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2018.01 - Toscana - Tutor Alessandro


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BUON ANNO   :thumbup:   :cheers:

e

Buoni Ritrovamenti   :)  

:bye:    Alessandro 

 

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Indice della Toscana, mese di Gennaio 2018, totale n° 6 specie. In (*) le schede con microscopia.

Coprinellus disseminatus (Pers. : Fr.) J.E. Lange; Post # 7 (*)
Flammulina velutipes (Curt. : Fr.) Karsten; Post # 5
omitopsis pinicola (Swartz : Fr.) P. Karst.; Post # 2
Schizophyllum commune Fr.: Fr.; Post # 4
Trametes versicolor (L. : Fr.) Pilát; Post # 6
Trichaptum abietinum (Dicks. : Fr.) Ryvarden; Post # 3

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Non determinati ma generici:

 Strobilurus sp.Post # 8

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  • 2 weeks later...

Fomitopsis pinicola (Swartz : Fr.) P. Karst.; Regione Toscana; Gennaio 2018; Foto di Alessandro Francolini.

Fungo lignicolo pluriennale, di consistenza legnosa e di dimensioni ragguardevoli: può raggiungere i 40 cm e oltre di larghezza e i 15-20 cm di spessore. Prevalentemente saprotrofo, raramente parassita, di conifere (soprattutto Abete bianco e Peccio, ma anche su Pinus spp.) o, più di rado, di latifoglie. È considerato uno dei più potenti degradatori di massa legnosa, svolgendo così una importante azione per il mantenimento dell’equilibiro ecologico delle foreste. Nella sua crescita può inglobare substrato di vario genere (rametti, corteccia, terriccio, fili d’erba,...). È frequente osservare, soprattutto in esemplari giovani, delle goccioline acquose essudate dall’imenoforo.
Fomitopsis pinicola ha il cappello zonato concentricamente, glabro; nei giovani esemplari è di aspetto lucente, quasi laccato, con il margine ampio e arrotondato che solitamente ha colorazioni dal giallo all’arancio al rossastro, mentre il resto del cappello ha inizialmente tonalità simili a quelle del margine ma assume colorazioni via via più scure col passare del tempo, manifestando anche toni dal grigio al bluastro, dal verdastro al nero. Ha pori più o meno rotondi, con superficie poroide dal biancastro al crema, al bruno.

Foresta di Vallombrosa; su tronchi a terra di Abete bianco. Aspetto lucente-laccato, colorazioni brillanti

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Superficie poroide

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Un tronco di Abete bianco che comincia ad essere "colonizzato"

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Due giovani esemplari

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Grosso esemplare con la cuticola diventata opaca e dai colori smorti; solo il margine conserva parte della colorazione "giovanile".

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Trichaptum abietinum (Dicks. : Fr.) Ryvarden; Regione Toscana; Gennaio 2018; Foto di Alessandro Francolini.

Lignicolo annuale, a forma di piccola mensola, con superficie sterile vellutata, tomentosa-feltrata, anche zonata, di colorazione bianco-grigiastra ma quasi sempre coperta in buona parte da alghe verdi che contribuiscono quindi alla colorazione complessiva; il margine è sottile, di colore violetto. Imenoforo dal colore rossastro-violaceo da giovane, poi ocra-brunastro; i pori sono irregolarmente angolosi, anche irpicoidi, con i dissepimenti presto lacerati. Cresce su conifere cadute a terra da non molto tempo e che hanno mantenuto parte della loro corteccia, risultando così una specie saprofita tra le prime ad aggredire la materia legnosa morta; soprattutto su Abete bianco e Abete rosso (Peccio). Le mensole, imbricate le une sulle altre, formano solitamente una colonia molto numerosa che può coprire una vasta superficie del tronco ospite, soprattutto in vicinanza del suolo.
Gli è simile Trichaptum fuscoviolaceum che cresce preferibilmente su tronchi o rami di Pino abbattuti o, più raramente, su piante ancora viventi ma ferite o debilitate, e che ha imenoforo poroide-lamellato più o meno labirintiforme con i pori che in età assumono aspetto dentato (irpicoidi).
Trichaptum biforme, più o meno simile ma con colorazioni più chiare, cresce su latifoglie.

Su tronchi di Abete bianco. Foresta di Vallombrosa

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Imenoforo

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Schizophyllum commune Fr.: Fr.; Regione Toscana; Gennaio 2018; Foto di Alessandro Francolini.

La caratteristica fondamentale è data dalle lamelle o, meglio, dal loro filo che è tipicamente fessurato longitudinalmente sì da far apparire le lamelle stesse come sdoppiate. Sembra infatti che le lamelle siano “incollate” due a due con le loro facce. In realtà è solo il filo della singola lamella che è sdoppiato e che crea questa particolare illusione ottica. Il nome del Genere Schizophyllum deriva dal greco skhízo = fendere e phýllon = foglia [col significato di foglia (= lamella) divisa]. Il colore delle lamelle varia dal crema-carnicino al rosa-rosso.
Visto da sopra (superficie sterile del cappello) non è un fungo dalle caratteristiche appariscenti: la superficie è nettamente feltrata-lanosa, con colori prevalentemente chiari (panna, crema, grigiastro, rosa sporco), anche con macchie verdi per la presenza di alghe. In genere si presenta sessile o tutt’al più con gambo rudimentale, laterale e brevissimo. La forma del cappello varia dal rotondeggiante a quella di un ventaglio; l’orlo è lanoso, irregolare, lobato e involuto. Le dimensioni variano da 1 a poco più di 5 cm. Comune durante tutto l’anno, soprattutto su legno di latifoglie. 

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Primordi

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Sezionato trasversalmente, con il particolare profilo delle lamelle

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Flammulina velutipes (Curt. : Fr.) Karsten; Regione Toscana; Gennaio 2018; Foto di Alessandro Francolini.

Uno dei lignicoli (di preferenza su latifoglie) commestibili e reperibili anche durante l’inverno, in quanto resistente al gelo. Visto il periodo di crescita e i caratteri morfocromatici (cappello vischioso di un bel colore giallo-arancio, lamelle giallo-paglierino macchiate di bruno a maturità, gambo vellutato alla base, carne con odore e sapore non particolari, sporata bianca in massa) è difficile scambiarlo con altre specie. Fare comunque attenzione agli Hypholoma tossici (dal sapore amaro, con lamelle giallo-verdognole e con sporata bruno-porpora in massa) e, cosa più grave, con Galerina marginata: lignicola (di preferenza su conifere), con gambo non vellutato, piccolo anellino più o meno fugace, odore e sapore lievi ma farinacei, sporata bruno-ruggine in massa.

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 90, Pag. 197: “Essendo un fungo invernale che resiste molto bene al gelo (a volte si trova immerso nella neve), può capitare di trovare degli esemplari che sono sul posto ormai da alcune settimane e quindi assolutamente da scartare. Come avviene per diversi altri funghi eduli saprotrofi, anche la Flammulina velutipes viene coltivata. Nell’estremo Oriente, in particolare in Giappone e Cina, viene commercializzata come ingrediente per la preparazione di zuppe.”

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Trovate nella spaccatura di una ceppaia, praticamente surgelate vista la temperatura che di notte ha toccato i -4 °C. Si spaccavano di netto alla minima pressione, come fossero ghiaccioli.

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Trametes versicolor (L. : Fr.) Pilát; Regione Toscana; Gennaio 2018; Foto di Alessandro Francolini.

Fungo annuale, molto comune e coreografico, ubiquitario, con crescita su legno guasto di latifoglie (raramente su conifere; rinvenuto anche sulle traversine ferroviarie), reperibile in ogni stagione. Si presenta con mensole assai sottili (fino a 3-4 mm) coriacee ed elastiche di diametro fino a 10 cm; la superficie sterile è vellutata, con zonature molto marcate, dai colori diversissimi (dal grigio al bruno, dal marrone all’ocra, al rossiccio, al crema e anche al blu); l’orlo è sottile, ondulato, in genere più chiaro; i pori sono solitamente piccoli e rotondi, ma talvolta anche irregolarmente allungati-angolosi; superficie poroide biancastra o crema-ocra. Il contesto è tenace e coriaceo.

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Come molti altri funghi lignicoli anche questa specie può inglobare, durante la sua crescita, steli d'erba, foglie o rametti

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Imenoforo; in alto e a destra i pori sono più regolari e rotondeggianti; altrove si mostrano allungati-angolosi

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Il rametto inglobato

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Coprinellus disseminatus (Pers.: Fr.) J.E. Lange; Regione Toscana (AR); Gennaio 2018; Foto di Tomaso Lezzi.

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Velo sul cappello con cellule sferiche.

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Presenza di pileocistidi, che differenziano microscopicamente questa specie da Psathyrella pigmaea.

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Spore ellissoidali, amigdaliformi a seconda della proiezione. Con evidenti apicolo e grande poro germinativo.

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Strobilurus sp.; Regione Toscana; Gennaio 2018; Foto di Alessandro Francolini.

Su lettiera di aghi e strobili di Pino nero interrati, in bosco anche con misto di Faggio e Abete bianco. Sapore dolciastro (non sgradevole) anche dopo lunga masticazione, leggermente astringente. Odore non percepito. Cappello igrofano, striato all’orlo per trasparenza. Escludendo lo Strobilurus esculentus che cresce su strobili di Peccio rimane comunque l’incertezza determinativa tra Strobilurus tenacellus e Strobilurus stephanocystis che possono avere caratteri morfologici e organolettici sovrapponibili. Solo la microscopia, con l’osservazione delle diversità tra i cistidi imeniali, può risolvere il dubbio.

Dalle Schede AMINT: "Strobilurus tenacellus è difficilmente separabile dai vicini Strobilurus esculentus e Strobilurus stephanocystis, se non con l'ausilio della microscopia. Si distingue macroscopicamente da entrambi per il gambo rigido, coriaceo, duro, per le dimensioni maggiori, il pileo traslucido, igrofano, il margine leggermente striato e per il sapore prima dolce, poi dopo lunga masticazione amarognolo, astringente e l'odore acidulo. Dal punto di vista microscopico presenta cistidi imeniali sublageniformi, fusiformi, privi o con rare cristallizzazioni o murificazioni.
Strobilorus stephanocystis, che condivide lo stesso areale di crescita, ha sapore insignificante, odore tipicamente fungino. Presenta cistidi imeniali utriformi e cristallizzazioni fini e abbondanti.
Strobilorus esculentus cresce sotto Picea excelsa (Peccio), è di consistenza tenera, emana un odore gradevole e ha sapore mite, dolciastro, gradevole. Ha i cistidi imeniali con vistose cristallizzazioni all'apice."

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Gambo particolarmente lungo e radicante

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