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Massimo Biraghi

ponte di tutti i santi

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Finalmente, dopo una stagione alquanto tirata per gli impegni micologici intrapresi ci si concede un piccolo meritato riposo nonché un'occasione per conoscere meglio funghi non riscontrabili alle latitudini settentrionali.

 

Poggio Corbello - Lago dell'Accesa (Massa Marittima) è un'angolo di tranquillità assoluta, il complesso dell'agriturismo è situato in cina al colle e domina il lago sottostante dalle acque straordinariamente azzurre.

 

Se qualcuno ci vuole fare una visita a sorpresa...........è ben accolto.

 

Max

 

 

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Buona vacanza, Max !! ;)

E, vista la zona, buona raccolta di funghi (da studio e da panza!) :P

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Già che ci sei...

se puoi informati un po' su una vecchia storia di diversi anni fa: dicevano che in quel laghetto ci avevano gettato un alligatore o qualcosa di simile! Poi recuperato.

Era una favola, una presa per il c... o magari qualche idiota che se l'era portato vivo in Italia da qualche viaggio esotico e aveva ben pensato di liberarsene proprio lì?

 

:bye: Ale

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Ciao Ale, di leggende sugli alligatori ve ne sono in tutta italia. Pensa che secondo la tradizione in una chiesa in val brembana, Ponte Nossa, ci sarebbero i resti di un coccodrillo, che dulcis in fundo mangiava le vergini.........pare che sia morto di fame (cattiveria dei paesi viciniori.)

 

La leggenda di Maremma narra che la zona occupata attualmente dal lago dell’Accesa, originariamente fosse abitata da contadini, i quali coltivavano l’intera area a grano.

Il 26 luglio 1218, giorno di Sant’Anna (protettrice dei mietitori), doveva essere un giorno di riposo per i contadini, ma quell’anno il raccolto del grano prometteva grandi risultati così che alcuni contadini decisero di non santificare la festa continuando a mietere.

All’improvviso risuonò un forte boato, iniziò il diluvio, i carri dei contadini iniziarono a sprofondare nel terreno e l’acqua prese a sgorgare dal suolo. In brevissimo tempo l’intera zona fu coperta dall’acqua e i contadini sparirono inghiottiti nelle viscere della terra.

La leggenda vuole che il giorno di Sant’Anna, recandosi sulle sponde del lago, sia possibile sentire il muggito dei buoi e lo stridio delle ruote dei carri.

Quando la tempesta cessò, al posto dei campi di grano si apriva un piccolo specchio d’acqua verde cupo, il lago dell’Accesa.

In un’altra versione del racconto popolare, la causa della catastrofe fu di un borgo abitato da peccatori e bestemmiatori che, sempre nel giorno dedicato a Sant’Anna, proseguirono nel lavoro di mietitura non facendo festa e bestemmiando.

 

Birillo, l'alligatore del lago dell'Accesa
LIVORNO.Un nome gli andava pur dato e sotto il sole cocente dell'estate - quella del 1998 - l'avevano battezzato Birillo il coccodrillo (o forse alligatore, iguana... chissà!). Era un lunedì sera di agosto quando un tedesco naturalizzato italiano, residente da anni nella zona di Massa Marittima, chiamò i carabinieri: «Ero sulla sponda del lago dell'Accesa, quando è arrivata una coppia di miei connazionali. Avevano un'animale al guizaglio lungo un metro e mezzo, iguana o coccodrillo non saprei dire. Ad un certo momento l'animale si è liberato e si è tuffato nell'acqua, scomparendo subito». Sembrava una leggenda metropolitana e invece, nei giorni successivi, arrivarono notizie di avvistamenti: furono segnalate anche strane impronte nel fango lacustre. Il sindaco di Massa Marittima firmò un'ordinanza di divieto di balneazione nel lago: verrà rimossa solamente l'anno successivo. Sulla superficie del lago, da sempre avvolto dalle leggende, furono messe perfino le esche attira-coccodrillo, rimaste però a galleggiare senza risultato.
Del mostro (o Nessie che dir si voglia) del lago dell'Accesa in quell'estate di cinque anni fa nessuno, però, trovò più tracce a partire dall'autunno. «E' morto per il freddo», dissero in molti, mentre i primi tepori primaverili dell'anno successivo solleticarono di nuovo la curiosità.
Ma non ci fu nulla di nuovo. Di Birillo il coccodrillo si persero subito le tracce, dopo essere stato alla ribalta anche delle televisioni, comprese quelle straniere.

 

Ma è più affascinate questo

 

Grosseto, 28 ottobre 2015 - NELLA MACCHIA di Scarlino spunta un eremita. Un 45enne spagnolo viveva dsa quasi vent’anni all’interno della riserva delle Bandite nella zona delle Costiere, senza che nessuno si fosse accorto della sua presenza. Almeno finché alcuni fungaioli, qualche giorno fa, hanno avuto un «incontro ravvicinato» con lui. Una tenda messa insieme con funi e corde, qualche oggetto indispensabile per sopravvivere e (soprattutto) nessun contatto con il mondo esterno. Se non la notte, quando l’uomo – senza farsi notare – raggiungeva la zona di Cala Violina e i centri abitati più vicini per rovistare nei cassonetti della spazzatura e trovare qualcosa da mangiare. Dalla metà degli Novanta questa è stata la vita dello straniero. La scorsa settimana però il suo accampamento è stato scoperto da alcuni fungaioli che hanno segnalato al Comune di Scarlino e alle Bandite, l’ente che gestisce quell’area verde regionale, la presenza di una tenda «sospetta»: il rifugio, coperto da un semplice telo, si trovava in un punto difficilmente individuabile, tanto che gli stessi addetti comunali e le guardie delle Bandite hanno impiegato del tempo per raggiungerlo. Una volta trovato, è stato proprio il 45enne spagnolo ad accogliere i visitatori: se ne stava al coperto ed è rimasto sorpreso dall’improvvisa visita. «Aveva con sé un vecchio passaporto – racconta l’assessore scarlinese Luca Niccolini – non è fuggito, anzi, si è presentato al personale della Bandite e ha detto di essere lì da anni e di voler semplicemente vivere da solo, lontano da ogni forma di civiltà. Quando gli è stato chiesto di che cosa si nutrisse, ha ammesso di spostarsi di notte per raggiungere i centri i vicini e fare scorta dei resti di cibo nei cassonetti. Ha anche detto di essere pronto ad andarsene». E così ha fatto.

L’UOMO, infatti, si era ripromesso che, se scoperto, avrebbe cambiato «residenza» proprio perché la sua volontà era quella di vivere isolato, lontano da tutti. Per anni la macchia di Scarlino è stata la sua casa, ma i fungaioli hanno (involontariamente) guastato il piano, rompendo l’isolamento. I carabinieri di Scarlino lo avevano già fermato per un controllo, sulla strada, mentre era intento nella ricerca di cibo, e così non è stato troppo difficile risalire alla sua identità. Ma poco si conosce della sua storia: di sicuro arriva dalla Spagna, non ha precedenti con la giustizia e si trova in Italia da anni, come ha confermato anche parlando in italiano con le guardie delle Bandite. «Voglio rimanere solo, sono un eremita», ha detto a chi gli ha chiesto spiegazioni. Ma adesso, a quanto risulta alle autorità comunali, la sua permanenza nella macchia scarlinese si è conclusa: cercherà un’altra sistemazione, altrettanto confortevole e isolata. Finché qualcun altro non si imbatterà nel suo accampamento e allora riprenderà il suo viaggio lontano dalla civiltà.

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Bellissima la storia dell'eremita, chissà... se ci fosse un metodo migliore che rovistare nei cassonetti, ci si potrebbe fare un pensierinooooo

 

Tom :):D

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eh si, diciamo affascinante, un pezzo di me, ma credo di molti di noi.

Ma parlando della calata degli unni :lol: spero di raccogliere frutti, due soci nuovi e altrettanti da "svezzare" e se son rose...............

Un abbraccio............ps Tom, ma è arrivato il Pluteus?

Max

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ancora no, sarà per strada! :D

Tom :)

sempre se le poste (si chiamano ancora così?) si ricordano che tutte le strade portano a roma..........e anche i Pluteus :lol:

Max

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