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Lactarius acerrimus Britzelmayr

Tassonomia
Ordine Russulales
Famiglia Russulaceae

Foto e Descrizioni
Regione Lombardia, Lago di Endine; Settembre 2011; Foto e microscopia di Gianluigi Boerio.

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Microscopia
Spore ampiamente elissoidi con ornamentazioni alte sino 1,5 µm amiloidi, di grosse dimensioni seppur molto variabili (9,5-13,5 × 8-11 µm), non reticolate.

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Basidi bisporici e numerosi cheilocistidi piuttosto stretti, affusolati e spesso strangolati all'apice.

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Basidi e cistidi.

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Lactarius acerrimus Britzelmayr; Regione Toscana; Settembre 2005; Foto e commento di Tomaso Lezzi.

Sotto Castagno, zonatura su tutto il cappello, latice bianco immutabile decisamente piccante.

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Particolare delle lamelle. Latice bianco, lamelle forcate e anastomosate vicino all'attaccatura col gambo,
accenni di scrobicoli sul gambo.

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Lactarius acerrimus Britzelmayr; Regione Campania; Agosto 2005; Foto di Felice Di Palma.

Tipico dei boschi di latifoglia, l'esemplare in foto è stato ritrovato sotto Castagno, si riconosce per le lamelle molto spaziate, anastomizzate presso il gambo, di colore crema-rosate e per il latice bianco immutabile, abbondante e di sapore acre bruciante. Potrebbe confondersi con Lactarius zonarius, che però ha lamelle più serrate, senza toni rosati e che non presentano anastomosi così evidenti all'intersezione con il gambo. Il latice è meno acre.

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Sezione

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Anastomosi.

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Lactarius acerrimus Britzelmayr; Regione Liguria; Luglio 2009; Foto di Gianluigi Boerio.

In radura erbosa in prossimità di quercia a 950 m s.l.m., crescita quasi cespitosa.

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Dettaglio delle lamelle tipicamente anastomizzate all'attaccatura del gambo e di color carnicino-rosate.

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Lactarius acerrimus Britzelmayr; Regione Lombardia; Ottobre 2012; Foto e descrizione di Massimo Mantovani.

Bosco misto di Ostrya carpinofolia e Quercus sp. La colorazione giallo ocracea, spesso a chiazze, le lamelle rosate e molto anostomosate negli esemplari tipici permettono la determinazione già sul campo. Spesso si osserva la crescita in esemplari fascicolati e in radure aperte. Eventuali dubbi possono presentarsi se si pensa a Lactarius zonarius e Lactarius evosmus, ma la presenza di basidi bisporici nella specie presentata è un ottimo carattere distintivo.

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Lactarius acerrimus Britzelmayr; Regione Umbria; Giugno 2016; Foto e microscopia di Stefano Rocchi.
(exsiccata SR20160604-01)

Descrizione
Cappello irregolare, lobato, di colore isabella, ocra-biancastro, tendente leggermente ad imbrunire e con la presenza di lievi zonature al bordo. Lamelle appena decorrenti, un po' arcuate, mediamente spaziate, di colore crema-rosato, tipicamente intervenate-anastomosate ed anche forcate in prossimità del gambo. Piede corto, pieno, sodo, di colore biancastro-crema, di norma senza scrobicoli e macchiato di bruno-rossiccio. Carne soda, bianca con tendenza a divenire leggermente rosata. Reazione verdastra alla Tintura di guaiaco. Odore fruttato o di composta di frutta. Sapore acre bruciante. Latice bianco immutabile, poco abbondante e molto acre. Sporata crema-rosata.

Microscopia
Spore 9,6-15 × 8,6-11,9 µm; Qm = 1,1, di forma sferica o ellissoidale, non reticolate ma munite di brevi creste poco connesse, frammiste a verruche isolate; ornamentazioni alte da 1 a 1,5 µm. Basidi bisporici; cheilocistidi affusolati ed appendicolati.

Osservazioni
Trattasi di un fungo abbastanza comune il quale si associa a latifoglie come Quercia e Castagno, prediligendo terreni calcarei. Gli elementi utili per la sua determinazione sono: il riflesso rosato delle lamelle e la loro increspatura, l'acredine bruciante della carne la quale permane in bocca per alcune ore, il latice bianco immutabile e comunque le spore grandi e i basidi bisporici. Le specie simili sono:
Lactarius evosmus Kühner & Romagn. il quale si distingue per le lamelle fitte senza riflessi rosati, per l'associarsi anche al Pioppo e al Salice e per le spore più piccole e le ornamentazioni più basse;
Lactarius zonarius (Bull.) Fr. il quale si differenzia per il cappello distintamente zonato, per le lamelle piuttosto fitte e regolari e per le spore più piccole;
Lactarius illyricus Piltaver il quale si distingue per il cappello di norma non zonato, per vegetare anche sotto al Faggio e per le spore più piccole;
Lactarius bresadolanus Singer il quale si differenzia per l'habitat esclusivo alpino, in particolare sotto Abete rosso;
Lactarius mediterraneensis Llistos. & Bellù il quale si distingue per i colori più vivi, per la presenza di evidenti scrobicoli al bordo del cappello, per l'associarsi al Leccio e per il latice bianco ma virante al giallo.

Ritrovamento di unico esemplare in radura erbosa nei pressi di Quercia.

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Le lamelle dai riflessi rosati, intervenate-anastomosate, tipiche della specie.

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La reazione verdastra della carne alla Tintura di guaiaco.

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Spore 9,6-15 × 8,6-11,9 µm; Qm = 1,1, di forma sferica o ellissoidale, non reticolate ma munite di brevi creste poco connesse, frammiste a verruche isolate; ornamentazioni alte da 1 a 1,5 µm. Spore da sporata. Osservazione 1000× in Melzer.

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Basidi bisporici. Osservazione 400× in Rosso Congo.

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Cheilocistidi affusolati ed appendicolati. Osservazione 400× in Rosso Congo.

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Osservazione 1000× in Rosso Congo.

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