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Pietro Curti

Fotografie Di Qualità

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Cari Soci,

come sapete la nostra Associazione ha già realizzato i primi lavori editoriali e in prospettiva sarà impegnata sempre di più in questa direzione con produzione di manuali, libri e riviste.

 

Il nostro obiettivo prioritario, pur dovendo salvaguardare requisiti tecnici e scientifici imprescindibili, è quello di cercare di coinvolgere il massimo numero dei Soci nelle attività editoriali presenti e future, nello specifico, attraverso la partecipazione diretta con fotografie nei prodotti che andremo a realizzare.

 

Come sapete per l'elaborazione e la realizzazione dei progetti didattici, formativi e divulgativi, ci siamo dotati di organismi scientifici preposti: il Comitato Scientifico Micologico e il Comitato Scientifico Botanico, in futuro nomineremo dei Comitati di Redazione attingendo esclusivamente dai componenti del CSM e del CSB che si renderanno disponibili per la produzione dei testi.

 

Diversamente, per la selezione delle foto, ci piacerebbe che i Comitati di Redazione che verranno appositamente nominati, potessero attingere a documenti fotografici di qualità che rappresentino in modo ampio l'intera Associazione. Sappiamo che la gratificazione che consegue dal vedere una propria foto pubblicata in un testo o una rivista a diffusione nazionale è grande, vorremmo donare questa opportunità al maggior numero dei Soci possibile.

 

Come anticipato, questa possibilità può essere utilmente percorsa solo se saranno rispettati dei requisiti essenziali, requisiti di natura scientifica e requisiti di natura tecnica, in questo post spiegheremo bene a cosa ci riferiamo, nella speranza che le indicazioni e i suggerimenti saranno fatti propri da tutti i Soci e quindi con l'auspicio, di poter vedere in un prossimo futuro centinaia di Soci AMINT coinvolti con loro fotografie nelle nostre produzioni editoriali.

 

Il Presidente dell'AMINT

Pietro Curti

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Requisiti Tecnici e Scientifici a cura di Tomaso "Angizio"

 

 

COME REALIZZARE DEGLI SCATTI DI BUONA QUALITÀ

 

 

In questo testo cercherò di descrivere brevemente i principi della tecnica fotografica che utilizzeremo per fare delle buone foto ai nostri amati funghi e fiori.

In ogni macchina fotografica tre elementi sono fondamentali per una buona foto il DIAFRAMMA, il TEMPO DI SCATTO, e la MESSA A FUOCO; analizziamoli insieme.

Tom

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DIAFRAMMA (f)

 

Il numero del diaframma f indica quanto si apre il diaframma dell'obbiettivo durante lo scatto, numeri piccoli indicano diaframmi grandi, e viceversa numeri grandi indicano diaframmi piccoli. (Fig 1)

 

Fig-1.gif

 

 

Perché siamo così interessati al numero di diaframma? Perché un diaframma piccolo migliora la profondità di campo, cioè lo spazio che sarà a fuoco nella nostra fotografia (Fig 2).

 

 

Fig-2.gif

 

 

I funghi sono spesso "cicciotti" e quindi una buona profondità di campo è fondamentale per uno scatto di qualità.

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TEMPO DI SCATTO (T)

 

Il valore del tempo di scatto è il reciproco della durata di apertura dell'otturatore durante uno scatto, Se leggiamo che il tempo è 125 vorrà dire vuol dire che lo scatto durerà T=1/125 di secondo. Numeri grandi quindi indicano tempi di scatto molto veloci. Tempi di scatto veloci ci permettono ad esempio di "fermare" sulla pellicola i fiori che si muovono col vento.

 

L'ideale quindi sarebbe usare diaframmi stretti e tempi veloci, ma le due cose purtroppo sono incompatibili.

Diamo un'occhiata alla tabella di Fig 3 e capiremo insieme perché.

 

 

Fig-3.gif

 

 

Se ci spostiamo da un diaframma 5.6 a un diaframma 8 dimezza l'apertura da cui passa la luce e possiamo compensare raddoppiando il tempo, passando cioè da 125 a 60.

Quindi se è corretta la coppia

f = 5.6 T = 1/125

sono corrette anche le coppie

f = 8 T =1/ 60

oppure

f = 11 T = 1/30

perché faranno arrivare sulla pellicola (o sul sensore delle digitali) la stessa quantità di luce.

È quindi impossibile avere diaframmi stretti e tempi veloci contemporaneamente perché andremmo in direzioni opposte nella scelta dei valori della Fig. 3

 

Quali possono essere le soluzioni?

Fondamentalmente 3

 

1) Usare pellicole più sensibili o aumentare la sensibilità della digitale.

Questa soluzione è veramente sconsigliabile, perché aumenta molto la grana dell'immagine con conseguente crollo della qualità.

 

2) usare il Flash, in questo modo aumentiamo la quantità di luce e possiamo usare tempi veloci anche con diaframmi piuttosto chiusi. A volte può essere una buona soluzione, ma ci sono delle controindicazioni:

- a distanza ravvicinata (nelle macro) il Flash in molti modelli da una dominante di colore indesiderata che rovina la foto

- a distanza ravvicinata (nelle macro) spesso il flash "brucia le parti chiare dell'immagine, possiamo compensare questo effetto sottoesponendo di uno o più stop

- il flash crea delle ombre nette piuttosto forti, che esteticamente non sono belle (se volete potete filtrare la luce flash con un banale fazzolettino di carta per diffondere la luce).

 

3) Utilizzare un cavalletto. Questa è la scelta vincente perché ci permette di utilizzare diaframmi stretti, e tempi lunghi, senza il rischio di incorrere nel "mosso".

L'esposizione potrà durare, come succede spesso, anche 2 o 3 secondi senza problemi.

Quando scattiamo col cavalletto e con tempi lunghi rischiamo però di creare un micromosso spingendo sul bottone dello scatto, per risolvere questo problema basterà impostare l'autoscatto di 10 secondi (2 secondi per chi possiede l'opzione), in questo modo la macchina avrà smesso di vibrare nel momento in cui si aprirà l'otturatore per effettuare la foto.

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MESSA A FUOCO

 

Le moderne macchine fotografiche ci aiutano molto nella messa a fuoco anche in condizioni di illuminazione piuttosto precarie, ma a volte rischiamo di perderci di fronte alla scelta di possibilità di messa fuoco che ci viene offerta da una macchina digitale.

 

Secondo me il sistema più adatto di messa a fuoco è l'autofocus in modalità SPOT. Che cos'è la modalità Spot? È una modalità in cui l'area di rilevazione della messa a fuoco è molto ridotta e corrisponde al cerchietto che troviamo nel centro del mirino.

 

In questo modo possiamo mettere con esattezza a fuoco la parte più vicina a noi del fungo e contare su una buona profondità di campo data dal diaframma stretto (ad es: f = 11 oppure 22) che abbiamo impostato. Ti ricordi tutto vero sulla profondità di campo? :-) Altrimenti vai in prigione senza passare dal Via, e mentre sei in prigione rileggiti il capitolo sul DIAFRAMMA di questo mini-trattato di fotografia :-)))

 

Se il soggetto non è al centro dell'inquadratura basterà metterlo al centro dell'inquadratura spingere il bottone di scatto fino a metà per bloccare la messa a fuoco, correggere l'inquadratura e finire di premere il bottone di scatto.

Chi non ha la possibilità di utilizzare la lettura SPOT, prenda in seria considerazione l'ipotesi di fare un po' di prove con la messa a fuoco in manuale che permette una migliore precisione nella scelta del punto che vogliamo mettere a fuoco.

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Riassumendo le caratteristiche che deve avere una buona immagine (con attenzione alle digitali)

 

- Diaframmi stretti durante lo scatto per avere grande profondità di campo (utilizzare la modalità di scatto PRIORITÀ DI DIAFRAMMI ed impostare ad esempio f = 11, o f = 22).

 

- Uso del cavalletto per avere foto perfettamente ferme (SCELTA TASSATIVA!!!).

 

- Precisione nella messa a fuoco (selezionare la messa a fuoco SPOT, cioè su zone ristrette, se la vostra macchina lo consente).

 

- Usare l'autoscatto per evitare vibrazioni.

 

- Preferire la modalità AUTOFOCUS + Lettura SPOT.

 

- Sottoesporre di ca. 1 stop in presenza di soggetti bianchi o molto chiari.

 

- Evitare le zone con illuminazione "pezzata". Le zone in ombra verrebbero scurissime e le zone illuminate dal sole verrebbero bruciate. Preferire sempre le foto senza il sole diretto, basta chiedere a un amico di fare schermo con il corpo: è un trucco banale, ma efficacissimo.

 

- Mi raccomando di selezionare SEMPRE la risoluzione massima consentita dalla vostra digitale associata alla massima qualità di salvataggio del formato JPG. Il prezzo delle schede di memoria negli ultimi due anni è decisamente crollato e si trovano schede da 1 Giga a prezzi ormai contenuti, quindi permettiamoci sempre scatti al massimo della qualità che la nostra macchina fotografica consente.

 

- Salvare sempre l'originale in alta risoluzione senza ritocchi. in questo modo se si fanno dei fotoritocchi "sballati" (problema piuttosto frequente!) si potrà sempre ripartire dall'immagine originale.

 

- Portarsi sempre delle pile di ricambio al seguito, è triste non poter scattare foto al ritrovamento che aspettavamo da tempo...

 

- Svuotare la RAM Card PRIMA di partire per un'escursione, e portarsi al seguito (chi la possiede) la scheda di riserva.

 

 

Un ultimo suggerimento:

 

è vero che la foto la fa la macchina e che l'immagine passa attraverso l'obbiettivo (che devono quindi essere di buona qualità), ma lo scatto lo fa il fotografo!

Comporre con attenzione "l'altarino" per lo scatto, togliere un filo di erba secca, ricontrollare l'inquadratura prima di scattare sono tutti elementi fondamentali per la riuscita di una bella foto.

 

Spesso decentrare il soggetto ci permette una composizione più equilibrata e più piacevole alla vista, ma la cosa più importante di tutte è che la foto più bella per noi avrà un significato limitato se non evidenzierà le caratteristiche micologiche o botaniche necessarie a una corretta identificazione.

 

Dovremo quindi mettere in evidenza:

 

Per i funghi:Cappello, Gambo, Lamelle (o altro, tuboli, idni, ecc.) e caratteri specifici della specie (viraggi della carne e delle superfici in genere, sezioni dei funghi, anelli, volve, ecc. ecc.), componendo insieme più esemplari (possibilmente giovani insieme a esemplari maturi) in modo che si possano vedere queste importanti caratteristiche all'interno della nostra foto. Utili anche aspetti vegetazionali del sito di ritrovamento inseriti volutamente nella composizione della foto (foglie e frutti delle essenze arboree presenti).

 

Per i Fiori: Fiore ( corolla, calice, sepali), fusto, foglie del caule, foglie basali, portamento della pianta nel suo insieme e in habitat, frutti e radici o bulbi, ove possibile.

Difficilmente tutto questo potrà essere messo in evidenza con un solo scatto, invito pertanto a scattare quante più foto possibili del medesimo soggetto.

 

Spero che questi consigli vi possano essere utili, quindi buona pratica a tutti!

Tomaso :-)

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ottimi suggerimenti!.. essenziali per fare fotografie.

Con la nostra fotocamera a volte facciamo belle foto; a volte invece facciamo delle ciofeche.

Come mai?

La fotocamera è sempre quella!!

La risposta è semplice.

La foto la fa il fotografo più ancora della macchina.

Alura?

Prima ancora di piazzare la digit, guardate in alto da dove proviene la luce del sole(se è nuvolo è l'ideale);

mettetevi tra la sorgente di luce e i vostri soggetti in modo da fargli ombra;

la posizione giusta è la seguente: Sole, Fotografo, Digit, Soggetto.

se non c'è spazio spostateli e ricomponete l'altarino (le foto in controluce sono da buttare);

e finalmente scattate........se possibile senza flash.

:bye:

emilio

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:read: domandina facile ,facile: ma le foto si lasciano a 300 oppure dobbiamo tirarle da 96 a 72?

:wedgie: Marika

 

 

Ps:. per Massimo:non temo i "cavalletti"che mi saltano addosso :194::194:

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ciao Marika

immagino che per 300, 96 o 72 intendi i punti x pollice (DPI)cioè la risoluzione dell'immagine.

Mantieni i 300 ovviamente perchè così le foto sono più definite nei particolari e quindi migliori. :Jumpy:

Se riduci a 96 o 72 perdi tutta la qualità che ti da la tua digit supergalattica.

:bye:

emilio

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:read: domandina facile ,facile: ma le foto si lasciano a 300 oppure dobbiamo tirarle  da 96 a 72?

:wedgie: Marika

 

Marika, la risposta alla domanda è molto meno facile di quanto sembra.

 

Innanzitutto Come ho già spiegato nelle regole che ho elencato nei primi post bisogna archiviare gli scatti originali e lavorare SOLO su COPIE su cui possiamo fare tutto quello che ci pare senza rischio di perdere nulla così possiamo ogni volta ricominciare daccapo se facciamo papocchi (sempre su altre copie naturalmente).

 

E ora rispondo alla tua domanda.

i dpi sono i pixel che troviamo in ogni pollice inglese di lunghezza della foto.

dpi = Dot Per Inch.

 

La stampa tipografica si effettua normalmente con immagini a 300 dpi.

Le immagine per il WEB si usano normalmente a 72 dpi.

 

Riportandoli alle unità di misura italiane:

300 dpi = 118, 11 pixel ogni cm di lato dell'immagine

72 dpi = 28,346 pixel ogni cm di lato dell'immagine

 

Molte macchine digitali scattano alla risoluzione "come mejo me pare" :D

Ad esempio la mia Nikon Coolpix L101 scatta a 300 dpi,

mentre la Reflex Canon EOS 300D scatta a 180 dpi!

Quello che ti da la vera dimensione dell'immagine però è la lunghezza in pixel dell'immagine e il suo peso dipende solo da questo.

Infatti:

Nikon Coolpix L101 = 6.2 Megapixel

Reflex Canon EOS 300D 6.5 Megapixel (anche se la risoluzione in dpi è più bassa)

 

Esempio: apro un'immagine della coolpix in PHOTOSHOP, menu IMAGE/IMAGE SIZE, misura: 2816x2112 pixel, che a 300 dpi significa 23,84x 17.88 cm

In questa finestra di dialogo è fondamentale capire il significato dello spunto sulla voce: RESAMPLE IMAGE (RICAMPIONA IMMAGINE)

 

1) Se togliamo lo spunto e cambiamo i dpi da 300 a 72 possiamo leggere nella prima riga in blu che il peso dell'immagine riamane 17 MB sia prima che dopo il cambiamento. Vuol dire che non abbiamo perso nulla nella dimensione dell'immagine.

 

2) Se invece lasciamo lo spunto e cambiamo sempre i dpi da 300 a 72 possiamo leggere nella prima riga in blu che il peso dell'immagine cambia da 17 MB a 1 MB (1000 KB). In questo modo modifichiamo la quantità di pixel e quindi anche la dimensione dell'immagine riducendola drasticamente.

 

ATTENZIONE tutte le modifiche DISTRUTTIVE sulle immagini non sono recuperabili se non abbiamo conservato separatamente l'originale.

Mi spiego meglio: Dopo il passaggio 2) diamo OK e proviamo a riaprire la stessa finestra e a rimettere 300 dpi. e diamo OK.

L'immagine è come quella iniziale giusto?

NO! :wall: Sbagliato. Questo è un errore molto comune...

L'immagine ha perso la sua qualità iniziale e non è che la recuperiamo risalvandola a risoluzione più alta. Basta aprirla e guardarla per rendercene conto.

 

La stessa cosa succede se salviamo un'immagine JPG in Photoshop con qualità 8 poi la chiudiamo, la riapriamo e la salviamo a qualita 10, è totalmente inutile avremo solo un file più pesante, ma non di migliore qualità.

Quello che perdiamo in qualità non ci viene più restituito!

Per convicerci facciamo anche qui un piccolo esperimento pratico e capiremo meglio:

Facciamo la copia di un'immagine, salviamola in qualità 1 (il minimo), chiudiamola riapriamola e salviamola con qualità 12 (il massimo), riapriamola, com'è? Come l'originale? Bella? No!!! fa schifo anche se è salvata a qualità 12 :194::194:

Perché le informazioni che abbiamo perso non le recuperiamo più...

 

Quando scattiamo un'immagine selezioniamo sulla nostra digit sempre il massimo della risoluzione disponibile e il massimo della qualità JPG possibile (indicato da un disegnino che rappresenta uno spicchio col bordo perfettamente tondo e senza quadretti). Nella maggior parte delle digitali questa qualità equivale a un salvataggio JPG con Photoshop a qualità 11.

QUINDI È INUTILE SALVARE A QUALITÀ JPG 12 da Photoshop, avremo solo file più pesanti sul nostro HD che non servono assolutamente a nulla se non a rubarci spazio prezioso sul computer!

 

esercitatevi con le prove consigliate, mi raccomando e...

...alla prossima puntata :thumbup:

Tom :):bye:

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