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Alessandro F

2016.11 - Toscana - Tutor Alessandro

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Buoni ritrovamenti ;)

:bye: Alessandro

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Indice della Toscana, mese di Novembre 2016, totale n° 50 specie.

Agaricus moelleri Wasser [= Agaricus praeclaresquamosus Freeman]; Post # 53
Amanita pantherina (De Cand. : Fr.) Krombh.; Post # 49
Amanita phalloides (Vaill. ex Fr.) Link; Post # 13, 33
Boletus aereus Bull.; Post # 4, 32
Boletus appendiculatus Schaeffer; Post # 14
Bulgaria inquinans (Persoon) Fries; Post # 57
Calvatia excipuliformis (Scop. : Pers.) Perdeck; Post # 24
Clathrus ruber P. Micheli ex Pers. [= Clathrus cancellatus Tourn. ex Fr.]; Post # 56
Clavariadelphus pistillaris (L.) Donk; Post # 21
Clitopilus prunulus (Scop. : Fr.) Kummer; Post # 25
Cortinarius elatior Fr.; Post # 20
Craterellus cornucopioides (L.: Fr.) Pers.; Post # 34
Daedalea quercina (L. : Fr.) Fr.; Post # 30
Hapalopilus rutilans (Fr.) P. Karst.; Post # 5
Hebeloma radicosum (Bull. : Fr.) Ricken; Post # 2
Hygrocybe conica var. conica (Schaeffer: Fries) P. Kummer; Post # 39
Hygrocybe mucronella (Fries) P. Karst. [= Hygrocybe reae (Maire) J.E. Lange]; Post # 58
Hygrophorus arbustivus Fries; Post # 40
Hygrophorus penarius Fries; Post # 7
Hygrophorus persoonii Arnolds; Post # 16
Hygrophorus russula (Schaeff.) Kauffman; Post # 6
Infundibulicybe geotropa (Bull. : Fr.) Harmaja [= Clitocybe geotropa (Pers. : Fr.) Kummer]; Post # 52
Lactarius chrysorrheusus Fr.; Post # 11, 41
Lactarius deliciosus (L. : Fr.) S. F. Gray; Post # 48
Lactarius subumbonatus Lindgren; Post # 26
Lepiota clypeolaria (Bull.: Fr.) Kummer; Post # 18
Lepista nuda (Bull. : Fr.) Cooke; Post # 31
Macrolepiota konradii (Huijsman ex P.D. Orton) Moser; Post # 44
Macrolepiota procera (Scop. : Fr.) Sing.; Post # 47
Mycena rosea (Bulliard) Gramberg; Post # 23
Rhodocollybia butyracea (Bull. : Fr.) Lennox [= Collybia butyracea (Bull. : Fr.) Kummer]; Post # 45
Russula atropurpurea (Krombholz) Britzelmayr [= Russula krombholzii Shäffer]; Post # 28, 35
Russula aurea Pers.; Post # 10
Russula cyanoxantha (Schaeff.) Fr.; Post # 17
Russula nigricans Fr.; Post # 27, 43
Russula vesca Fries; Post # 29
Stereum hirsutum (Wild.: Fr.) Pers.; Post # 9
Trametes versicolor (L. : Fr.) Pilát; Post # 12, 55
Tricholoma acerbum (Bull. : Fr.) Quélet; Post # 37
Tricholoma atrosquamosum (Chevall.) Sacc.; Post # 36
Tricholoma caligatum (Viviani) Ricken; Post # 50
Tricholoma fracticum (Batsch) Kreisel Maire; Post # 51
Tricholoma portentosum (Fr. : Fr.) Quélet; Post # 3
Tricholoma saponaceum (Fr. : Fr.) Kummer; Post # 15
Tricholoma sejunctum (Sow. : Fr.) Quél.; Post # 42
Tricholoma sulphureum (Bull. : Fr.) Kummer; Post # 8
Tricholoma terreum (Schaeffer) Kummer; Post # 46
Tricholoma ustale (Fr. : Fr.) Kummer; Post # 38
Xerocomus dryophilus (Thiers) Singer; Post # 19
Xylaria hypoxylon (Linné) Greville; Post # 54

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Non determinati ma generici:

Mycena sp.; Post # 29
Marasmiellus cfr. ramealis (Bull. : Fr.) Singer; Post # 59

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Hebeloma radicosum (Bull. : Fr.) Ricken; Regione Toscana; Novembre 2016; Foto di Alessandro Francolini.

Riconoscibile tra la “monotonia” cromatica degli Hebeloma per alcuni caratteri inconfondibili: anello membranoso evidente da giovane (caduco in età); gambo interrato nel substrato grazie a una lunga “radice” affusolata che si può presentare anche più larga del gambo esposto all’aria; odore caratteristico di colla “Coccoina” (mandorle amare) e sapore amarognolo; cappello vischioso a tempo umido, con residui del velo parziale sotto forma di squamette più scure del colore di fondo e più appressate al centro. Habitat presso latifoglie con predilezione per il Faggio, con crescita vicino a ceppi o tronchi più o meno interrati; il Courtecuisse riporta che la sua presenza può indicare la vicinanza di qualche tana sotterranea di piccoli mammiferi (talpe, topi selvatici).

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 133, Pag. 246: “Si tratta di una specie oggetto di numerose vicissitudini tassonomiche, in quanto gli studiosi non erano concordi con la posizione da assegnarle; a causa della presenza dell’anello sul gambo, era stata addirittura inserita nel Genere Pholiota ma aspetto, portamento e quadro microscopico sono più vicini al genere Hebeloma all’interno del quale è stata poi posizionata.”

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Tricholoma portentosum (Fr. : Fr.) Quélet; Regione Toscana; Novembre 2016; Foto di Alessandro Francolini.

Fungo di buona qualità gastronomica. Attenzione a non confonderlo con Tricholoma tossici che nascono negli stessi habitat.

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 64, Pag. 168: “È riconoscibile per il cappello fibrilloso, le lamelle e il gambo che negli esemplari tipici presentano sfumature gialle e per l’odore farinoso gradevole. Nelle zone di crescita può manifestarsi gregario in gruppi molto numerosi. Non è tuttavia molto facile da rinvenire in quanto le colorazioni e la crescita semi-ipogea non ne facilitano l’avvistamento. Specie tipica della stagione avanzata, tende a crescere da settembre fino a dicembre; predilige boschi di conifere, soprattutto presso Pini oppure boschi di latifoglie, anche puri di Faggio oppure misti di Quercia castagno e Pioppo tremulo. Si tratta di un buon commestibile. Molto ricercato in alcune zone, dove rappresenta l’ultimo fungo di buon livello gastronomico prima del gelo invernale.
La confusione con altre specie è sicuramente più probabile quando nel fungo non sono presenti, o sono poco manifeste, le tonalità gialline. La confusione più pericolosa è senza dubbio il tossico Tricholoma josserandi (Tricholoma groanense) che in alcuni areali d’Italia ne condivide l’habitat e il periodo di crescita, risultando specie ingannevole; l’assenza di toni gialli, la superficie leggermente feltrosa e l’odore sgradevole cimicino identificano questa specie velenosa.”

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Boletus aereus Bull.; Regione Toscana; Novembre 2016; Foto di Alessandro Francolini.

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 209, Pag. 328: “Ottimo commestibile, può essere consumato crudo. Si tratta certamente del Porcino di qualità migliore: la compattezza delle carni, il suo delicato sapore, unito a un profumo soave e mai eccessivo, lo rendono sicuramente il più ricercato e appetibile. Adatto anche all’essiccazione dopo essere stato tagliato a fette.
Il colore del cappello può raggiungere tonalità scure più che negli altri Porcini, per arrivare a colorazioni praticamente nerastre. Il contrasto tra il bianco latteo dei pori e il bruno-nerastro del pileo è incredibilmente forte. Singoli individui raggiungono non di rado 1-2 Kg di peso, evento del tutto eccezionale per la maggioranza delle specie diffuse nella nostra penisola. Tra i Porcini è quello che con maggior frequenza ama crescere in coppia o in piccoli gruppi. Sovente gregario e associato con altri soggetti, regala sempre raccolti importanti.”

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Hapalopilus rutilans (Fr.) P. Karst.; Regione Toscana; Novembre 2016; Foto di Alessandro Francolini.

Lignicolo annuale, stipitato o sessile con la caratteristica di avere la carne soffice: prendendolo fra le dita sembra infatti di schiacciare uno strato compatto di gommapiuma. È una caratteristica insolita per le Poliporacee ma comune al Genere Hapalopilus (che, infatti, deriva dal greco hapalós = molle, soffice e pílos = cappello).
Si distingue per la colorazione complessiva di colore uniforme (ocra o cannella-brunastro), per la superficie sterile un poco tomentosa e ruvida, non zonata. Tutto lo sporoforo diventa poi leggerissimo una volta essiccato. I pori si presentano da rotondi ad angolosi. Cresce preferibilmente su legno di latifoglie (in particolare Quercia), più raro presso conifere.
Altri congeneri sono H. croceus dal color rosso-arancio (rarissimo in Italia) e H. salmonicolor di color arancio vivo anche con sfumature rosate, raro anch’esso e reperito limitatamente all’arco alpino presso Pino.

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Hygrophorus russula (Schaeff.) Kauffman; Regione Toscana; Novembre 2016; Foto di Alessandro Francolini.

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 48, Pag. 152: “Nei boschi di latifoglie, in particolare Quercia, molto comune in aree termofile in autunno dopo intensi temporali.
Si tratta di un micete a crescita massiccia, anche se non moto durevole. Le produzioni del fungo si concentrano in non più di due, massimo tre settimane, ma all’interno di questo breve periodo sono letteralmente esplosive: in ogni direzione, dentro il bosco, ci sono distese di questo basidioma. Per i suoi caratteri cromatici, con il cappello che sembra dipinto in modo grossolano di rosso su fondo bianco, non si presta a confusioni; si tratta quindi di un fungo molto facile da riconoscere.”

L'unica specie simile è Hygrophorus erubescens che però ha gambo facilmente ingiallente, lamelle rade e di colore bianco-giallastre-grigiastre, habitat presso conifere e raramente sotto latifoglia, carne dal sapore da poco a nettamente amaro; H. russula ha invece scarsa propensione all’ingiallimento (al più sono presenti rare macchie gialline sul gambo a maturità), possiede lamelle relativamente fitte (le più fitte tra gli Hygrophorus) e di colore da biancastro a biancastro-carnicino a maturità con macchie rosso-vinoso (il filo lamellare si macchia anch’esso di rosso-vinoso e raramente di giallo a maturità), carne dal sapore nullo o leggermente amarognolo.

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Hygrophorus penarius Fries; Regione Toscana; Novembre 2016; Foto di Alessandro Francolini.

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 46, Pag. 150: “Cresce gregario nei boschi di latifoglie, soprattutto querceti, in autunno anche inoltrato. Commestibile apprezzato, molto carnoso e quindi di grande resa, si distingue per l’odore molto particolare, come di latte bollito. Si tratta di una specie a grande diffusione nei boschi centro meridionali, sicuramente tra le più semplici da individuare e senza rischi seri di confusione con specie simili. La sua raccolta deve essere quasi immediata, in prossimità dell’esordio, poiché si tratta di un fungo precocemente invaso dalle larve.”

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Tricholoma sulphureum (Bull. : Fr.) Kummer; Regione Toscana; Novembre 2016; Foto di Alessandro Francolini.

Tricoloma velenoso e facilmente riconoscibile per la sua colorazione uniformemente gialla (o giallo-zolfo) e per l’odore nauseante che emana: in letteratura si parla di odore di gas illuminante (acetilene); si può anche far riferimento all’odore del gas delle bombole da cucina, oppure all’odore dello zolfo bruciato o, ancora, penetrante come quello dell’asfalto caldo; l’odore di questo fungo è comunque uno di quelli che non si dimentica facilmente.

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 65, Pag. 169: “Facilmente riconoscibile per il suo aspetto uniformemente colorato di giallo, che può ricordare anche il T. equestre, e per il forte odore di gas illuminante che emana.”

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Stereum hirsutum (Wild. : Fr.) Pers.; Regione Toscana; Novembre 2016; Foto di Alessandro Francolini.

Piccolo funghetto (largo al massimo 4-5 cm) a forma di mensola-crosta appoggiata sul legno; molto comune e diffuso, presente durante tutto l’anno; dalla consistenza quasi coriacea (suberosa-tenace da secco) e dallo spessore piuttosto fine; può presentarsi in fitti esemplari confluenti o sovrapposti, su legno guasto di latifoglie. Caratteristico il cappello di aspetto feltrato e peloso (irsuto), zonato, con vari colori (giallo, arancio, brunastro, verdastro); il margine è più chiaro e lobato; l’imenoforo è liscio o appena gibboso, di colore giallo-arancio.
Possibile la confusione sia con specie congeneri (più rare) che però virano al rossiccio alla manipolazione, sia con Stereum ochraceoflavum (non virante), dall’imenoforo bruno-ocraceo e con la superficie sterile grigio-biancastra, poco o per niente zonata.

Dalla “Chiave di orientamento ai generi” del (nuovo) Tutto Funghi, pag. 79 e 97: “Corpo fruttifero composto dal solo cappello o a forma di mensola >>>
Imenoforo liscio. Corpo fruttifero adeso al legno, distaccantesi brevemente per formare piccole mensole >>> Genere Stereum

Una colonia che ha invaso completamente una vecchia ceppa marcescente. Sia sui fianchi:

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Sia in alto, formando delle curiose aggregazioni... "spaghettiformi".

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N.B. Per osservare la stessa ceppaia, con la stessa colonia di Stereum hirsutum, fotografata l'anno successivo (Novembre 2017) vedere qui.

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Russula aurea Pers.; Regione Toscana; Novembre 2016; Foto di Alessandro Francolini.

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 166, Pag. 283: “I colori vivaci gialli e rossi con le diverse tonalità rendono questo fungo facilmente riconoscibile sul campo; tuttavia spesso si presenta senza le caratteristiche sfumature gialle oppure completamente giallo e in questo caso l’unico valido aiuto può ricavarsi dal sapore gradevole della carne.”

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