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Luigi Minciarelli

2019.11 - Umbria - Tutor Luigi

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Pleurotus eryngii (DC. : Fr.) Quél.; Regione Umbria; Novembre 2019; Foto di Stefano Rocchi.

Su balletta artificiale.

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Coprinus comatus (O.F. Müll. : Fr.) Pers.; Regione Umbria; Novembre 2019; Foto di Stefano Rocchi.

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Flammulina velutipes (Curtis : Fr.) Singer; Novembre 2019; Foto di Stefano Rocchi.

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Hemitrichia clavata (Pers.) Rostaf.; Novembre 2019; Foto e Microscopia di Stefano Rocchi.

Su legno marcescente di latifoglia, comune Mixomicete dalla tipica forma piriforme con calice ben sviluppato e acuto. Capillizio largo 5-7 µm, decorato da bande che gli conferiscono un disegno a spirale intrecciata; le spore 7,5-11 µm, sono subglobose, finemente aculeate e reticolate.

Hemitrichia calyculata (Speg.) M.L. Farr ha tendenzialmente le spore più piccole e in genere un calice meno sviluppato ed ottuso. 

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Capillizio largo 5-7 µm, decorato da bande che gli conferiscono un disegno a spirale intrecciata. Osservazione in acqua a 1000×.

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Spore 7,5-11 µm, sono subglobose, finemente aculeate e reticolate. Osservazione in acqua a 1000×.

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Tuber magnatum Picco 1788; Regione Umbria; Novembre 2019; Foto, descrizione e microscopia di Mario Iannotti.

Foto e Descrizione
L’anno 2019 sarà ricordato, per molte regioni italiane, come uno dei più importanti degli ultimi 50 anni per l’abbondante produzione di funghi.
In Umbria, ed in particolare, per quanto riguarda la provincia di Perugia, per la verità, la stagione pur rispecchiando l’andamento generale delle altre regioni italiane, si è caratterizzata per la modalità di crescita “a macchia di leopardo”. Cioè, alcune zone hanno beneficiato nel tempo di abbondanti e costanti piogge, come il territorio del perugino, la zona del lago Trasimeno e l’alto-tevere e, quindi, hanno avuto una stagione ricca di nascite, con abbondanti presenze di specie appartenenti alle famiglia delle Boletaceae, i ricercati porcini e anche di Amanita caesarea (ovolo buono), prolungata fino al tardo autunno, per la gioia di tutti i fungaioli. Altre aree, invece, come l’assisate e l’eugubino-gualdese, fatta eccezione per il mese di agosto, hanno registrato una stagione da dimenticare, con una modesta produzione fungina di specie eduli, a causa della scarsità delle precipitazioni e delle alte temperature settembrine, che hanno così compromesso la stagione autunnale.
Per quanto concerne i funghi ipogei, ci riferiamo al genere Tuber (tartufi), al contrario, i temporali estivi, accompagnati anche da copiose grandinate e la ripresa delle precipitazioni della metà di ottobre, hanno favorito una discreta produzione, soprattutto nel tardo mese di novembre, di Tuber magnatum Picco, il tartuto bianco pregiato, con esemplari di ottima qualità e di pregevoli dimensioni.
I tartufi sono funghi ipogei, cioè funghi sotterranei, in genere si presentano con una forma più o meno rotondeggiante, ma il Tuber magnatum Picco, secondo me, sfugge un po' a questa definizione, in quanto è possibile trovarlo sotto diverse vesti, dalla classica forma globosa irregolare a quella ricca di asperità, sporgenze, protuberanze e gibbosità, a volte anche allungata a ricordare un poligono, sempre con peridio liscio o finemente granuloso, di colore dal giallo paglierino fino all'ocraceo carico, con sfumature verdastre. La gleba presenta tonalità dal giallo-biancastro al nocciola, a volte con sfumature rosate, intersecata da venature sottili, biancastre, sinuose, ramificate.
Le dimensioni sono comprese nell’intervallo da pochi centimetri fino ai 10-20 cm di diametro. Il peso è variabile, da poche decine di grammi fino ai 200-500 grammi, personalmente ho visto esemplari anche di oltre un chilogrammo.
Emana un profumo molto forte, persistente, particolarmente aromatico. Il sapore è gradevole, con nota leggermente agliacea.
Vive in simbiosi con le piante superiori, alcune strettamente specializzate, quali Pioppi, Salici, Querce, Tigli in terreni calcarei, ma anche argillosi marnosi e sabbioso limosi. Preferisce costoni e vallette fresche, umide, in prossimità di corsi d’acqua, ma con terreni in ogni caso drenati.
Fruttifica lungo la dorsale Appenninica in molte regioni italiane quali Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania e Molise, dai 400 agli 800 metri s.l.m..
La sua conoscenza ha radici lontanissime, sicuramente era noto ai Greci. Oggi è conosciuto ed apprezzato per il suo inconfondibile aroma e sapore in tutto il mondo ed ha notevole rilevanza commerciale.

Microscopia
Aschi ovoidali, sub-globosi, con piccolo peduncolo, contenenti da 1 a 4 spore. La gleba è formata da un intreccio di ife da cilindriche a poligonali, settate. Spore di colore giallo brunastre, da subsferiche ad ellissoidali, con alveolature poligonali.
Si riportano le misure delle spore distinte in relazione al numero presente in ogni asco:
- asco monosporico 32,1-43,8 × 25,6-30-9 µm; media 38,4 × 29,2 µm; Q = 1,3-1,4; Qm = 1,3
- asco bisporico 27-9-31,5 × 24,2-26,8 µm; media 30,1 × 25,3 µm; Q = 1,2-1,3; Qm = 1,2;
- asco trisporico 24,5-30,7(35,2) × 21,8-24,7 µm; media 28 × 22,9 µm; Q = 1,1-1,5; Qm = 1,2;
- asco tetrasporico 22,6-25,2 × 19,3-21,8 µm; media 24 × 20,6 µm; Q = 1,1-1,2; Qm =1,2.

Ecco una piccola carrellata di immagini, inviatemi, da un amico che nel tempo libero, in compagnia del suo amato compagno a quattro zampe, si diletta nella ricerca del pregiato tartufo bianco.

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Microscopia
Aschi ovoidali, sub-globosi, con piccolo peduncolo, contenenti da 1 a 4 spore. Spore di colore giallo brunastre, da subsferiche ad ellissoidali, con alveolature poligonali.

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Spore di colore giallo brunastre, da subsferiche ad ellissoidali, con alveolature poligonali. Si riportano le misure delle spore distinte in relazione al numero presente in ogni asco:
- asco monosporico 32,1-43,8 × 25,6-30-9 µm; media 38,4 × 29,2 µm; Q = 1,3-1,4; Qm = 1,3 - asco trisporico 24,5-30,7(35,2) × 21,8-24,7 µm; media 28 × 22,9 µm; Q = 1,1-1,5; Qm = 1,2. Osservazione in Rosso congo ammoniacale a 1000×.

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Spore di colore giallo brunastre, da subsferiche ad ellissoidali, con alveolature poligonali. Si riportano le misure delle spore per gli aschi bisporici 27-9-31,5 × 24,2-26,8 µm; media 30,1 × 25,3 µm; Q = 1,2-1,3; Qm = 1,2. Osservazione in Rosso congo ammoniacale a 1000×.

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Spore di colore giallo brunastre, da subsferiche ad ellissoidali, con alveolature poligonali. Si riportano le misure delle spore degli aschi tetrasporici 22,6-25,2 × 19,3-21,8 µm; media 24 × 20,6 µm; Q = 1,1-1,2; Qm =1,2. Osservazione in Rosso congo ammoniacale a 1000×.

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La gleba è formata da un intreccio di ife da cilindriche a poligonali, settate. Osservazione in Rosso congo ammoniacale a 1000×.

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Indice Regione Umbria, specie trovate nel mese di Novembre 2019, totale n° 14 specie.

  1. Clavulinopsis corniculata (Schaeff.) Corner;
  2. Coprinus comatus (O.F. Müll. : Fr.) Pers.;
  3. Entoloma hebes (Romagn.) Trimbach;
  4. Flammulina velutipes (Curtis : Fr.) Singer;
  5. Gliophorus glutinipes (J.E. Lange) Kovalenko 1988 = Hygrocybe glutinipes (J.E. Lange) R. Haller Aar 1956;
  6. Hemitrichia clavata (Pers.) Rostaf.;
  7. Hygrocybe virginea var. virginea (Wulfen: Fr.) P.D. Orton & Watling;
  8. Hygrophorus latitabundus Britzelmayr;
  9. Lyophyllum maleolens M. Melis & Contu;
  10. Psathyrella candolleana (Fr.: Fr.) Maire;
  11. Pleurotus eryngii (DC. : Fr.) Quél.;
  12. Tricholoma focale (Fr.) Ricken;
  13. Tricholoma psammopus (Kalchbr.) Quélet;
  14. Tuber magnatum Picco 1788.

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