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Alessandro F

2019.04 - Toscana - Tutor Alessandro

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Buoni ritrovamenti   :)

[almeno per chi riesce a trovare qualche fungo dopo un mese di secco quasi costante e caratterizzato da frequenti giornate di vento, anche tramontanino, da paura :crybaby:]

:bye:   Alessandro

********

 

Indice della Toscana, mese di Aprile 2019, totale n° 3 specie

Astraeus hygrometricus  (Pers. : Pers.) Morgan; Post # 2
Gyromitra gigas (Krombholz.) Cooke; Post # 4
Hygrophorus marzuolus (Fr. : Fr.) Bres.; Post # 3

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Astraeus hygrometricus  (Pers. : Pers.) Morgan; Regione Toscana; Aprile 2019; Foto di Alessandro Francolini.

Può ricordare morfologicamente le specie del genere Geastrum per la tipica apertura a stella dell’esoperidio. A prescindere dai caratteri microscopici e dalla struttura interna della gleba, il riconoscimento a livello macroscopico verte sul caratteristico aspetto "tassellato" delle lacinie e sulla diversa apertura apicale da cui fuoriescono le spore: tale apertura è ben strutturata e circoscritta nei Geastrum mentre è imprecisa e irregolarmente lacerata in Astraeus hygrometricus

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 219, Pag. 340: “Il nome volgare di Fungo barometro gli è stato conferito per il peridio fortemente igroscopico che, come un igrometro, risente dell’umidità atmosferica. Le lacinie si distendono col tempo umido e si ritraggono a tempo secco, causando spesso uno spostamento dalla propria sede originale. La dispersione delle spore è affidata a una sinergia di acqua e vento: la pioggia, infatti, colpendo l’endoperidio fa fuoriuscire piccoli sbuffi di polvere sporale che poi sarà dispersa nell’aria grazie al vento.”

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Hygrophorus marzuolus (Fr. : Fr.) Bres.; Regione Toscana; Aprile 2019; Foto di Alessandro Francolini.

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 49, Pag. 153: “Viste le caratteristiche morfocromatiche generali, l’ecologia e il periodo di crescita, risulta praticamente impossibile confondere questa specie. Semiipogeo, associato alla neve in discioglimento. Viene generalmente stimato come uno dei migliori commestibili, molto apprezzato e ricercato; la sua precocità, la fragrante e mai stucchevole sapidità della sua carne soda e compatta, fanno del Marzuolo uno dei funghi migliori e anche più versatili dal punto di vista gastronomico. 
Il colore grigio piombo-nerastro contrasta con il candore delle lamelle che, trattandosi di un fungo ipogeo, non mostra mai: la mimesi con i sassi del sottobosco risulta quindi perfetta; la difficoltà di ricerca e il suo mimetismo lo proteggono e ne garantiscono la possibilità di riproduzione nel migliore dei modi.”

 

Mimetismo dovuto alla crescita semiipogea e al "color sasso" dei cappelli:DSC02732.JPG.7adbcbe1b06c6a25af8c586a4c01d4e4.JPG

 

*********

 

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Esemplari gregari in una tipica "fungaia produttiva":

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Gyromitra gigas (Krombholz.) Cooke; Regione Toscana; Aprile 2019; Foto di Alessandro Francolini.

Ascomicete pericoloso in quanto contenente, pur se in modo incostante, giromitrina: una tossina presente sia in altre Gyromitra che in altri ascomiceti e che può provocare gravi avvelenamenti anche mortali soprattutto in seguito al consumo del fungo da crudo. Fruttifica in primavera presso conifere, ha dimensioni interessanti con la sua mitra che può raggiungere 15-16 cm di diametro, mentre il gambo appare più tozzo, più largo che alto e si trova sovente interrato. Mitra di colore da ocra a ocra-brunastro, dotata di circonvoluzioni grossolane, arrotondate, solitamente distanziate le une dalle altre; nel complesso di aspetto più o meno cerebriforme.
La simile Gyromitra esculenta ha dimensioni minori, mitra con aspetto più nettamente cerebriforme dovuto a circonvoluzioni più numerose e strette, più sinuose e più appressate le une alle altre; il colore della sua mitra è solitamente bruno-rossiccio, il suo gambo è più slanciato.

 

Presso Abete bianco, esemplari in parte un poco "malconci"

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In sezione

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Esemplare in "buone condizioni", con la mitra di diametro massimo sui 14 cm

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