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sonic

Santolina ligustica Arrigoni *

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Ciao a tutti, dopo il Crocus ligusticus volevo presentare un altro endemismo ligure interessante: Santolina ligustica Arrigoni.

Lo spunto mi è venuto da una rapida escursione effettuata due domeniche fa (26/11/2006) sul Monte Guaitarola, nell’entroterra di Deiva (La Spezia) dove ho rinvenuto un esemplare di S. ligustica in piena fioritura, nonostante che l’antesi avvenga di norma tra maggio e luglio!

Ecco alcune informazioni raccolte in giro.

Il genere Santolina comprende arbusti aromatici per lo più endemici ad areale ristretto. L’areale comprende Penisola Iberica, Baleari, Francia Meridionale, Sardegna e Corsica, coste tirreniche, Algeria e Marocco. Il principale centro di speciazione e distribuzione è rappresentato dalla penisola Iberica, dove si rinviene un numero elevato di specie e sottospecie endemiche. In Italia il genere Santolina è caratterizzato, allo stato spontaneo, da due aree principali di distribuzione, una tirrenica ed una Sardo-Corsa.

Per l’area Tirrenica sono stati individuati quattro schizoendemismi: Santolina ligustica Arrigoni, S. leucantha Bertol.(vedi post di Giuliano e Giuseppe Trombetti), S.etrusca Marchi et D’Amato, S. neapolitana Jord. et Fourr., originatisi per lenta e progressiva differenziazione causata da isolamento geografico, ecologico e genetico.

Nell’area Sardo-Corsa sono note invece due specie S. corsica Jord. e S. insularis Arrigoni (recentemente postata da Giovanni Solinas), la cui origine è più controversa.

Santolina ligustica Arrigoni (Crespolina ligure) Fam. Asteraceae, è una specie esclusiva dei substrati ofiolitici nell’area compresa tra Moneglia/Deiva e Monterosso al Mare, nella provincia di La Spezia. Vive nelle garighe, prati e pendii sassosi e soleggiati, dal mare sino a circa 600 m. La specie, data l’abbondanza di queste rocce nel territorio, localmente appare essere frequente, in realtà vive su aree estremamente frazionate che assommate non superano i 15 Km2 di superficie, per una popolazione totale stimata intorno ai 30.000 individui. Attualmente è classificata come “specie gravemente minacciata” e sembra essere in graduale rarefazione anche nei siti principali, tra cui proprio il SIC che comprende il Monte Guaitarola.

La pianta ha una altezza complessiva di 10-40 cm, legnosa alla base, con foglie divise in tante lacinie filiformi di 2-4 mm e capolini piccoli con fiori bianco crema. Il nome locale, canùa (incanutita) è un chiaro riferimento al grigio delle sue foglie, che tra l'altro la differenzia dalla S. leucantha.

In alcune zone veniva usata come succedanea della camomilla dal gusto forte e amaro.

Le foto che allego non sono un gran che, spero di fare meglio la prossima estate.

Saluti

 

sonic-Carlo Cibei

 

Una prima vista d'ambiente

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