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Archivio Micologico

Agaricus iodosmus Heinem. 1965

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Agaricus iodosmus Heinem. 1965

Tassonomia
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Agaricaceae
Genere Agaricus
Sottogenere Agaricus
Sezione Xanthodermatei

Sinonimi
Agaricus xanthodermus var. pilatianus Bohus 1971
Agaricus pilatianus (Bohus) Bohus 1974
Agaricus pilatianus f. magnus Bohus 1974
Agaricus pilatianus f. silvaticoides (Bohus) Bohus 1974
Agaricus pilatianus var. iodoformicus Hlaváček 2001

Etimologia
L'epiteto Agaricus deriva dal greco αγαρικόν = fungo degli Agari; perché secondo Dioscoride proveniva dall'Ucraina, che a quel tempo veniva chiamata "Terra di Agaria".
L'epiteto iodosmus deriva dal greco iodòs e osmòs = iodio; odore; per il suo forte odore di iodio.

Cappello
Diametro 4-20 cm, inizialmente globoso, poi con la crescita piano-convesso, con il centro spianato e il margine tronco, tende, quindi, ad assumere un aspetto trapeziodale, a piena maturità, sovente, anche con centro leggermente depresso, di colore da grigio chiaro a grigio fuliginoso, quasi nerastro, ma anche grigio marrone. La cuticola tende a dissociarsi in squame appressate a partire dal margine verso il centro, con andamento concentrico o radialmente, lasciando intravedere la parte sottostante di colore grigiastro, questa lacerazione è maggiormente evidente a partire dal margine fino a due terzi del cappello, mentre il centro resta più compatto, con squame irregolari. La superficie è opaca e asciutta, il margine è eccedente e se strofinato si colora fortemente di giallo-cromo, soprattutto nei giovani esemplari.

Lamelle
Libere o attenuate al gambo, abbastanza fitte, biancastre poi rosate, infine bruno-porpora, con filo irregolare, inizialmente più chiaro poi concolore alla faccia della lamella, intercalate da lamellule di varie dimensioni.

Gambo
Cilindrico, robusto, pieno ma a maturità fistoloso, leggermente clavato, con la base attenuata, a volte leggermente bulbosa, glabro, liscio, di colore da bianco a ocraceo-brunastro, vira al giallo cromo allo strofinamento soprattutto verso la base. Nella parte alta è provvisto di anello.

Anello
Complesso, membranoso, supero, formato da due strati sovrapposti, di colore bianco quello superiore, ingiallente al bordo, meno consistente quello inferiore che può essere concolore al cappello. La parte superiore dell’anello è striata, quella inferiore liscia.

Carne
Bianca, vira al giallo cromo alla base del gambo, immutabile nella parte alta del gambo e nel cappello, molto lentamente con il passare dei minuti il viraggio giallo cromo regredisce, per raggiungere un colore brunastro. Odore persistente di iodio, con maggiore intensità alla base del gambo.

Habitat
Il ritrovamento è avvenuto nel castagneto adiacente alla Caldera di Manziana, nei pressi della palude fulfurea, su suolo vulcanico. In genere questo taxon cresce gregario o in piccoli gruppi di esemplari in aree molto antropizzate, come giardini, prati e radure, terreni incolti, parchi cittadini, cimiteri e ai margini delle strade. Poco comune.

Microscopia
Spore largamente ellissoidali, di colore marrone, monoguttulate, senza poro germinativo, con apicolo evidente, 4,5-5,5 × 3,4-4,2 µm, media 4,9 × 3,8 µm, Q = 1,2-1,4; Qm = 1,3, misurazioni su 32 spore da sporata. Si osserva che le spore di questo studio sono risultate leggermente più piccole rispetto a quanto riportato dalla letteratura consultata 5,3-6,1-7,0 × 4,3-4,9-5,5(-6) µm, Q= 1,08-1,26-1,5 (Parra, 2013), probabilmente a causa del basidioma ancora immaturo, in ogni caso la maggior parte di esse hanno un Q tra 1,2 e 1,3, quindi verosimilmente compatibili.
Basidi clavati, tetrasporici.
Cheilocistidi non molto abbondanti, polimorfi, con due setti o multisettatti, formati da più elementi cilindrici sovrapposti, oppure semplici o con un setto, allora piriformi o claviformi.
Pileipellis di tipo cutis. Le ife sono cilindriche, coricate, parallele, leggermente intrecciate, settate, nella parte centrale del cappello sono più corte e larghe, di aspetto fusiforme. Sulla superficie sono presenti elementi terminali filiformi (peli), multisettati, con elemento terminale arrotondato.

Commestibilità e Tossicità
Tossico. Sindrome gastroenterica incostante.

Specie simili
Agaricus menieri Bon ha un anello simile ad Agaricus iodosmus, si separa da quest’ultimo per il cappello bianco-grigiastro, se non influenzato dagli agenti atmosferici e per la crescita in luoghi molto sabbiosi, dune costiere, con crescita semi-ipogea. Dal punto di vista microscopico ha spore e cheilocistidi molto più grandi, mai multisettati.
Agaricus pseudopratensis (Bohus) Wasser, può assomigliare nelle forme robuste, tuttavia, ha un debole odore di fenolo o di iodio, un tenue ed a volte impercettibile viraggio al giallo della carne, anche alla base del gambo.
Agaricus moelleri Wasser = Agaricus praeclaresquamosus A.E. Freeman, si caratterizza per il cappello con squamette scure, in contrasto con il colore bianco del fondo; mentre in Agaricus iodosmus il cappello appare tutto nero. Inoltre ha un viraggio meno forte alla base del gambo e l’odore è sgradevole di fenolo o inchiostro. Microscopicamente si distingue per avere i cheilocistidi molto abbondanti, claviformi, piriformi o sferopeduncolati, generalmente semplici, o, meno frequenti, con un setto, mentre Agaricus iodosmus al contrario li ha con due setti o multisettatti, formati da più elementi cilindrici sovrapposti, oppure semplici o con un setto, allora piriformi o claviformi.

Bigliografia
PARRA SÁNCHEZ L.A., 2008. Agaricus L., Allopsalliota Nauta & Bas. Fungi Europæi. Vol 1. Alassio (SV): Ed. Candusso.
PARRA SÁNCHEZ L.A., 2013. Agaricus L., Allopsalliota Nauta & Bas. Fungi Europæi. Vol 2. Alassio (SV): Ed. Candusso.

Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mario Iannotti. Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT.

Regione Marche; Ottobre 2008; Foto di Pietro Curti.

Su prato di un giardino privato realizzato con grassa terra di riporto, sotto Alloro e Leccio secolare (Quercus ilex), ovviamente trattandosi di un fungo saprotrofo la presenza del Leccio e dell'Alloro è del tutto ininfluente. Netto e violento l'ingiallimento della carne alla base del gambo quando si effettua una sezione, con cui si evidenzia un repentino intenso viraggio giallo cromo. L'odore è tipico e forte di iodio, inde nomen.

1.jpg

Imenoforo irregolare e con filo lamellare più chiaro, anello complesso con la faccia superiore bianca e quella inferiore scura e concolore al cappello, margine del cappello eccedente.

2.jpg

3.jpg, in

Viraggio intenso al giallo cromo, in particolare alla base del gambo.

4.jpg

Cappelli con cuticola dissociata in squame.

6.jpg

Odore forte di iodio, (odore di farmacia, tintura di iodio).

7.jpg

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Agaricus iodosmus Heinem.; Regione Lazio, Roma; Ottobre 2005; Foto e commento di Tomaso Lezzi.

Questo Agaricus cresceva su un marciapiede, sulla terra intorno a un albero di Robinia, in prossimità di primordi di Psathyrella candolleana.
Base del gambo fortemente ingiallente, odore di fenolo, cappello coperto da squamette color seppia su fondo bianco a macchie grige. Lamelle del giovane chiare.

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