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Alessandro F

2019.03 - Toscana - Tutor Alessandro

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Schizophyllum commune  Fr. : Fr.; Regione Toscana; Marzo 2019; Foto di Alessandro Francolini.

La caratteristica fondamentale è data dalle lamelle o, meglio, dal loro filo che è tipicamente fessurato longitudinalmente sì da far apparire le lamelle stesse come sdoppiate. Sembra infatti che le lamelle siano “incollate” due a due con le loro facce. In realtà è solo il filo della singola lamella che è sdoppiato e che crea questa particolare illusione ottica. Il nome del Genere Schizophyllum deriva dal greco skhízo = fendere e phýllon = foglia [col significato di foglia (= lamella) divisa]. Il colore delle lamelle varia dal crema-carnicino al rosa-rosso.

Visto da sopra (superficie sterile del cappello) non è un fungo dalle caratteristiche appariscenti: la superficie è nettamente feltrata-lanosa, con colori prevalentemente chiari (panna, crema, grigiastro, rosa sporco), anche con macchie verdi per la presenza di alghe. In genere si presenta sessile o tutt’al più con gambo rudimentale, laterale e brevissimo. La forma del cappello varia dal rotondeggiante a quella di un ventaglio; l’orlo è lanoso, irregolare, lobato e involuto. Le dimensioni variano da 1 a poco più di 5 cm. Comune durante tutto l’anno, soprattutto su legno di latifoglie. 

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Periodo prolungato di siccità, di vento,  e di forti escursioni termiche: dai 2-3 gradi mattutini fino ai 25 a metà giornata... tutto per ora abbastanza anomalo per la stagione. La conseguenza è, almeno nei boschi che frequento io, un pressoché deserto fungino a qualsiasi quota. 

Tra le poche specie trovate questi Schizophyllum commune; sofferenti e unici avvistati in 3 ore di passeggiata; su legno di Faggio a terra.

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Trametes versicolor (L. : Fr.) Pilát; Regione Toscana; Marzo 2019; Foto di Alessandro Francolini.

Fungo annuale, molto comune e coreografico, ubiquitario, con crescita su legno guasto di latifoglie (raramente su conifere; rinvenuto anche sulle traversine ferroviarie), reperibile in ogni stagione. Si presenta con mensole assai sottili (fino a 3-4 mm) coriacee ed elastiche di diametro fino a 10 cm; la superficie sterile è vellutata, con zonature molto marcate, dai colori diversissimi (dal grigio al bruno, dal marrone all’ocra, al rossiccio, al crema e anche al blu); l’orlo è sottile, ondulato, in genere più chiaro; i pori sono solitamente piccoli e rotondi, ma talvolta anche irregolarmente allungati-angolosi; superficie poroide biancastra o crema-ocra. Il contesto è tenace e coriaceo.

Anche per questa colonia di Trametes versicolor vale quanto detto sopra, nel precedente post: abbondanti e invasivi su questo tronco a terra di Faggio... ma rimangono gli unici avvistati

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Xylaria hypoxylon (Linné) Greville; Regione Toscana; Marzo 2019; Foto di Alessandro Francolini.

Esemplari "ridotti piuttosto male". Spesso i residui legnosi del sottobosco sono tappezzati da questi particolari funghetti. Ma adesso possono ben rappresentare la sintesi del deserto fungino che ho incontrato nei boschi

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Per fortuna abbiamo incontrato delle belle distese di "Bucaneve" (Galanthus nivalis) che hanno ravvivato un po' la mattinata. Anche se col vento che tirava non c'era possibilità di fare foto decenti...

Per il prosieguo della stagione fungina... "la vedo proprio malissimo!!"

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