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2014.12 - Lombardia - Tutor Massimo Biraghi


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Psathyrella spadicea ( P. Kummer) Singer

 

Regione Lombardia, Dicembre 2014, Parco di Monza. Foto, descrizione e microscopia di Massimo Biraghi.

Ritrovamento ai piedi di una grossa latifoglia.

 

Specie di medie-grandi dimensioni (3-8 cm di diametro) e con crescita cespitosa, raramente singola, rinvenibile generalmente alla base di tronchi di latifoglia. Presenta un cappello da sub globoso-convesso in stadio giovanile fino a quasi disteso in età adulta, il margine è ondulato, spesso involuto, non striato. Cuticola liscia, un poco igrofana, colorazioni pileiche su tonalità ocra-brunastre a secondo del grado di umidità. Lamelle inizialmente crema-ocracee, poi brunastre, infine color tabacco a maturazione, sinuose e intercalate da varie lamellule, filo leggermente crenulato, biancastro.

Gambo cilindrico, abbastanza robusto per il genere, inizialmente pieno poi fistoloso a maturazione, di colore biancastro, finemente decorato da fine pruina concolore al suo apice, leggermente fibrilloso altrove. Carne poco consistente, acquosa, di colore biancastro, odore e sapore non importanti.

 

Microscopia

Spore: 7,5-9,5 × 4-5,5 Q = 1,8, ellittiche-ovoidi frontalmente, faseoliformi in posizione laterale, lisce e con polo germinativo pressoché inesistente.

Basidi banali, tetrasporici.

Cheilocistidi: 40-60 × 8,8-16,5 µm, numerosi, variamente fusiformi, anche sublageniformi con apice ricoperto da cristalli di Ossalato di Calcio.

Pleurocistidi: 40-60 × 12-18 µm, più panciuti e con pedicello basale ben sviluppato, presenza all’apice di formazioni cristalline di Ossalato di Calcio se pur in tono minore dei chelocistidi.

Caulocistidi lunghi 50-80,5 µm, fusiformi-sublageniformi con formazioni cristalline e accompagnati da altri elementi clavati, piriformi (paracaulocistidi).

 

Osservazioni

La crescita alla base, o negli incavi, di tronchi di latifoglia, le colorazioni pileiche omogenee su toni bruno camoscio, la non igrofaneità, la taglia importante sono elementi macroscopici che facilitano il riconoscimento sul campo.

 

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Spore: 7,5-9,5 × 4-5,5 Q = 1,8, ellittiche-ovoidi frontalmente, faseoliformi in posizione laterale, lisce e con polo germinativo pressoché inesistente.

Osservazione 400×.

 

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Osservazione 1000×.

 

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Cheilocistidi: 40-60 × 8,8-16,5 µm, numerosi, variamente fusiformi, anche sublageniformi con apice ricoperto da cristalli di Ossalato di Calcio.

 

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Pleurocistidi 40-60 × 12-18 µm, più panciuti e con pedicello basale ben sviluppato, presenza all’apice di formazioni cristalline di Ossalato di Calcio se pur in tono minore dei chelocistidi.

 

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Caulocistidi lunghi 50-80,5 µm, fusiformi-sublageniformi con formazioni cristalline e accompagnati da altri elementi clavati, piriformi (paracaulocistidi).

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Agaricus cfr. heinemannianus Esteve-Rav.
Regione Lombardia; Dicembre 2014; Pianura bergamasca; località Gera d'Adda. Foto, commenti e microscopia di Sergio Mombrini.

Nei pressi di un fiume, vicino a dei cespugli, tra erba e muschio su terreno ghiaioso-sabbioso.
Basidiomi di piccola taglia, fino a 4 cm di diametro. Anello supero, semplice. Carne senza viraggi evidenti alla manipolazione o al taglio, odore gradevole (anisato?). Piccole rizomorfe bianche alla base del gambo.
Cheilocistidi 30-45 x 6-7 (10) µm, catenulati-multisettati, elementi terminali lunghi 13-24 µm.
Basidi 14-27 x 6,5-11 µm, tetrasporici.
Spore 5-6,5 x 3,2-4,1 µm.

Note.
All’interno della Sottosezione Minores dell’omonima Sezione, A. heinemannianus si caratterizza principalmente per la particolare morfologia dei cheilocistidi e per le misure sporali. Questo taxon è stato pubblicato nel 1998 da Esteve-Raventos sulla base di una raccolta effettuata in un bosco di Pinus pinaster su terreno sabbioso della Spagna centrale. Successivamente la sua presenza è stata segnalata in altre località dell'entroterra e nei litorali spagnoli, poi in Sardegna, sempre su terreni sabbiosi. Nel 2013 L.A. Parra ha pubblicato Agaricus marisae L.A. Parra & Callac, secondo l’autore questa specie presenta caratteri morfologici del tutto simili ad A. heinemannianus e solo l’utilizzo della sequenza molecolare permetterebbe di separare correttamente le due entità. Le misure sporali rilevate in questa raccolta sono leggermente inferiori (circa 1 µm) a quelle riportate in letteratura.

Foto in habitat.

 

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Edited by Sergio Mombrini
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