<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0"><channel><title>Funghi Commestibili Latest Topics</title><link>https://www.funghiitaliani.it/38-funghi-commestibili/</link><description>Funghi Commestibili Latest Topics</description><language>en</language><item><title>Mitrophora semilibera (DC. : Fr.) L&#xE9;v. 1846</title><link>https://www.funghiitaliani.it/topic/15125-mitrophora-semilibera-dc-fr-l%C3%A9v-1846/</link><description><![CDATA[<p>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;font-size:18px;"><strong><em>Mitrophora semilibera</em></strong></span><span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;font-size:18px;"> (DC. : Fr.) Lév. 1846</span><br>
	<br>
	<span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;color:rgb(0,0,255);"><strong>Tassonomia</strong></span><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Divisione </span><strong>Ascomycota</strong><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Classe </span><strong>Pezizomycetes</strong><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Sottoclasse </span><strong>Pezizomycetidae</strong><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Ordine </span><strong>Pezizales</strong><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Famiglia </span><strong>Morchellaceae</strong>
</p>

<p>
	<span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;color:rgb(0,0,255);"><strong>Sinonimi</strong></span><br>
	<strong><em>Morchella semilibera </em></strong>DC. 1805<br>
	<br>
	<strong><span style="color:rgb(0,0,255);">Etimologia</span></strong><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Dal latino </span><em>semi </em><span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">e </span><em>libera</em><span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;"> = libera a metà.</span><br>
	<br>
	<strong><span style="color:rgb(0,0,255);">Nome italiano</span></strong><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Spugnola, Spugnola semilibera.</span><br>
	<br>
	<strong><span style="color:rgb(0,0,255);">Ascocarpo</span></strong><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Di dimensioni e forma variabile 2,5-6(8) × 2-5(7) cm, con crescita tipicamente primaverile, la mitra si presenta generalmente di forma conica, talvolta arrotondata, con costolature longitudinali evidenti e marcate ed altre disposte traversalmente ma meno in rilievo, insieme formano gli alveoli. Le costolature verticali spesso sono disposte in modo rettilineo e sono sempre di colore più scuro del resto della mitra e possono attestarsi su toni decisamente nerastri in maturazione o con clima secco. La superficie esterna, che è anche la parte fertile dell'ascocarpo, può presentarsi con colorazioni alquanto variabili, da ocra-brunastro a bruno-grigiastro, bruno olivastro o bruno con sfumature rossastre. Nella parte interna e libera della mitra, che è ruvida e di colore biancastro nei giovani esemplari e crema pallido in maturazione, si trova la vallecola, ovvero il punto di inserzione al gambo, situata pressapoco nella metà superiore della sua lunghezza.</span><br>
	<br>
	<strong><span style="color:rgb(0,0,255);">Gambo</span></strong><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">3-7(9) × 1-2,5 cm, ruvido, delicatamente granuloso, cilindrico, talvolta schiacciato alle estremità e solcato nella sua lunghezza, colore biancastro, crema chiaro se imbevuto d'acqua o in vecchiaia, a volte con macchie rugginose verso la base, internamente è cavo, forforaceo e generalmente subconcolore alla parte esterna.</span><br>
	<br>
	<strong><span style="color:rgb(0,0,255);">Carne</span></strong><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Esigua, fragile, moderatamente elastica nella mitra, fragile e un poco ceracea nel gambo; odore subnullo o leggermente spermatico; sapore gradevole, dolciastro o leggermente acidulo.</span><br>
	<br>
	<strong><span style="color:rgb(0,0,255);">Habitat</span></strong><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Fruttifica in primavera, spesso accompagnata a esemplari di </span><em>Morchella esculenta</em><span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">, nelle immediate vicinanze di corsi d'acqua quali fossi e canali e lungo il corso di fiumi e torrenti, sempre in prossimità di Pioppi, Olmi, Frassini, Biancospini, Testucchio (</span><em><a href="https://www.funghiitaliani.it/index.php?showtopic=17292" rel="" title="">Acer campestre</a></em><span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">); fungo gregario e fedele negli anni al luogo di crescita.</span><br>
	<br>
	<strong><span style="color:rgb(0,0,255);">Microscopia</span></strong><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Spore lisce, ampiamente ellittiche, misuranti 22-25 × 12-15 µm; aschi di forma cilindrica, ottosporici, non reagenti al Melzer (inamiloidi), parafisi settate, di forma cilindrica e con apice dilatato.</span><br>
	<br>
	<strong><span style="color:rgb(0,0,255);">Commestibilità o Tossicità</span></strong><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Commestibile anche di buona resa e qualità previo consumo dopo adeguata cottura, infatti contiene sostanze termolabili che si annullano dopo prolungata esposizione alle alte temperature.</span><br>
	<br>
	<strong><span style="color:rgb(0,0,255);">Specie simili</span></strong><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Per la colorazione della mitra e per la morfologia in generale potrebbe essere confusa con </span><em>Morchella elata</em><span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;"> (= </span><em>Morchella conica</em><span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">); la diversa attaccatura della mitra al gambo, il diverso areale di crescita, generalmente sotto conifera, sono elementi che permettono di evitare l'errore determinativo. Altra possibile confusione potrebbe insorgere con esemplari tardivi di </span><em>Verpa bohemica</em><span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;"> (= </span><em>Ptycoverpa bohemica</em><span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">), l'inserzione della gambo alla mitra situato nella parte apicale e la disposizione delle costolature celebriforme permettono una facile distinzione su campo.</span><br>
	<br>
	<strong><span style="color:rgb(0,0,255);">Osservazioni</span></strong><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Secondo alcuni Autori </span><em>Mitrophora semilibera </em><span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">sarebbe collocata nel Genere </span><em>Morchella</em><span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">, questi sostengono che la sola particolarità della disposizione della vallecola a circa metà, o anche fino a due terzi, della mitra non sia sufficiente per avallare un Genere a sè stante.</span><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Preferiamo in questa sede proporlo differenziato, anche per la diversa morfologia degli alveoli e la consistenza della carne.</span><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">In letteratura esistono interpretazioni sulle diverse colorazioni pileiche e sulla morfologia, le quali hanno certamente contribuito a creare nuove entità.</span><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Secondo alcuni Autori le specie con toni rossastri sono prerogativa di </span><em>Mitrophora fusca</em><span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">, mentre le piccole dimensioni, specialmente nel rapporto gambo-cappello e le colorazioni più chiare con toni olivastri sono attribuibili a </span><em>Mitrophora varisiensis</em><span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">, oltre per la conformazione delle parafisi senza rigonfiamento apicale e poco ramificate. Diversa interpretazione è data per </span><em>Mitrophora gigas, </em><span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">la quale si manifesta con dimensioni imponenti e cappello bruno-marrone.</span><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Secondo il nostro punto di vista queste differenze non sono sufficienti per proporre singole specie e sono probabilmente dovute alle diverse tipologie dell'areale di crescita, la diversa composizione del substrato e non ultime le condizioni ecologiche particolari. In un futuro, ormai vicino, le osservazioni dei caratteri filogenetici (DNA) ci permetteranno di avvalare o meno queste discordanze.</span><br>
	<br>
	<strong>Scheda di proprietà AMINT realizzata da Massimo Biraghi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT.</strong><br>
	<br>
	<span style="color:#282828">Regione Marche; Maggio 2004; Foto di Pietro Curti.</span><br>
	<br>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="524826" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_04_2016/post-36492-0-60020500-1461699619.jpg" rel=""><img alt="post-36492-0-60020500-1461699619.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="524826" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_04_2016/post-36492-0-60020500-1461699619.jpg"></a>
</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">15125</guid><pubDate>Thu, 21 Apr 2016 08:20:06 +0000</pubDate></item><item><title>Hygrophorus marzuolus (Fr. : Fr.) Bres. 1893</title><link>https://www.funghiitaliani.it/topic/15461-hygrophorus-marzuolus-fr-fr-bres-1893/</link><description><![CDATA[<p>
	<span style="font-size:18px;"><em><strong>Hygrophorus marzuolus</strong></em> (Fr. : Fr.) Bres. 1893</span>
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><strong>Tassonomia</strong></span><br>
	Divisione <strong>Basidiomycota</strong><br>
	Classe <strong>Agaricomycetes</strong><br>
	Ordine <strong>Agaricales</strong><br>
	Famiglia <strong>Hygrophoraceae</strong>
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><strong>Etimologia</strong></span><br>
	L'epiteto <em>Hygrophorus </em>deriva dal greco <em>ὐγρόϛ </em>[<em>hygrόs</em>] = umido e da <em>φορέω </em>[<em>phoréo</em>] = portare, indossare, portatore di acqua, perché amante degli ambienti umidi.<br>
	L'epiteto <em>marzuolus </em>deriva dal latino <em>marzuolus </em>= del mese di marzo, per il mese della sua comparsa.
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><strong>Cappello</strong></span><br>
	3-10(15) cm di diametro, dapprima emisferico col margine involuto, poi presto piano e infine depresso con bordo ondulato, irregolare, gibboso a causa della crescita infossata nel terreno. Di colore grigio, a volte stinto e chiazzato di zone più chiare o biancastre, raramente con sfumature ocracee, poi plumbeo, nerastro, cuticola sottile, separabile in modo molto parziale, a seconda dell'umidità, un po' viscida o asciutta, non traslucida.
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><strong>Imenoforo</strong></span><br>
	Lamelle adnato-subdecorrenti, a volte leggermente arcuate, poco fitte, spesse, intercalate da lamellule, bianche poi grigie e anche nerastre a partire dal fondo, col tagliente più chiaro.
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><strong>Gambo</strong></span><br>
	5-8 × 2-4 cm, massiccio, sodo e tozzo, cilindrico, più o meno ricurvo e irregolare nella forma, bianco e pruinoso verso l'apice, fibrilloso e striato altrove, diventa più cinereo nella parte inferiore.
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><strong>Carne</strong></span><br>
	Abbondante, soda, igrofana, un po' fibrosa. Bianca con sfumature grigiastre sotto la cuticola e verso i margini del cappello. Odore tenue, talvolta sgradevole negli esemplari maturi. Sapore dolce e delicato.
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><strong>Habitat</strong></span><br>
	Per il periodo di crescita tra il tardo inverno e l’inizio della primavera <em>Hygrophorus marzuolus</em> è considerato una primizia, si presenta spesso nascosto nel terreno con crescita semiipogea, tra la lettiera di aghi nelle foreste pure di Abete bianco, Abete rosso (<em>Picea abies</em>) e/o Pino (<em>Pinus</em>) o tra le foglie in boschi misti con il Faggio, presente sporadicamente anche sotto Leccio, Castagno e Quercia, quando le condizioni stagionali sono ottimali. La foresta di Abete bianco di Vallombrosa, ubicata alle pendici del Pratomagno, nel comune di Reggello (FI), rappresenta sicuramente uno dei siti più importanti in Italia in cui è possibile rinvenire questa specie. Il periodo di crescita, di norma, corrisponde con la fine dell'inverno, con lo scioglimento delle nevi e si protrae fino a tutto maggio. Lo possiamo trovare eccezionalmente anche In autunno, qualora ci siano le condizioni climatiche ottimali, prima in montagna e al Nord, poi nelle zone più basse e temperate. Diffuso in aree limitate dell'intera penisola, abbondante e sempre presente nei siti di crescita conosciuti. Raro ma conosciuto anche in foreste di latifoglia pura, ad esempio di Cerro.
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><strong>Microscopia</strong></span><br>
	Spore 6,1-7,7 × 4,5-5,7 µm, Q = 1,3-1,6; Qm = 1,4, ellissoidali, lisce, con apicolo evidente, con grossa guttula centrale, altre pluriguttulate.
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><strong>Commestibilità e Tossicità</strong></span><br>
	Viene generalmente stimato come uno dei migliori commestibili, molto apprezzato e ricercato; la sua precocità, la fragrante e mai stucchevole sapidità della sua carne soda e compatta, fanno del Marzuolo uno dei funghi migliori e anche più versatili dal punto di vista gastronomico.
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><strong>Specie simili</strong></span><br>
	Le possibilità di confusione sono abbastanza remote viste le caratteristiche morfocromatiche generali, l'ecologia e il periodo di crescita, risulta praticamente impossibile confondere questa specie. Semiipogeo, associato alla neve in scioglimento. Le specie con cui potrebbe confondersi riguardano più che altro specie simili del Genere <em>Hygrophorus </em>a crescita autunnale.<br>
	<em><strong>Hygrophorus pustulatus </strong></em>(Pers. : Fr.) Fr., e Hygrophorus agathosmus (Fries) Fries ma più piccolo.<br>
	<strong><em>Hygrophorus agathosmus</em> fo. <em>tenebratus</em></strong>, con cappello intensamente grigio, che ha colorazione puntinata, è commestibile, viscido, ha gambo bianco esile, cilindrico, lamelle ceracee, bianche e decorrenti, cresce sotto i Pini e gli Abeti in autunno.
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><strong>Bibliografia</strong></span><br>
	CANDUSSO, M., 1997. Hygrophorus s.l. Fungi Europæi. Vol 6. Alassio (SV): Ed. Libreria Basso.
</p>

<p>
	<strong>Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mario Iannotti - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT.</strong>
</p>

<p>
	Descrizione di ripetuti ritrovamenti in habitat non tipico, costituito da bosco planiziale di Quercus cerris a 500 m s.l.m. nel Comune di Gubbio (PG). Descrizione, foto e microscopia di Mario Iannotti.<br>
	<span style="font-size:12px;">(<em>Exsiccata MI20110306-01, MI20110318-01, MI20130320-01 e MI20140316-01</em>)</span>
</p>

<p>
	ll mio primo ritrovamento in Umbria, nel comune di Gubbio (PG) è dell’anno 2011, nelle prime due decadi di Marzo con circa una decina di esemplari, poi nell’anno 2012 non è comparso forse per la stagione più siccitosa, nel 2013 sempre nello stesso sito, un bosco planiziale con prevalenza di Quercus cerris (Cerro) e totale assenza di qualsivoglia conifera sono stati rinvenuti 3 esemplari. Anche quest'anno, come da tradizione gli Hygrophorus marzuolus di latifoglia, si sono presentati puntuali all'appuntamento, bosco planiziale con essenza prevalente Quercus cerris. La stazione ormai è consolidata e quest'anno sono tornati in gran forma e in buon numero, oltre 30 esemplari. Oggi ho deciso di verificare un altro sito a oltre 20 km di distanza, che presenta analoghe condizioni ambientali ed ecologiche, sorpresa, ma non più di tanto, ho rinvenuto altri esemplari in buon numero, purtroppo molti sofferenti per il gran caldo di questi ultimi giorni.<br>
	Anche le raccolte effettuate sotto latifoglia pura si presentano con i caratteri tipici della specie.
</p>

<p>
	La cerreta, habitat di questo ritrovamento di Hygrophorus marzuolus. Ritrovamento del mese di Marzo 2013.
</p>

<p>
	<a data-fileext="jpg" data-fileid="453268" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2013/post-12947-0-84236100-1364220268.jpg" rel="" title=""><img alt="post-12947-0-84236100-1364220268.jpg" data-fileid="453268" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2013/post-12947-0-84236100-1364220268.jpg"></a>
</p>

<p>
	<a data-fileext="jpg" data-fileid="453258" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2013/post-12947-0-22491100-1364219148.jpg" rel="" title=""><img alt="post-12947-0-22491100-1364219148.jpg" data-fileid="453258" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2013/post-12947-0-22491100-1364219148.jpg"></a>
</p>

<p>
	<a data-fileext="jpg" data-fileid="453264" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2013/post-12947-0-03451700-1364219327.jpg" rel="" title=""><img alt="post-12947-0-03451700-1364219327.jpg" data-fileid="453264" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2013/post-12947-0-03451700-1364219327.jpg"></a>
</p>

<p>
	Particolare delle lamelle anastomosate ed intervenose.
</p>

<p>
	<a data-fileext="jpg" data-fileid="453267" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2013/post-12947-0-98635400-1364220159.jpg" rel="" title=""><img alt="post-12947-0-98635400-1364220159.jpg" data-fileid="453267" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2013/post-12947-0-98635400-1364220159.jpg"></a>
</p>

<p>
	Ritrovamento del mese di Febbraio 2014.
</p>

<p>
	<img alt="post-12947-0-57769000-1394994314.jpg" data-fileid="483246" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-57769000-1394994314.jpg">
</p>

<div>
	<p>
		<img alt="post-12947-0-43029400-1394994379.jpg" data-fileid="483247" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-43029400-1394994379.jpg">
	</p>

	<p>
		Ritrovamento del mese di Marzo 2014 a cui si riferisce la microscopia che segue.<br>
		<span style="font-size:12px;">(<em>Exsiccatum MI20140316-01</em>)</span>
	</p>

	<p>
		<img alt="post-12947-0-81412900-1394994499.jpg" data-fileid="483248" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-81412900-1394994499.jpg">
	</p>

	<p>
		Spore 6,1-7,7 × 4,5-5,7 µm, Q = 1,3-1,6; Qm = 1,4, ellissoidali, lisce, con apicolo evidente, con grossa guttula centrale, altre pluriguttulate. Osservazione in rosso Congo, a 1000×.
	</p>

	<p>
		<a data-fileext="jpg" data-fileid="483931" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-65897200-1396003506.jpg" rel="" title=""><img alt="post-12947-0-65897200-1396003506.jpg" data-fileid="483931" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-65897200-1396003506.jpg"></a>
	</p>

	<div>
		<p>
			<img alt="post-12947-0-28748300-1396003441.jpg" data-fileid="483930" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-28748300-1396003441.jpg">
		</p>

		<p>
			<img alt="post-12947-0-97059500-1396003572.jpg" data-fileid="483932" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-97059500-1396003572.jpg">
		</p>

		<p>
			<img alt="post-12947-0-54451300-1396003636.jpg" data-fileid="483933" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-54451300-1396003636.jpg">
		</p>

		<p>
			Filo lamellare fertile. Basidi claviformi, slanciati, tetrasporici, osservati GAF alla base dei basidioli. Osservazione in rosso Congo, a 400×.
		</p>

		<p>
			<a data-fileext="jpg" data-fileid="483934" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-43799500-1396003793.jpg" rel="" title=""><img alt="post-12947-0-43799500-1396003793.jpg" data-fileid="483934" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-43799500-1396003793.jpg"></a>
		</p>

		<p>
			<img alt="post-12947-0-72253300-1396003873.jpg" data-fileid="483935" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-72253300-1396003873.jpg">
		</p>
		Osservazione in rosso Congo, a 1000×.

		<p>
			<a data-fileext="jpg" data-fileid="483936" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-30538000-1396004054.jpg" rel="" title=""><img alt="post-12947-0-30538000-1396004054.jpg" data-fileid="483936" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-30538000-1396004054.jpg"></a>
		</p>

		<p>
			<img alt="post-12947-0-55079100-1396004090.jpg" data-fileid="483937" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-55079100-1396004090.jpg">
		</p>
		GAF alla base dei basidioli. Osservazione in rosso Congo, a 1000×.

		<p>
			<a data-fileext="jpg" data-fileid="483938" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-97539600-1396004144.jpg" rel="" title=""><img alt="post-12947-0-97539600-1396004144.jpg" data-fileid="483938" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-97539600-1396004144.jpg"></a>
		</p>

		<p>
			<img alt="post-12947-0-91341900-1396004178.jpg" data-fileid="483939" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-91341900-1396004178.jpg">
		</p>
		<img alt="post-12947-0-02216100-1396004204.jpg" data-fileid="483940" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-02216100-1396004204.jpg">
		<p>
			Trama lamellare formata da ife cilindriche disposte parallelamente solo al centro della lamella, divergenti ed intrecciate verso la parete imeniale. Osservazione in rosso Congo, a 100×.
		</p>

		<p>
			<img alt="post-12947-0-77461300-1396004704.jpg" data-fileid="483944" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-77461300-1396004704.jpg">
		</p>

		<p>
			<img alt="post-12947-0-15593800-1396004770.jpg" data-fileid="483945" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-15593800-1396004770.jpg">
		</p>

		<p>
			. Osservazione in rosso Congo, a 400×.
		</p>

		<p>
			<a data-fileext="jpg" data-fileid="483946" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-95031800-1396004864.jpg" rel="" title=""><img alt="post-12947-0-95031800-1396004864.jpg" data-fileid="483946" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-95031800-1396004864.jpg"></a>
		</p>

		<p>
			<img alt="post-12947-0-53183400-1396004899.jpg" data-fileid="483947" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-53183400-1396004899.jpg">
		</p>
		Epicute formata da ife intrecciate, con ciuffi ed ife emergenti, subtricodermali, con terminali arrotondati ed incrostati. Osservazione in rosso Congo, a 100×.

		<p>
			<a data-fileext="jpg" data-fileid="483948" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-29135800-1396005022.jpg" rel="" title=""><img alt="post-12947-0-29135800-1396005022.jpg" data-fileid="483948" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-29135800-1396005022.jpg"></a>
		</p>

		<p>
			<a data-fileext="jpg" data-fileid="483949" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-16598500-1396005090.jpg" rel="" title=""><img alt="post-12947-0-16598500-1396005090.jpg" data-fileid="483949" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-16598500-1396005090.jpg"></a>
		</p>

		<p>
			Osservazione in rosso Congo, a 400×.
		</p>

		<p>
			<a data-fileext="jpg" data-fileid="483950" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-69570000-1396005123.jpg" rel="" title=""><img alt="post-12947-0-69570000-1396005123.jpg" data-fileid="483950" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-69570000-1396005123.jpg"></a>
		</p>

		<p>
			<img alt="post-12947-0-39269800-1396005161.jpg" data-fileid="483951" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-39269800-1396005161.jpg">
		</p>

		<p>
			<img alt="post-12947-0-52213900-1396005206.jpg" data-fileid="483952" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-52213900-1396005206.jpg">
		</p>

		<p>
			<img alt="post-12947-0-06269100-1396005269.jpg" data-fileid="483953" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-06269100-1396005269.jpg">
		</p>

		<p>
			<img alt="post-12947-0-85694600-1396005301.jpg" data-fileid="483954" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_03_2014/post-12947-0-85694600-1396005301.jpg">
		</p>
	</div>
</div>
]]></description><guid isPermaLink="false">15461</guid><pubDate>Fri, 08 Apr 2016 13:29:43 +0000</pubDate></item><item><title>Agaricus depauperatus (F.H. M&#xF8;ller) Pil&#xE1;t 1951</title><link>https://www.funghiitaliani.it/topic/102841-agaricus-depauperatus-fh-m%C3%B8ller-pil%C3%A1t-1951/</link><description><![CDATA[<p style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">
	<span style="font-size:18px"><em><strong>Agaricus depauperatus </strong></em>(F.H. Møller) Pilát 1951</span>
</p>

<p style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">
	<span style="background-color:#ffffff; color:#0000ff; font-size:14px; text-align:start"><strong>Tassonomia</strong></span><br style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">
	<span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Divisione </span><strong style="color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Basidiomycota</strong><br style="color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">
	<span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Classe </span><strong style="color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Agaricomycetes</strong><span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start"> </span><br style="color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">
	<span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Ordine </span><strong style="color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Agaricales</strong><br style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">
	<span style="background-color:#ffffff; color:#282828; font-size:14px; text-align:start">Famiglia<span> </span></span><strong style="color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Agaricaceae</strong><br style="color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">
	<span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Genere</span><span style="color:#353c41; font-size:14px; text-align:start"> </span><strong style="color:#353c41; font-size:14px; text-align:start"><em>Agaricus</em></strong><br style="color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">
	<span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Sottogenere</span><span style="color:#353c41; font-size:14px; text-align:start"> </span><em style="color:#353c41; font-size:14px; text-align:start"><strong>Agaricus</strong></em><br style="color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">
	<span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Sezione</span><span style="color:#353c41; font-size:14px; text-align:start"> </span><em style="color:#353c41; font-size:14px; text-align:start"><strong>Sanguinolenti</strong></em><br style="color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">
	<span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Subsezione </span><em style="color:#353c41; font-size:14px; text-align:start"><strong>Sylvatici</strong></em>
</p>

<p style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">
	Regione Lazio, Minturno. Ottobre 2023. Foto di Antonio Albanese.
</p>

<p>
	<a data-fileext="jpg" data-fileid="590189" data-fullurl="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/DSC01843-2.jpg.6b543332cad5052001b8c5fb4b92a9e5.jpg" data-ipslightbox="" data-ipslightbox-group="g46379" data-loaded="true" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/DSC01843-2.jpg.6b543332cad5052001b8c5fb4b92a9e5.jpg" rel="" title="Unavailable"><img alt="DSC01843-2.thumb.jpg.b4ebbc800d1418bc8f0e81c73233df08.jpg" data-fileid="590189" data-ratio="73.00" title="Unavailable" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/DSC01843-2.thumb.jpg.b4ebbc800d1418bc8f0e81c73233df08.jpg"></a>
</p>

<p>
	Pileipellis. Osservazione in rosso Congo, a 400×.
</p>

<p>
	<a data-fileext="jpg" data-fileid="590190" data-fullurl="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Pileipellis.jpg.7eb69d2fc42d41b81187750ae652016d.jpg" data-ipslightbox="" data-ipslightbox-group="g46379" data-loaded="true" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Pileipellis.jpg.7eb69d2fc42d41b81187750ae652016d.jpg" rel="" title="Unavailable"><img alt="Pileipellis.thumb.jpg.337e285e2633b04087610852162f5686.jpg" data-fileid="590190" data-ratio="76.75" title="Unavailable" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Pileipellis.thumb.jpg.337e285e2633b04087610852162f5686.jpg"></a>
</p>

<p>
	Cheilocistidi. Osservazione in rosso Congo, a 630×.
</p>

<p>
	<a data-fileext="jpg" data-fileid="590181" data-fullurl="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(1).jpg.25e115d2214d7b3c666d648cfd82bb10.jpg" data-ipslightbox="" data-ipslightbox-group="g46379" data-loaded="true" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(1).jpg.25e115d2214d7b3c666d648cfd82bb10.jpg" rel="" title="Unavailable"><img alt="Cheilocistidi(1).thumb.jpg.fb36e746d19bfff085f79c5ee7511bd5.jpg" data-fileid="590181" data-ratio="76.75" title="Unavailable" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(1).thumb.jpg.fb36e746d19bfff085f79c5ee7511bd5.jpg"></a>
</p>

<p>
	<a data-fileext="jpg" data-fileid="590182" data-fullurl="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(2).jpg.3b7b49297eea489d2f591085fcc19230.jpg" data-ipslightbox="" data-ipslightbox-group="g46379" data-loaded="true" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(2).jpg.3b7b49297eea489d2f591085fcc19230.jpg" rel="" title="Unavailable"><img alt="Cheilocistidi(2).thumb.jpg.53d606bb2d215b3c9b96b335632f9691.jpg" data-fileid="590182" data-ratio="76.75" title="Unavailable" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(2).thumb.jpg.53d606bb2d215b3c9b96b335632f9691.jpg"></a>
</p>

<p>
	<a data-fileext="jpg" data-fileid="590183" data-fullurl="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(3).jpg.1db60bab29aa2fd4b5c2d73e7e9347c9.jpg" data-ipslightbox="" data-ipslightbox-group="g46379" data-loaded="true" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(3).jpg.1db60bab29aa2fd4b5c2d73e7e9347c9.jpg" rel="" title="Unavailable"><img alt="Cheilocistidi(3).thumb.jpg.03d61051a65a5b5af67ea36ea98f0f18.jpg" data-fileid="590183" data-ratio="76.75" title="Unavailable" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(3).thumb.jpg.03d61051a65a5b5af67ea36ea98f0f18.jpg"></a>
</p>

<p>
	<a data-fileext="jpg" data-fileid="590184" data-fullurl="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(4).jpg.24d49c45dd53d244cedd9e246f9c6d9c.jpg" data-ipslightbox="" data-ipslightbox-group="g46379" data-loaded="true" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(4).jpg.24d49c45dd53d244cedd9e246f9c6d9c.jpg" rel="" title="Unavailable"><img alt="Cheilocistidi(4).thumb.jpg.eddcdd465bdd251ebac465545d0d128c.jpg" data-fileid="590184" data-ratio="76.75" title="Unavailable" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(4).thumb.jpg.eddcdd465bdd251ebac465545d0d128c.jpg"></a>
</p>

<p>
	<a data-fileext="jpg" data-fileid="590185" data-fullurl="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(5).jpg.14f215bd828f671241cb0ce2fd52cfc6.jpg" data-ipslightbox="" data-ipslightbox-group="g46379" data-loaded="true" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(5).jpg.14f215bd828f671241cb0ce2fd52cfc6.jpg" rel="" title="Unavailable"><img alt="Cheilocistidi(5).thumb.jpg.e61fdfd1c4916e218594e9f64d48fc7b.jpg" data-fileid="590185" data-ratio="76.75" title="Unavailable" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(5).thumb.jpg.e61fdfd1c4916e218594e9f64d48fc7b.jpg"></a>
</p>

<p>
	<a data-fileext="jpg" data-fileid="590186" data-fullurl="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(6)copia.jpg.a8e09c45510842164938bb221b541f32.jpg" data-ipslightbox="" data-ipslightbox-group="g46379" data-loaded="true" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(6)copia.jpg.a8e09c45510842164938bb221b541f32.jpg" rel="" title="Unavailable"><img alt="Cheilocistidi(6)copia.thumb.jpg.fe2a65b454b345fe92e84f737a089247.jpg" data-fileid="590186" data-ratio="76.75" title="Unavailable" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(6)copia.thumb.jpg.fe2a65b454b345fe92e84f737a089247.jpg"></a>
</p>

<p>
	<a data-fileext="jpg" data-fileid="590187" data-fullurl="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(7).jpg.7e6d34290eae5d8feabd6e467d466175.jpg" data-ipslightbox="" data-ipslightbox-group="g46379" data-loaded="true" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(7).jpg.7e6d34290eae5d8feabd6e467d466175.jpg" rel="" title="Unavailable"><img alt="Cheilocistidi(7).thumb.jpg.7d0e15f6d317a0311cf25abcf99cec49.jpg" data-fileid="590187" data-ratio="76.75" title="Unavailable" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(7).thumb.jpg.7d0e15f6d317a0311cf25abcf99cec49.jpg"></a>
</p>

<p>
	Basidi. Osservazione in rosso Congo, a 630×.
</p>

<p>
	<a data-fileext="jpg" data-fileid="590188" data-fullurl="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(8).jpg.f2f56bfb73a66e0cc957983ef7646010.jpg" data-ipslightbox="" data-ipslightbox-group="g46379" data-loaded="true" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(8).jpg.f2f56bfb73a66e0cc957983ef7646010.jpg" rel="" title="Unavailable"><img alt="Cheilocistidi(8).thumb.jpg.9b53caf43c198e68fe0f7947754f0c6a.jpg" data-fileid="590188" data-ratio="76.75" title="Unavailable" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/Cheilocistidi(8).thumb.jpg.9b53caf43c198e68fe0f7947754f0c6a.jpg"></a>
</p>

<p>
	<a data-fileext="jpg" data-fileid="590178" data-fullurl="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/0013.jpg.647215c8f02133b8e056a92db7e9dbac.jpg" data-ipslightbox="" data-ipslightbox-group="g46379" data-loaded="true" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/0013.jpg.647215c8f02133b8e056a92db7e9dbac.jpg" rel="" title="Unavailable"><img alt="0013.thumb.jpg.e17ce806f513310a7ece89de52e87fec.jpg" data-fileid="590178" data-ratio="76.75" title="Unavailable" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/0013.thumb.jpg.e17ce806f513310a7ece89de52e87fec.jpg"></a>
</p>

<p>
	Trama lamellare. Osservazione in rosso Congo, a 400×.
</p>

<p>
	<a data-fileext="jpg" data-fileid="590179" data-fullurl="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/0014.jpg.afd32b6442bf7893f10f916f6ae7fff6.jpg" data-ipslightbox="" data-ipslightbox-group="g46379" data-loaded="true" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/0014.jpg.afd32b6442bf7893f10f916f6ae7fff6.jpg" rel="" title="Unavailable"><img alt="0014.thumb.jpg.963a514ab70336c399eb0f04769f9972.jpg" data-fileid="590179" data-ratio="76.75" title="Unavailable" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/0014.thumb.jpg.963a514ab70336c399eb0f04769f9972.jpg"></a>
</p>

<p>
	Spore. Misura effettuata su sporata in massa; (7,2) 7,4 - 8,7 (9,6) × (4,5) 4,7 - 5,2 (5,5) µm; Q = 1,5 - 1,8 (1,9) ; N = 30; Media = 8,1 × 5 µm; Qe = 1,6. Osservazione in acqua a 1000×.
</p>

<p>
	<a data-fileext="jpg" data-fileid="590180" data-fullurl="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/0015.jpg.c5dd35feda459160d678e40b3ef04ef7.jpg" data-ipslightbox="" data-ipslightbox-group="g46379" data-loaded="true" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/0015.jpg.c5dd35feda459160d678e40b3ef04ef7.jpg" rel="" title="Unavailable"><img alt="0015.thumb.jpg.062c0643ea112ad3506d4514ee5e50f9.jpg" data-fileid="590180" data-ratio="76.75" title="Unavailable" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2023_10/0015.thumb.jpg.062c0643ea112ad3506d4514ee5e50f9.jpg"></a>
</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">102841</guid><pubDate>Sat, 07 Jun 2025 14:11:24 +0000</pubDate></item><item><title>Tuber aestivum (Wulfen : Fr.) Spreng. 1827</title><link>https://www.funghiitaliani.it/topic/22458-tuber-aestivum-wulfen-fr-spreng-1827/</link><description><![CDATA[<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	<span style="font-size:18px;"><strong><em>Tuber aestivum </em></strong>(Wulfen <span>: Fr.</span>) Spreng. 1827</span>
</p>

<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Tassonomia</strong></span><br>
	Regno <strong>Fungi</strong><br>
	Divisione <strong>Ascomycota</strong><br>
	Classe <strong>Ascomycetes</strong><br>
	Sottoclasse <strong>Pezizomycetidae</strong><br>
	Ordine <strong>Pezizales</strong><br>
	Famiglia <strong>Tuberaceae</strong><br>
	Genere <em><strong>Tuber</strong></em>
</p>

<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Nome italiano</strong></span><br>
	Tartufo estivo - Scorzone
</p>

<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Sinonimi</strong></span><br>
	Non sono conosciute sinonimie significative, tranne quella che per alcuni Autori riunirebbe questa specie con:<br>
	<em><strong>Tuber mesentericum</strong> </em>Vittad. 1831 che per <em>"Montecchi &amp; Sarasini - Funghi ipogei d'Europa"</em> è specie ritenuta separata e valida.
</p>

<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Etimologia</strong></span><br>
	<em>æstivum</em> = estivo, per il suo tipico periodo di crescita.
</p>

<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Ascoma</strong> </span><br>
	Di forma più o meno globosa, a volte con piccola cavità basale, in media tra i 3÷7 cm di diametro, eccezionalmente più grande, colore bruno nerastro, nettamente verrucoso.
</p>

<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Peridio</strong></span><br>
	Duro, coriaceo, costituito da verruche in rilievo di forma tronco-piramidale e tronco-poligonale con fessurazioni o creste sui lati di 3÷7(10) mm di larghezza, 2÷4 mm di altezza.
</p>

<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Gleba</strong> </span><br>
	Tipicamente marezzata, con aspetto marmorizzato, percorsa da venature sterili di color bianco-crema chiaro, parte fertile inizialmente bruno-chiaro sino a bruno-nocciola, bruno-scuro a maturazione. Odore lieve, fungino nei giovani esemplari, poi più forte, penetrante, come di fermentazione, tipico.
</p>

<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Habitat</strong> </span><br>
	Fungo ipogeo, raramente affiorante magari a causa del terreno smosso dai mammiferi quali i cinghiali, comune, ad ampia diffusione ecologica, sotto vari tipi di latifoglia, raggiunge la maturità nel periodo estivo. La ricerca dei tartufi è da considerare ad <strong>esclusivo appannaggio</strong> di cercatori dotati di cani addestrati a tale scopo, altri sistemi "empirici" possono facilmente risultare inefficaci, nonché dannosi per l'ambiente di crescita.
</p>

<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Microscopia</strong></span><br>
	Aschi sacciformi con breve peduncolo e dimensione massima sino a 100 µm, numero sporale (1)2-5(6), spore giallo-brunastre, da ellissoidali a sub-globose, reticolate, alveolate con maglie irregolarmente poligonali larghe 8-10 µm, alte 3-5 µm in numero di (2)3-4(5) lungo la dimensione maggiore. La enunciazione della dimensione sporale deve tener conto, come spesso accade nei <em>Tuber</em>, che le spore degli aschi che ne contengono da 1 a 2 sono in media molto più grandi, quindi può essere utile definirla in due intervalli: aschi con 1-2 spore 30-40 × 20-27 µm, aschi con 3-6 spore 20-26 × 13-19 µm.
</p>

<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Commestibilità o Tossicità</strong> </span><br>
	Commestibile, buono, non particolarmente "ricercato" nell'ambito dei tartufi, necessita di cottura per poterne apprezzare appieno le qualità.
</p>

<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Osservazioni </strong></span><br>
	<em><strong>Tuber uncinatum</strong></em> Chatin (1892) è attualmente considerato una semplice forma del nostro, ovvero: <em><strong>Tuber aestivum</strong> </em>Vittadini fo. <em><strong>uncinatum </strong></em>(Chatin) Montecchi &amp; Borrelli 1995, che cresce in periodo tardo autunnale, invernale. Ha generalmente profumo più intenso della specie tipo proprio in funzione del momento di crescita fresco che limita la dispersione delle sostanze aromatiche volatili. Microscopia praticamente identica.
</p>

<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Specie simili</strong></span><br>
	L'eventuale confusione con altri "tartufi" di colore bruno nerastro è evitabile tenendo conto delle grandi, dure ed in rilievo verruche che ornano il peridio di questa specie. Differenti poi sono gli odori e la colorazione della gleba che ad esempio in <em><strong>Tuber melanosporum</strong></em> Vittadini 1831 (tartufo pregiato di Norcia) è a maturità decisamente più scura e con profumo più intenso. <em><strong>Tuber mesentericum</strong> </em>Vittadini 1831, che è sicuramente il più simile, si distingue per avere le verruche un po' più piccole, cavità basale molto accentuata (aspetto reniforme), odore diverso, sgradevole come di iodoformio. Per altri casi è sicuramente l'analisi microscopica che può fugare ogni dubbio.<br>
	<br>
	<strong>Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mauro Cittadini - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. </strong><br>
	<br>
	Regione Marche; Novembre 2013; Foto di Piero Curti.
</p>

<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	 
</p>

<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="526048" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_05_2016/post-36492-0-62308600-1462891457.jpg" rel=""><img alt="post-36492-0-62308600-1462891457.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="526048" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_05_2016/post-36492-0-62308600-1462891457.jpg"></a>
</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">22458</guid><pubDate>Wed, 04 May 2016 13:22:09 +0000</pubDate></item><item><title>Tricholoma portentosum (Fr. : Fr.) Qu&#xE9;l. 1873</title><link>https://www.funghiitaliani.it/topic/15443-tricholoma-portentosum-fr-fr-qu%C3%A9l-1873/</link><description><![CDATA[
<p>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;font-size:18px;"><strong><em>Tricholoma portentosum</em></strong></span><span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;font-size:18px;"> (Fr. : Fr.) Quél. 1873</span><br>
	<br>
	<span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;color:rgb(0,0,255);"><strong>Tassonomia</strong></span><br>
	Divisione <strong>Basidiomycota</strong><br>
	Classe <strong>Agaricomycetes</strong><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Ordine </span><strong>Agaricales</strong><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Famiglia </span><strong>Tricholomataceae</strong><br>
	<br>
	<span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;color:rgb(0,0,255);"><strong>Foto e Descrizioni </strong></span><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Ottimo fungo commestibile, sempre appartenente al gruppo dei </span><em>Tricholoma</em><span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;"> grigi, caratteristiche essenziali sono le tonalità giallastre del gambo e delle lamelle, le grandi dimensioni, con cappello che supera i 10 cm e con forma campanulata conica, colore grigio lucido, quasi viscoso. Tipicamente tardivo autunnale, cresce sotto conifere e latifoglie, carne bianca, grigiastra sotto il cappello giallastra ai margini, nel resto del fungo. Odore e sapore di farina fresca, d'impasto del pane. Fungo per raccoglitori esperti.</span><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Unico tra i buoni </span><em>Tricholoma</em><span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;"> grigi ad essere fungo critico, infatti presenta superficie del cappello liscia e priva di tomentosità, in modo del tutto analogo ai Tricholoma grigi velenosi.</span><br>
	<br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Regione Lombardia, Alzate Brianza (CO); Foto di Federico Calledda.</span><br>
	<br>
	<span href="%7B___base_url___%7D/uploads/monthly_11_2007/post-620-1194196104.jpg" style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;"><img alt="post-620-1194196104.jpg" data-fileid="187462" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_11_2007/post-620-1194196104.jpg"></span>
</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">15443</guid><pubDate>Tue, 03 May 2016 19:29:11 +0000</pubDate></item><item><title>Suillus luteus (L. : Fr.) Roussel 1821</title><link>https://www.funghiitaliani.it/topic/15435-suillus-luteus-l-fr-roussel-1821/</link><description><![CDATA[<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	<span style="font-size:18px;"><strong><em>Suillus luteus</em></strong></span><span style="font-size:18px;"> (L. : Fr.) Roussel 1821</span><br>
	<br>
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Tassonomia</strong></span><br>
	Divisione <strong>Basidiomycota</strong><br>
	Classe <strong>Agaricomycetes</strong><br>
	Ordine <strong>Boletales</strong><br>
	Famiglia <strong style="color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Suillaceae</strong><br>
	<br>
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Foto e Descrizioni </strong></span><br>
	Nella foto notate il tipico anello che differenzia il <em>Suillus luteus</em> dal <em>Suillus granulatus</em>, carne bianca, soda e compatta negli esemplari giovani, forse l'unico<em> Suillus</em> meritevole di raccolta per un suo uso alimentare.
</p>

<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	Regione Marche; Anno 2008; Foto e descrizione di Pietro Curti.<br>
	<br>
	<span href="%7B___base_url___%7D/uploads/monthly_11_2008/post-4-1226264633.jpg"><img alt="post-4-1226264633.jpg" data-fileid="246501" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_11_2008/post-4-1226264633.jpg"></span>
</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">15435</guid><pubDate>Tue, 03 May 2016 10:06:42 +0000</pubDate></item><item><title>Amanita battarrae (Boud.) Bon 1985</title><link>https://www.funghiitaliani.it/topic/32466-amanita-battarrae-boud-bon-1985/</link><description><![CDATA[<p>
	<span style="font-size:18px;"><em><strong>Amanita battarrae</strong></em> (Boud.) Bon 1985</span>
</p>

<p>
	<span style="background-color:#ffffff; color:#0000ff; font-size:14px; text-align:start"><strong>Tassonomia</strong></span><br style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">
	<span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Divisione<span> </span></span><strong style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Basidiomycota</strong><br style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">
	<span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Classe<span> </span></span><strong style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Agaricomycetes</strong><br style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">
	<span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Ordine<span> </span></span><strong style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Agaricales</strong><br style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">
	<span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Famiglia<span> </span></span><strong style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Amanitaceae</strong>
</p>

<p>
	<strong style="background-color:#ffffff; color:#0000ff; font-size:14px; text-align:start">Sinonimi</strong><br>
	<em><strong style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Amanita umbrinolutea</strong></em> (Secr. ex Gillet) Bataille 1910<br>
	<em><strong>Amanitopsis battarrae </strong></em>Boud. 1902
</p>

<p>
	<span style="background-color:#ffffff; color:#0000ff; font-size:14px; text-align:start"><strong>Etimologia</strong></span><br style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">
	<span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">L'epiteto </span><em style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Amanita </em><span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">deriva dal greco </span><em style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Ἀμανὶτης</em><span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start"> [</span><em style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Amanitos</em><span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">] = fungo del monte Amano, da </span><em style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Ἄμανος </em><span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">[</span><em style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Amanos</em><span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">] = Amano, catena di monti tra la Cilicia e la Siria, nella Turchia asiatica, dove questa specie sembra fosse abbondante in antichità.</span>
</p>

<p>
	Regione Lazio; Giugno 2006; Foto di Tomaso Lezzi
</p>

<p>
	Dalle foto non è chiaramente visibile la zona perimarginale marcatamente grigia, di un tono più scura, ma "<em>de visu</em>" questa risultava presente molto chiaramente.
</p>

<p>
	<img alt="post-2993-1151165616.jpg" data-fileid="110618" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/post-2993-1151165616.jpg">
</p>

<p>
	Particolare della volva, a sacco, bianca, con macchie color ruggine.
</p>

<p>
	<img alt="post-2993-1151165707.jpg" data-fileid="110619" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/post-2993-1151165707.jpg">
</p>

<p>
	Particolare del cappello, che presenta al margine una zona più scura.
</p>

<p>
	<img alt="post-2993-1151165782.jpg" data-fileid="110620" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/post-2993-1151165782.jpg">
</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">32466</guid><pubDate>Sat, 05 Mar 2016 17:00:50 +0000</pubDate></item><item><title>Gyroporus cyanescens (Bull. : Fr.) Qu&#xE9;let 1886</title><link>https://www.funghiitaliani.it/topic/15526-gyroporus-cyanescens-bull-fr-qu%C3%A9let-1886/</link><description><![CDATA[<p>
	<strong><em><span style="font-size:18px;">Gyroporus cyanescens</span></em></strong><span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"> </span></span><span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"><span style="font-size:18px;">(Bull. : Fr.) Quélet 1886</span></span></span><br>
	<br>
	<strong><span style="color:#0000ff;">Tassonomia</span></strong><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Divisione </span></span><strong><em>Basidiomycota</em></strong><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Classe </span></span><strong><em>Basidiomycetes</em></strong><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Ordine </span></span><strong><em>Boletales</em></strong><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Famiglia </span></span><strong><em>Gyrodontaceae</em></strong><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Genere </span></span><strong><em>Gyroporus</em></strong><br>
	<br>
	<strong><span style="color:#0000ff;">Sinonimi</span></strong><br>
	<strong><em>Boletus cyanescens</em></strong><span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"> Bull. ex Fr. 1788</span></span><br>
	<br>
	<strong><span style="color:#0000ff;">Etimologia</span></strong><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Dal greco </span></span><em>kyanòs</em><span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"> = azzurro, per la carne che vira all’azzurro.</span></span><br>
	<br>
	<strong><span style="color:#0000ff;">Cappello</span></strong><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">5-15 cm di diametro, prima emisferico poi appianato, irregolare, carnoso, cuticola asciutta anche con umidità, morbida, vellutata con peli e fiocchetti più scuri del fondo che varia da biancastro a giallognolo con riflessi ocracei o olivastri.</span></span><br>
	<br>
	<strong><span style="color:#0000ff;">Imenoforo</span></strong><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Tubuli biancastri poi giallastri, non aderenti al gambo, mediamente alti fino a 1,5 cm. Pori piccoli, rotondi, biancastri poi giallognoli, virano rapidamente al blu indaco se sfregati.</span></span><br>
	<br>
	<strong><span style="color:#0000ff;">Gambo</span></strong><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">5-10 cm in altezza, 1,5-3 cm di spessore. Robusto, cilindrico ingrossato alla base, duro, fragile, pieno ma presto cavernoso e infine cavo.</span></span><br>
	<br>
	<strong><span style="color:#0000ff;">Carne</span></strong><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Massiccia, soda quella del cappello, prima spugnosa e poi cassante quella del gambo, nel quale a maturità rimane quasi solo la corteccia. Rapidamente virante all’azzurro all’aria, in particolare con tempo umido; successivamente decolora e ritorna al grigio-biancastro. Odore tenue e piacevole, sapore gradevole con sensazione leggera di salato.</span></span><br>
	<br>
	<strong><span style="color:#0000ff;">Habitat</span></strong><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Fruttifica solitario o in piccoli gruppi, sotto Abeti, Pini, Castagni, Querce e Faggi, in estate e autunno, in terreni aperti, sassosi e asciutti.</span></span><br>
	<br>
	<strong><span style="color:#0000ff;">Commestibilità e Tossicità</span></strong><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Discreto commestibile. Scartare completamente il gambo, duro, coriaceo e quindi indigesto.</span></span><br>
	<br>
	<strong><span style="color:#0000ff;">Specie simili</span></strong><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Le specie simili sono: </span></span><em>Gyroporus castaneus</em><span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"> (Bull. : Fries) Quél. dalla carne immutabile. </span></span><em>Boletus pulverulentus</em><span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"> Opatowski, dalla carne virante fortemente al blu con cappello molto scuro, pori verdi e gambo bruno-rossastro. </span></span><em>Caloboletus radicans</em> (Pers.: Fr.) Vizzini = <em>Boletus radicans</em><span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"> (Pers.) Fr., biancastro e con carne fortemente amarescente. Del nostro fungo esiste anche una forma, </span></span><em>Gyroporus cyanescens</em><span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"> fo. </span></span><em>lacteus</em><span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"> (Lév.) Quél. di colore bianco e una varietà </span></span><em>, Gyroporus cyanescens</em><span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"> var.</span></span><em>sulphureus</em><span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"> Kalamees di colore giallo verdognolo, presente in area mediterranea sotto Leccio. Infine </span></span><em>Gyroporus ammophilus</em><span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"> (M.L. Castro &amp; L. Freire) M.L. Castro &amp; L. Freire, cresce in ambiente sabulicolo costiero praticamente sosia di </span></span><em>Gyroporus castaneus</em><span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"> (Bull. : Fries) Quél., diversamente da tutti i precedenti </span></span><em>Gyroporus</em><span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"> citati, è responsabile di fenomeni d’intossicazione con effetti gastroenterici.</span></span><br>
	<br>
	<strong><span style="color:#0000ff;">Osservazioni</span></strong><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Facilmente delimitabile, anche da parte di un principiante, per il solo fatto che nel raccoglierlo si macchia immediatamente di azzurro tanto più intensamente quanto più l’aria è umida. Questo particolare ci permette di distinguerlo dalle altre specie dello stesso Genere. Si tratta di una specie non ovunque diffusa, abbastanza circoscritta e rinvenibile in pochi areali, anche se in questi ultimi è presente in modo costante e abbondante. Il violento viraggio all’indaco nell’immediatezza della contusione o del taglio, tende nel tempo a regredire in tenue grigiastro.</span></span><br>
	<br>
	<strong style="color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Scheda di proprietà AMINT realizzata dal CLR Micologico di AMINT.</strong><br>
	<br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Foto di Mario Cervini.</span></span><br>
	<br>
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="523608" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_04_2016/post-36492-0-49065200-1460203595.jpg" rel=""><img alt="post-36492-0-49065200-1460203595.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="523608" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_04_2016/post-36492-0-49065200-1460203595.jpg"></a>
</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">15526</guid><pubDate>Sun, 03 Apr 2016 16:56:19 +0000</pubDate></item><item><title>Craterellus tubaeformis (Fr.) Qu&#xE9;l. 1888</title><link>https://www.funghiitaliani.it/topic/15665-craterellus-tubaeformis-fr-qu%C3%A9l-1888/</link><description><![CDATA[<p>
	<span style="font-size:18px;"><span style="background-color: rgb(255, 255, 255); color: rgb(53, 60, 65); text-align: start;"><em><strong>Craterellus tubaeformis</strong></em> (Fr.) Quél. 1888</span></span>
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><strong>Tassonomia</strong></span><br>
	Divisione <strong>Basidiomycota</strong><br>
	Classe <strong>Agaricomycetes</strong><br>
	Ordine <strong>Cantharellales</strong> <br>
	Famiglia <strong>Hydnaceae</strong> 
</p>

<p>
	<strong><span style="color:rgb(0,0,255);">Nome italiano</span></strong><br>
	Finferla.
</p>

<p>
	<strong><span style="color:rgb(0,0,255);">Sinonimi</span><br>
	<em>Cantharellus tubaeformis</em> </strong>Fr. : Fr. 1821
</p>

<p>
	<strong><span style="color:rgb(0,0,255);">Etimologia</span></strong><br>
	<em style="background-color:#ffffff; color:#282828; font-size:14px; text-align:start">Craterellus</em><span style="background-color:#ffffff; color:#282828; font-size:14px; text-align:start"><span> </span>= piccola coppa</span> e <em>tubaeformis</em> = a forma di tromba.
</p>

<p>
	<strong><span style="color:rgb(0,0,255);">Cappello</span> </strong><br>
	1,5-5 cm, da giovane convesso e marcatamente ombelicato, con margine sottile dapprima un po' ricurvo, si distende con lo sviluppo, presentandosi a maturità più ondulato; crescendo, la depressione esistente nella parte centrale si accentua, assumendo la forma di una tromba e da questo aspetto trae origine il nome; la superficie, leggermente squamulosa, soprattutto nella zona centrale, è radialmente rugosa, di colore giallo-grigiastro o giallo-brunastro con il margine più chiaro, giallo-ocra.
</p>

<p>
	<strong><span style="color:rgb(0,0,255);">Imenoforo</span></strong><br>
	È costituito da pliche e nervature ramificate ed anastomizzate, decorrenti sul gambo ed abbastanza evidenti da apparire come delle lamelle; il colore di queste pseudolamelle varia dal giallo-grigio nei funghi giovani, ad un giallo più brunastro negli esemplari adulti e mai con toni aranciati.
</p>

<p>
	<strong><span style="color:rgb(0,0,255);">Gambo</span></strong><br>
	2,5-7(9) × 0,4-0,8(1) cm, la forma del gambo è irregolarmente cilindrica, più grande in alto, dove inizia la "trombetta"; scendendo presenta delle gibbosità e compressioni con scanalature ad andamento verticale, attenuandosi verso la base; il colore del gambo è giallo-grigiastro con componente ocra-brunastra; l'interno del gambo è vuoto per un buon tratto e comunica con il cappello.
</p>

<p>
	<strong><span style="color:rgb(0,0,255);">Carne</span></strong><br>
	Piuttosto sottile e moderatamente elastica, ha sapore dolciastro, mentre l'odore è debole ed insignificante.
</p>

<p>
	<strong><span style="color:rgb(0,0,255);">Habitat</span></strong><br>
	Cresce nei boschi principalmente di conifere, ma anche di latifoglie, nelle zone umide e ricoperte da muschio, in gruppi numerosi. Il periodo di crescita va dalla tarda estate all'autunno anche inoltrato.
</p>

<p>
	<strong><span style="color:rgb(0,0,255);">Commestibilità e Tossicità</span></strong><br>
	È un buon commestibile e, nonostante la scarsità della carne, ha una buona resa, soprattutto per l'abbondanza delle raccolte.
</p>

<p>
	<strong><span style="color:rgb(0,0,255);">Specie simili</span></strong><br>
	<em>Craterellus tubaeformis</em> è un bel fungo, molto simile al <em>Craterellus lutescens</em> con il quale viene molto spesso scambiato; quest'ultimo si presenta con un cappello frastagliato dalle tonalità più aranciate; l'imenoforo è soltanto venoso, con evidenti toni grigio-arancio ed un gradevole odore che, a volte, evoca frutta, fiori o anche fungino.
</p>

<p>
	<strong><span style="color:rgb(0,0,255);">Osservazioni</span></strong><br>
	Interpretazioni diverse hanno causato la creazione di molte specie ora considerate sinonimi. Spesso viene chiamato Finferla, ma la vera Finferla dei trentini è il suo simile <em>Craterellus lutescens</em>, dalle caratteristiche organolettiche nettamente più forti, con decisi sentori fruttati.
</p>

<p>
	<strong style="color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Scheda di proprietà AMINT realizzata dal CLR Micologico di AMINT.</strong>
</p>

<p>
	<span>Regione Lombardia, Valle Camonica; Novembre 2010; Foto di Lorenzo Martinelli.</span>
</p>

<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="529794" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_07_2016/post-12947-0-04359600-1469108619.jpg" rel=""><img alt="post-12947-0-04359600-1469108619.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="529794" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_07_2016/post-12947-0-04359600-1469108619.jpg"></a>
</p>

<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileext="jpg" data-fileid="529795" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_07_2016/post-12947-0-10750800-1469108631.jpg" rel=""><img alt="post-12947-0-10750800-1469108631.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="529795" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_07_2016/post-12947-0-10750800-1469108631.jpg"></a>
</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">15665</guid><pubDate>Wed, 09 Mar 2016 08:15:43 +0000</pubDate></item><item><title><![CDATA[Neoboletus luridiformis (Rostk.) Gelardi, Simonini & Vizzini 2014]]></title><link>https://www.funghiitaliani.it/topic/100203-neoboletus-luridiformis-rostk-gelardi-simonini-vizzini-2014/</link><description><![CDATA[<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<span style="font-size:18px;"><em><strong>Neoboletus luridiformis </strong></em>(Rostk.) Gelardi, Simonini &amp; Vizzini 2014</span>
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<span style="color:#0000ff;"><span><strong>Tassonomia</strong></span></span><br />
	<span style="color:#282828;"><span>Divisione<span> </span></span></span><strong>Basidiomycota</strong><br />
	<span style="color:#282828;"><span>Classe<span> </span></span></span><strong style="color:#353c41;font-size:14px;">Agaricomycetes</strong><br />
	<span style="color:#282828;"><span>Ordine<span> </span></span></span><strong>Boletales</strong><br />
	<span style="color:#282828;"><span>Famiglia<span> </span></span></span><strong>Boletaceae</strong>
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<span style="color:#0000ff;"><span><strong>Nome italiano</strong></span></span><br />
	<span style="color:#282828;"><span>Boleto dal piede rosso.</span></span>
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<span style="color:#0000ff;"><span><strong>Sinonimi</strong></span></span><br />
	<strong><em>Boletus erythropus</em></strong><span> </span>Pers. : Fr. 1796<br />
	<strong><em>Boletus luridiformis</em></strong><span> </span>Rostk. 1844<br />
	<strong><em>Neoboletus erythropus</em></strong><span> </span>(Pers. : Fr.) C. Hahn 2015<br />
	<em><strong>Sutorius luridiformis </strong></em>(Rostk.) G. Wu &amp; Zhu L. Yang 2016
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<strong style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;"><span style="color:#0000FF;font-size:10.5pt;">Etimologia</span></strong><br style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;" />
	<span style="background-color:#ffffff;color:#282828;font-size:10.5pt;"><span><span>Dal latino </span></span><i>luridiformis</i> = che ricorda B<em>oletus luridus,<span> </span></em>dal latino<span> </span><em>fòrma</em><span> </span>= forma, foggia e dal termine micologico<span> </span><em>luridus</em>.</span>
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<span style="color:#0000ff;"><span><strong>Cappello</strong></span></span><br />
	<span style="color:#282828;"><span>10-20(25) cm, emisferico poi convesso ed infine appianato, tomentoso, con cuticola finemente vellutata, asciutta, di colore bruno scuro, talvolta bruno-rossiccio, con sfumature più chiare, più facilmente verso il margine; orlo regolare e leggermente eccedente.</span></span>
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<span style="color:#0000ff;"><span><strong>Tuboli e pori</strong></span></span><br />
	<span style="color:#282828;"><span>Tuboli lunghi, arrotondati al gambo, quasi liberi, gialli poi olivastri, al taglio rapidamente viranti al blu; pori piccoli, rotondi, giallo-arancio nei soggetti molto giovani, poi da rosso-arancio a rosso sangue, generalmente decolorati al margine, imbluenti alla pressione.</span></span>
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<span style="color:#0000ff;"><span><strong>Gambo</strong></span></span><br />
	<span style="color:#282828;"><span>7-15 × 3-7 cm, robusto, da obeso a cilindraceo-ventricoso, dilatato verso la base generalmente arrotondata, ricoperto da una fine punteggiatura rosso sangue su fondo giallastro, giallo-arancio, rosso più o meno scuro alla base e imbluente alla manipolazione.</span></span>
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<span style="color:#0000ff;"><span><strong>Carne</strong></span></span><br />
	<span style="color:#282828;"><span>Soda e compatta nel giovane, tardivamente molliccia nel cappello, dura nel gambo, generalmente giallastra-giallo cromo, talvolta rossastra alla base, virante al blu in maniera intensa al taglio; odore fruttato, sapore dolce.</span></span>
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<strong style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;text-align:justify;"><span style="color:#0000FF;font-size:10.5pt;">Habitat</span></strong><br style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;text-align:justify;" />
	<span style="background-color:#ffffff;color:#282828;font-size:10.5pt;text-align:justify;">Relativamente diffuso dall’estate all’autunno, a quote che variano tra 200-1000 m s.l.m., sempre sotto latifoglia in ambiente mesofilo, almeno secondo gli ultimi studi molecolari. I ritrovamenti di “<i>Boletus erythropus”</i><span> </span>sotto latifoglie (</span><em style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;text-align:justify;"><span style="color:#353c41;font-size:10.5pt;">Fagus sylvatica</span></em><span style="background-color:#ffffff;color:#282828;font-size:10.5pt;text-align:justify;">, </span><em style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;text-align:justify;"><span style="color:#353c41;font-size:10.5pt;">Castanea sativa, Quercus sspp.</span></em><span style="background-color:#ffffff;color:#282828;font-size:10.5pt;text-align:justify;">), secondo alcuni autori sarebbero da attribuire a<span> </span><i></i><i>Neoboletus xanthopus</i><span> </span></span><span style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;text-align:justify;">(Klofac &amp; A. Urb.) Klofac &amp; A. Urb. =</span><span style="background-color:#ffffff;color:#282828;font-size:10.5pt;text-align:justify;"><span> </span><i>Neoboletus luridiformis </i></span><span style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;text-align:justify;">(Rostk.) Gelardi, Simonini &amp; Vizzini. Ultimamente<span> </span></span><span style="background-color:#ffffff;color:#282828;font-size:10.5pt;text-align:justify;"><i>Neoboletus luridiformis </i></span><span style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;text-align:justify;">(Rostk.) Gelardi, Simonini &amp; Vizzini viene anche proposto da taluni studiosi con il current name di </span><span style="font-size:14px;"><span style="background-color:#ffffff;color:#1d1d1d;text-align:left;"><em>Sutorius luridiformis</em> (Rostk.) G. Wu &amp; Zhu L. Yang 2016.</span></span>
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<span style="color:#0000ff;"><span><strong>Microscopia</strong></span></span><br />
	<span style="color:#282828;"><span>Spore bruno-olivastre in massa, ellissoidali, lisce, 12-16 × 5-6 µm.</span></span>
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<span style="color:#0000ff;"><span><strong>Commestibilità o Tossicità</strong></span></span><br />
	<span style="color:#282828;"><span>Commestibile dopo adeguata cottura che consente di eliminare alcune tossine termolabili.</span></span>
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<span style="color:#0000ff;"><span><strong>Osservazioni</strong></span></span><br />
	<span style="color:#282828;"><span>Per i cromatismi scuri del cappello e la cuticola vellutata viene spesso confuso al primo frettoloso sguardo con i<span> </span></span></span><em>Boletus</em><span style="color:#282828;"><span><span> </span>della sez.<span> </span></span></span><em>edules.</em>
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<span style="color:#0000ff;"><span><strong>Specie simili</strong></span></span><br />
	<em>Neoboletus praestigiator<span> </span></em>(R. Schulz) Svetash., Gelardi, Simonini &amp; Vizzini  è a tutti gli effetti un suo sosia, e si distingue, oltre che attraverso gli esami molecolari, per la crescita sotto aghifoglie e latifoglie nella fascia subalpina.<br />
	Viene spesso confuso soprattutto con<span> </span><em>Suillelus luridus</em><span> </span>(Schaeff. : Fr.) Murrill =<span> </span><em>Boletus luridus</em><span> </span>Schaeff. : Fr. il quale si distingue per la cuticola vellutata e non di aspetto “lurido”, il gambo punteggiato e non con un reticolo marcato e per il sub imenio giallastro e mai arancione-rossastro.<span> </span><em>Neoboletus junquilleus</em><span> </span>(Quél.) Gelardi, Simonini &amp; Vizzini =<span> </span><em>Boletus erythropus</em><span> </span>var.<span> </span><em>junquilleus</em><span> </span>(Quél.) Bon, è praticamente un suo sosia con cappello, imenio (tubuli e pori) e gambo giallastri, mai con tonalità rosse.<span> </span><em>Suillellus queletii</em><span> </span>(Schulzer) Vizzini, Simonini &amp; Gelardi =<span> </span><em>Boletus queletii</em><span> </span>Schulzer ha pori arancio-rossastri, gambo giallastro, liscio o raramente decorato da piccole granulazioni bruno-rossastre nella parte mediana, color barbabietola alla base, carne virante al verde-bluastro e tipicamente barbabietola alla base del gambo.
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<strong style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;"><span style="color:#0000FF;font-size:10.5pt;">Note nomenclaturali</span></strong><br style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;" />
	<span style="background-color:#ffffff;color:#282828;font-size:10.5pt;">Fungo largamente conosciuto con il binomio </span><em style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;"><span style="color:#353c41;font-size:10.5pt;">Boletus erythropus</span></em><span style="background-color:#ffffff;color:#282828;font-size:10.5pt;">, creato da Persoon nel 1796 e sanzionato da Fries nel 1821, tuttavia non sarebbe corretto utilizzare tale epiteto, dal momento che solo nell'interpretazione di Fries corrisponde bene alla specie a cui lo associamo oggi, mentre nel concetto originale di Persoon era qualcosa di sicuramente diverso, la descrizione riconduce probabilmente ad un </span><em style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;"><span style="color:#353c41;font-size:10.5pt;">Suillellus queletii</span></em><span style="background-color:#ffffff;color:#282828;font-size:10.5pt;"> (il cappello viene definito su toni aranciati e il gambo è descritto come rosso alla base). Nell'anno 2014 indagini filogenetiche condotte dai micologi italiani Matteo Gelardi, Giampaolo Simonini e Alfredo Vizzini, hanno segregato la specie nel nuovo genere </span><em style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;"><span style="color:#353c41;font-size:10.5pt;">Neoboletus</span></em><em style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;"><span style="color:#353c41;font-size:10.5pt;">,</span></em><span style="background-color:#ffffff;color:#282828;font-size:10.5pt;"><span> </span>genere le cui specie sono caratterizzate dalla carne che diventa blu al taglio, dai pori giallo-aranciati e dalla mancanza di reticolo sul gambo. Gli ultimi studi molecolari e tassonomici tendono ad attribuire i ritrovamenti di<span> </span><span>“<i>Boletus erythropus”</i><span> </span><span> </span>sotto conifere a<span> </span></span><i>Neoboletus praestigiator</i><span> </span>mentre i ritrovamenti sotto latifoglie sarebbero da attribuire secondo recenti indicazioni nomenclaturali a<span> </span><i>Neoboletus luridiformis</i></span><span style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">. Q</span><span style="background-color:#ffffff;color:#282828;font-size:10.5pt;"><span>uest’ultimo binomio nel corso delle prime revisioni era stato indicato quale prioritario, ma in base alle indicazioni tassonomiche formulate da alcuni autori, c'è chi sostiene che sia meglio accantonarlo e ritenerlo un sinonimo di<span> </span></span><i>Neoboletus xanthopus</i><span>. Sono comunque tuttora in corso studi approfonditi sul genere<span> </span></span><i>Neoboletus<span> </span></i><span>i quali potrebbero portare ad ulteriori novità, ultimamente viene anche proposto come current name di </span></span><span style="background-color:#ffffff;color:#282828;font-size:10.5pt;text-align:justify;"><i>Neoboletus luridiformis </i></span><span style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;text-align:justify;">(Rostk.) Gelardi, Simonini &amp; Vizzini</span><span style="background-color:#ffffff;color:#282828;font-size:10.5pt;"><span>un un nuovo taxa, </span></span><span style="font-size:14px;"><span style="background-color:#ffffff;color:#1d1d1d;text-align:left;"><em>Sutorius luridiformis</em><span> </span>(Rostk.) G. Wu &amp; Zhu L. Yang 2016. </span></span>
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<span style="background-color:#ffffff;color:#0000ff;font-size:14px;"><strong>Bibliografia</strong></span><br style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;" />
	<span style="background-color:#ffffff;color:#282828;font-size:14px;">DELLA MAGGIORA, M., 2016.<span> </span></span><em style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">Boletaceae Chevall. Stato attuale della nomenclatura , Atti XXXI Comitato Scientifico Regionale Associazione Gruppi Micologici Toscani, Annali Micologici.</em><span style="background-color:#ffffff;color:#282828;font-size:14px;"><span> </span>A.G.M.T. 9: 85-116.</span><br style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;" />
	<span style="background-color:#ffffff;color:#282828;font-size:14px;">GANG, W., &amp; BANG, F., &amp; JIANPING, X., &amp; XUE-TAI Z., &amp; YAN-CHUN, L., &amp; NIAN-KAI, Z., &amp; MD. IQBAL, H., &amp; ZHU, L. Y., 2014.<span> </span></span><a href="http://groups.kib.cas.cn/klpb/yzl/tnh_fblw/201404/P020140410548445746284.pdf" rel="external nofollow" style="background-color:#ffffff;font-size:14px;" title="Link esterno"><em>Molecular phylogenetic analyses redefine seven major clades and reveal 22 new generic clades in the<span> </span>fungal family Boletaceae</em></a><span style="background-color:#ffffff;color:#282828;font-size:14px;"><span> </span><em>Fungal Diversity</em><span> </span>DOI 10.1007/s13225-014-0283-8 [data di accesso 28/03/2017]<br />
	INDEX FUNGORUM, VIZZINI, A.,2016.<span> </span></span><a href="http://www.indexfungorum.org/Publications/Index%20Fungorum%20no.300.pdf" rel="external nofollow" style="background-color:transparent;font-size:14px;">Index Fungorum no.300</a><span style="background-color:#ffffff;color:#282828;font-size:14px;">. [Data di accesso: 03/01/2022].<br />
	PERSOON, C.H., 1795. Observationes mycologicae.<span> </span><em>Annalen der Botanik</em><span> </span>(Usteri). 15:1-39.<br />
	URBAN, A., &amp; KLOFAC, W., 2015.<em><span> </span></em></span><em style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">Neoboletus xanthopus</em><span style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">, a sibling species of<span> </span></span><em style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">Neoboletus luridiformis</em><span style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">, and similar boletes with yellowish pileus colours</span><span style="background-color:#ffffff;color:#282828;font-size:14px;">.<span> </span><em>Sydowia<span> </span></em>67: 175-187.</span>
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<strong>Scheda di proprietà AMINT realizzata da Pietro Curti - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT.</strong>
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<span style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">Regione Lombardia; Maggio 2010; Foto di Massimo Biraghi.</span>
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<img alt="01.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="573313" data-ratio="75.00" width="800" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2022_01/01.jpg.ce770cc5278436cfc1b04b6839f0dfbc.jpg" />
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<img alt="02.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="573314" data-ratio="75.00" width="800" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2022_01/02.jpg.1e09b34b4d9e51a025fe9032ad9dee36.jpg" />
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<img alt="03.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="573315" data-ratio="75.00" width="800" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2022_01/03.jpg.533870d627956a15302f06ffd0e9cb20.jpg" />
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<img alt="04.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="573316" data-ratio="75.00" width="800" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2022_01/04.jpg.8bf2f66807d69bd9f72bb27e58193973.jpg" />
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<img alt="05.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="573317" data-ratio="75.00" width="800" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2022_01/05.jpg.9ffcf4c047fa6e55e521f2d7ced42331.jpg" />
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<img alt="06.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="573318" data-ratio="75.00" width="800" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2022_01/06.jpg.1c84448d91b74f8b58ecba322663e304.jpg" />
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	<img alt="07.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="573319" data-ratio="75.09" width="799" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_2022_01/07.jpg.0fb9dd182c8074a7eb5520664faf25dc.jpg" />
</p>

<p style="background-color:#ffffff;color:#353c41;font-size:14px;">
	 
</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">100203</guid><pubDate>Fri, 21 Jan 2022 01:28:14 +0000</pubDate></item><item><title>Lycoperdon perlatum Pers. : Pers. 1796</title><link>https://www.funghiitaliani.it/topic/15214-lycoperdon-perlatum-pers-pers-1796/</link><description><![CDATA[<p>
	<span style="font-size:18px;"><em><strong>Lycoperdon perlatum</strong></em> Pers. : Pers. 1796</span>
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><strong>Tassonomia</strong></span><br>
	Divisione <strong>Basidiomycota</strong><br>
	Classe <strong>Agaricomycetes</strong><br>
	Ordine <strong>Agaricales</strong><br>
	Famiglia <strong>Lycoperdaceae</strong>
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><strong>Etimologia</strong></span><br>
	Dal latino <em>perlatum</em> = perlato, per la presenza delle verruche sullo strato esterno del basidioma.
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><strong>Basidioma</strong></span><br>
	Abbastanza polimorfo, solitamente piriforme, ma anche a forma di pestello o raramente globoso; 2-4 cm di diametro, 3-8 cm d'altezza; da bianco a crema, marrone a maturità. Nella parte apicale, l'esoperidio è ornato da aculei conici alti fino a 2 mm, contornati alla loro base da piccole verruchine che permangono anche dopo la loro caduta, donando una caratteristica areolatura a maglie pseudopoligonali-circolari. Nella parte inferiore invece sono presenti solo delle piccolissime e fragili spine, talvolta assenti. La deiscenza avviene per un foro centrale apicale.
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><strong>Gambo</strong></span><br>
	Assente. Presenta uno pseudostipite solitamente ben differenziato.
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><strong>Carne</strong></span><br>
	La gleba (parte superiore globosa) si presenta inizialmente compatta, bianca, per poi raggiungere toni marroni olivastri e consistenza polverosa. La subgleba occupa interamente lo pseudostipite e rimane a lungo bianco giallastra prima di scurirsi in vecchiaia. La distinzione tra gleba e subgleba è apprezzabile in basidiomi maturi, dove la differenza cromatica tra le due risulta più evidente. Odore leggero, fenolico. Sapore dolciastro.
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><strong>Habitat</strong></span><br>
	Specie comune e cosmopolita dall'areale molto ampio, cresce infatti dalla zona subartica fino a quella tropicale. Nei nostri boschi, sia latifoglie che conifere, si sviluppa terricolo, non di rado anche su legni in decomposizione, raramente reperito anche su pigne. Dalla primavera all'autunno; dalla pianura alla montagna fino a 2200 m di quota.
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><strong>Commestibilità e tossicità</strong></span><br>
	Commestibile purché la gleba sia perfettamente bianca. Si presta per l'impanatura.<br>
	Benché non sia tossico dal punto di vista alimentare, si ritiene utile citare "un'allergia" presente in letteratura medica, chiamata Lycoperdonosi. Si tratta di una polmonite allergica dovuta all'inalazione fortuita o voluta, di polvere sporale.
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><strong>Osservazioni</strong></span><br>
	Si tratta di una specie polimorfa, ma nel contempo molto costante nel presentare aculei conici. Questa caratteristica è davvero la più importante per una corretta determinazione ed è apprezzabile anche in esemplari vetusti, laddove si possono ancora individuare le "cicatrici" circolari lasciate dopo la caduta degli aculei.
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><strong>Specie simili</strong></span><br>
	Sono molte le Lycoperdaceae che assomigliano a questa specie.<br>
	<strong>Lycoperdon nigrescens</strong><em> </em>Pers. : Pers., ed il sosia <em><strong>Lycoperdon norvegicum</strong></em> Demoulin, che possiedono aculei più scuri e piramidali.<br>
	Il Gruppo che ruota attorno a <em><strong>Lycoperdon molle</strong></em> Pers. : Pers., non presenta mai aculei ben formati, ma piccoli e detersili.<br>
	<em><strong>Lycoperdon mammiforme</strong></em> Pers. : Pers. è ben distinto per possedere un velo generale che si dissocia a placche molto ampie.<br>
	<em><strong>Lycoperdon pyriforme </strong></em>Schaeff. : Pers. è una specie lignicola.<br>
	<em><strong>Calvatia excipuliformis</strong></em> (Scop. : Pers.) Perdeck ha dimensioni normalmente molto maggiori.
</p>

<p>
	Regione Sardegna; Foto di Franco Sotgiu.
</p>

<p>
	<img alt="post-1526-1223932158.jpg" data-fileid="240092" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_10_2008/post-1526-1223932158.jpg">
</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">15214</guid><pubDate>Mon, 18 Apr 2016 13:43:25 +0000</pubDate></item><item><title>Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825</title><link>https://www.funghiitaliani.it/topic/8013-craterellus-cornucopioides-l-pers-1825/</link><description><![CDATA[<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	<span style="font-size:18px;"><strong><em>Craterellus cornucopioides</em></strong></span><span style="font-size:18px;"> (L.) Pers. 1825</span><br>
	<br>
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Tassonomia</strong></span><br>
	Divisione <strong>Basidiomycota</strong><br>
	Classe <strong>Agaricomycetes</strong><br>
	Ordine <strong>Cantharellales</strong><br>
	Famiglia <strong>Hydnaceae</strong><br>
	<br>
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Etimologia</strong></span><br>
	Derivazione mista dal latino e dal greco, <em>Craterellus</em> = piccola coppa e <em>cornucopioides</em> = a forma di cornucopia.<br>
	<br>
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Cappello</strong></span><br>
	È la parte superiore ed interna che si prolunga per tutto il gambo, misura 3-10(12) cm e ricorda una cornucopia o una trombetta, molto svasata in alto e con il margine arrotolato; la colorazione è inizialmente scura, nero-bluastra con presenza di piccole squamette che si evidenziano maggiormente da adulto quando la pigmentazione schiarisce apparendo grigio-brunastra. La zona fertile o imenio si presenta nella parte inferiore ed esterna ed è liscia con rugosità verticali; il colore è da grigio-cenere a grigio-bluastro, tendente a schiarire maggiormente anche per le spore che sono bianche.<br>
	<br>
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Gambo</strong></span><br>
	2-5(6) cm, risulta quasi inesistente, inglobato nel cappello ed è fibroso.<br>
	<br>
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Carne</strong></span><br>
	La consistenza è sottile ed elastica, color grigio-nerastro, da giovane con delicato odore di frutta ma, con l'invecchiamento, ricorda la cantina o il tartufo; il sapore è gradevole, un po' dolciastro.<br>
	<br>
	<strong><span style="color:rgb(0,0,255);">Habitat</span> </strong><br>
	Comunissimo nelle faggete e nei boschi di altre latifoglie, poco frequente sotto aghifoglia.<br>
	<br>
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Commestibilità e tossicità</strong> </span><br>
	<em>Craterellus cornucopioides</em> è un ottimo commestibile, molto ricercato, anche se non tutti gradiscono un piatto ingrigito o addirittura annerito da questi funghi; essiccato ha una ottima resa.<br>
	<br>
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Osservazioni</strong></span><br>
	Talvolta si incontrano zone del bosco dove è praticamente impossibile procedere senza calpestare questi funghetti che quasi sempre crescono in gruppi molto numerosi. La famiglia <em>Cantharellaceae</em> non esiste più in quanto filogeneticamente è affine alla famiglia <em>Hydnaceae</em>, che è un nome prioritario, più antico. La famiglia <em>Hydnaceae</em> contiene <em>Cantharellus</em> e <em>Craterellus</em>. <br>
	<br>
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Somiglianze e varietà</strong> </span><br>
	Piuttosto simile per struttura e colorazione è <em>Cantharellus cinereus</em>, buon commestibile, che presenta un cappello grigio più o meno scuro, ma con tonalità brunastre; la superficie è un po' fibrillosa, soprattutto verso il margine, che appare ben revoluto e marcatamente ondulato; l'imenio di questo fungo è caratterizzato da pliche venose molto ramificate, dette anastomosi, e scambiate da molti per lamelle; il colore è grigio cenere e schiarisce a maturazione, a causa della sporata bianca. Il gambo è ben distinto e pieno ma, crescendo, si forma al centro di esso un sottile condotto che talvolta arriva fino al centro del cappello. La carne è nerasta, sottile ed elastica, con un evidente odore fruttato e sapore gradevole. Cresce numeroso soprattutto nei castagneti umidi e viene raccolto e consumato spesso scambiandolo per le più famose "Trombette". Altro fungo somigliante a<em>Craterellus cornucopioides</em> è <em>Faerberia carbonaria</em>, commestibile, somigliante ad un <em>Cantharellus</em> ed infatti, in un passato lontano, veniva chiamato<em>Cantharellus carbonarius</em>; cresce su residui carboniosi, talvolta nel muschio e presenta un cappello più piccolo, convesso, imbutiforme, con orlo odulato di colore grigio-brunastro ed imenio costituito da vere lamelle.<br>
	<br>
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Curiosità</strong></span><br>
	Il nome "Trombette dei morti" non è dovuto al colore nero, ma al fatto che si sviluppa attorno al 2 novembre, ricorrenza dei defunti. <span style="color:rgb(0,0,0);">Fungo molto caratteristco per l'aspetto morfologico a tromba, per i suoi cromatismi nerastri, per il suo crescere densamente aggregato e subcespitoso, per il suo odore e sapore aromatico fungino.</span><br>
	<br>
	<strong>Scheda AMINT tratta da "<a href="https://www.funghiitaliani.it/index.php?showtopic=39272" rel="" title="">Tutto Funghi</a>" </strong>
</p>

<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	Regione Abruzzo; Ottobre 2008; Foto di Mauro Cittadini.<br>
	<br>
	<span href="%7B___base_url___%7D/uploads/monthly_10_2009/post-127-1255368249.jpg"><img alt="post-127-1255368249.jpg" data-fileid="308432" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_10_2009/post-127-1255368249.jpg"></span>
</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">8013</guid><pubDate>Wed, 30 Mar 2016 15:54:39 +0000</pubDate></item><item><title>Cantharellus pallens&#xA0;Pil&#xE1;t&#xA0;1959</title><link>https://www.funghiitaliani.it/topic/77703-cantharellus-pallens%C2%A0pil%C3%A1t%C2%A01959/</link><description><![CDATA[<p>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;font-size:18px;"><em><strong>Cantharellus pallens </strong></em>Pilát 1959</span>
</p>

<p>
	<span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;color:rgb(0,0,255);"><strong>Tassonomia</strong></span><br>
	Divisione <strong>Basidiomycota</strong><br>
	Classe <strong>Agaricomycetes</strong><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Ordine </span><strong>Cantharellales</strong><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Famiglia </span><strong>Hydnaceae</strong>
</p>

<p>
	<span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;color:rgb(0,0,255);"><strong>Sinonimi</strong></span><br>
	<strong><em>Cantharellus subpruinosus</em></strong> Eyssart. &amp; Buyck 2000
</p>

<p>
	<span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;color:rgb(0,0,255);"><strong>Foto e Descrizioni</strong></span><br>
	Ha un cappello e gambo pruinoso, un portamento robusto, soprattutto il gambo è svasato alla base, quasi bulboso. Le lamelle sono pallide. La pruina con lo sviluppo scompare e viene fuori il colore del basidioma, è detersile a differenza del <em>Cantharellus cibarius</em> dove permane, al tocco vira al rugginoso. La lamella è più chiara verso il gambo e più colorata verso il bordo del cappello.<br>
	<br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Regione Umbria; Giugno 2012; Foto di Tomaso Lezzi.<br>
	Sul campione in basso a sinistra è stato provata la reazione con l'</span><span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">α-Naftolo che risulta negativa.</span><br>
	<span style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">2° Comitato Scientifico A.Mi. Umbria - Spello</span><br>
	, <br>
	<a data-fileext="jpg" data-fileid="429013" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_06_2012/post-2993-0-28949600-1338992927.jpg" rel="" title=""><img alt="post-2993-0-28949600-1338992927.jpg" data-fileid="429013" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_06_2012/post-2993-0-28949600-1338992927.jpg"></a>
</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">77703</guid><pubDate>Wed, 09 Mar 2016 08:12:50 +0000</pubDate></item><item><title>Amanita caesarea (Scop. : Fr.) Pers. 1801</title><link>https://www.funghiitaliani.it/topic/15430-amanita-caesarea-scop-fr-pers-1801/</link><description><![CDATA[<p>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"><span style="font-size:18px;"><strong><em>Amanita caesarea</em></strong></span></span></span><span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"> </span></span><span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"><span style="font-size:18px;">(Scop. : Fr.) Pers. 1801</span></span></span>
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><strong>Tassonomia</strong> </span><br>
	Divisione <strong>Basidiomycota</strong><br>
	Classe <strong>Agaricomycetes</strong><br>
	Ordine <strong>Agaricales</strong><br>
	Famiglia <strong>Amanitaceae</strong><br>
	Genere <em><strong>Amanita</strong></em><br>
	Sottogenere <em><strong>Amanita</strong></em><br>
	Sezione <em><strong>Caesareae</strong></em>
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Nome italiano</strong></span></span><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Ovolo buono.</span></span>
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><span style="background-color: rgb(255, 255, 255); font-size: 14px; text-align: start;"><strong>Etimologia</strong></span></span><br style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">
	<span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">L'epiteto </span><em style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Amanita</em><span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start"> deriva dal greco<span> </span></span><em style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Ἀμανὶτης </em><span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">[</span><em style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Amanitos</em><span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">] = fungo del monte Amano, da </span><em style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Ἄμανος</em><span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start"> [</span><em style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">Amanos</em><span style="background-color:#ffffff; color:#353c41; font-size:14px; text-align:start">] = Amano, catena di monti tra la Cilicia e la Siria, nella Turchia asiatica, dove questa specie sembra fosse abbondante in antichità.<br>
	L'epiteto <em>caesarea </em>deriva </span><span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">dal latino </span></span><em>Caesareus </em><span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">= dei Cesari imperatori.</span></span>
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Cappello</strong></span></span><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">5-20 cm da emisferico a convesso-espanso pianeggiante a maturità, margine sempre nettamente striato; cuticola lucida, umida, facilmente asportabile, rosso arancio uniforme; abitualmente nudo o con alcuni lembi bianchi, residui del velo generale.</span></span>
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Lamelle</strong></span></span><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Molto fitte, intercalate da lamellule più corte, piuttosto larghe, libere al gambo e di colore giallo-uovo o giallo-dorato.</span></span>
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Gambo</strong></span></span><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">2-3 × 8-18 cm, dritto, glabro, di forma quasi perfettamente cilindrica, presenta un certo ingrossamento alla base, mentre in alto tende ad assottigliarsi, si presenta pieno, duro e fibroso nel fungo giovane, farcito o quasi cavo nel fungo adulto. È di colore giallo-dorato o giallo-uovo.</span></span>
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Anello</strong></span></span><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Ampio, membranoso ricadente a mo' di festone, di colore perfettamente giallo e percorso da evidenti e caratteristiche striature longitudinali, situato nella zona più vicina al cappello.</span></span>
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Volva</strong></span></span><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Volva a sacco, attenuata alla base, quasi libera al gambo, festonata o lobata nella parte superiore, di consistenza membranosa o carnosa, ma abbastanza tenace e spessa sino a 3 mm, di colore bianco o biancastro.</span></span>
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Carne</strong></span></span><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Compatta anche se tenera, di colore bianco, assume tonalità giallognole più o meno cariche sotto la pellicola del cappello e nella zona perimetrale del gambo sezionato. È di odore e sapore molto gradevoli.</span></span>
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Habitat</strong></span></span><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Predilige zone temperate, ma calde e secche e cresce sotto le latifoglie (castagni e cerri) fino a 900 m in estate ed autunno.</span></span>
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Microscopia</strong></span></span><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Spore</strong> più o meno ellissoidali 9-11 × 6,5 µm, bianche volgenti al giallognolo.</span></span>
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Commestibilità e Tossicità</strong></span></span><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Ottimo commestibile, assai ricercato può essere consumato crudo in insalata.</span></span>
</p>

<p>
	<span style="color:#0000ff;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"><strong>Specie simili </strong></span></span><br>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Le è simile l'</span></span><em><strong>Amanita calyptroderma</strong> </em>G.F. Atk. &amp; V.G. Ballen = <em>Amanita calyptrata</em><span style="color:rgb(40,40,40);"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"> (Peck)</span></span> <span style="color:rgb(40,40,40);"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">= </span></span><em>Amanita lanei </em>(Murrill) Sacc. &amp; Trotter, com<span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;color:rgb(40,40,40);">mestibile, cappello 10-30, arancione o giallo, ricoperto da ampi lembi bianchi del velo generale, volva enorme e bianca, gambo tozzo color crema come l'anello e le lamelle, cresce in America settentrionale, in autunno sotto querce e conifere.</span>
</p>

<p>
	<strong>Scheda di proprietà AMINT realizzata da Pietro Curti - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT.</strong>
</p>

<p>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Regione Umbria, Maggio 2012</span></span><span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">; Foto di Tomaso Lezzi</span></span><br>
	<em><span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">2° Comitato Scientifico A.Mi. Umbria - Spello (PG)</span></span></em>
</p>

<p>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Ritrovamento sotto</span></span><em> Quercus frainetto.</em><span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;"> Margine rigato, lamelle e carne gialli; anello giallo, rigato superiormente; volva membranacea bianca.</span></span>
</p>

<p>
	<a data-fileext="jpg" data-fileid="428748" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_06_2012/post-2993-0-22584400-1338845441.jpg" rel=""><img alt="post-2993-0-22584400-1338845441.jpg" data-fileid="428748" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_06_2012/post-2993-0-22584400-1338845441.jpg"></a>
</p>

<p>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Un particolare della volva, membranosa, a sacco.</span></span>
</p>

<p>
	<a data-fileext="jpg" data-fileid="428749" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_06_2012/post-2993-0-72479700-1338845447.jpg" rel=""><img alt="post-2993-0-72479700-1338845447.jpg" data-fileid="428749" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_06_2012/post-2993-0-72479700-1338845447.jpg"></a>
</p>

<p>
	<span style="color:#282828;"><span style="font-family:helvetica, arial, sans-serif;">Un particolare del margine rigato e dell'anello giallo, rigato.</span></span>
</p>

<p>
	<a data-fileext="jpg" data-fileid="428750" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_06_2012/post-2993-0-07506600-1338845454.jpg" rel=""><img alt="post-2993-0-07506600-1338845454.jpg" data-fileid="428750" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_06_2012/post-2993-0-07506600-1338845454.jpg"></a>
</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">15430</guid><pubDate>Sat, 05 Mar 2016 17:01:48 +0000</pubDate></item><item><title>Russula amoenicolor Romagn.&#xA0;1962</title><link>https://www.funghiitaliani.it/topic/24560-russula-amoenicolor-romagn%C2%A01962/</link><description><![CDATA[
<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	<span style="font-size:18px;"><strong><em>Russula amoenicolor </em></strong>Romagn. 1962</span><br>
	<br>
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Tassonomia</strong></span><br>
	Divisione <strong>Basidiomycota</strong><br>
	Classe <strong>Agaricomycetes</strong><br>
	Ordine <strong>Russulales</strong><br>
	Famiglia <strong>Russulaceae</strong>
</p>

<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	<span style="color:rgb(0,0,255);"><strong>Microscopia</strong></span><br>
	<em>Russula amonenicolor </em>ha spore con creste molto evidenti, come quelle visiili nella foto di microscopia seguente<br>
	La differenza macroscopica più evidente con <em>Russula amoena</em> è la reazione brunastra e non lilla-porpora al fenolo, e, miscroscopicamente, i peli cuticolari abbondanti e più larghi.
</p>

<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	Regione Lombardia; 2006; Foto e descrizioni di Massimo Biraghi.
</p>

<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileid="525464" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_05_2016/post-36492-0-35864300-1462529614.jpg" rel="" data-fileext="jpg"><img alt="post-36492-0-35864300-1462529614.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="525464" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_05_2016/post-36492-0-35864300-1462529614.jpg"></a>
</p>

<p style="color:rgb(40,40,40);font-family:helvetica, arial, sans-serif;">
	<a class="ipsAttachLink ipsAttachLink_image" data-fileid="525465" href="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_05_2016/post-36492-0-08836100-1462529617.jpg" rel="" data-fileext="jpg"><img alt="post-36492-0-08836100-1462529617.jpg" class="ipsImage ipsImage_thumbnailed" data-fileid="525465" src="https://www.funghiitaliani.it/uploads/monthly_05_2016/post-36492-0-08836100-1462529617.jpg"></a>
</p>
]]></description><guid isPermaLink="false">24560</guid><pubDate>Sat, 30 Apr 2016 07:59:02 +0000</pubDate></item></channel></rss>
