Vai al contenuto
Mauro Cittadini

Microscopia Di Base

Recommended Posts

;):) Riprendiamo il discorso sulla forma delle spore, utilizzando materiale di stagione... :rolleyes: . In questa piovosa e ricca di fruttificazioni primavera abbiamo visto una gran quantità di Ascomiceti, mi sembra giusto ora soffermarci sulle spore di alcuni dei più comuni.

 

Morchella conica: Le spore appaiono largamente ellittiche, lisce, senza guttule centrali ma...sorpresa sono pressochè sempre presenti alle estremità delle spore delle minuscole "guttuline" che apportano una originale e tipica ornamentazione molto comune nelle Morchellaceae.

post-19-1083085820.jpg

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
:);) Altra specie primaverile piuttosto comune: Paxina acetabulum (=H.acetabulum) le spore appaiono sempre largamente ellittiche, quasi rotondeggianti, lisce ma in questo caso abbiamo la presenza di una grossa e tipica guttula centrale (spore monoguttulate) che si appoggia ai lati lunghi della spora.

post-19-1083086528.jpg

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Quegli elementi sottili che finiscono con una testolina leggermente ingrossata e che intercalano gli aschi nella "trama" dell'imenio sono le tanto nominate parafisi. ancora una foto

post-19-1083086703.jpg

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Passo dopo passo, introduciamo ora l’utilizzo dei coloranti.

Infatti, l’osservazione al microscopio ottico si effettua per trasparenza, lo spessore del preparato deve essere il minore possibile onde evitare di “vedere” componenti e strutture sovrapposte.

In queste condizioni, i costituenti cellulari dei funghi si presentano generalmente (esistono delle eccezioni) ialini e perciò difficilmente osservabili. Occorre quindi provvedere a colorare artificialmente queste strutture per poterle meglio evidenziare all’osservazione.

Si noti bene, introduciamo i “coloranti” proseguiremo poi con alcuni reagenti.

 

I coloranti in microscopia sono usati sia per colorare le strutture esterne sia per impregnare le strutture interne del reperto. Senza voler approfondire ulteriormente, in questo contesto, i processi chimici e fisici della cosa vediamo qual è il colorante per eccellenza in campo micologico:

 

ROSSO CONGO: si presenta sotto forma di una polvere rosso bruna ed è solubile in acqua.

E’ il colorante (è anche indicatore di PH: in ambiente alcalino rimane rosso, in ambiente acido vira al blu ) per eccellenza della micologia di scuola francese e forse generalmente il più usato

perché di facile preparazione e molto stabile in soluzione acquosa, meno stabile in soluzione ammoniacale.

PREPARAZIONE: si usa all1% in soluzione acquosa, in questo caso se si lavora con delle exiccata occorre prevedere la reidratazione con KHO oppure con NAOH del reperto da osservare, oppure in soluzione ammoniacale (ammoniaca 5% acqua 95%) in questo caso non occorre reidratare le exiccata in quanto l’ammoniaca funge da rigonfiante e reidratante.

Nel secondo caso va preparato frequentemente perché l’ammoniaca tende ad evaporare e la soluzione a precipitare.

Personalmente l'uso in soluzione acquosa per la colorazione del fresco e quello in soluzione ammoniacale per la colorazione del secco.

ATTENZIONE: se esagerate con l’ammoniaca si rischia di rigonfiare eccessivamente le strutture da osservare fino ad arrivare (negli ascomiceti avviene di frequente) alla “esplosione” sia delle spore sia delle strutture. Qualora vi troviate di fronte a tal evento…….aggiungete acqua alla soluzione e per rinforzare il colore aggiungete altra povere “ROSSO CONGO”………insomma diluite l’ammoniaca e recuperate il potere colorante. Il suo potere colorante e molto forte, basta un granello infinitamente piccolo depositato su un indumento……che al primo contatto con acqua mostra in tutto il suo fragore questa peculiarità.

 

REPERIBILITA’: solo nei negozi di fornitura di prodotti chimici in bottigliette da circa 50 o 100 ml

 

 

Esempio di colorazione con Rosso Congo di un basidio e di alcune spore

post-623-1133079099.jpg

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Dopo un lungo periodo di stasi…….inseriamo un altro tassello per quanto riguarda i coloranti in microscopia, descriviamo ora il

 

BLU DI METILENE : è conosciuto anche con il nome di BLU SUISSE, si presenta sotto forma di polvere violacea ed è facilmente impiegabile in quanto solubile in acqua ed in alcool.

Per questo motivo lo preferisco al BLU DI METILE che viene comunemente utilizzato in soluzione al 1% con acido lattico prendendo il nome di BLU LATTICO o in soluzione al 5% con lattofenolo prendendo il nome di BLU COTONE. Questi due ultimi preparati, molto di più il primo, hanno però un grosso potere rigonfiante quindi quando si lavora con le essiccata occorre tenerne conto evitando di reidratare con soluzioni basiche.

È particolarmente adatto per la colorazione delle decorazioni sporali in quanto i prodotti pectinici in esse contenute assorbono facilmente tale colorante.

Con il termine generico di pectine si intendono complessi di acidi poligalatturonici. In presenza di saccarosio e di piccole quantità di acidi organici le pectine tipicamente formano gelatine e sono proprio queste a colorarsi.

 

PREPARAZIONE: si usa preferibilmente al1% in soluzione acquosa perché in soluzione alcolica il preparato si deteriore velocemente tendendo l’alcool ad evaporare.

 

REPERIBILITA’: nei negozi di fornitura di prodotti chimici ………..però questa volta abbiamo una valida alternativa. Se avete un negozio che tratta acquariologia potete chiedere se vi da un po di blu di metilene. Tale sostanza infatti serve per la cura dell’ Ictioftiriasi solitamente abbreviata in ittio, quindi se ha la polvere ed è gentile non esiterà a darvi i 50mg che a voi occorrono……se invece non è gentile e generoso o ne è sprovvisto potete chiedergli il medicinale per la cura della malattia sopra citata, altro non è che blu di metilene disciolto in acqua. Et voilà….avete il vostro colorante per microscopio.

 

Esempio di colorazione con BLU DI METILENE del capillizio e delle spore di un gasteromicete.

post-623-1133078698.jpg

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

rileggendo i vari post......vi avevo promesso che vi avrei raccontato l'aneddoto del rosso congo anionico ........dopo un pò di ricerche.....proprio non venivo a capo di cosa fosse e del perchè si usasse......

La soluzione invece era a portata di mano ed era molto più semplice di quanto pensassi......

 

Altro non è che la stessa soluzione di cui vi ho parlato sopra, con l'aggiunta di un qualcosa di misterioso.

 

Ora veniamo a noi, quando le strutture che intendete colorare con il rosso congo manifestano una netta repulsione ad accettare questo colorante.....si puo sopperire aggiungendo uno, badate bene uno solo, granello di detersivo per lavatrici nella goccia di colorante che avete lasciato cadere sul vetrino, avendo l'accortezza di rimuovere il residuo non disciolto dopo quattro/cinque secondi......mescolando poi la soluzione direttamente sul vetrino.

Le sostanze anioniche contenute nei detergenti hanno infatti, oltre alla particolarità di attaccare le cellule del grasso, anche la caratteristica di ridurre la tensione superficiale dei liquidi.

Questo fa si che la soluzione colorante.....sia ancor più fluida e le permette di permeare ancora meglio nelle strutture da colorare.

 

Molte volte...dietro delle terminologie :huh::unsure: "FANTASCIENTIFICHE" :unsure::huh: si nascondono delle banalità disarmanti. :rolleyes::rolleyes:

 

alla prossima

 

;) Gianni :bye:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite
;)  :)ELEMENTI DI MICROSCOPIA - parte prima

 

Questa nuova discussione si pone come scopo quello di affrontare in maniera semplice e comprensibile, per tutti gli appassionati di Micologia, alcuni aspetti di questa complessa materia. Sostanzialmente riprendiamo alcune nozioni, disegni ed immagini  inserite un po' alla rinfusa nella precedente  "Foto al microscopio" ordinandole ed ampliandole in modo da renderle maggiormente fruibili. La trattazione prende in esame gli aspetti "ottici", "morfocromatici" e pratici della microscopia, senza scendere nella disciplina della Biologia dei funghi trattata egregiamente in altri settori di questo Forum si vada a cominciare!!!

 

Il microscopio è uno strumento ottico che permette di osservare "oggetti" di piccolissime dimensioni diversamente non percepibili ad occhio nudo o con mezzi ottici semplici quali le più potenti lenti di ingrandimento. La sua invenzione risale al 17° secolo ad opera di Cornelis Drebbel e A.Van Leeuwenhock, due scienziati olandesi che più o meno nello stesso periodo arrivarono a costruire i primi prototipi. Nei tempi a venire numerosissime sono state le innovazioni e le migliorie che hanno portato ai sofisticatissimi microscopi odierni. Dalla sua scoperta il suo sempre crescente utilizzo ha pian piano rivoluzionato il campo della Biologia e della Medicina. E come non citare a questo punto che la Micologia moderna parte proprio da questo strumento quando nel 1729 Il Fiorentino Pier Antonio Micheli (capito da dove origina il termine micelio?) scoprì che i funghi si riproducevano attraverso dei microscopici "semi" denominati correttamente spore.

caro Mush una sola perplessità: ho discusso più volte con un compagno di escursioni micologice sul significato etimologico di "micelio"; tu asserisci che il termine micelio deriva da P.A. Micheli (1729), e come te anche il mio interlocutore, sebbene con qualche riserva (...micelio forse deriva da P.A. Micheli), mentre credo che, come daltronde riportato nel vocabolario illustrato della lingua italiana di G. Devoto-G. Oli, debba essere riferito al greco mykes (forse molto più antico) = fungo... ciao Giuliano :bye:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite
Questa discussione è chiusa.

×

Important Information