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Alessandro F

2016.10 - Toscana - Tutor Alessandro

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Fomitopsis pinicola (Sw.: Fr.) P. Karst.; Regione Toscana; Ottobre 2016; Foto di Stefano Rocchi.
Workshop - Gli Aphyllophorales e la biodiversità, Riserva Naturale Biogenetica di Camaldoli (AR).

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Lycoperdon pyriforme Schaeff.: Pers.; Regione Toscana; Ottobre 2016; Foto di Stefano Rocchi.
Workshop - Gli Aphyllophorales e la biodiversità, Riserva Naturale Biogenetica di Camaldoli (AR).

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Mucidula mucida (Schrad.: Fr.) Pat.; Regione Toscana; Ottobre 2016; Foto di Stefano Rocchi.
Workshop - Gli Aphyllophorales e la biodiversità, Riserva Naturale Biogenetica di Camaldoli (AR).

Su legno di Faggio.

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Ganoderma applanatum (Pers.) Pat.; Regione Toscana; Ottobre 2016; Foto di Stefano Rocchi.
Workshop - Gli Aphyllophorales e la biodiversità, Riserva Naturale Biogenetica di Camaldoli (AR).

Alla base di un Faggio. Una delle caratteristiche di questo lignicolo è la fragile consistenza del suo pileo.

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Ganoderma carnosum Pat.; Regione Toscana; Ottobre 2016; Foto di Stefano Rocchi.
Workshop - Gli Aphyllophorales e la biodiversità, Riserva Naturale Biogenetica di Camaldoli (AR).

Alla base di un Abete bianco, habitat prevalente di questo fungo che di norma si presenta munito di gambo.
Il simile Ganoderma lucidum (Curtis: Fr.) P. Karst. si associa in genere a latifoglie. Ganoderma resinaceum Boud. non ha gambo o lo ha solo accennato.

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Mycena pura (Pers. : Fr.) P. Kummer; Regione Toscana; Ottobre 2016; Foto di Alessandro Francolini.

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 85, Pag. 192: “È una delle più belle specie di Mycena, per i suoi colori violetti e la carne esigua, sottile, di colore biancastro. Si tratta in assoluto di una delle specie a maggiore diffusione ecologica: può essere rinvenuta in prossimità del mare, nei boschi litoranei mediterranei, sino ai boschi di Abete montani; oltre alla diffusione, grande è la sua variabilità cromatica che ha spinto vari autori a crearne molte forme e varietà. Possibile la confusione con Mycena rosea dalla taglia più grande, con cappello a lungo campanulato-parabolico e dal colore rosa-pallido, rosa-lilla, con il gambo fragile e non fibroso.”

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Mycena haematopus (Pers. : Fr.) Kummer; Regione Toscana; Ottobre 2016; Foto di Alessandro Francolini.

Al taglio del gambo essuda latice colorato (rosso-vinoso-bruno) come la simile M. sanguinolenta; una differenza macroscopica è il filo delle lamelle: lamelle prima biancastre poi rosate e con sfumature bruno-vinose ma con filo concolore in M. haematopus; lamelle rosate ma con il filo discolore: rosso-vinoso-bruno in M. sanguinolenta. Un’altra Mycena che essuda latice colorato è M. crocata che ha però gambo interamente liscio con base coperta di peluria bianco-giallastra (mentre M. haematopus ha gambo interamente ricoperto da pruina biancastra, oltre alla peluria basale) ed essuda copiosamente latice giallo-arancio da qualsiasi parte (cappello, lamelle, gambo).

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 84, Pag. 191: “Basta ferire leggermente il gambo con la punta di un coltellino o di una pinzetta per vedere questo fungo emettere una goccia di liquido rassomigliante, sia per densità che per colore, al sangue.”

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Evidente, in queste foto, l'effetto del "geotropismo" su queste Mycena. Nate con il gambo in orizzontale dentro quelle fessure del tronco, una volta uscite hanno indirizzato i cappelli verso l'alto per aumentare la capacità di dispersione delle spore.

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Il latice color sangue che fuoriesce sia dal gambo che dal cappello una volta incisi:

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Due primordi col margine pileico ancora quasi aderente al gambo:

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Mycena sp.; Regione Toscana; Ottobre 2016; Foto di Alessandro Francolini.

Cespitose su un vecchio tronco marcescente di castagno

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Boletus aereus Bull.; Regione Toscana; Ottobre 2016; Foto di Alessandro Francolini.

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 209, Pag. 328: “Ottimo commestibile, può essere consumato crudo. Si tratta certamente del Porcino di qualità migliore: la compattezza delle carni, il suo delicato sapore, unito a un profumo soave e mai eccessivo, lo rendono sicuramente il più ricercato e appetibile. Adatto anche all’essiccazione dopo essere stato tagliato a fette.
Il colore del cappello può raggiungere tonalità scure più che negli altri Porcini, per arrivare a colorazioni praticamente nerastre. Il contrasto tra il bianco latteo dei pori e il bruno-nerastro del pileo è incredibilmente forte. Singoli individui raggiungono non di rado 1-2 Kg di peso, evento del tutto eccezionale per la maggioranza delle specie diffuse nella nostra penisola. Tra i Porcini è quello che con maggior frequenza ama crescere in coppia o in piccoli gruppi. Sovente gregario e associato con altri soggetti, regala sempre raccolti importanti.”

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Coprinopsis insignis (Peck) Redhead, Vilgalys & Moncalvo; Regione Toscana; Ottobre 2016; Foto di Alessandro Francolini.

Ha cappello fibrilloso-peloso, con fibrille argentate che dal margine del cappello arrivano fino al disco. Il disco mostra una zona più scura e brunastra, apparentemente glabra e, di solito, ben differenziata e delimitata dal resto del cappello (uno dei suoi sinonimi è infatti Coprinus alopecia, come a sottolineare la caratteristica “calvizie” della zona discale). Il gambo è leggermente fioccoso/pruinoso su tutta la superficie. Predilige crescere in habitat xerofilo, in particolare su residui legnosi o nelle cavità di Quercia.
A livello macroscopico può ricordare Coprinopsis atramentaria che ha gambo liscio (tutt’al più, negli esemplari giovani, un po’ pruinoso nella parte superiore) e presenta frequentemente una zona pseudoanulare formata da un ispessimento della corteccia nella zona basale, quella all’altezza del livello del terreno; il suo disco mostra colori più carichi del resto del cappello ma, solitamente, non in modo così netto come in C. insignis. A livello microscopico C. insignis ha spore verrucose mentre sono lisce in C. atramentaria.

In foto alcuni esemplari con crescita usuale: alla base di tronchi o di ceppaie di latifoglie, in questo caso Cerro.

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