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Legge regionale 31 marzo 1977, n. 16

Norme per la disciplina della raccolta dei funghi e per la tutela di alcune specie della fauna inferiore

 

a completamento

 

Legge regionale 31 marzo 1977, n. 17

Protezione della flora alpina - raccolta erbe spontanee e piante officinali

 

Legge regionale 10 gennaio 1985, n. 4

Modificazioni ed integrazioni alle leggi regionali 31 marzo 1977, n. 16 "Norme per la disciplina della raccolta dei funghi e per la tutela di alcune specie della fauna inferiore" e 31 marzo 1977, n. 17 "Tutela della flora alpina".

 

 

fonte e per aggiornamenti consultare il sito del

Consiglio Reglionale Valle d'Aosta

 

 

Beppe :D

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Legge regionale 31 marzo 1977, n. 16

Norme per la disciplina della raccolta dei funghi e per la tutela di alcune specie della fauna inferiore.

 

(B.U. 26 aprile 1977, n. 4).

 

TITOLO I

 

(Disciplina della raccolta dei funghi)

 

Art. 1

 

Al fine di assicurare l'equilibrio naturale dei boschi e di garantire l'integrità delle culture agrarie, la raccolta dei funghi è disciplinata dalle norme della presente legge.

 

Art. 2

 

La raccolta è vietata ai terzi sui terreni agrari fatta eccezione per i pascoli al di sopra dell'altitudine di 1800 metri slm, nei quali la raccolta stessa è ammessa nei limiti di cui al comma successivo.

 

Nei boschi è ammessa ai terzi la raccolta di una quantità giornaliera non superiore ad un chilo per persona, eccettuati i casi in cui i singoli esemplari, non in aggiunta ad altri, eccedano da soli tale peso.

 

Nei boschi soggetti a vincolo idraulico - forestale la raccolta può essere ulteriormente ridotta o vietata in quelle parti in cui il Servizio Forestale della Regione ritenga che essa possa determinare, nell'ecosistema forestale, profonde modificazioni nei fattori biotici e abiotici regolanti la simbiosi micorrizica. A tal fine si provvede con decreto del Presidente della Giunta regionale, previa deliberazione della Giunta medesima, su proposta dell'Assessore per l'Agricoltura e le Foreste o dei Comuni interessati.

 

Nei punti di accesso alle zone di cui al comma precedente, l'Amministrazione regionale provvede ad apporre idonea segnaletica di divieto, a cura del Servizio Forestale.

 

Qualora i fondi di cui al primo e secondo comma del presente articolo non siano recinti, il proprietario o la persona avente il godimento del fondo stesso possono apporre analoga segnaletica di divieto.

 

Art. 3

 

I proprietari e le persone aventi il godimento del fondo nonché i loro familiari possono procedere alla raccolta dei funghi, senza limiti di quantità, sui fondi stessi, fermo restando, per quanto riguarda i terreni boscati, quanto previsto dal terzo comma dell'articolo 2 e la osservanza delle modalità tecniche di cui all'articolo 4.

 

Art. 4

 

Per la raccolta dei funghi è vietato servirsi di rastrelli od uncini, nonché di ogni altro mezzo che possa provocare danno allo strato umifero del terreno.

 

È vietato, altresì, estirpare, calpestare e distruggere i funghi non oggetto di raccolta.

 

La raccolta dei funghi è vietata da un'ora dopo il tramonto ad un'ora prima del levar del sole.

 

TITOLO II

 

(Tutela di alcune specie della fauna inferiore)

 

Art. 5

 

È vietato alterare, disperdere, distruggere o asportare nidi di formiche, nonché raccogliere uova e girini di tutte le specie di anfibi.

 

Solo per motivi scientifico - didattici e previa autorizzazione dell'Assessore all'Agricoltura e Foreste è consentita la loro raccolta in quantitativi limitati e da determinare di volta in volta.

 

Art. 6

 

(Omissis) (1).

 

Art. 7

 

Dal primo novembre al 31 agosto è vietata la cattura di tutte le specie del genere Helix L. (lumaca con chiocciola).

 

Dal primo settembre al 31 ottobre è consentita la cattura di esemplari di tale genere, purché la loro dimensione minore non sia inferiore a mm. 35 e per un quantitativo giornaliero per persona non superiore a 24 esemplari.

 

Nessuna limitazione di numero è posta ai soggetti di cui all'articolo 3.

 

La raccolta delle lumache è vietata da un'ora dopo il tramonto ad un'ora prima del levar del sole.

 

TITOLO III

 

(Norme comuni)

 

Art. 8

 

Sono escluse dalla disciplina della presente legge le usuali operazioni agricole, nonché le coltivazioni e gli allevamenti artificiali.

 

Art. 9

 

La raccolta di funghi e di specie di fauna inferiore, di cui al Titolo II della presente legge, è comunque subordinata al consenso del proprietario o della persona avente il godimento del fondo.

 

Art. 10

 

Sono incaricati della sorveglianza e dell'applicazione della presente legge gli agenti del Corpo forestale valdostano, del Comitato regionale della caccia, del Consorzio regionale della pesca e gli organi di polizia locale e, su richiesta del Presidente della Giunta, gli organi di pubblica sicurezza.

 

Art. 11

 

I contravventori alle norme di cui ai commi primo e secondo e alle disposizioni dei decreti di cui al comma terzo dell'articolo 2 sono soggetti alla sanzione amministrativa di Lire 30.000 per ogni chilogrammo, o sua frazione non inferiore a 100 grammi, di funghi raccolti oltre i limiti consentiti.

 

I contravventori alle norme di cui all'articolo 4, sono soggetti all'ulteriore sanzione amministrativa di Lire 30.000 per ogni infrazione commessa, in aggiunta alle eventuali altre sanzioni di cui al precedente comma.

 

Qualora si tratti della violazione di cui agli articoli 5 e 6, i contravventori sono soggetti alla sanzione amministrativa di Lire 60.000.

 

Per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 7, i contravventori sono soggetti alla sanzione amministrativa di Lire 900 per ogni lumaca raccolta.

 

Per quantitativi di lumache superiori a 10 dozzine, si procede alla pesa del materiale e si applica una sanzione amministrativa di L. 60.000 per ogni chilogrammo o frazione di esso non inferiore a 100 grammi.

 

I contravventori alle disposizioni di cui all'ultimo comma dell'articolo 7 sono soggetti ad una ulteriore sanzione amministrativa di Lire 30.000, in aggiunta alle eventuali altre sanzioni di cui ai commi primo e secondo del presente articolo.

 

Art. 12

 

Per l'accertamento delle infrazioni e l'irrogazione delle relative sanzioni, si applicano le disposizioni della legge statale 24 dicembre 1975, n. 706.

 

I proventi delle sanzioni amministrative sono introitati dai Comuni, qualora l'accertamento dell'infrazione sia avvenuto ad opera di agenti comunali e, negli altri casi, dalla Regione.

 

Art. 13

 

I proventi di spettanza regionale, di cui all'ultimo comma del precedente articolo 12, saranno introitati al capitolo 245 " Proventi pene pecuniarie per contravvenzioni " della Parte Entrata del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1977 ed ai corrispondenti capitoli di bilancio per gli anni successivi.

 

(1) Articolo abrogato dall'art. 1 della L.R. 10 gennaio 1985, n. 4.

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Legge regionale 31 marzo 1977, n. 17

Protezione della flora alpina.

 

(B.U. 26 aprile 1977, n. 4).

 

Art. 1

 

Nel territorio della Regione sono soggette alla tutela della presente legge tutte le specie di flora erbacea e arbustiva spontanea locale nonché di muschi e licheni, la cui riproduzione e diffusione avvengono per via naturale.

 

TITOLO I

 

(Divieti e limitazioni di raccolta - Disposizioni particolari)

 

Art. 2

 

Sono vietati la raccolta ed il danneggiamento delle specie di flora o parte di esse elencate nell'allegato 1 della presente legge.

 

Solo per motivi scientifico-didattici, e previa autorizzazione dell'Assessore all'Agricoltura e Foreste, è consentita la raccolta delle specie di cui al precedente comma in quantitativi limitati e da determinare di volta in volta.

 

Art. 3

 

E' altresì vietata la raccolta di muschi e di licheni nonché di tutte le altre specie di flora spontanea non contemplate al precedente articolo 2, esclusa la raccolta delle specie di flora officinale a scopo commerciale e ad uso familiare, che è disciplinata dalle norme del Titolo II della presente legge.

 

E' tuttavia consentita, per ogni persona, la raccolta complessiva giornaliera di non più di mezzo chilogrammo di muschi e di licheni e di 6 assi fiorali (steli fioriferi) per ognuna delle specie di flora spontanea elencate nell'allegato 2 della presente legge. Il quantitativo globale raccoglibile da gruppi composti di più di 3 persone non deve comunque superare 1,5 chilogrammi di muschi e di licheni e 24 steli fioriferi delle specie comprese in detto elenco.

 

E' altresì consentita, per ogni persona, la raccolta di un quantitativo non superiore a 20 steli fioriferi delle specie di flora erbacea e arbustiva spontanea non comprese negli elenchi di cui agli allegati 1 e 2 della presente legge. Il quantitativo globale massimo raccoglibile da gruppi composti di più di 3 persone non deve comunque superare gli 80 steli fioriferi per ogni specie.

 

Art. 4

 

Sono escluse dalla disciplina della presente legge le usuali operazioni agricole comportanti l'utilizzazione e il raccolto della copertura vegetale dei terreni agrari e la rottura di questi, preliminare alla semina e agli impianti, nonché le colture in giardini e in stabilimenti di floricoltura.

 

TITOLO II

 

(Disciplina della raccolta delle specie di flora officinale)

 

Art. 5

 

La raccolta a scopo commerciale delle specie di flora officinale elencate nell'allegato 3 della presente legge è di volta in volta autorizzata, a richiesta dell'interessato, dall'Assessore all'Agricoltura e Foreste.

 

Per l'assenzio romano, detta autorizzazione può essere rilasciata anche dal Comandante la Stazione forestale competente per territorio.

 

La domanda di autorizzazione, redatta in carta legale, deve indicare: nome, cognome, data di nascita, occupazione ed indirizzo del richiedente, località di raccolta, specie vegetali interessate e relative quantità allo stato fresco (1).

 

Resta salvo e impregiudicato il consenso del proprietario e del titolare di altro diritto reale o del conduttore per la raccolta delle specie vegetali autorizzate ai sensi del presente titolo II (1).

 

In caso di raccolta in Comuni compresi nella circoscrizione di due o più Stazioni forestali, sono rilasciate distinte autorizzazioni.

 

I coltivatori diretti, i proprietari o affittuari del fondo possono raccogliere, senza l'autorizzazione di cui al primo comma, soltanto i quantitativi di specie di flora officinale destinati esclusivamente all'uso familiare, nelle quantità indicate nell'elenco di cui al primo comma del presente articolo.

 

Art. 6

 

Nell'autorizzazione alla raccolta di piante officinali saranno stabilite le condizioni necessarie al fine di assicurare l'osservanza della presente legge. L'autorizzazione viene concessa purché non porti al depauperamento delle specie vegetali oggetto della richiesta nelle località interessate.

 

A giudizio motivato del comandante della Stazione forestale, nella cui giurisdizione si svolge la raccolta, i quantitativi consentiti possono essere limitati ulteriormente a causa di condizioni climatiche e antropiche particolari che si verifichino posteriormente al rilascio dell'autorizzazione, con la sola eccezione di cui all'ultimo comma dell'articolo precedente.

 

L'autorizzazione è personale e non può essere ceduta a terzi. Di essa deve essere sempre munito chiunque effettui la raccolta, il quale deve esibirla, se richiesto, agli agenti preposti alla sorveglianza sull'applicazione della presente legge.

 

In casi particolari, qualora la raccolta possa comportare il danneggiamento dello stato del suolo, rendendone necessaria la rimessa in pristino, l'Assessore all'Agricoltura e Foreste può subordinare il rilascio dell'autorizzazione alla prestazione di una cauzione, il cui importo viene fissato di volta in volta e versato alla Tesoreria regionale.

 

Art. 7

 

L'inosservanza, da parte del raccoglitore, delle limitazioni, prescrizioni e condizioni indicate nell'autorizzazione comporta l'immediata revoca ed il ritiro di questa e l'applicazione, nei confronti del contravventore, delle sanzioni amministrative previste dalla presente legge.

 

Chi sia incorso nella sanzione di cui al precedente comma non potrà ottenere altra autorizzazione per un periodo di due anni a decorrere dalla data del verbale di accertamento o, in caso di opposizione, dalla data della sentenza di condanna.

 

Art. 8

 

L'asportazione delle piante officinali di cui si utilizzano le parti aeree deve essere fatta mediante falcetti, forbici od altri consimili arnesi da taglio.

 

L'autorizzazione di raccolta di piante officinali può tuttavia consentire, purché siano rispettate le prescrizioni impartite per assicurare la sopravvivenza delle singole specie e la stabilità del suolo, l'asportazione della parte ipogea di alcune specie, quando essa ne sia la parte più utile e ricercata.

 

Art. 9

 

Chiunque trasporti nel territorio della Valle d'Aosta quantitativi di piante officinali, eccedenti quelli fissati per l'uso familiare nell'allegato 3 della presente legge, deve ottenere ed avere seco apposita autorizzazione rilasciata dalla Stazione forestale competente per zona, indicante le singole specie, i quantitativi, il luogo di provenienza e quello di destinazione, nonché il giorno e le ore concessi per effettuare il trasporto.

 

Chiunque trasporti o comunque detenga quantitativi provenienti da acquisto o da dono deve indicare i nominativi dei venditori o donatori per gli eventuali accertamenti.

 

Art. 10

 

Entro due mesi dall'entrata in vigore della presente legge, dovranno essere denunciate al competente Servizio forestale tutte le eventuali giacenze di flora spontanea officinale raccolta, da chiunque detenute, purché eccedenti i quantitativi indicati nell'allegato 3 della presente legge.

 

Trascorso tale termine, ogni ritrovamento, se non ne verrà provata la legittima provenienza, comporterà l'applicazione delle sanzioni previste dalla presente legge.

 

TITOLO III

 

(Norme comuni)

 

Art. 11

 

Resta salvo, in ogni caso, il consenso del proprietario o del titolare di altro diritto reale o del conduttore per la raccolta delle specie di flora contemplate nella presente legge.

 

Nessuna limitazione è posta al proprietario o al titolare di altro diritto reale di godimento del fondo o al conduttore o ai familiari di questi, per la raccolta delle piante coltivate e di quelle infestanti i terreni coltivati, salvo quanto disposto dall'ultimo comma dell'articolo 5.

 

Art. 12

 

E' comunque vietato il commercio di tutte le specie di flora protette ai sensi della presente legge, fatta eccezione per le specie officinali raccolte su autorizzazione, nei limiti dei quantitativi indicati nelle autorizzazioni.

 

Art. 13

 

La raccolta delle specie di flora protette ai sensi della presente legge è vietata da un'ora dopo il tramonto ad un'ora prima del levar del sole.

 

Art. 14

 

L'estirpazione delle specie di flora protette ai sensi della presente legge, compresi i tuberi, le radici, i rizomi e gli stoloni, è vietata, fatto salvo il disposto del secondo comma dell'articolo 8.

 

TITOLO IV

 

(Interventi per la protezione ecologica della flora)

 

Art. 15

 

Al fine di evitare eventuali infestazioni dello ambiente vegetale, l'Assessore all'Agricoltura e Foreste, su proposta del competente Servizio forestale, può vietare l'introduzione di specie non autoctone e la reintroduzione di specie localmente estinte, indipendentemente dalla localizzazione e dalla estensione di terreno interessato dalle suddette operazioni.

 

Art. 16

 

La Regione incoraggia e protegge l'attività delle associazioni il cui scopo sia la conservazione della natura senza fini di lucro.

 

Art. 17

 

L'Assessorato dell'Agricoltura e Foreste, di concerto con l'Assessorato della Pubblica Istruzione, promuove con opportuni mezzi, la conoscenza ed il rispetto della flora spontanea della Valle d'Aosta e di tutti gli altri aspetti dell'ambiente naturale.

 

Per la più ampia divulgazione dell'oggetto della presente normativa, nelle tabelle allegate, per alcune specie, viene riportata, accanto al nome scientifico e alla denominazione italiana e francese, anche la denominazione locale.

 

TITOLO V

 

(Vigilanza e sanzioni)

 

Art. 18

 

Sono incaricati della sorveglianza e dell'applicazione della presente legge gli agenti regionali, del Comitato regionale della caccia, del Consorzio regionale della pesca e gli organi di polizia locale e, su richiesta del Presidente della Giunta, gli organi di pubblica sicurezza.

 

Art. 19

 

I contravventori alle norme di cui agli articoli 2 e 3 della presente legge sono soggetti alle seguenti sanzioni amministrative:

 

a) L. 3.000 per ogni esemplare di pianta e per ogni pulvino raccolti in violazione all'articolo 2;

 

B) L. 1.800 per ogni esemplare di fiore, per ogni pulvino e per ogni mezzo chilogrammo di muschio o lichene raccolti in violazione al secondo comma dell'articolo 3;

 

c) L. 1.200 per ogni esemplare di fiore e per ogni pulvino raccolti in violazione al terzo comma dell'articolo 3.

 

Nei casi di cui alle lettere a), B) e c) del precedente comma, è soggetta a sanzione amministrativa di pari importo ogni singola violazione, concomitante o no, dei divieti di commercio, di raccolta da un'ora dopo il tramonto ad un'ora prima del levar del sole e di estirpazione di cui ai precedenti articoli 12, 13 e 14.

 

I contravventori alle norme di cui agli articoli 5, 8, 9 e 10 relativi alle piante officinali, sono soggetti alle seguenti sanzioni amministrative:

 

a) L. 90.000 al chilogrammo o sua frazione non inferiore a grammi 100 per le parti aeree essiccate o predisposte per l'essiccazione, escluse quelle di assenzio romano;

 

B) L. 30.000 al chilogrammo o sua frazione non inferiore a grammi 100 per le parti aeree allo stato fresco, escluse quelle di assenzio romano;

 

c) L. 600 per ogni chilogrammo o sua frazione non inferiore a grammi 100 di assenzio essiccato o predisposto per l'essiccazione;

 

d) L. 150 per ogni chilogrammo o sua frazione non inferiore a grammi 100 di assenzio allo stato fresco;

 

e) L. 6.000 per ogni chilogrammo o sua frazione non inferiore a grammi 100 di parte ipogea, essiccata o predisposta per l'essiccazione;

 

f) L. 1.500 per ogni chilogrammo o sua frazione non inferiore a grammi 100 di parte ipogea, allo stato fresco.

 

I raccoglitori di specie di flora officinale a scopo commerciale e ad uso familiare che contravvengono al divieto di commercio, per i quantitativi che superano i limiti consentiti, di raccolta da un'ora dopo il tramonto ad un'ora prima del levar del sole e di estirpazione, di cui ai precedenti articoli 12, 13 e 14, sono puniti, per ogni singolo divieto violato, con una sanzione amministrativa pari al 50 percento di quelle previste nei vari casi contemplati al terzo comma del presente articolo.

 

Art. 20

 

Chi nel periodo di due anni commetta due o più successive infrazioni alle disposizioni di cui alla presente legge, è escluso per due anni dalla concessione di autorizzazioni alla raccolta di piante officinali, a decorrere dalla data dell'ultimo verbale di accertamento o, in caso di opposizione, dalla data dell'ultima sentenza di condanna.

 

E' sempre considerata come prima infrazione quella commessa dopo due anni dall'ultima condanna.

 

In ogni caso, le sanzioni amministrative previste nel precedente articolo sono maggiorate della metà o raddoppiate, a seconda che si tratti rispettivamente della prima o della seconda e successiva infrazione posteriore a quella iniziale del biennio.

 

Art. 21

 

Per l'accertamento delle infrazioni e l'irrogazione delle relative sanzioni, si applicano le disposizioni della legge statale 24 dicembre 1975, n. 706.

 

I proventi delle sanzioni amministrative sono introitati dai Comuni, qualora l'accertamento dell'infrazione sia avvenuto ad opera di agenti comunali e, negli altri casi, dalla Regione.

 

TITOLO VI

 

(Disposizioni finali e finanziarie)

 

Art. 22

 

La legge regionale 8 novembre 1956, n. 6, recante norme per la protezione della flora spontanea in Valle d'Aosta, è abrogata.

 

Sono fatte salve tutte le disposizioni statali e regionali non incompatibili con la presente legge.

 

Art. 23

 

I proventi di spettanza regionale di cui all'ultimo comma del precedente articolo 21, saranno introitati al capitolo 245 " Proventi pene pecuniarie per contravvenzioni " della Parte Entrate del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1977 ed ai corrispondenti capitoli di bilancio per gli anni successivi.

 

Art. 24

 

Per le finalità previste dal precedente articolo 17 è autorizzata la spesa annua di Lire 20 milioni, il cui onere graverà sul capitolo 3346, che viene istituito nella Parte Spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1977, previo prelievo di pari somma dal capitolo 206 della Parte Spesa del bilancio stesso, e sui corrispondenti capitoli di bilancio per gli anni successivi.

 

Art. 25

 

Al bilancio di previsione della Regione per l'anno 1977 sono apportate le seguenti variazioni:

 

PARTE SPESA

Variazioni in aumento:

 

Capitolo 3346 " Spese per propaganda e interventi diretti per la protezione della natura " L. 30.000.000

 

Variazioni in diminuzione:

 

Capitolo 2175 " Fondo speciale per oneri derivanti da provvedimenti legislativi in corso di perfezionamento. (Spese correnti - Allegato E) " L. 30.000.000

 

Allegati - (Omissis) (2).

 

-

 

(1) Gli attuali commi terzo e quarto così sostituiscono l'originario terzo comma per effetto dell'art. 1, L.R. 15 gennaio 1982, n. 2.

 

(2) Modificati dalla L.R. 15 gennaio 1982, n. 2.

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Legge regionale 10 gennaio 1985, n. 4

Modificazioni ed integrazioni alle leggi regionali 31 marzo 1977, n. 16 "Norme per la disciplina della raccolta dei funghi e per la tutela di alcune specie della fauna inferiore" e 31 marzo 1977, n. 17 "Tutela della flora alpina".

 

(B.U. 31 gennaio 1985, n. 1).

 

Art. 1

 

1. E' vietata la cattura di tutte le specie del genere Rana L (rana) e del genere Astacus (gambero).

 

2. I contravventori sono soggetti alla sanzione amministrativa di Lire 30.000 per ogni rana o gambero catturato.

 

3. L'articolo 6 della legge regionale 31 marzo 1977, n. 16 e la legge regionale 21 luglio 1980, n. 32 sono abrogati.

 

Art. 2

 

1. L'ammontare delle sanzioni amministrative di cui alle leggi regionali 31 marzo 1977, n. 16 e n. 17, è raddoppiato.

 

2. La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

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Buongiorno a tutti,ritengo doveroso aggiungere a quanto scritto dal sig.Vanoli che la raccolta funghi nel comprensorio del P.N.G.P. è assolutamente vietata. Per cui chi si recasse in val di Cogne o in Valsavarenche ne tenga conto onde evitare spiacevoli sorprese. Buona serata a tutti Andrea

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IL DIRITTO DEI PARCHI NAZIONALI

Archivio sistematico dei provvedimenti a carattere generale dei Parchi nazionali

 

 

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Parco Nazionale del Gran Paradiso – Regolamento stralcio per la fruizione

(Deliberazione del Consiglio Direttivo n. 23 del 15 luglio 2002)

 

 

--------------------------------------------------------------------------------

 

CAPO I

TUTELA DELLA FLORA, DELLA FAUNA E DELLA COMPONENTE GEOLOGICA

 

Art. 1 - Raccolta delle specie vegetali, di funghi e altri prodotti del sottobosco

 

1. Sono vietati la raccolta, l’estirpazione, il danneggiamento delle specie vegetali e l’asportazione e la detenzione di parti di piante. Sono fatte salve le operazioni connesse alle normali attività agro-pastorali, effettuate o fatte effettuare dal proprietario del fondo o dagli aventi titolo, e la pulizia dalla vegetazione infestante di: sentieri, strade, altri manufatti di servizio e interno dei nuclei abitati individuati dai piani regolatori comunali. L’Ente si riserva di impartire specifiche disposizioni tecniche.

2. Costituisce comunque illecito penale, ai sensi della legge n. 394/91, la raccolta o il danneggiamento delle seguenti 10 specie: Androsace septentrionalis L.; Astragalus alopecurus Pall.; Cortusa matthioli L.; Drosera rotundifolia L.; Linnaea borealis L.; Potentilla grammopetala Moretti; Potentilla nivea L.; Sedum villosum L.; Trifolium saxatile All.; Viola pinnata L.

3. Dal divieto di raccolta di cui al comma 1 sono escluse le seguenti specie commestibili erbacee, purchè non ne sia effettuata l’estirpazione:

- Alchemilla [Alchemilla vulgaris aggr. s.l.]

- Bistorta [Polygonum bistorta L.]

- Boraggine [borago officinalis L.]

- Crescione d’acqua [Nasturtium officinale R. Br.]

- Erba cipollina [Allium schoenoprasum L.]

- Imperatoria [Peucedanum ostruthium L. Koch]

- Ortica [urtica dioica L.]

- Piantaggine, Lingua di cane [Plantago major L. s. l., P. media L., P. lanceolata L.]

- Primule a fiori gialli [Primula acaulis (L.) L., Primula veris L. s. l.]

- Rabarbaro alpino [Rumex alpinus L.]

- Raperonzolo montano [Phyteuma betonicifolium Vill.]

- Romice acetosa, Erba brusca [Rumex acetosa L.]

- Sedano dei prati [Heracleum sphondylium L. s. l.]

- Silene gonfiata [silene vulgaris (Moench) Garcke s. l.]

- Spinacio selvatico [Chenopodium bonus-henricus L.]

- Tarassaco, Soffione, Cicoria dei prati [Taraxacum officinale aggr. s. l.]

4. E’ vietata la raccolta, l’asportazione, il danneggiamento e la detenzione dei prodotti del sottobosco. Sono considerato prodotti del sottobosco:

- i funghi epigei, anche non commestibili;

- i funghi ipogei (tartufi);

- le fragole;

- i lamponi;

- i mirtilli;

- i muschi;

- le bacche di ginepro.

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Buongiorno a tutti,ritengo doveroso aggiungere a quanto scritto dal sig.Vanoli che la raccolta funghi nel comprensorio del P.N.G.P. è assolutamente vietata. Per cui chi si recasse in val di Cogne o in Valsavarenche ne tenga conto onde evitare spiacevoli sorprese. Buona serata a tutti Andrea

 

 

 

Grazie per la segnalazione Andrea

 

Beppe :bye:

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