senza vaghe zone rosa poi ocraceo-rossastre. Lamelle rosa. Il gambo è corto attenuato verso la base pruinoso e di colore biancastro con riflessi rosati tendente all'ocraceo specialmente alla base, caratteristica è una cerchiatura rosata all'inserzione con le lamelle.

 

 

Latice acre, bianco che ingiallisce su tessuti, carne crema biancastra con sfumature rosate o ocracee di sapore acre ed odore fruttato/acidulo. Associato alle betulle, reperito in parchi / giardini specialmente sotto betulla pendula.

 

 

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Per ulteriori informazioni vi invitiamo alla lettura della:

 

Scheda fotografica e descrittiva del Lactarius pubescens

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Proseguiamo il nostro percorso di conoscenza del Genere Lactarius e affrontiamo le successive Sezioni.

 

S.Zonarii e la S.Glutinosi

e sottosezioni. Si tratta di due gruppi nutriti numericamente, comprendenti molte specie comuni e meno, distribuite negli habitat più vari. Assolutamente nulla da segnalare per la commestibilità in questi gruppi.

 

 

Sezione Zonarii: margine glabro*, latice bianco immutabile, zonatura del cappello più o meno netta e visibile.

 

* Nei giovani esemplari di L.zonarius ed in particolare in quella che viene riconosciuta da alcuni autori come var. scrobipes, è presente una fitta peluria appressata al margine del cappello.

 

Lactarius acerrimus, Lactarius evosmus, Lactarius zonarius, Lactarius porninsis e Lactarius bresadolanus

 

Sezione Glutinosi: margine glabro, cappello viscoso o lubrificato, latice immutabile, virante in maniera leggera o dopo essiccazione

 

Sotto Sezione Pyrogalini: latice immutabile anche dopo essiccazione.

Lactarius pyrogalus, Lactarius nanus, Lactarius pallidus, Lactarius musteus, Lactarius fascinans, Lactarius hysginoides, Lactarius flexuosus, Lactarius circellatus, Lactarius subcircellatus e Lactarius ilicis

 

 

Sotto Sezione Vietini: specie poco viscose, latice bianco che seccandosi si presenta in perline verdastre, grigiastre o brunastre.

Lactarius necator e Lactarius vietus

 

 

Sotto Sezione Glutinosini: specie sovente molto viscose, latice con le stesse caratteristiche descritte per S.S.Vietini

Lactarius fluens, Lactarius blennius, Lactarius albocarneus, Lactarius trivialis, Lactarius fraxineus

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Partiamo dal fungo che da il nome alla prima Sezione che accorpa questi nuovi Lactarius, Lactarius zonarius, cappello con portamento ondulato con margine inizialmente involuto disteso solo in vecchiaia, la colorazione pileica crena/giallastra con tonalità ocra/brunastre in maturazione , decorato da zonature concentriche più marcate rispetto al colore sottostante.

 

Lamelle molto fitte con presenza di lamellule, decorrenti e forcate al gambo e di colorazione bianco/crema pallido nel giovane e fino a crema /ocra in maturazione. Gambo piuttosto tozzo corto concolore alle lamelle , sovente macchittato di brunastro verso la base ove possono esistere degli strobicoli che hanno favorito la creazione di una varietà ( scrobipes ) non condivisa da molti adetti ai lavori.

 

Lattice bianco subito acre, carne da biancastra a brunastra soda nel cappello , fragile nel gambo , ingrigente dopo qualche minuto alla sezione con odore di frutta rancida e sapore acre. Specie abbastanza conune nelle boscaglie con prevalenza di quercus / carpinus / ostrya.

 

 

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Forma scrobipes Kuhner & Romagnesi

 

 

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Per ulteriori informazioni vi invitiamo alla lettura della:

 

Scheda fotografica e descrittiva del Lactarius zonarius

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Molto vicino a L.zonarius, con crescita sotto conifere e colori più forti, troviamo Lactarius bresadolanus. Lactarius bresadolanus = Lactarius zonaroides, si caratterizza per un cappello nettamente zonato e lucido, quasi viscido e con tonalità aranciate forti, per l'habitat già descritto, per il resto è quasi un sosia del precedente.

 

 

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Per ulteriori informazioni vi invitiamo alla lettura della:

 

Scheda fotografica e descrittiva del Lactarius bresadolanus

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Siamo arrivati al Lactarius porninsis, specie essenzialmente legata al larice (Larix decidua), inconfondibile non tanto per i cromatismi che ricordano i sanguinelli, quanto per il tipicissimo e forte odore agrumato. In alcune zone d'Italia viene consumato, vi assicuriamo che l'amarescenza della carne rendono questi funghi oltremodo sgradevoli ed indigesti.

 

Cromatismi forti, arancione vivo nel cappello e presenza di zonature più o meno evidenti, lamelle fitte, arancio pallido o un pò rosate a maturità, latice bianco immutabile e dolce, con retrogusto tardivo amaro.

 

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Carne biancastra con sfumature aranciate il prossimità della zona cuticolare, odore e sapore come già riferito, crescita esclusiva in lariceto dall'Estate all'Autunno, abbondantissimo nei siti di crescita.

 

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Per ulteriori informazioni vi invitiamo alla lettura della:

 

Scheda fotografica e descrittiva del Lactarius porninsis

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Sempre nella Sezione Zonarii troviamo Lactarius evosmus, cappello biancastro o comunque tale al margine, anche nei soggetti a cromatismi più carichi arancio-ocraceo. Gambo biancastro, liscio e privo di scrobicoli, lamelle bianche a maturità abbastanza chiare, rosa carnicino e poi brunastre, nelle zone erose.

 

Latice bianco, immutabile isolato, grigio-verdastro asciugando sulle lamelle. Carne biancastra, odore fruttato (simile a mele), sapore acre al pari del latice. Cresce sotto latifoglie privilegiando in particolare il pioppo.

 

 

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Per ulteriori informazioni vi invitiamo alla lettura della:

 

Scheda fotografica e descrittiva del Lactarius evosmus

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Vediamo adesso la Sezione Glutinosi, Sotto Sezione Pyrogalini: latice immutabile anche dopo essiccazione.

 

Il fungo che da nome al gruppo è Lactarius pyrogalus, specie molto diffusa ovunque ci sia nocciolo, cappello con caratteristica depressione, color grigio-nocciola, liscio, spesso brillante lucido, privo di zonature tranne in alcuni casi la presenza di uno o più cerchi a delimitare l'area centrale del cappello.

 

Lamelle abbastanza larghe, crema-rosa da giovani per poi divenire arancio ocracee a maturità. Gambo cilindrico, si assottiglia verso la base, lievemente più pallido del cappello ma con cromatismi analoghi. Latice bianco, mantiene il suo colore isolato dal contesto, asciugando sulle lamelle assume tonalità grigie-ocra-verdastre. Carne biancastra, odore fruttato, sapore acre al pari del latice.

 

 

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Per ulteriori informazioni vi invitiamo alla lettura della:

 

Scheda fotografica e descrittiva del Lactarius pyrogalus

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