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Ramaria botrytis (Pers.: Fr.) Ricken

Tassonomia
Ordine Clavariales
Famiglia Clavariaceae

Etimologia
Dal greco botrytis = che è simile ad un grappolo d'uva, per la compattezza e la forma del corpo fruttifero.

 

Basidiocarpo
8-12(15) cm, coralliforme o ricordante la fisionomia di un cavolfiore. È formato da una base a forma di tronco dalla quale partono delle ramificazioni appressate e corte, anch'esse di colore biancastro, con apici di un bel colore rosa-rossastro che sfumano al vinoso. Le colorazioni biancastre della base e delle ramificazioni primarie tendono a sporcarsi di ocra pallido per vetustità o manipolazione. Imenoforo difficilmente riconoscibile e collocato generalmente alla metà delle ramificazioni superiori, in parte liscio.

Carne
Abbastanza compatta, tenera, di colore biancastro, odore grato come di caramella alla fragola e sapore dolciastro, con un retrogusto leggermente amarognolo.

Habitat
Cresce isolata o in piccoli gruppi ravvicinati fra di loro, dall'estate a tutto l'autunno, nei boschi di latifoglie prediligendo Faggio, Quercia e Castagno; segnalata, ma non frequente, anche nei boschi di conifere.

Commestibilità e tossicità
Commestibile, di buona consistenza, adatto anche alla conservazione sott'olio, una delle poche Ramaria che vale la pena di consumare.

Osservazioni
Questo Genere è molto conosciuto dai raccoglitori, localmente ricercato e accomunato sotto il nome volgare di "Manine" o "Ditole". Gli effetti lassativi e gastroenterici causati da molte specie hanno contribuito ad una moderazione nella raccolta; nel caso di consumo delle specie commestibili è consigliabile usufruire solamente della parte carnosa, asportando le fragili ramificazioni.

 

Microscopia

Spore cilindrico-ellissoidali, con parete sottile, ricurve vicino all’apicolo, decorate da costolature, striature longitudinali, anche con andamento leggermente a spirale, cianofile. Misurate 32 spore da sporata (13,6)14,2-16,2 × 4,3-5,4 µm; Q = 2,8-3,6; media 15,2 × 4,8 µm; Qm = 3,2. Spore in massa di colore giallo-ocra.

Basidi clavati, prevalentemente quadrisporici, osservati anche bisporici. Alla base dei basidioli osservati GAF.

Sistema ifale monomitico, osservati GAF in tutti i tessuti.

Sistema ifale monomitico, le ife dei rami dell’imenoforo sono formate da cellule cilindriche, a parete sottile, lisce, settate, provviste di GAF.

Sistema ifale monomitico, le ife della caulocute sostanzialmente sono identiche a quelle dei rami apicali, di forma cilindrica, a parete sottile, lisce, settate, provviste di GAF.

 

Somiglianze e varietà

Ramaria rubrievanescens Marr & D.E. Stuntz, è tipica dei boschi di Picea, ha spore 9,0-15,5 × 4,2-6,8.

Ramaria rubripermanens Marr & D.E. Stuntz, si rinviene prevalentemente nei boschi di Faggio e Peccio, si separa per le spore più piccole (8,5)9,0-13 × 3,5-5,0.

Ramaria rufescens (Schaeff.) Corner, ha le punte giallastre da giovane poi con la maturazione delle spore tende al bruno-marrone, ha spore più piccole 7,0-11× 3,2-4,8.

Ramaria subbotrytis (Coker) Corner, ha i rami di colore rosa-corallo, le spore misurano 7,5-12 × 3,0-4,7.

Le caratteristiche colorazioni rosa-vinose degli apici delle ramificazioni, in netto contrasto con il biancastro del resto del corpo fruttifero, e la forma che ricorda vagamente un cavolfiore maturo, ne fanno una bella specie facilmente riconoscibile sul campo. Si raccomanda di prestare comunque attenzione a non confonderla con altre specie simili, le quali possono causare fastidiosi effetti lassativi o complicazioni gastroenteriche. Ramaria fennicasi distingue per avere le ramificazioni più lunghe e con tonalità violacee, bruno-violacee con sfumature lilacine, olivacee, a seconda delle varietà della specie, fruttifica generalmente presso Querce e Castagni. Ramaria pallida (vedi scheda) è caratterizzata da ramificazioni con apici grigio-lilacini, specie in maturazione. Ramaria subbotrytis si riconosce per gli apici di un colore rosa corallo più intenso; Ramaria rufescens ha colorazioni tendenti al rossastro e la base di dimensioni maggiori. Queste ultime due specie, per i neofiti ma non solo, risultano di difficile interpretazione: l'analisi microscopica risulta un valido aiuto per una corretta determinazione. Da considerare anche Ramaria formosa, la quale si differenzia per le colorazioni diverse, la base biancastra, le ramificazioni di un bel color salmone carico e gli apici giallastri.

Curiosità
Il nome volgare e popolare di "Manine" o "Ditole" deriva dalla particolare conformazione di questi funghi.

Scheda AMINT tratta da "Tutto Funghi" con integrazioni di Mario Iannotti.

 

Regione Umbria; Settembre 2014; Foto, descrizione e microscopia di Mario Iannotti.

Fungo dall’aspetto coralloide, caratterizzato da un tronco unico, tozzo, carnoso, bianco, privo di toni gialli e/o rossi, dal quale partono dei corti rami bifidi di colore crema-biancastri, terminanti con 2-4 punte, di colore rosa-rosso vinoso. Da giovane i colori vinosi delle punte contrastano con il colore biancastro dei rami e del tronco, poi con la maturazione delle spore, in massa di colore giallastro, i caratteristici colori vinosi svaniscono diventando identici a quelli delle altre specie congeneri e la determinazione negli esemplari vecchi diventa difficile. Nelle stagioni propizie cresce abbondante dall’estate all’autunno, con esemplari appressati, uno accanto all’altro, nei boschi di Quercia, Carpino, Faggio, ma è segnalata anche nei boschi di conifera e nelle peccete alpine.

(Exsiccatum MI20140914-01)

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Spore in massa di colore giallo-ocra.

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Microscopia

Spore cilindrico-ellissoidali, con parete sottile, ricurve vicino all’apicolo, decorate da costolature, striature longitudinali, anche con andamento leggermente a spirale, cianofile. Misurate nr. 32 spore da sporata (13,6)14,2-16,2 × 4,3-5,4 µm; Q = 2,8-3,6; media 15,2 × 4,8 µm; Qm = 3,2. Spore in massa di colore giallastro. Osservazione in Blu Cotone in Acido lattico a caldo a 1000×.

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Basidi clavati, prevalentemente quadrisporici, osservati anche bisporici. Alla base dei basidioli osservati GAF. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×.

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Sistema ifale monomitico, le ife dei rami dell’imenoforo sono formate da cellule cilindriche, a parete sottile, lisce, settate, provviste di GAF.

Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×.

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Sistema ifale monomitico, le ife della caulocute sostanzialmente sono identiche a quelle dei rami apicali, di forma cilindrica, a parete sottile, lisce, settate, provviste di GAF. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×.

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Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×.

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