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CAMPANIA

LEGGE REGIONALE N. 8 DEL 24 LUGLIO 2007

 

“DISCIPLINA DELLA RACCOLTA E COMMERCIALIZZAZIONE DEI FUNGHI FRESCHI E CONSERVATI“

 

 

 

Art. 1

Finalità

 

1. La presente legge disciplina, sul territorio della regione Campania, la raccolta e la commercializzazione dei funghi epigei, freschi e conservati, nel rispetto dei principi fondamentali

stabiliti dalle leggi 6 dicembre 1991, n. 394, 23 agosto 1993, n. 352 e dalla legge 31 gennaio 1994,

n.97, e successive modifiche al fine di garantire:

a. i benefici derivanti dalla presenza dei funghi agli ecosistemi vegetali;

b. la gestione economica della raccolta dei funghi commestibili spontanei;

c. la salvaguardia e la tutela della salute pubblica.

 

 

Art. 2

Definizioni

 

1. Ai sensi della presente legge si intende:

a. per raccolta, la raccolta dei funghi epigei spontanei commestibili, se non diversamente

specificato;

b. per enti competenti, gli enti che esercitano le funzioni amministrative in materia di

raccolta di funghi epigei spontanei commestibili.

 

 

Art. 3

Esercizio delle funzioni amministrative

 

1. L’esercizio delle funzioni amministrative, in materia di raccolta dei funghi epigei spontanei

commestibili, è attribuito alle province ed alle comunità montane per il territorio di propria competenza. Gli enti competenti possono delegare il rilascio dell’autorizzazione, di cui all’articolo

4, comma 2, ai comuni.

2. Le funzioni amministrative, di cui al comma 1, sono svolte nell’ambito di indirizzi generali

e di coordinamento adottati dalla Giunta regionale sulla base di un regolamento, contenente misure

specifiche per le aree protette, predisposto congiuntamente dal settore Foreste, Caccia e Pesca

dell’area Sviluppo attività settore primario, dal settore Ecologia dell’area Ecologia e dal settore

Prevenzione e Assistenza sanitaria dell’area Assistenza sanitaria.

3. Le province e le comunità montane programmano ed attuano interventi allo scopo di

garantire la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale esistente e promuovono

iniziative di educazione ambientale e micologica rivolte anche ai raccoglitori.

4. L’esercizio delle funzioni amministrative in materia di controllo micologico e

commercializzazione dei funghi è attribuito alle aziende sanitarie locali, di seguito denominate ASL, competenti per territorio, nell’ambito degli indirizzi generali adottati dalla Giunta regionale.

5. La regione Campania, per l’attuazione degli obiettivi della presente legge, si avvale, ai soli

fini consultivi, anche delle associazioni micologiche di rilevanza regionale.

 

 

Art. 4

Autorizzazione alla raccolta

 

1. La raccolta dei funghi epigei spontanei commestibili è consentita, previa autorizzazione, nel

rispetto delle specie, tempi e quantità di cui alla presente legge.

2. L’autorizzazione è rilasciata dagli enti competenti, previo superamento del colloquio

abilitativo di cui al comma 6, con apposito tesserino conforme al modello tipo predisposto dalla

Giunta regionale.

3. L’autorizzazione alla raccolta dei funghi epigei spontanei commestibili ha validità

quinquennale, sul territorio regionale, è convalidata a cadenza annuale ed è soggetta solo al

rinnovo amministrativo.

4. L’autorizzazione è personale e non cedibile.

5. L’età minima per il rilascio dell’autorizzazione è fissata in anni quattordici. Ai minori di

anni quattordici è consentita la raccolta dei funghi epigei spontanei commestibili purché

accompagnati da persona munita di autorizzazione e i funghi raccolti dal minore concorrono a

formare il quantitativo giornaliero personale di raccolta consentito.

6. Il colloquio abilitativo, necessario per il rilascio dell’autorizzazione, è svolto presso l’ente

di competenza territoriale in cui ricade il comune di residenza dell’interessato, sulla base di linee

guida della Giunta regionale. Il colloquio abilitativo è finalizzato al riconoscimento delle specie

commestibili ed alla conoscenza degli elementi essenziali della micologia e delle intossicazioni da

funghi. Dal colloquio abilitativo sono esentati i micologi in possesso dell’attestato rilasciato ai

sensi del decreto del Ministero della sanità 29 novembre 1996, n. 686 e iscritti nel registro regionale

dei micologi istituito presso l’assessorato regionale alla sanità.

7. L’autorizzazione è soggetta a convalida annuale, mediante allegazione al tesserino della

ricevuta di versamento del contributo annuale.

8. La raccolta da parte dei titolari di diritti personali o reali di godimento sui fondi, se svolta

nei fondi medesimi, è senza limiti di quantità e non soggetta ad autorizzazione, fermo restando il

superamento del colloquio abilitativo di cui al comma 6 ed il rispetto delle norme di cui agli articoli

6 e 7.

9. I raccoglitori di funghi epigei spontanei commestibili sono tenuti al versamento, su conto

corrente postale, di un contributo annuale di euro trenta a favore dell’ente preposto al rilascio o al

rinnovo dell’autorizzazione annuale. Il periodo di validità annuale del contributo si riferisce alla

data di rilascio dell’autorizzazione ovvero del suo rinnovo. L’importo del contributo annuale può

essere adeguato con provvedimento della Giunta regionale.

10. I cittadini non residenti in Campania e già in possesso di tesserino abilitativo rilasciato nella

propria regione di residenza, possono effettuare la raccolta dei funghi epigei spontanei commestibili

sul territorio della regione Campania mediante permessi occasionali giornalieri, rilasciati da

un’amministrazione provinciale della regione Campania, aventi validità sul territorio regionale,

entro un numero preventivamente stabilito dalla Giunta regionale per ciascuna provincia. I permessi

occasionali possono avere anche durata settimanale e sono sottoposti al contributo di euro dieci al

giorno da versare al momento del rilascio.

11. E’ istituito, presso gli enti di competenza, il registro anagrafico dei raccoglitori autorizzati di

funghi epigei spontanei commestibili. Nel registro sono annotati gli estremi dei versamenti annuali,

le sanzioni amministrative di cui all’articolo 19 ai fini della irrogazione delle sanzioni accessorie ed

ogni altra annotazione utile ai fini amministrativi.

12. Gli enti di competenza possono rilasciare a persone nominativamente individuate, speciali

autorizzazioni di raccolta, per periodi limitati, in occasione di mostre, seminari ed altre

manifestazioni di particolare interesse micologico e naturalistico, nonché per comprovati interessi

scientifici, compresi quelli di mappatura e censimento delle specie fungine. Le autorizzazioni sono

comunicate ai competenti uffici amministrativi della Giunta regionale.

 

 

Art. 5

Dati informativi sulle autorizzazioni

 

1. Gli enti competenti o delegati al rilascio dell’autorizzazione comunicano agli uffici della Giunta

regionale, entro il 15 dicembre di ogni anno, il numero delle autorizzazioni rilasciate e convalidate,

distinte per tipologia. Gli enti trasmettono, altresì, entro la stessa data, l’elenco aggiornato dei

titolari di autorizzazioni, distinto per tipologia.

 

 

Art.6

Modalità di raccolta

 

1. La raccolta dei funghi epigei spontanei commestibili è ammessa, nel territorio della regione

Campania, per una quantità massima giornaliera di chilogrammi tre complessivi per persona, di cui

non più di chilogrammi uno delle specie Amanita caesarea (Ovolo buono) e Calocybe gambosa

(Prugnolo).

2. I limiti di cui al comma 1 possono essere superati se la raccolta dei funghi epigei spontanei

commestibili è costituita da un solo cespo di funghi concresciuti.

3. E’ vietata, per motivi di ordine medico e sanitario, la raccolta di funghi epigei spontanei

commestibili della specie Amanita caesarea allo stato di ovolo chiuso, ossia con velo universale

privo di lacerazione naturale e spontanea.

4. E’ vietata la raccolta di funghi epigei spontanei commestibili di specie micologiche di grossa e

media taglia aventi il diametro del cappello inferiore a centimetri tre, e specie micologiche di

piccola taglia al di sotto di centimetri due, fatta eccezione per i funghi concrescenti. La Giunta

regionale, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, individua le specie

fungine per le quali si applica il presente comma.

5. E’ vietata la raccolta dei funghi epigei spontanei commestibili mediante l’uso di rastrelli, uncini o

altri mezzi che possono danneggiare lo strato umifero del terreno, il micelio fungino o l’apparato

radicale della vegetazione.

6. E’ vietata la raccolta di funghi epigei spontanei commestibili dei quali non sono conservate le

caratteristiche morfologiche che consentono la sicura determinazione della specie.

7. E’ vietata la distruzione volontaria dei corpi fruttiferi fungini di qualsiasi specie. E’ obbligatoria

la pulitura sommaria sul luogo di raccolta dei funghi riconosciuti eduli.

8. La raccolta di funghi epigei spontanei non commestibili è consentita solo a personale abilitato e

solo per scopi didattici o scientifici, nel limite giornaliero di cinque esemplari per singola specie.

9. I funghi epigei spontanei commestibili raccolti sono riposti in contenitori rigidi ed aerati o

comunque idonei a consentire la diffusione delle spore. E’ vietato l’uso di contenitori di plastica

non pervi.

10. E’ vietata la raccolta e l’asportazione, anche ai fini di commercio, della cotica superficiale del

terreno, salvo che per le opere di regolamentazione delle acque, per la manutenzione ordinaria e

straordinaria delle strade e dei passaggi e per le pratiche colturali, fermo restando l’obbligo

dell’integrale ripristino, anche naturalistico, dello stato dei luoghi.

 

 

Art.7

Luoghi di raccolta

 

1. La raccolta dei funghi epigei spontanei commestibili è consentita sul territorio regionale, tutti i

giorni della settimana, da un’ora prima della levata del sole ad un’ora dopo il tramonto.

2. La raccolta dei funghi epigei spontanei commestibili è vietata nelle aree debitamente tabellate

delle riserve naturali integrali.

3. La raccolta dei funghi epigei spontanei commestibili è vietata nei giardini e nei terreni di

pertinenza degli immobili ad uso abitativo adiacenti agli stessi, salvo che ai proprietari o ai

conduttori.

4. I proprietari o i conduttori di fondi pubblici e privati possono interdire la raccolta dei funghi

epigei spontanei commestibili mediante opportuna delimitazione ed apposite tabelle recanti

l’esplicito divieto. Le tabelle, esenti da tassa, sono collocate ad almeno 1,80 metri da terra e poste

ad una distanza non superiore ai 150 metri e visibili contiguamente. E’ in ogni caso vietata la

costituzione di riserve private di raccolta di funghi epigei spontanei commestibili a pagamento.

5. E’ vietata, nei castagneti da frutto, la raccolta dei funghi epigei spontanei commestibili nei

periodi in cui è in atto la raccolta delle castagne, ad esclusione dei titolari di diritti personali o reali

di godimento sui fondi medesimi.

6. I piani di assestamento forestale che prevedono la regolamentazione della raccolta dei funghi

epigei spontanei commestibili nei demani comunali sono adeguati entro tre mesi dalla data di

entrata in vigore della presente legge.

 

 

Art.8

Raccoglitori professionali

 

1. Gli enti competenti rilasciano nelle sole aree classificate montane speciali autorizzazioni, a scopo

di lavoro, a raccoglitori professionali che, con idonea attestazione del sindaco del comune di

residenza, ai sensi della legge n. 352/93, comprovano la necessità di integrazione del reddito.

2. Le categorie cui è riconosciuta la qualifica di raccoglitore professionale sono:

a. i coltivatori diretti;

b. coloro che hanno in gestione propria l’uso del bosco, compresi gli utenti dei beni di uso

civico e di proprietà collettive per il territorio di pertinenza;

c. i soci di cooperative agricolo-forestali e di società costituite ai sensi della legge

regionale 31 maggio 1993, n. 28, nei terreni e nei boschi gestiti.

3. L’ente che ha provveduto al rilascio o al rinnovo dell’autorizzazione speciale di cui al comma 1,

può verificare, durante il periodo di validità dello stesso, se persistono i requisiti ai fini del

riconoscimento della qualifica di raccoglitore professionale di cui al comma 2.

4. Le autorizzazioni speciali per i raccoglitori professionali sono rilasciate previo superamento di

colloquio abilitativo di cui all’articolo 4, comma 6.

5. Il limite quantitativo di cui all’articolo 6, comma 1 per i raccoglitori professionali è elevato fino

alla quantità massima di chilogrammi dieci.

6. Gli enti competenti possono prevedere a favore dei raccoglitori professionali la decurtazione fino

al cinquanta per cento del contributo annuale di cui all’articolo 4, comma 9.

7. Le autorizzazioni speciali, di cui al comma 4, non sono rinnovate ai raccoglitori professionali

che, alla scadenza annuale dell’autorizzazione stessa, non dimostrano di aver commercializzato

almeno chilogrammi cento di funghi epigei spontanei commestibili freschi.

 

 

Art.9

Informazione e formazione

 

1. La Giunta regionale può concedere contributi agli enti competenti ed alle associazioni

micologiche per l’organizzazione ed attuazione di iniziative atte a far conoscere le specie fungine

presenti in Campania, la loro valorizzazione e le problematiche connesse alla loro tutela.

2. Gli enti competenti, anche attraverso le associazioni micologiche e naturalistiche di rilevanza

nazionale o regionale, provvedono all’organizzazione ed attuazione di attività corsuali finalizzate

alla preparazione dei candidati ammessi al colloquio abilitativo di cui all’articolo 4.

3. Gli enti competenti utilizzano gli introiti di cui all’articolo 4, comma 9, per far fronte agli oneri

connessi all’organizzazione dei corsi di cui al comma 2 ed al rilascio delle autorizzazioni. La

Giunta regionale può erogare, su richiesta, contributi agli enti competenti per sostenere le attività

corsuali.

4. La Regione provvede alla formazione di esperti micologi di cui al decreto del Ministero della

sanità n. 686/96.

 

 

Art.10

Ispettorati micologici

 

1. E’ istituito, al fine di tutelare la salute pubblica, un centro di controllo micologico pubblico

denominato ispettorato micologico, nell’ambito di ciascun dipartimento di prevenzione delle ASL.

2. L’ispettorato micologico esercita funzioni di informazione, di identificazione e di controllo dei

funghi, al fine di prevenire fenomeni di intossicazione e svolge funzioni di supporto tecnico agli

ospedali in caso di intossicazione.

3. Le ASL organizzano l’attività degli ispettorati micologici sulla base di atto di indirizzo della

Giunta regionale.

4. Gli ispettorati micologici assicurano le funzioni di controllo e di certificazione per il commercio

e quelle di riconoscimento delle specie per il consumo personale, secondo le esigenze delle diverse

realtà territoriali.

5. Gli ispettorati micologici sono istituiti con l’utilizzo di strutture già operanti e di personale dipendente delle ASL.

 

 

Art.11

Commercializzazione dei funghi

 

1. E’ consentita la commercializzazione delle specie di funghi epigei freschi

spontanei commestibili, di cui al decreto del Presidente della repubblica 14 luglio 1995, n. 376,

allegato 1.

2. La Giunta regionale, ai sensi del DPR n. 376/95, articolo 4, comma 2, integra con apposito

provvedimento, l’elenco delle specie fungine riconosciute idonee alla commercializzazione di cui al

comma 1.

 

 

Art.12

Autorizzazione alla vendita

 

1. La vendita dei funghi epigei freschi spontanei commestibili è soggetta ad autorizzazione

rilasciata dal comune ove ha luogo la vendita.

2. L’autorizzazione comunale, anche limitata a singole specie, è rilasciata agli esercenti, o ai

preposti alla vendita, riconosciuti idonei all’identificazione delle specie fungine commercializzate,

ai sensi del DPR n. 376/95, articolo 2.

 

 

Art.13

Idoneità all’identificazione dei funghi

 

1. L’ASL, sede di ispettorato micologico, rilascia l’attestato di idoneità all’identificazione dei

funghi, valido sul territorio regionale. L’attestato è conforme al modello approvato dalla Giunta

regionale e pubblicato sul bollettino ufficiale della regione Campania.

2. I micologi in possesso dell’attestato rilasciato ai sensi del decreto del Ministero della sanità n.

686/96 e iscritti nel registro regionale dei micologi istituito presso l’assessorato regionale alla sanità

sono esonerati dal possesso dell’attestato di cui al comma 1.

 

 

Art.14

Certificazione sanitaria

 

1. La vendita dei funghi epigei spontanei commestibili freschi, ivi compresi quelli destinati alla

ristorazione pubblica e collettiva, è consentita solo previa certificazione di avvenuto controllo

micologico.

2. La certificazione è obbligatoria per chiunque, in possesso di titolo autorizzativo, commercializza

funghi spontanei commestibili freschi.

3. La certificazione è soggetta al pagamento della somma prevista dal tariffario regionale in vigore.

4. La competenza al rilascio della certificazione sanitaria è attribuita alle ASL che la esercitano

tramite gli ispettorati micologici territorialmente competenti.

 

 

Art.15

Requisiti e condizioni per la commercializzazione

 

1. La commercializzazione dei funghi epigei spontanei commestibili freschi è effettuata con le

seguenti modalità:

a. i funghi, suddivisi per specie, sono contenuti in cassette sulle quali è apposta la

certificazione;

b. i funghi devono essere freschi, interi, sani e in buono stato di conservazione, puliti da

terriccio e da corpi estranei e disposti in singolo strato;

c. i funghi sono corredati della documentazione relativa all’acquisto o, nel caso di raccolta

diretta, di una dichiarazione del venditore completa di data e luogo di raccolta;

d. i funghi sono certificati mediante l’applicazione, su ogni contenitore, di

un cartellino originale in cui sono riportati:

1) la specie di appartenenza;

2) il nome in italiano;

3) la data della visita;

4) il numero del verbale di avvenuta visita;

5) il peso netto;

6) la validità temporale della certificazione;

7) eventuali avvertenze per il consumo;

8) la firma del micologo ed il corrispondente numero di iscrizione dello stesso al

registro regionale dei micologi;

9) il timbro dell’ispettorato micologico.

2. Il cartellino di cui al comma 1, lettera d, accompagna il prodotto in tutte le fasi della

commercializzazione, senza essere rimosso dal contenitore fino all’esaurimento del prodotto. In

caso di vendita frazionata, destinata alla ristorazione pubblica o collettiva, la quantità di funghi

acquistata è accompagnata da documentazione indicante la quantità e gli estremi del certificato

originale.

 

 

Art.16

Funghi freschi coltivati

 

1. I funghi freschi coltivati sono venduti dai titolari di licenza di commercio per i prodotti

ortofrutticoli, senza specifica autorizzazione.

 

 

Art.17

Funghi secchi

 

1. Sono commerciabili i funghi secchi aventi le caratteristiche previste dal DPR n.376/95, articolo

5 ed appartenenti alle specie di cui al medesimo articolo.

2. La vendita dei funghi porcini secchi sfusi è subordinata al rilascio dell’autorizzazione comunale

di cui all’articolo 12.

 

 

Art.18

Funghi conservati

 

1. La commercializzazione dei funghi conservati sott’olio, sott’aceto, in salamoia, congelati,

surgelati o altrimenti preparati che, ferme restando le disposizioni di cui alla legge 30 aprile 1962,

n.283, possiedono i requisiti prescritti dal DPR n.376/95, articoli 9 e 10, è ammessa esclusivamente

per le specie comprese nell’allegato II del decreto del Presidente della Repubblica medesimo.

 

 

Art.19

Sanzioni amministrative

 

1. Per le violazioni alle disposizioni della presente legge si applicano le seguenti sanzioni

amministrative:

a. da euro 50,00 ad euro 300,00 per:

1) chi esercita la raccolta di funghi senza l’autorizzazione di cui all’articolo 4;

2) chi esercita la raccolta di funghi epigei spontanei commestibili senza aver

provveduto al pagamento del contributo annuale di cui all’articolo 4, comma 9;

b. da euro 25,00 ad euro 150,00 per ogni chilogrammo di funghi, o frazione di esso,

raccolti in eccedenza al quantitativo di cui all’articolo 6, comma 1, o in difformità

dell’articolo 6, comma 10;

c. da euro 25,00 ad euro 150,00 per ciascuna violazione di cui all’articolo 6,commi 3, 4, 5,

6,7,8 e 9 e per ciascuna violazione di cui all’articolo 7, commi 1,2,3,4 e 5;

d. da euro 258,00 ad euro 1.032,00 per ciascuna delle seguenti violazioni:

1) vendita di funghi epigei freschi spontanei senza autorizzazione comunale;

2) vendita di funghi epigei freschi spontanei senza il dovuto controllo sanitario o senza

la certificazione dello stesso;

3) commercializzazione di funghi epigei freschi spontanei o conservati appartenenti a

specie non ammesse;

4) vendita di funghi non riconoscibili a causa di rotture o del non idoneo stato di

conservazione o perché mescolati con altre specie che ne pregiudicano il

riconoscimento ovvero perché invasi da muffe e parassiti;

e. confezionamento dei funghi in difformità alle disposizioni di cui al DPR n.376/95,

articolo 6, commi 1 e 2.

2. Le violazioni di cui al comma 1, ad esclusione di quelle riferite all’articolo 7, comportano anche

la confisca dei funghi raccolti e la relativa distribuzione ad enti o istituti di beneficenza. I funghi

riconosciuti non idonei al consumo sono destinati alla distruzione a cura dell’ASL che ha eseguito il

controllo.

3. Per i casi di infrazione alle disposizioni contenute all’articolo 7, commi 1, 2, 3, 4 e 5, si procede

in analogia a quanto indicato nel comma 2, salvo la facoltà del trasgressore di dimostrare, entro

ventiquattro ore dal rilievo della infrazione, la legittimità della provenienza.

4. E’ cura dell’ente, organo o istituzione cui appartiene l’agente verbalizzante, dare comunicazione

delle violazioni di cui al comma 1 all’ente che ha rilasciato l’autorizzazione, ai fini

dell’annotazione delle violazioni stesse sul registro anagrafico di cui all’articolo 4, comma 11.

5. Nel caso di tre violazioni nel corso di un biennio, al trasgressore si applica la sanzione accessoria

della revoca dell’autorizzazione per un periodo da tre a dodici mesi ed il nuovo rilascio è

subordinato al superamento del colloquio abilitativo di cui all’articolo 4, comma 6. In caso di

ulteriore recidiva si applica la revoca definitiva dell’autorizzazione.

6. E’ fatta salva l’applicazione delle vigenti norme penali se le violazioni alle disposizioni

contenute nella presente legge costituiscono reato.

7. Per il procedimento sanzionatorio si applicano le disposizioni di cui alla legge regionale 10

gennaio 1983, n.13.

 

 

Art.20

Vigilanza

 

1. La vigilanza sull’applicazione della presente legge è demandata al personale del corpo forestale

dello Stato, ai nuclei antisofisticazione e sanità dell’Arma dei carabinieri, alle guardie venatorie

provinciali, agli organi di polizia urbana e rurale, agli operatori professionali di vigilanza ed

ispezione delle ASL - ispettori micologi e tecnici della prevenzione -, alle guardie giurate

campestri, alle guardie giurate volontarie, agli agenti di custodia dei consorzi forestali e delle

aziende speciali ed agli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera del Ministero della salute,

nonché ai soggetti di cui alla legge regionale 23 febbraio 2005, n. 10.

2. Nelle aree protette, nazionali e regionali, la vigilanza è svolta con il coordinamento degli enti di

gestione.

 

 

Art.21

Norma finanziaria

 

1. Agli oneri finanziari derivanti dall’attuazione della presente legge, stimati per l’anno 2007 in

euro 400.000,00, si fa fronte con lo stanziamento di cui ad apposito capitolo di nuova istituzione

dell’unità previsionale di base 4.15.38 dello stato di previsione della spesa per l’anno finanziario

2007.

2. Agli oneri finanziari per gli anni successivi si provvede con la legge di bilancio.

3. Gli introiti derivanti dalle sanzioni amministrative di cui all’articolo 19 confluiscono

nell'istituendo capitolo di bilancio, finalizzato all'applicazione della presente legge.

4. La Regione può ridistribuire i proventi di cui al comma 3 agli enti di competenza per le rispettive

iniziative connesse all’attuazione della presente legge.

 

 

Art.22

Disposizioni finali

 

1. Per quanto non previsto dalla presente legge, si applicano le norme contenute nella legge n.

352/93 e nel DPR n. 376/95.

 

 

Art.23

Dichiarazione di urgenza

1. La presente legge, a norma degli articoli 43 e 45 dello Statuto, è dichiarata urgente ed entra in

vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania.

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione

Campania.

 

 

24 luglio 2007

Bassolino

 

 

 

Nota all’art. 11

 

Allegato I:

 

1) Agaricus arvensis;

2) Agaricus bisporus;

3) Agaricus bitorquis;

4) Agaricus campestris;

5) Agaricus hortensis;

6) Amanita caesarea;

7) Armillaria mellea;

8) Auricolaria auricolaria judae;

9) Boletus aereus;

10) Boletus appendicolatus;

11) Boletus badius;

12) Boletus edulis;

13) Boletus granulatus;

14) Boletus impolitus;

15) Boletus luteus;

16) Boletus pinicola;

17) Boletus regius;

18) Boletus reticulatus;

19) Boletus rufa;

20) Boletus scabra;

21) Cantharellus (tutte le specie escluse subcibarius, tubaeformis varietà lutescens e muscigenus);

22) Clitocybe geotropa;

23) Clitocybe gigantea;

24) Craterellus cornucopioides;

25) Hyduum repandum;

26) Lactarius deliciosus;

27) Leccinum (tutte le specie);

28) Lentinus edodes;

29) Macrolepiota procera;

30) Marasmius oreades;

31) Morchella (tutte le specie);

32) Pleurotus cornucopiae;

33) Pleurotus eryngii;

34) Pleurotus ostreatus;

35) Pholiota mutabilis;

36) Pholiota nameko mutabilis;

37) Psalliota bispora;

38) Psalliota hortensis;

39) Tricholoma columbetta;

40) Tricholoma equestre;

41) Tricholoma georgii;

42) Tricholoma imbricatum;

43) Tricholoma portentoso;

44) Tricholoma terreum;

45) Volvariella esculenta;

46) Volvariella valvacea;

47) Agrocybe aegerita (Pholiota aegerita);

48) Pleurotus eringii;

49) Stropharia rugosoannulata”.

 

 

 

Nota all’art. 17

 

Comma 1.

D.P.R. 14 luglio 1995, n. 376 già citato in precedenza.

Art. 5: “Denominazione «funghi secchi»”.

“1. Con la denominazione di «funghi secchi» si intende il prodotto che, dopo essiccamento naturale

o meccanico, presenta un tasso di umidità non superiore a 12%+2% m/m e con tale denominazione

possono essere posti in commercio funghi appartenenti alle seguenti specie:

a. Boletus edulis e relativo gruppo (Boletus pinicola, Boletus aereus, Boletus reticulatus);

b. Cantharellus (tutte le specie escluse subcibarius, tubaeformis varietà lutescens e

muscigenus);

c. Agaricus bisporus;

d. Marasmius oreades;

e. Auricularia auricula-judae;

f. Morchella (tutte le specie);

g. Boletus granulatus;

h. Boletus luteus;

i. Boletus badius;

l. Craterellus cornucupioides;

m. Psalliota hortensis;

n. Lentinus edodes;

o. Pleurotus ostreatus;

p. Lactarius deliciosus;

q. Amanita caesarea.

2. Possono altresì essere poste in commercio altre specie riconosciute idonee con successivi decreti

del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato,

nonché quelle provenienti dagli altri Paesi dell'Unione europea e dai Paesi aderenti all'accordo sullo

spazio economico europeo, purché legalmente commercializzate in detti Paesi.

3. I funghi secchi, provenienti da altri Paesi dell'Unione europea e dai Paesi aderenti all'accordo

sullo spazio economico europeo, possono essere commercializzati anche con altre denominazioni

che facciano riferimento al trattamento di disidratazione subito, se queste sono consentite nei Paesi

suddetti.

4. La durabilità dei funghi secchi non può essere superiore a 12 mesi dal confezionamento.

5. L'incidenza percentuale delle unità difettose o alterate, per ogni singola confezione, non deve

superare, a seconda della categoria qualitativa di cui al comma 5, il range di 25-40% m/m,

suddiviso come segue:

a. impurezze minerali, non più del 2% m/m;

b. impurezze organiche di origine vegetale, non più dello 0,02% m/m;

c. tramiti di larve di ditteri micetofilidi, non più del 25% m/m;

d. funghi anneriti, non più del 20% m/m.

6. La denominazione di vendita dei funghi secchi di cui al comma 1, lettera a), deve essere

accompagnata da menzioni qualificative rispondenti alle caratteristiche dei funghi, stabilite con

decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato entro il 30 giugno 1996”.

 

 

Nota all’art. 18

 

Comma 1.

D.P.R. 14 luglio 1995, n. 376 già citato in precedenza.

 

Art. 9: “Trattamento dei funghi”.

“1. I funghi delle specie elencate nell'allegato II possono essere conservati sott'olio, sott'aceto, in

salamoia, congelati, surgelati o altrimenti preparati.

2. L'elenco di cui all'allegato II può essere modificato con decreto del Ministro della sanità, di

concerto con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato.

3. È consentita la commercializzazione di altre specie di funghi conservati o secchi o comunque

preparati, provenienti da altri Paesi, purché riconosciuti commestibili dalla competente autorità del

Paese d'origine.

4. I funghi di cui ai commi 1 e 3 debbono essere sottoposti a trattamenti termici per tempi e

temperature atti ad inattivare le spore del Clostridium botulinum, e/o acidificati a valori di pH

inferiori a 4,6 e/o addizionati di inibenti atti ad impedire la germinazione delle spore.

5. La disposizione di cui al comma 4 non si applica ai funghi congelati, surgelati o secchi.

6. Ogni confezione può contenere funghi di una o più specie”.

 

Art. 10: “Etichettatura dei funghi”.

“1. L'etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei funghi devono essere conformi alle

disposizioni di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, recante: «Attuazione delle

direttive 89/395 e 89/396 CEE concernenti l'etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei

prodotti alimentari».

2. Per la designazione dei funghi devono essere utilizzati i nomi scientifici delle relative specie.

3. L'etichettatura dei funghi freschi sfusi o preconfezionati, che non possono essere consumati

crudi, deve riportare l'indicazione dell'obbligo della cottura.

4. La dicitura «ai funghi» o simili, utilizzata nell'etichettatura di prodotti alimentari a base di funghi,

non comporta l'obbligo di ulteriori specificazioni”.

 

 

Allegato II

“1) Agaricus arvensis;

2) Agaricus bisporus;

3) Agaricus campestris;

4) Amanita caesarea;

5) Armillaria mellea;

6) Auricolaria auricola-judae;

7) Boletus aereus;

8) Boletus badius;

9) Boletus edulis;

10) Boletus granulatus;

11) Boletus luteus;

12) Boletus pinicola;

13) Boletus reticulatus;

14) Cantharellus (tutte le specie escluse subcibarius, tubaeformis varietà lutescens e muscigenus);

15) Clitocybe gigantea;

16) Clitocybe geotropa;

17) Craterellus cornucopioides;

18) Hydnum repandum;

19) Lactarius deliciosus;

20) Lentinus edodes;

21) Macropiota procera;

22) Marasmius oreades;

23) Morchella (tutte le specie);

24) Pholiota mutabilis;

25) Pholiota nameko mutabilis;

26) Pleurotos ostreatus;

27) Psalliota hortensis;

28) Psalliota bispora;

29) Tricholoma columbetta;

30) Tricholoma equestre;

31) Tricholoma georgii;

32) Tricholoma imbricatum;

33) Tricholoma portentoso;

34) Tricholoma terreum;

35) Volvariella volvacea;

36) Volvariella esculenta;

37) Agrocybe aegerita (Pholiota aegerita);

38) Pleurotus eringii;

39) Stropharia rugosoannulata.

 

 

Provvedimento della Giunta Regionale anno 2007

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:snoozer_06: A parte l'inserimento di Tricholoma equestre che come tutti ben sanno escluso da un decreto del Ministero della Salute, vedo che come fu fatto a suo tempo con il Lazio, si sono ben guardati di interpellare un esperto per redigere le liste!!! Sono piene di errori, inesattezze tassonomiche ed adirittura funghi ripetuti due volte con nomi in sinonimia!!! Agaricus=Psalliota!!! Qunado usciremo da questo Medioevo legislativo????

 

 

Ciao Mauro

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Guest Gianni Dose

Il Decreto relativo al Tricholoma equestre è il seguente:

 

IL MINISTRO DELLA SALUTE

 

Ordinanza 20 agosto 2002

 

Divieto di raccolta, commercializzazione e conservazione del fungo epigeo denominato Tricholoma equestre. (GU n. 201 del 28-8-2002)

 

Vista la legge 30 aprile 1962, n. 283, recante disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1980, n.327, recante regolamento di esecuzione della legge 30 aprile 1962, n.283, e successive modificazioni in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande;

Visto il decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 155; Vista la legge 23 agosto 1993, n. 352, recante norme quadro in materia di raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 14 luglio 1995, n.376 concernente la disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati;

Visto in particolare l'art. 4, comma 1, che consente la commercializzazione delle specie di funghi freschi spontanei e coltivati elencate nell'allegato I;

Visto l'art. 9, comma 1, che consente la conservazione dei funghi sott'olio, sott'aceto, in salamoia, congelati, surgelati o altrimenti preparati elencati nell'allegato II;

Visto che nei citati allegati I e II e' presente il fungo epigeo denominato Tricholoma equestre;

Considerato che sono stati segnalati nella letteratura scientifica 12 casi di avvelenamento in Francia, con tre decessi, per rabdomiolisi, collegati al consumo del Tricholoma equestre;

Considerato che alcune regioni e province autonome hanno richiesto l'eliminazione del fungo epigeo Tricholoma equestre dalle liste positive di cui agli allegati I e II del decreto del Presidente della Repubblica n. 376/1995;

Visto il parere dell'Istituto superiore di sanità del 3 luglio 2002 che ha proposto di eliminare, in via cautelativa, dagli allegati I e II del decreto del Presidente della Repubblica n. 376/1995 il Tricholoma equestre, dopo aver consultato le più' accreditate fonti scientifiche nel settore biomedico;

Considerato che occorre adottare, ai fini della tutela della salute pubblica, misure sanitarie cautelative urgenti;

Considerato che la modifica per via ordinaria del decreto del Presidente della Repubblica n. 376/1995 non consentirebbe un intervento tempestivo ai fini della tutela della salute pubblica;

Visto l'art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833; Visto l'art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;

 

Ordina:

 

Art. 1. 1.

La raccolta, la commercializzazione e la conservazione del fungo epigeo denominato Tricholoma equestre e' vietata su tutto il territorio nazionale.

La presente ordinanza sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione.

 

Roma, 20 agosto 2002

 

Il Ministro: Sirchia

 

 

Gianni :bye:

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Io ho fatto la domanda per sostenere l'esame alla provincia di Benevento e oggi mi hanno detto che ancora non si sa nulla sulla data degli esami.

Devo ripassare fra una quindicina di giorni per sapere qualcosa.

Secondo voi cosa devo fare? Soprattutto se escono i funghi?

Non mi hanno rilasciato nemmeno un protocollo della domanda che ho presentato?

Io credo che se mi ferma la forestale mi fanno la multa, visto che altri enti e comunità montane li stanno facendo gli esami...

Chi mi da qualche consiglio?

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Io ho fatto la domanda per sostenere l'esame alla provincia di Benevento e oggi mi hanno detto che ancora non si sa nulla sulla data degli esami.

Devo ripassare fra una quindicina di giorni per sapere qualcosa.

Secondo voi cosa devo fare? Soprattutto se escono i funghi?

Non mi hanno rilasciato nemmeno un protocollo della domanda che ho presentato?

Io credo che se mi ferma la forestale mi fanno la multa, visto che altri enti e comunità montane li stanno facendo gli esami...

Chi mi da qualche consiglio?

 

 

 

Io penso che quelli della Forestale lo sanno che la provincia di Benevento non sta ancora rilasciando i tesserini ... sempre che tu vada a funghi in provincia di Benevento ...

che dirti, in queste situazioni ogni amministrazione competente si organizza nel modo in cui reputa più opportuno ... porta pazienza, presto si entra a regime ed il tutto dovrebbe essere più "scorrevole" ...

 

Felix.:bye:

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Io ho già sostenuto l'esame presso la Comunità Montana del Vallo di Diano e oggi sono andato a consegnare la documentazione per il tesserino. Spero che si attrezzeranno presto per la consegna. Intanto io a funghi vado lo stesso, visto che il disguido non dipende da me ma da loro. Porto comunque sempre con me sia la domanda che la ricevuta di versamento.

:hands49: Emanuele

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ecco la news dalla provincia di Benevento:

 

26 maggio 2008 - 18:55:01

La Giunta provinciale ha istituito la Commissione provinciale per il rilascio del tesserino che abilita alla raccolta ed alla commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati.

Comunicato Stampa n. 28 del 26 maggio 2008

La Giunta provinciale, presieduta dal prof. Aniello Cimitile, su proposta dell'assessore alle politiche agricole Carmine Valentino, ha istituito la Commissione provinciale per il rilascio del tesserino che abilita alla raccolta ed alla commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati.

 

 

A tale riguardo si precisa che la Provincia è competente per il territorio dei comuni di: Airola, Amorosi, Arpaise, Benevento, Calvi, Castelpoto, Ceppaloni, Dugenta, Pietrelcina, S. Giorgio del Sannio, San Leucio del Sannio, San Martino Sannita­, San Nazzaro, San Nicola Manfredi, Sant'Angelo a Cupolo e Telese Terme.

Gli interessati al rilascio del tesserino dovranno presentare domanda in carta semplice con l'indicazione delle proprie generalità, alla Provincia di Benevento - Settore agricoltura e superare un colloquio abilitativi in materia di: nozioni generali di tutela degli ecosistemi naturali; conoscenza generale delle aree protette in Campania, cenni di selvicoltura (forme principali del governo dei boschi); elementi caratterizzanti le specie fungine e riconoscimento delle stesse, modalità di raccolta dei funghi; normativa in materia, rischi e tossicologia nell'uso alimentare dei funghi.

L'intera procedura è regolata dalla legge regionale n. 8 del 24 luglio 2007. L'assessore Valentino ha dichiarato la propria soddisfazione per l'avvio di una nuova ed importante competenza da parte della Provincia che avrà particolare cura nel proteggere l'ambiente e la stessa salute umana dalla scriteriata "caccia" da parte di "buongustai" della domenica.

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mauro in occasione del libro sritto poi presentato a novembre presso la facolta' di chimica degli alimenti all''universita' di <salerno,sono intervenuto e sono stato consultato piu' volte per modificare alcune cose tra cui anche l'eliminazione del Tricholoma Equestre della lista dei commestibili, alcuni generi risultati identici negli allegati vedi Agrìaricus e Psalliota ecc.in piu' avevo fatto una lista dei funghi piu' consumati in campania, :00015014: come è buona norma ed hanno fatto tutte le regioni d'italia ,ma non compresi negli allegati :Che vuo' fa'Se dice a Napoli :A LAVA' A CAP DO CIUCCIO CE REFUNN ACQUA , TIEMP E DENAR! CIAO LELLO :chair:

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