Jump to content
Sign in to follow this  
Alessandro F

2019.05 - Toscana - Tutor Alessandro

Recommended Posts

Buoni ritrovamenti   :)

 :bye:    Alessandro

***********

Indice della Toscana, mese di Giugno 2019, totale n° 4 specie 

Cantharellus subpruinosus Eyssart. & Buyck.; Post # 2
Lycoperdon excipuliforme (Scop. : Pers.) Pers. =  Calvatia excipuliformis (Scop. : Pers.) Perdeck; Post # 5
Polyporus tuberaster (Jacq. ex Pers.) Fr.; Post # 4
Russula vesca Fries; Post # 3

Share this post


Link to post
Share on other sites

Boschi che cominciano (poco-poco) ad asciugarsi dalle piogge torrenziali e frequentissime in questa primavera. Qualcosa (ancora poco-poco-poco) comincia a nascere. Una bella girata in qualche boschetto di Cerro che solitamente regala porcini già a fine aprile. Bella perché stavolta mi ha regalato l'emozione di poter fotografare in tutta tranquillità una deliziosa Natrix natrix che si è gentilmente prestata alla bisogna.

Venendo ai funghi: 

Cantharellus subpruinosus Eyssart. & Buyck.; Regione Toscana; Maggio 2019; Foto di Alessandro Francolini.

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 35, Pag. 138: “Cantharellus subpruinosus presenta inizialmente una sorta di pruina biancastra sul cappello e si macchia vistosamente su toni rosso-brunastri dopo manipolazione. Ottimo commestibile. Trova forti estimatori che lo preferiscono nettamente al più nobile Porcino. Viene impiegato in cucina in svariati modi: trifolato, con le lasagne, nel risotto, oppure conservato sottolio o sottaceto. Si presta invece male alla conservazione per essiccamento. Se surgelato crudo tende ad assumere una sgradevole amarescenza: per tale motivo ne consigliamo la surgelazione dopo adeguata, quanto opportuna, precottura.”

DSC03044.JPG.7dc190b3cd8e7ffb6667331ab728d332.JPG

DSC03045.JPG.8689184c87423aa2098a96db782195ab.JPG

 

 

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Russula vesca Fries; Regione Toscana; Maggio 2019; Foto di Alessandro Francolini.

Le colorazioni tipiche di questa ottima Russula commestibile vanno da un bel vinoso-bruno per gli esemplari sotto conifera al rosa-lilacino per quelli sotto latifoglia. La cuticola è asportabile per due quinti del raggio, lasciando intravedere la carne bianca sottostante. Lamelle poco decorrenti, fitte e strette, un po’ lardacee in gioventù, bianche ma macchiate di ruggine o giallastro in vecchiaia o per manipolazione.

Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 161, Pag. 277: “Per la colorazione pileica, la tendenza a macchiarsi di giallo-brunastro nelle zone manipolate a lungo, la sporata bianca e il sapore interamente dolce ricordante la nocciola, è una Russula di facile identificazione. Le forme decolorate al nocciola (fo. avellanea) si possono confondere con R. heterophylla fo. adusta ma il portamento più massiccio di quest'ultima, le colorazioni toccate o macchiate di bronzo, le lamelle decorrenti e biforcate all'inserzione bastano per distinguerla sul campo. Nella sua forma verde (R. vesca fo. viridata) può essere confusa con le Griseinae , ma la sporata bianca di R. vesca le esclude a priori. La caratteristica della cuticola che si ritrae lasciando intravedere le lamelle, è ritenuta oggigiorno elemento poco attendibile e non prerogativo.”

Un primordio:

DSC03046.JPG.ed71454479bae4fcd65fae35a49cd680.JPG

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Polyporus tuberaster (Jacq. ex Pers.) Fr.; Regione Toscana; Maggio 2019; Foto di Alessandro Francolini.

Poliporo assai comune, rinvenibile su legno marcescente di latifoglia (come questi esemplari, su Cerro) oppure emergente da uno sclerozio duro formato da un intreccio compatto tra micelio, terra, sassi e radici (questo sclerozio è quindi una sorta di consistente conglomerato, detto “pietra fungaia”, che può pesare anche 10 kg e oltre).
Cappello di diametro massimo sui 15 cm, circolare o reniforme, depresso al centro, cosparso, almeno nei giovani esemplari, di piccole squamule più scure del colore di fondo che può variare dal giallo-ocra al bruno.
Margine sottile, un poco fibrilloso-ciliato. Imenoforo di color crema chiaro, con pori angolosi, anche a forma poligonale allungata; con tubuli disposti su un singolo strato, decorrenti sul gambo. Il gambo è di solito laterale, talvolta centrale, di colore ocra chiaro, spesso ricurvo alla base che si presenta cosparsa di fine peluria biancastra.
Carne soda ma non coriacea, di colore crema biancastro, con odore fungino leggero e gradevole.

Polyporus tuberaster può confondersi con Polyporus squamosus che tuttavia è di dimensioni assai più imponenti (cappello di diametro fino a 50 o 60 cm di diametro) e che ha carne dura e coriacea con odore di cocomero o di farina bagnata. Inoltre il suo gambo è, in proporzione al cappello, corto e quasi rudimentale, di colore bruno o bruno nerastro.

DSC03070.JPG.6512a941f807c9b711d561c816d65e75.JPG

DSC03071.JPG.c4379bad35c7c4725b6ff85d3f4a82a2.JPG

Share this post


Link to post
Share on other sites

Lycoperdon excipuliforme (Scop. : Pers.) Pers.; Regione Toscana; Maggio 2019; Foto di Alessandro Francolini.
=  Calvatia excipuliformis (Scop. : Pers.) Perdeck

Lycoperdon solitamente dalla forma a pestello, con la parte superiore sferoidale mentre la parte inferiore (pseudogambo) è più o meno cilindrica e più o meno allungata. Sovente l’aspetto complessivo è rugoso-costolato (“come una balla di juta mezza vuota”). La superficie esterna (esoperidio) è bianca nel fungo giovane per poi assumere colorazioni ocracee a maturità; ornamentazioni costituite da singoli elementi sovrastati da aculei fragili e facilmente detersili al minimo sfregamento; tali ornamentazioni interessano anche l’apice dello pseudogambo.
Calvatia utriformis = Lycoperdon utriforme  si distingue per le maggiori dimensioni, per le caratteristiche areole-verruche poligonali non detersili che ne ricoprono l’esoperidio anche a maturità, per uno pseudogambo più tozzo e corto.
Possibile anche confonderla con esemplari di Lycoperdon perlatum che presentino uno pseudogambo sviluppato oltre la media. In tal caso un importante carattere distintivo è dato dagli aculei: in Lycoperdon perlatum essi sono sempre conici e contornati alla base da una “coroncina” di piccole verruche che permangono sull’esoperidio anche dopo la caduta degli aculei stessi; si viene così a formare una sorta di areolatura a maglie poligonali-circolari.
In Lycoperdon excipuliforme gli aculei sono più fragili e detersili, spesso senza una forma conica regolare e alla loro caduta non lasciano sull’esoperidio una ben definita areolatura.

DSC03065.JPG.fca5491e1e7c8d3c026c2387c06917a8.JPG

DSC03066.JPG.1e8d1297a129092cdb9da8ba3d1f3712.JPG

DSC03067.JPG.4fe2d4d2f8e44876d157e6d03e0c535d.JPG

DSC03068.JPG.a27e4f2d990b6d83e012cfbdd40fbad3.JPG

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest
This topic is now closed to further replies.
Sign in to follow this  

×
×
  • Create New...

Important Information