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Moc

I Beneamati Porcini.....

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Ciao a tutti....

Come promesso ecco qua pubblicato la mia "ultima fatica"

Ho avuto il permesso del ns Presidente anche senza la sua approvazione diretta (diciamo che nn aveva tempo per leggerlo e così.... hailui....s'è fidato)

In questo lavoro ho cercato di mettere insieme tutte le informazioni in mio possesso sui Porcini.

Ho cercato di fare un lavoro che illustrasse tutti gli aspetti più importanti per il riconoscimento e la ricerca del fungo italiano per eccellenza.

Spero di poter dare un piccolo contributo ai neofiti e chiunque voglia sperne di più.

Ovviamente chi avesse qualsiasi cosa di interessante da aggiungere è pregato di farlo per poter migliorare le conoscenze di tutti.

Grazie a voi per questa opportunità che mi date di condividere questo materiale.

Un saluto con l'augurio che quest'anno fungino che va a cominciare sia favorevole per tutti gli amici Amint.

Maurizio :hands49:

Funghi_porcini_1.doc

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Porcini

Soltanto 4 specie di Boleti possono avvalersi dell’appellativo “Porcino” e sono:

Boletus pinophilus = Porcino rosso
Boletus aereus = Porcino nero
Boletus aestivalis = Porcino d’estate
Boletus edulis = Porcino edule

Quando nascono?
Devono avvenire necessariamente queste fasi affinché i porcini possano nascere:
1. Un’abbondante pioggia distribuita regolarmente(Troppa acqua tutta assieme non permette la nascita dei funghi)
2. Dopo la pioggia occorrono alcune giornate di sole pieno in modo che il terreno possa ribollire.
3. Non deve esserci troppo vento nei giorni successivi alla pioggia, potrebbe asciugare il terreno bloccando la nascita.

Quando il terreno è a riposo, cioè non è stato bagnato da almeno un mese e dopo una pioggia ben distribuita in assenza di vento, dobbiamo aspettare almeno 10 12 gg prima di andare a cercare funghi. Il vento secco danneggia fortemente e compromette la nascita, perché asciuga il terreno in breve tempo, salvandosi pochi versanti. Se invece il vento è umido, non solo non danneggia la nascita, ma può addirittura favorirla nelle ore centrali della giornata. L’umidità ottimale e’ dal 60 al 90%, ma anche valori inferiori, soprattutto di giorno, non impediscono una discreta buttata.
Fondamentale è la temperatura, soprattutto quella del terreno per stabilire quanto tempo servirà per la nascita, oltre che per scegliere l’altitudine e il versante dove cercare. La temperatura del terreno nel bosco non deve scendere sotto i 6° per la minima, per la massima invece non deve superare i 30° (l’aereus resiste a temperature più alte, ma soffre quelle prossime a 6°; per l’edulis e il pinophilus resistono bene anche a quelle sotto i 6° se non si prolungano per vari giorni). La temperatura ideale è, per la minima, di 16-17° e 23-24° per la massima, fascia in cui possiamo trovare tutte le 4 specie di porcini. Possiamo anche riscontrare differenze di 4-6° in montagna, tra il versante nord e il versante sud. Il terreno ad inizio stagione è più freddo e tale situazione potrebbe influire sulla tempistica di fioritura standard. Le migliori condizioni sono quelle di variabilità (fatta eccezione ai venti secchi) quando sono frequenti i rovesci e la temperatura rimane costante sia di giorno sia di notte grazie alla copertura nuvolosa che, nella fase notturna, limita la dispersione di calore. Il luogo di nascita dei porcini può variare a seconda della stagione e della condizione climatica. Le prime nascite le avremo nei boschi esposti al sole per più ore al giorno e in quelli più aperti e soleggiati. Molto spesso sono favoriti i versanti esposti alla levata del sole. I boschi esposti a nord inizieranno a fruttificare in estate inoltrata. Quando il clima è secco, l’irradiazione solare è notevole (ed è stato così nei giorni precedenti) oppure se tira vento, i fondovalle riparati, ombrosi ed umidi esposti a nord (se il vento non viene da nord) risulteranno i migliori. Al contrario se le giornate precedenti sono state fredde e piovose è di determinante cercare il sole, sia guardando verso sud, sia scegliendo i margini del bosco, i viottoli, gli spazi aperti sugli altopiani e i crinali.

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Andamento stagionale

 

La stagione dei porcini inizia verso la fine di maggio, primi di giugno e le nascite saranno brevi ed improvvise. I primi porcini a fare la loro comparsa sono i Rossi Pinophilus (la specie che resiste meglio delle altre alle basse temperature) soprattutto nei castagni e talvolta nei faggi. Gli aestivalis inizieranno a fiorire a fine maggio in zone dal clima mite, a bassa quota e poco distanti dal mare. I primissimi estatini, molto spesso, saranno larvati con una durata di conservazione molto limitata, i successivi invece miglioreranno notevolmente di qualità. La nascita, a questo punto, potrà procedere nei castagni per tutto il mese di giugno, a seconda delle condizioni meteorologiche, quindi, man mano che la temperatura aumenta, le quote di produzione saliranno fino ai 700 800 mt, inizieranno, poi, verso Giugno-luglio nel faggio. In luglio saliranno ancora di quota, oltre i 1.000 mt nelle peccete ed è qui gli edulis la faranno da padrone. In agosto, se non piove, normalmente, il porcino riposa a parte qualche caso sporadico nei querceti,nelle faggete più umide e nei boschi di abete prossimi ai 2.000. La vera esplosione avverrà verso settembre-ottobre in cui potremo raccogliere gli aestivalis, gli aereus e gli edulis,oltre a qualche esemplare di pinophilus, in ogni genere di bosco e ad ogni quota. Man mano che le giornate saranno più fredde diminuiranno le nascite dei due termofili (aestivalis e aereus) nei castagneti e nei querceti, mentre anche gli altri due porcini (pinophilus e edulis) abbandoneranno le quote maggiori, quindi la produzione negli abeti e nei faggi tenderà a diminuire drasticamente facendo, quindi, il percorso fatto inizialmente, ma in senso inverso. Verso fine stagione i soli funghi che continueranno a fruttificare saranno gli edulis e proprio verso la fine, spesso sotto i faggi, potremo trovare dei mastodontici pinophilus che sanciranno la conclusione della stagione dei Porcini.

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Comportamento delle 4 specie di porcino

 

A seconda delle specie abbiamo comportamenti diversi:

Il Boletus edulis e il pinophilus hanno bisogno di una buona dose d’umidità, ma di temperature non troppo alte, per questo possiamo trovarli anche a fine stagione. Inoltre crescono anche a maggiori altitudini(in piena estate anche a 2000 mt ed oltre)

Il Boletus aereus e aestivalis invece hanno bisogno di ambienti più caldi e asciutti e anche di quote bassissime, inoltre necessitano di minor umidità, infatti, dopo un temporale estivo è possibile trovarli nei punti dove la pioggia ha bagnato il terreno.

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Boletus pinophilus: È il primo porcino a fare la sua comparsa e l’ultimo a “gettare la spugna” in quanto è il meno sensibile alle basse temperature. Riconoscibilissimo per il colore rosso del cappello, è il più bello, morfologicamente parlando, dei Fab Four, anche se il meno pregiato in cucina, tanto che al nord lo chiamano la “patata rossa”. È insieme al boletus edulis quello che raggiunge le dimensioni maggiori, possono raggiungere talvolta i 4 kg di peso grazie al loro peso specifico nettamente superiore agli altri e molto raramente presentano la carne verminata, inoltre hanno un indice di serbevolezza molto alto, quindi anche la loro conservazione risulta ottima. Sott’olio dà il meglio di sé, perché in questo tipo di conservazione è prevista la bollitura nell’aceto, pratica che toglie gran parte dell’aroma, di conseguenza il rosso, notoriamente meno profumato e saporito, può evidenziare la compattezza della sua carne soda e sana, caratteristica indispensabile per questo tipo di conservazione. Purtroppo anche da secco risulta il meno aromatico dei porcini. Nasce sia sotto le latifoglie (soprattutto faggi e castagni) sia sotto le conifere (soprattutto pini ed abeti) solitamente ad altitudini piuttosto elevate. Non va cercato, quindi, vicino al mare e in boschi di pianura. La possibilità di rinvenirlo aumenta notevolmente in presenza del mirtillo nero, ovviamente se le condizioni climatiche sono favorevoli. La sua diffusione è a “macchia di leopardo” sia sulle alpi, sia sugli appennini soprattutto a maggio/giugno nei castagneti coltivati. Qui lo cercheremo nell’erba rasa e tra il mirtillo, oppure a ridosso dei tronchi più vecchi verso valle e ovunque ci sia un ostacolo naturale (tronchi, rocce affioranti, saltini) sempre rivolto a valle. Castagno a parte sono molto buone anche le faggete e i boschi di abete, sia rosso sia bianco. Queste piante però, vivendo ad altitudini maggiori, hanno bisogno di periodi climaticamente più favorevoli, quindi a giugno potremo spingerci più in alto cercando sempre tra i mirtilli, soprattutto dove insieme all’abete rosso troviamo qualche betulla. In generale gli angolini migliori sono quelli esposti a sud dove arriva il primo sole più intenso, quindi anche i crinali molto ripidi che raccolgono la luce del sole perpendicolarmente saranno particolarmente adatti ai pinicola. Interessante è il sottobosco di brugo nelle faggete dove i rossi amano vivere, inoltre non dimenticarsi di dare un occhiata particolare alle pinete. Durante l’estate il pinophilus tende a sparire tranne che in alcuni castagneti dell’appennino settentrionale. Dovremo, quindi, attendere agosto/settembre per ricominciare a trovarne, però cercandolo nelle zone esposte a nord, più fresche ed umide. A settembre inizia la stagione del rosso nelle pinete, con una netta preferenza in quelle miste a castagno, che però, non daranno mai raccolti abbondanti. Verso ottobre dovremo attendere l’arrivo dei primi freddi ed indirizzarci nelle faggete più basse dai 700 ai 1.100/1.200 mt e sui castagneti bassi, anche di pianura. È proprio qui che a fine stagione avremo la possibilità di rinvenire i mastodontici pinicola.
Cerchiamo sempre di ricordare dove abbiamo trovato i pinophilus, perché nel corso degli anni potrebbero darci grandi soddisfazioni anche nei periodi più freddi, quando gli altri porcini faticano a sbocciare. Facciamo attenzione ai farfaracci, sotto queste piante erbacee a foglia larga possono nascondersi esemplari di grossa taglia. Inoltre ricordiamo che, oltre al mirtillo nero, il porcino rosso, ha una predilezione per le piante della famiglia delle ericacee, quindi non trascuriamo mai le macchie di brugo e le altre eriche.

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Boletus reticulatus o aestivalis: È il più prelibato dei 4 porcini, gastronomicamente parlando. Si sviluppa subito dopo il porcino rosso, dapprima nei luoghi più aperti, lungo i sentieri, in prossimità delle rocce meglio ancora se al margine del bosco, addirittura in pieno prato. Sono ideali, quindi, i vecchi castagneti, le marronaie con l’erba rasa. Il B. aestivalis nasce in simbiosi con molte specie di alberi, tuttavia ha un debole con castagni e carpini. Posiamo trovarlo, però, anche nelle faggete, nelle quercete, soprattutto roverelle e cerri e tra i noccioli. Inoltre viene rinvenuto anche nei boschi di conifere fino ai 2000 mt, nel mese di luglio e all’inizio di settembre nell’abete rosso. Ad inizio stagione lo troviamo nei castagneti a bassa quota e vicino al mare, mentre con l’approssimarsi della calura estiva, l’estatino segue l’umidità salendo fino ai 1000 mt ed oltre e va ricercato anche nei prati vicino alle faggete. Nella metà di luglio dobbiamo salire ancora verso zone più umide, ottimo ambiente è rappresentato dalle foreste di abete rosso. Interessanti da ispezionare anche i carpini, frequentemente associati alle querce, alberi spesso ignorati dai fungai, ma capaci di produrre, in zone ristrette, bollate anche di 20/30 esemplari. Tutto ciò fino all’inizio d’agosto, cioè quando l’estatino sarà soppiantato dal Boletus Edulis. In settembre e in ottobre, però ci sarà una forte ripresa sopratutto nelle zone appenniniche, partendo dalla liguria, emilia e toscana e scendendo sempre più a sud con il diminuire del caldo, fino alla puglia e alla Sicilia che concluderanno la stagione di questo fungo. I primi esemplari della prima bollata di maggio/giugno spesso sono verminati, smilzi e screpolati, poi col passare del tempo gli estatini risulteranno qualitativamente migliori. Per aver successo nella sua ricerca è fondamentale essere a conoscenza in quale zona si sono verificati dei temporali, attendere un paio di settimane e sperare che nel frattempo il vento non abbia asciugato il terreno. Esistono 4 varianti di estatini, la prima è quella legata al periodo fine primavera che si presenta spesso screpolata con peso specifico minore, inoltre abbastanza verminata, ha tinte molto chiare bianco/avorio. La seconda forma ha dimensioni ridotte, difficilmente il cappello supera i 10 cm di diametro, di colore grigio-begie ha il gambo panciuto, spesso invaso dai vermi. Possiamo trovarli nei boschi costieri del centro-sud a luglio e a settembre, soprattutto nelle zone aperte dopo il taglio degli alberi dell’anno precedente. La terza forma è molto facile da confondere con il B. edulis ed è diffusa nelle zone collinari. Per riconoscerla dobbiamo osservare il gambo che presenta un reticolo più scuro dell’edulis, oltre ad avere il cappello liscio e vellutato. La quarta forma è la meno ricorrente e si confonde con i boleti aereus e pinicola. È caratteristica delle zone umide e dei castagneti coltivati dell’appennino settentrionale. Ha la colorazione della cuticola del cappello più scura ed è vellutato anche da maturo, inoltre difficilmente si screpola per il caldo ed il vento, ma quando accade presenta dei tasselli ai bordi del cappello. Ovviamente la caratteristica del reticolo del gambo maggiormente scuro contribuisce a far riconoscere il boleto come aestivalis.

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Boletus aereus: È forse il miglior porcino dei 4, in quanto racchiude in sé le migliori caratteristiche degli altri. È molto diffuso al centro e sud, ma molto raro al nord d’Italia. L’ambiente ideale di sviluppo è un bosco caldo di latifoglie (quercia, rovere, cerro, farnia, roverella e leccio), ma è possibile trovarlo anche nei boschi di castagno, nocciolo e carpino che sembra essere l’albero preferito. Saltuariamente vicino ad arbusti come ginepro ed erica ed è solo in presenza di queste essenze che è possibile trovarlo nelle faggete pure. Non ha bisogno di molta umidità per sbocciare, molto spesso è sufficiente una serie di temporali per farlo spuntare. Nelle zone pianeggianti vicino al mare in piena macchia mediterranea nasce già in maggio, specialmente lungo le sponde sabbiose dei canali fiancheggiate da querce dove cresce il boletus aestivalis e sulle scie delle fungate di quest’ultimo si può trovare anche l’aereus. Pochi esemplari nascono a giugno-luglio, ma da fine agosto fino novembre esplodono letteralmente fungate nei boschi xerofili di latifoglie, ovvero in ambienti caldi che non soffrono lunghi periodi di siccità. I posti migliori sono le quercete del medio appennino (cerro roverelle e carpini) ma anche i castagni. E’ preferibile cercarli nei punti più aperti dove gli alberi sono meno fitti o ai margini del bosco. Le zone meno fitte, meno umide e meno buie, dove il terreno è più friabile e ci sono più sassi è quello preferito dall’aereus, che nasce in zone maggiormente soleggiate. In queste zone la nascita dura poco. In pieno bosco è consigliabile ispezionare grossi ceppi sassi e nei pressi delle rocce che immagazzinano meglio il calore di cui l’aereus ha bisogno, ma non in zone buie. Lungo la costa tirrenica della maremma è possibile trovare porcini neri fino a novembre inoltrato con piacevoli sorprese anche nel periodo natalizio nei boschi di leccio e sughera. Altre zone valide sono considerate la mite riviera ligure, nei residui di foreste di quercia in Val Padana, i boschi caldi esposti a meridione sulle colline moreniche a sud dei grandi laghi, i colli Berici, i colli Euganei ed è possibile rinvenirne diversi esemplari perfino in qualche microclima mite del Trentino.

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Boletus edulis: Viene considerato il porcino per eccellenza. Varietà diffusissima in tutto il globo, che spesso inonda il mercato italiano grazie alle specie provenienti dalla Cina, dall’Africa, dall’America e dal nord oltre che dall’est Europa. È Presente in tutto lo stivale, dalle peccete alpine ai castagneti e faggete appenniniche, da agosto/settembre fino a novembre inoltrato. Crea la simbiosi con numerosi alberi, dalle latifoglie alle conifere, ma ha un debole per abete rosso, castagno e faggio, senza dimenticare però il tiglio, specialmente nella media collina dell’arco alpino. Ovviamente, crescendo in numerosi ambienti può variare molto l’aspetto morfologico, fino a riconoscere nuove specie. Il Boletus personii (B. albus) è completamente bianco sia perché nasce sotto il fogliame sia perché risente di un notevole abbassamento di temperatura improvviso. Il B. betullicola, invece ha una pigmentazione chiara e nasce tra le betulle.Il B. edulis è il porcino che nasce per ultimo, i primi spuntano solo a luglio solo nei boschi di faggio e abete rosso e non buttano mai in modo copioso, anzi saranno piuttosto rari da individuare. Per poter nascere in modo deciso dobbiamo attendere i primi temporali estivi, soprattutto quelli che prendono di mira una zona specifica, saper aspettare una 15ina di giorni o qualche giorno in meno se la nostra ricerca si sposta in montagna e se non c’è stato troppo vento e potremo iniziare a trovare qualche bell’esemplare. Dalla metà di luglio in poi questo fungo tende a salire per trovare ambienti più adatti al suo sviluppo, quindi dovremo indirizzare le nostre ricerche al limite delle propaggini boschive fino ai 2.000 mt ed oltre soprattutto negli abeti rossi. Qui si tratta di indovinare l’albero giusto e potremo riempire il cesto in un sol colpo con esemplari sanissimi. Spesso sono famiglie di edulis tutti simili per colore forma e dimensioni, che potremo ritrovare solo l’anno successivo nello stesso punto. Proprio grazie all’altitudine, che da un lato limita ad una sola buttata, dall’altro favorisce la conservazione del fungo stesso, infatti in tali condizioni i porcini riescono a vivere senza decomporsi anche per 2 settimane. Per individuare l’albero ospite migliore dobbiamo orientarci scegliendo quelli nati in zone ricche di massi, dato che le pietre trattengono bene il calore, in un ambiente piuttosto freddo come in quota, un angolino caldo favorisce la nascita dei funghi. Dovremo indirizzare le ricerche negli anfratti, sotto i sassi per trovare esemplari quasi artistici dalle forme molto originali, ma pur sempre ottimi porcini. A quote più basse, nel periodo agosto/settembre, in piena foresta alpina di peccio, possiamo fare ottimi incontri e se il clima risulterà secco, dovremo concentrare le ricerche negli ambienti più umidi, dove c’è il muschio, se non addirittura i rigagnoli d’acqua che inumidiscono il terreno. In queste zone dovremo porre particolare attenzione sotto alle grandi foglie di farfaraccio. Ottimi da perlustrare risulteranno anche i tronchi caduti, le radici affioranti, oppure dovremo cercare tra i massi, cioè in tutte quelle zone che trattengono l’umidità e offrono riparo in caso di vento. Nel bosco facciamo molta attenzione perché l’edulis ama nascere a valle di questi ostacoli, quindi risulterà molto più facilmente individuabile a salire. In caso di discesa, ogni tanto dovremo fermarci e controllare dal basso la zona appena battuta. Un habitat particolarmente favorevole è rappresentato dagli abetini bassi, quasi impenetrabili, proprio lì potrebbe nascondersi una bella famiglia di edulis che dimorano in compagnia di B. elegans e Tricholoma saponaceum. Risulteranno interessantissimi pure gli ambienti ricchi di mirtillo nero e in momenti siccitosi, gli angoli ricoperti di muschio vicino agli stagni. Nei boschi di latifoglie della dorsale appenninica il B. edulis trova un ambiente molto adatto, specialmente nei castagneti e nelle faggete già da agosto/settembre. Nell’habitat della faggeta la risposta pian piano va ad esaurirsi man mano che la stagione avanza, quindi dovremo cercare in regioni sempre più calde oppure dedicarci alla ricerca del B. pinicola che solitamente nasce a temperature più basse. Nel castagneto, invece raggiunge la massima produzione tra settembre ed ottobre, a volte può capitare che si propaghi fino a novembre nei boschi appenninici. Spesso andranno ricercati ben sotto il fogliame e proprio per questo motivo potranno assumere una colorazione completamente bianca. Anche tra i castagni la presenza massiccia di B. pinophilus annuncerà la fine del periodo favorevole al B. edulis, con un eccezione: Proviamo a guardare sotto alle felci, potrebbe capitare di incontrare qualche bell’esemplare di taglia rimasto li ad attenderci. Da un punto di vista culinario esistono zone nel nostro territorio che sono in grado di produrre edulis di altissima qualità proprio per la particolare conformazione dell’habitat in cui vivono: La zona del Lagorai a nord della Val di Fiemme, nelle faggete e castagneti delle vallate alpine monregalesi in provincia di Cuneo e in lombardia in Val Staffora sempre per l’arco alpino. Per quanto riguarda l’appennino dobbiamo ricordare le valli Nure, Trebbia, Taro e Baganza in emilia, il crinale appenninico ligure/toscano e ligure/emiliano.Ottimi sono i porcini che nascono nei castagneti e faggete della lunigiana e della garfagnana, senza dimenticare, sempre in toscana, le foreste casentinesi tra i castagni in basso e nel misto abete bianco/faggio in alto.

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Andamento nascite per periodo e albero simbionte :

le prime nascite sono nei castagni a quote basse, poi querce, poi faggi sempre a salire, a seconda della pioggia caduta della specie di boleto e dalla temperatura del suolo che varia a seconda dell'altitudine. Negli abeti bisogna che sia caduta molta acqua, e che la temperatura sia sufficientemente alta in quanto sono spesso in quota e di solito sono tra gli ultimi a nascere. Per quanto riguarda le leccete hanno bisogno di molta acqua, i primi sono gli aureus a temperatura più alte in agosto-settembre poi gli edulis in ottobre. Quindi una specie di percorso potrebbe essere: castagni e querce in basso in primavera, poi si sale negli stessi boschi di querce e castagni di altitudine a giugno....fino ai faggi a fine giugno inizio luglio...si sale ancora nelle abetaie a luglio-agosto (ovviamente tutto dipende dalla pioggia caduta e dalla temperatura del bosco min e max) a settembre c'è la ripresa ovunque (anche nelle leccete) che si protrae fino ad ottobre diminuendo qua e la a seconda della pioggia caduta e della temperatura del bosco (anche in relazione all'altitudine e alle specie di boleti). Ultimi sono i pinophilus presenti anche a novembre insieme agli edulis.

 

 

Ciao a tutti

 

Moc

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