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giramontes

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  1. sì, è un gigaro, ce l'ho in giardino, cresce ogni anno nel suo angolino, sotto un melo. Una presenza fissa da sempre - da quando ne ho ricordo, una quarantina di anni. Deve averlo piantato mio nonno. Credo sia un Arum italicum, per quel che si vede la foglia non ha disegni bianchi, quindi non dovrebbe essere il maculatum. ps: è pianta piuttosto velenosa un saluto carlo
  2. giramontes

    POIANA

    ferita? forse sparata, visto il periodo? o solo debilitata?
  3. Dalle mie parti si chiamano previ (preti), una farfalla che mi è sempre stata molto simpatica. Escluderei qualunque sua azione molesta.
  4. Dalle ultime due foto, in particolare l'ultima, direi abete bianco. Le foglie sono appiattite, verde scuro nella parte superiore, inserite nei rametti in due file su entrambi i lati del ramo formando un angolo di 180°, non in modo radiale, cioè tutto intorno al rametto, come nell'abete rosso. Abete bianco
  5. Se sono azzeruole, sono già buone anche quando i frutti sono rossi. Anzi io le ho sempre viste rosse, per questo stento a riconoscerle a prima vista. Sembrano anche un po' deformi, come fossero addirittura un po' appassite. Di solito le mangio belle rosse, con la polpa bianca. Dalle mie parti, Canavese, Piemonte nord-occidentale, erano molto diffuse nelle vigne e vengono chiamate "nasarole". Sono diventate molto rare, io ne ho piantate un paio in giardino.
  6. Hai colto un problema secondo me molto grave, l'insensatezza sta raggiungendo livelli incredibili. Anche in provincia di Torino da qualche anno si vedono queste brutte strisciate desertificate ai bordi delle strade. E non solo, addirittura vengono regolarmente impiegati diserbanti sugli argini di un importante canale di irrigazione (il canale di Caluso, portata 12 m3 al secondo per intenderci). Poi ci chiediamo perché sono sparite le lucciole, le rondini e ultimamente anche le api - e questa non è che la punta dell'eisberg, le specie più appariscenti e a noi familiari. Nella campagna dietro casa mia, guarda caso giusto da un paio d'anni, sono sparite le raganelle e le rane, prima abbondanti lungo i fossi e il canale di cui sopra. Ma questa insensatezza - delle istituzioni ma anche di moltissimi privati che tengono puliti i loro giardinetti e marciapiedi - ha ben altre conseguenze: una ricerca francese ha riscontrato che tracce di pesticidi sono presenti nelle mani e nelle urine dell'87% dei bambini che vivono in aree urbanizzate, e quindi presumibilmente non contaminati dall'agricoltura. E purtroppo questi fatti, che pur toccano tutti, passano inosservati, le teste sono come narcotizzate, la cosa non rientra nella sfera dei più immediati interessi e quindi viene archiviata. Lo sconforto è grande, però se si uniscono le forze qualcosa si può fare.
  7. si riconoscono dal manto? Cmq quando si parla di "stambecchi" si parla in senso generale e non certo per riferirsi all'animale maschio. Nicola Certo, il senso generale è quello, ma visto che si riconosceva che sono femmine - per le corna piccole e meno massicce delle corna ancora picccole dei maschi giovani, il manto invece è indifferenziato - ho aggiunto la specificazione del genere. Certo, nei funghi è tutto molto più complicato - ma almeno non c'è la distinzione maschio/femmina! ...oppure sì ...come si presentano le porcine?
  8. Sono stambecchi, anzi stambecche
  9. Grazie Luis, sembra proprio lui. Non ci sarei arrivato perché il gambo dei miei è piuttosto largo, però ho visto che questa specie presenta una grande bariabilità di forme. Anche se la maggior parte dei soggetti presentati nella scheda ha gambo esile. ciao carlo
  10. concludo con una sezione. Sullo sfondo è una punta al tungsteno da 4,2 mm - non sforzatevi! Per il resto grazie e buona giornata a tutti
  11. Trovati 6 o 7 esemplari in bosco di castagno a circa 900 metri. Perlopiù crescevano alla base di ceppaie di castagno. Le lamelle grandi e distanziate mi fanno pensare alle igroforacee - qualcuno può aiutarmi? L'odore è delicato, di fungo, piuttosto gradevole. La carne è compatta, quasi coriacea, biancastra e senza viraggi. Il gambo più scuro alla base.
  12. Si tratta sicuramente di sorbo degli uccellatori (Sorbus acuparia). Privo di formazione botanica accademica, lo identifico in base all'esperienza di 30 anni di girovagamenti tra i monti (del Canavese), uniti alla passione per tutti gli elementi dell'ambiente, comprese le piante. Lo riconosco principalmente per il portamento complessivo nella prima foto (tronco, portamento, foglie). In particolare: per la corteccia liscia (appunto simile al faggio) e non fessurata come nel sambuco; per la disposizione delle foglie, imparipennate sì, ma composte da 10-15 foglioline, anziché solo 5-7 nel sambuco montano. Aggiungo che ho introdotto entrambe le piante nel mio giardino - con grande successo per il sambuco montano, un po' stentamente per il sorbo. Due piante comunque a cui sono molto affezionato. belle cose a tutti!
  13. Non sono particolarmente esperto, comunque in Italia sone presenti il Luì bianco, il Luì verde (tipico delle faggete) e il Luì piccolo (il più comune, dal canto inconfondibile "cin-ciun, cin-ciun" che segna l'inizione della bella stagione quando giunge dall'Africa per nidificare. Tutte e tre queste specie hanno un aspetto poco appariscente tra il bruno chiaro e l'olivaceo e non sono particolarmente rare in Italia. Non molto diverso è il quarto luì "italiano", il Luì grosso (in realtà pesa una decina di grammi, meno della metà di un passero!), che in Italia è solo migratore (marzo-maggio e agosto -settembre). Tutti i luì sono comunque difficili da osservare, perché molto mimetici, molto piccoli e amano stare tra le fronde. Senz'altro più facile identificarli tramite il canto. Buona identificazione caro Lord, e soprattutto buone passeggiate!
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