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  1. Leucoagaricus crystallifer Vellinga 2000  Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Basidiomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Genere Leucoagaricus Sottogenere Sericeomyces Sinonimi Sericeomyces serenus var. violaceodiscus Ballero & Contu 1992 Sericeomyces crystallifer (Vellinga) Bon 2001 Leucoagaricus crystallifer var. violaceodiscus (Ballero & Contu) Consiglio & Contu 2004 Etimologia Dal greco λευκός (leykos) = bianco. Leucoagaricus = Agaricus a sporata bianca. L'epiteto "crystallifer" deriva dal greco “κρύσταλλοι” e significa, cuscinetti di cristallo, ed è un riferimento agli abbondanti cristalli che ricoprono l’apice dei cheilocistidi. Cappello Il cappello è inizialmente campanulato, poi piano-convesso, con un basso umbone ottuso al centro, con profilo trapeziodale, il margine rimane leggermente involuto e frangiato. La cuticola è di colore bianco latte ad eccezione della zona centrale che si colora di giallo fino a toni ocracei pallidi in vecchiaia; la cuticola è eccedente al bordo e rimane integra solo nella parte centrale, mentre si dissocia nel resto del pileo in squamette. Imenio Le lamelle sono crema-biancastre, larghe, abbastanza fitte, libere al gambo. Gambo Il gambo è cilindrico, concolore al cappello, con l’età si macchia di ocraceo, è fistoloso, rastremato all’apice e clavato alla base. Nel terzo superiore è presente un anello ascendente, membranoso, fragile, bianco, tipicamente a rivetto come in tutto il genere Leucoagaricus. Carne Biancastra, immutabile. Senza odore caratteristico. Habitat Bosco di latifoglia, su suolo umido, sabbioso, ricco di humus. Specie rara, da preservare, da non raccogliere se non in pochi esemplari per motivi di studio. Microscopia Spore ellissoidali, amigdaliformi, oblunghe, lisce, guttulate, con parete spessa, apice arrotondato ed ispessito a simulare un poro germinativo, ialine, destrinoidi. Spore in massa bianche. Misure osservate: 5,6-8,3 × 4,0-5,1 µm; Q = 1,4-1,8; Qm = 1,6. Cheilocistidi molto abbondanti, cilindrico-fusiformi, strettamente clavati, alcuni subutriformi, molti ornati all’apice da cristalli, riuniti a ciuffi sul filo della lamella. Pleurocistidi non osservati. Pileipellis formata da una cutis di ife cilindriche leggermente intrecciate, con articoli terminali da adnati a rialzati con apice arrotondato, e pigmento intracellulare marrone chiaro. GAF non osservati. Commestibilità o Tossicità Non commestibile. Di nessun valore alimentare. Somiglianze e varietà - Leucoagaricus serenus (Fr.) Bon & Boiffard, è la specie più vicina macroscopicamente, si separa solo per alcuni caratteri microscopici: le spore che non hanno il tipico ispessimento all’apice, che simula un poro germinativo, ed i cheilocisitidi che sono privi di cristalli. I basidiocarpi di Leucoagaricus serenus e Leucoagaricus crystallifer conservano un color crema in exsiccata e non discolorano al bruno essiccando, come succede invece per Leucoagaricus sericifer e per la sua forma sericatellus. Non è possibile distinguere sul campo Leucoagaricus crystallifer e Leucoagaricus serenus, ma al microscopio il profilo leggermente a parete spessa dei cheilocistidi e la chiara presenza di cristalli all'apice dei cheilocistidi stessi separano chiaramente Leucoagaricus crystallifer. - Seriomyces cinereopallidus Contu, è molto simile, ha cheilocistidi a pareti spesse, con cristalli grossolani nella parte superiore, ma il cappello è grigio pallido, almeno al centro, ed è leggermente viscido. - Leucoagaricus menieri (Sacc.) Cantante, Leucoagaricus subvolvatus (Malençon & Bertault) Bon e Leucoagaricus singeri (Bon ex Contu & Signor.) Cons. & Contu, presentano dei caratteri comuni con Leucoagaricus crystallifer, poiché hanno tutte e tre cristalli sui cistidi. Anche queste specie inoltre, sono state descritte in ambiente mediterraneo su suolo sabbioso; ma tutte hanno un gambo che termina con una base bulbosa, e Leucoagaricus menieri e Leucoagaricus subvolvatus presentano residui di volva, e differiscono l'uno dall'altro per le spore di diversa forma e per le diverse dimensioni delle ife della pileipellis. Leucoagaricus menieri e Leucoagaricus subvolvatus sono caratterizzate inoltre da un bulbo molto arrotondato, tanto da simulare quello di alcune Amanita. L’insieme dei caratteri di cheilocistidi, ife della pileipellis e spore, differenziano quindi le specie appartenenti al sottogenere Sericeomyces, anche se bisogna fare attenzione al fatto che le spore immature sulle lamelle possono avere profilo e dimensioni molto diverse da quelle mature, è quindi opportuno prelevare spore da sporata, o prelevare quelle cadute naturalmente sul gambo o sul cappello di un altro esemplare. Note tassonomiche Da quello che ci risulta, questa è la prima segnalazione italiana di Leucoagaricus crystallifer, specie descritta recentemente (Vellinga, 2000) in un articolo in cui è spiegato come Leucoagaricus crystallifer fosse conosciuto come Leucoagaricus serenus nell'interpretazione di Bon e di altri autori, mentre Leucoagaricus serenus sensu Kühner è stato neotipificato sempre nello stesso articolo. Da notare anche che il sottogenere Sericeomyces, non forma un gruppo monofiletico (Vellinga, 2000) e si attendono studi più approfonditi per comprendere meglio le relazioni filogenetiche delle varie specie appartenenti a questo gruppo. Bibliografia AA.VV., 2001. Agaricaceae. Flora Agaricina Neerlandica. Vol. 5. Curatori: Noordeloos, M.E., Kuijper, T.W. & Vellinga, E.C. AA.VV., 2008. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. BON, M., 1993. Les Lepiotes. Flore Mycologique d'Europe. Vol 3. Lille: Ed. Association d'Ecologie et de Mycologie. CANDUSSO, M. & LANZONI, G., 1990. Lepiota s.l. Fungi Europæi. Vol 4. Saronno (VA): Libreria Editrice Giovanna Biella. EYSSARTIER, G., & ROUX, P., 2011. Guide des Champignons France et Europe. Parigi: Ed. Belin. MOSER, M., 2000. Guida alla determinazione dei funghi. Polyporales, Boletales, Agaricales, Russulales. Vol. 1. Ed. Saturnia. VELLINGA, E.C., 2000. Notulae ad Floram Agaricinam Neerlandicam - XXXVIII - Leucoagaricus subgenus Sericeomyces. Persoonia. 17 (3): 473-5-480. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mario Iannotti e Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Puglia, Parco nazionale del Gargano, Vico del Gargano (FG), Italia, Ottobre 2018; Foto e microscopia di Mario Iannotti. Microscopia Spore ellissoidali, amigdaliformi, ellissoide-oblunga, lisce, guttulate, con parete spessa, con apice arrotondato ed ispessito a simulare un poro germinativo, ialine, destrinoidi. Spore in massa bianche. Misure osservate: 5,6-8,3 × 4,0-5,1 µm; Q = 1,4-1,8; Qm = 1,6. Reazione destrinoide osservazione in Melzer a 1000×. Cheilocistidi molto abbondanti, disposti a ciuffi, cilindrico-fusiformi, strettamente clavati, alcuni subutriformi, molti all’apice ornati da cristalli. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Pileipellis formata da una cutis di ife cilindriche leggermente intrecciate, con articoli terminali da adnati a rialzati con apice arrotondato, con pigmento intracellulare marrone chiaro. Osservazione in Rosso Congo a 400×. 
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