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Amanita Ovoidea

5 risposte in questa discussione

Salve,

Sto cercando di sensibilizzare un pò i competenti a fare chiarezza e divulgazione su questo fungo fino ad oggi considerato come commestibile buono dal biblico BRUNO CETTO e non solo.

Giusto per rendere un'idea propongo il seguente allegro link :

Il seguente commento è stato da me publicato all'indirizzo : http://it.wikipedia.org/wiki/Amanita_ovoidea

In Puglia è un fungo che è stato a lungo consumato senza problemi, adesso alcune ASL hanno cominciato a sconsigliarne la raccolta ed il consumo. Le caratteristiche morfologiche di un fungo dovrebbero essere immutabili sul pianeta terra e quindi se il fungo è commestibile in Toscana dovrebbe essere commestibile anche in Puglia. Quello che potrebbe cambiare è legato alla straordinaria capacità dei miceli che come sappiamo sono in grado di sintetizzare e concentrare molti fattori inquinanti e tra questi anche eventuali radiazioni.

... altri commenti concordanti e NON sono disponibili nella stessa pagina.

 

Qualcuno dunque potrebbe esprimersi con PERENTORIA cognizione di causa sulla commestibilità di questo fungo e inizializzare un processo divulgativo capillare sul territorio nazionale ?

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ciao Blob, nel frattempo che il nostro Tossicologo prenda visione di quanto tu chiedi ti invito a soffermarti su questa scheda presente nel nostro archivio

 

clicca qui

 

ciao Massimo

 

questa è la pagina curata dal Dott. Claudio Angelini ( Gyrolcolmitra) responsabile della pagina di micotossicologia AMINT

 

Sindrome norleucinica o nefrotossica o smithiana

 

 

 

Nel 1994 in Francia, nella regione a sud di Montpellier, venne segnalato e pubblicato un caso di intossicazione da funghi che metteva in relazione la comparsa di un’insufficienza renale acuta con l’ingestione di Amanita proxima. Successivamente sono stati segnalati (Pellizzari & Moser, Pagine di micologia, n. 11, 1999) altri casi soprattutto nella costa pacifica dell'America settentrionale e riguardavano Amanita del sottogenere Lepidella, principalmente Amanita smithiana e A. solitaria. I quadri clinici assomigliavano alla sindrome orellanica, a causa di una elevata tossicità renale, ma mai si era potuto isolare orellanina. Già negli anni fra il '66 e il '73, da questa Amanita era stato isolato un aminoacido allenico non-proteico termostabile, la norleucina allenica (aminohexadienoic acid), di cui si era dimostrata sperimentalmente la tossicità in alcuni animali. Recentemente è stata isaolata anche la clorocrotilglicina.

 

Allo stato attuale si è correlato questo aminoacido con questi casi di intossicazione umana e se ne è anche dimostrata sperimentalmente la notevole differenza di effetti tossici sulle cellule tubulari renali rispetto all'orellanina: l’orellanina blocca l’attività della fosfatasi alcalina dell’orletto a spazzola delle cellule dei tubuli renali, la norleucina no. Questo fatto spiegherebbe la reversibilità del danno renale in questa sindrome rispetto alla irreversibilità che di norma avviene in quella orellanica.

 

Anche in Estremo Oriente altri studiosi giapponesi isolarono la norleucina allenica in alcune Amanita dello stesso gruppo (A. pseudoporphyria e A. neoovoidea), senza però confermarne la tossicità.

 

Recentemente anche in Italia si sono moltiplicate le segnalazioni di sindromi norleuciniche, particolarmente nell’Italia centro-meridionale, dove più sono diffuse le amanite di questo gruppo e dove sovente vengono anche tradizionalmente consumate. Le segnalazioni provengono soprattutto dalla Toscana, Puglia e Sardegna.

 

Funghi responsabili di questa sindrome sono le Amanita appartenenti al gruppo ovoidea, come ovoidea stessa, proxima e aminoaliphatica.

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Caro Massimo,

 

una domanda:

 

Amanita aminoaliphatica è ancora accetta come entità?

 

Sapevo trattarsi di forme immature di A.ovoidea, puoi darmi una dritta in merito?

 

Grazie

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Caro Massimo,

 

una domanda:

 

Amanita aminoaliphatica è ancora accetta come entità?

 

Sapevo trattarsi di forme immature di A.ovoidea, puoi darmi una dritta in merito?

 

Grazie

 

Ciao Nico, no nessuna dritta in merito, riporto quanto edito dalle pagine di tossicologia.

Purtroppo è un gruppo di Miceti lontano dalle mie mete abituali di ricerca e per quanto mi riguarda ho reperito solo due volte quella che poi ho determinato come A. ovoidea s.l.

Detto questo posso solo accettare quanto scritto e fidarmi dellìinquadramento dato, anche se la parola fidarsi in micologia ................................

Il futuro certamente riserverà sorprese .......ormai nell'era della fotografia digitale e la possibilità x molti di immortalare gli studi lascia poco spazio alle tante interpretazioni , ora si può dimostrare senza fronzoli e copiature varie. ;)

ciao

Massimo

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