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  1. Last week
  2. Ottimo saliamo a sette prenotati, avanti con nuove prenotazioni, vi aspettiamo per condividere questa storica esperienza. Pietro Curti
  3. Presente con Cinzia, Lucia e Angelo, parteciperà volentieri alle escursioni anche Giancarlo Angeles "che era venuto al raduno di Monte Cucco" ha prenotato dal 31/08/2020 al 8/09/ in appartamento. Ciao a tutti. Giovanni
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  5. Pronto il programma del 67° Raduno AMINT in Trentino - Val di Fiemme anno 2020: Informazioni e Programma La Struttura Alberghiera prescelta accetta il BONUS VACANZE Io e Susi presenti al raduno, ciao a tutti, Pietro
  6. Lactifluus oedematopus (Scop.) Kuntze 1891 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Russulales Famiglia Russulaceae Sinonimi Lactarius oedematopus (Scop.) Fr. 1838 Etimologia L'epiteto Lactifluus deriva dal latino lāc, lactis = latte, e da flŭo = scorrere, per l'emissione del latice dalle lamelle. L'epiteto oedematopus deriva dal greco oídima, -atos, tó [οἴδημα, -ατος, τό] = rigonfio, e da poús [πούς] = piede, per la forma del gambo. Cappello 5-12 cm, inizialmente convesso con bordo leggermente involuto, infine depresso e a volte quasi imbutiforme. Cuticola asciutta, vellutata, opaca, di color giallo-arancio, difficilmente asportabile. Imenoforo Lamelle adnate e a volte forcate all'inserzione al gambo, abbastanza fitte, con presenza di numerose lamellule, di color biancastro spesso con macchie color ruggine. Gambo 6-14 × 1,5-3,5 cm, irregolarmente cilindrico, a volte attenuato verso la base, superficie vellutata, asciutta, di color giallo-arancio. Carne Inizialmente soda e gessosa, poi a maturità diventa più spugnosa, bianca e al taglio ha un viraggio al brunastro, odore subnullo o appena percettibile di pesce sul campo, dopo alcune ore o in essiccata ben definito. Reazione al verde con il Solfato ferroso (FeSO4). Latice abbondante, inizialmente bianco, dopo alcuni minuti ocra poi bruno con l'essiccazione. Habitat Molto frequente in estate e autunno, sotto Quercus spp., Fagus sylvatica, Carpinus spp, Castanea sativa. Microscopia Spore (7,3) 7,5-8,8 (9,5) × (6,4) 6,7-8,2 (8,9) µm; Q = (1,0) 1,04-1,19 (1,2); N = 20; Media = 8,2 × 7,5 µm; Qm = 1,1; da globose a largamente elissoidi, con ornamentazioni amiloidi a maglia completa, creste alte fino a 1 µm. Basidi (53,0) 59,0-66,8 (69,9) × (8,2) 8,9-10,5 (10,6) µm; clavati, tetrasporici, con presenza di basidioli. Macrocheilocistidi (53,5) 61,6-71,3 (92,1) × (6,1) 7,2-7,77 (7,8) µm; lanceolati, a volte con sommità moniliforme, a parete spessa fino a 3 µm. Macropleurocistidi (65,8) 68,4-90,7 (93,7) × (7,0) 7,4-8,6 (9,7) µm; simili ai macrocheilocistidi solamente con misure leggermente superiori. Pileipellis a struttura pseudoparenchimatica, composta da elementi da globosi ad allungati, presenza di peli cuticolari assottigliati verso l'alto e ingrossati alla base, le misure più frequenti sono tra i 35 ai 50 µm, osservate molte ife laticifere. Caulocute tipo palizzata con presenza di peli simili a quelli della pileipellis, che arrivano fino a 53 µm. Commestibilità e tossicità È uno dei pochi Lactarius a latice bianco commestibile insieme a Lactifluus rugatus (Kühner & Romagn.) Verbeken, Lactifluus volemus (FR.) Kuntze e Lactifluus subvolemus Van de Putte & Verbeken. Specie simili Lactifluus volemus ha colorazioni pileiche più chiare e peli cuticolari di lunghezza superiore anche a 80 µm. Lactifluus subvolemus ha colorazioni pileiche più chiare con toni giallastri e peli cuticolari di lunghezza superiore anche a 80 µm. Lactifluus rugatus ha lamelle più spaziate, assenza di macrocistidi e reazione rosa al Solfato ferroso (FeSO4). Osservazioni Van del Putte et al. (2012), confermano che non è facile distinguere macroscopicamente le tre specie di Lactifluus. Nella chiave da loro proposta si fa riferimento alla lunghezza dei peli cuticolari e alle colorazioni pileiche. Peli fino a 60 µm = Lactifluus oedematopus, peli 80-125 µm = Lactifluus volemus e Lactifluus subvolemus, quest'ultimo distinguibile dal Lactifluus volemus solamente per i colori pileici con tonalità giallastre o dopo analisi molecolare. Esaminando molte raccolte provenienti da tutta Italia, si è constatato che Lactifluus oedematopus è molto più comune di Lactifluus volemus. Il Lactifluus oedematopus è stato reperito in simbiosi con varie latifoglie (Quercus spp., Fagus sylvatica, Carpinus spp, Castanea sativa) e a quote variabili da 400 a 1500 m s.l.m. Abbiamo notato anche delle differenze riguardo all'odore: nel Lactifluus volemus è da subito ben marcato, mentre nel Lactifluus oedematopus è appena percettibile sul campo, ma dopo alcune ore diventa intenso. Bibliografia BASSO, M.T., 1999. Lactarius Pers. Fungi Europæi. Vol 7. Alassio (SV): Ed. Mykoflora. DELLA MAGGIORA, M., NUYTINCK, J., 2018. Lactifluus oedematopus e Lactifluus subvolemus, due specie poco conosciute raccolte in Toscana. Rivista di micologia 61 (2): 157-171. VAN DE PUTTE, K., NUYTINCK, J., DE CROP, E., HUGHES, K., VERBEKEN, A., 2020. Lactifluus volemus (Russulales) in Europe: three species in one - revealed by a multilocus genealogical approach, Bayesian species delimitation and morphology. Manoscritto non pubblicato. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Manuel Atzeni, Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Lazio; Giugno 2020; Foto di Manuel Atzeni. Peli pileipellis. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. Macrocheilocistidi. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. Macropleurocistidi. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Spore. Osservazione in Melzer a 1000×. Peli caulocute. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×.
  7. Convocazione 67° Raduno Associazione Micologica e Botanica AMINT in Val di Fiemme a Bellamonte in Trentino, affrettatevi nelle prenotazioni il magnifico Trentino e i suoi sconfinati boschi vi aspettano. Offriremo esperienza, didattica, consigli ed escursioni guidate nei migliori siti micologici della Val di Fiemme a tutti coloro che decideranno di partecipare a questo ormai storico e consolidato evento della nostra Associazione AMINT. Tutti in Trentino - Raduno AMINT - 30 Agosto/6 Settembre 2020 Pranzo Sociale Sabato 5 Settembre 2020 Programma Raduno La Struttura Alberghiera prescelta accetta il BONUS VACANZE Aperto alla partecipazione di tutti i soci AMINT, di tutti i frequentatori del nostro sito, dei rispettivi parenti ed amici. Una tipica raccolta di porcini in Val di Fiemme Pulizia dei porcini da surgelare e seccare Alcuni ritrovamenti interessanti Momento di relax in una Malga tipica della Val di Fiemme Attimi di esaltazione mentre si osservano i raccolti della giornata Istruzioni ed informazioni necessarie: Informazioni e Programma La Struttura Alberghiera prescelta accetta il BONUS VACANZE Ciao a tutti, Pietro
  8. Piero nella foto del mio primo porcino hai scritto Luisa e Giovanni :194:

    Io mi chiamo sempre Giuliano. :194:

    Giuliano.

    1. fiara - Giuliano Gnata

      fiara - Giuliano Gnata

      Piero ho corretto.

      Giuliano.

    2. Pietro Curti

      Pietro Curti

      :lol:

      Correggo.
      Piero

  9. Ciao Piero, non sapevo che Luisa mi tradisce con Giovanni.:194:

    Giuliano.

  10. Saxifraga cuneifolia L. subsp. cuneifolia, Regione Liguria, 200 m s.l.m., Maggio 2020, foto di Marika.
  11. Saxifraga cuneifolia L. subsp. cuneifolia, Regione Liguria, 200 m s.l.m., Maggio 2020, foto di Marika.
  12. Saxifraga cuneifolia L. subsp. cuneifolia, Regione Liguria, 200 m s.l.m., Maggio 2020, foto di Marika.
  13. Agaricus freirei Blanco-Dios; Regione Lazio; Dicembre 2011; Foto e commento Felice Di Palma. Si riconosce dal simile Agaricus phaeolepidotus, molto vicino anche filogeneticamente, per la presenza di braccialetti di squame brune alla base del gambo, l'anello semplice e non a ruota dentata come in Agaricus phaeolepidotus, cheilocistidi mediamente più piccoli, crescita in aree dunali e in prossimità dei litorali, mentre Agaricus phaeolepidotus, ha un habitat prevalentemente ruderale associato a latifoglie, e comunque non necessariamente litoraneo. Le tipiche bande rettangolari marroni sulla faccia inferiore dell'anello e la loro formazione. Alla sezione, la carne alla base del gambo spesso non mostra viraggi molto evidenti, l'odore di inchiostro tipico della Sezione Xanthodermatei in questa specie è molto leggero e si avverte soprattutto alla base del gambo. Le spore sono relativamente piccole. (4,7)4,80-5,66 × (3,23)3,30-3,84(3,93) µm. I cheilocistidi come un po' in tutto il genere Agaricus, devono essere ricercati con attenzione se non si vuole ottenere il risultato della foto seguente, cioè un "inquinamento" da basidioli. Per osservare i cheilocistidi bisogna inizialmente schiacciare pochissimo il coprivetrino, per individuare esattamente dove sono posizionati. Una volta individuati i cheilocistidi, si può schiacciare di più per cercare di farli uscire dalla trama lamellare, per una più evidente osservazione. Basidi tetrasporici.
  14. Agaricus essettei Bon; Regione Trentino; Settembre 2008; Foto di Pietro Curti.
  15. Pholiotina nemoralis (Harmaja) Bon; Regione Lombardia; Gera d'Adda, Maggio 2016. Foto e microscopia di Angelo Mariani. Spore 9,66-12,19 × 5,07-6,30 µm; lisce, a parete spessa con poro germinativo. Cheilocistidi polimorfi.
  16. Pholiota lubrica (Pers. : Fr.) Singer; Foto di Luca Mistè. Il bel colore rosso del cappello, la sua viscosità, le forti decorazioni sul gambo, aiutano la determinazione macroscopica sul campo.
  17. Tubaria hiemalis Romagn. ex Bon; Regione Lazio; Marzo 2020; Foto di Manuel Atzeni. Cheilocistidi. Osservazione in Rosso Congo a 600×. Cheilocistidi. Osservazione in Rosso Congo a 600×. Basidio. Osservazione in Rosso Congo a 600×. Caulocute. Osservazione in Rosso Congo a 100×. Pileipellis. Osservazione in Rosso Congo a 200×. Pileipellis. Osservazione in Rosso Congo a 200×. Spore. Osservazione in Rosso Congo a 600×.
  18. Sarcoscypha coccinea (Gray) Boud.; Regione Lazio; Marzo 2020; Foto Manuel Atzeni. Confronto delle spore tra specie simili Tabella di confronto delle misure sporali Misure spore Misure aschi Esemplare esaminato (28) 28,6-31,8 (35,9) × (9,1) 9,3-11 (11,1) µm (400,6) 400,64-403,29 (403,3) × (11,7) 11,74-13,26 (13,3) µm Van Vooren (25) 27-36 × 10-12 µm 400-455 × 11-13 µm Medardi 30-40 × 14,5-15 µm 400 × 15 µm Breitenbach 29-39 × 9-11 (13) µm 400-450 × (11,5) 13,5-15 (17) µm Asco e spore. Osservazione in Rosso Congo a 600×. Asco e spore. Osservazione in Rosso Congo a 600×. Asco e spore. Osservazione in Rosso Congo a 600×. Asco e spore. Osservazione in Rosso Congo a 600×. Aschi e parafisi. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Asco e spore. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Asco e spore. Osservazione in Rosso Congo a 200×. Asco e spore. Osservazione in Rosso Congo a 200×. Sezione. Osservazione in Rosso Congo a 40×. Parafisi. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Peli bordo apotecio. Osservazione in Rosso Congo a 200×.
  19. Setchelliogaster tenuipes (Quél.) J. Schröt.; Regione Lazio; Marzo 2020; Foto Manuel Atzeni. Cistidi. Osservazioni in Rosso Congo a 400×. Cistidi. Osservazioni in Rosso Congo a 400×. Cistidi. Osservazioni in Rosso Congo a 600×. Cistidi. Osservazioni in Rosso Congo a 600×. Spore. Osservazioni in Rosso Congo a 600×.
  20. Geopora sumneriana (Cooke) De La Torre; Regione Lazio; Marzo 2020; Foto Manuel Atzeni. Aschi e parfisi. Osservazioni in Rosso Congo a 200×. Aschi e parfisi. Osservazioni in Rosso Congo a 400×. Ascho e spore. Osservazioni in Rosso Congo a 600×. Ascho e spore. Osservazioni in Rosso Congo a 600×. Spore. Osservazioni in Rosso Congo a 400×. Peli excipulum ectale. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Peli excipulum ectale. Osservazione in Rosso Congo a 200×. Peli excipulum ectale. Osservazione in Rosso Congo a 100×. Peli excipulum ectale. Osservazione in Rosso Congo a 100×.
  21. Exidia glandulosa (Bull. : Fr.) Fr. 1822; Regione Lazio; Marzo 2020, Foto di Tomaso Lezzi. Ritrovamento su ramo a terra di Robinia pseudoacacia.
  22. Agaricus sylvicola (Vittad.) Peck; Regione Marche; Settembre 2012; Foto di Pietro Curti.
  23. Agaricus arvensis Schaeff. : Fr.; Regione Campania; Novembre 2011; Foto e commento Felice Di Palma. I campioni rappresentati nelle foto successive, fino a qualche anno fa erano determinabili come Agaricus nivescens. Oggi la moderna micologia considera questa specie all'unanimità come un sinonimo non prioritario di Agaricus arvensis, nuovo nome con cui oggi deve essere chiamata. Reazione al KOH sulla cuticola. Esemplare maturo. Esemplare giovane. Anello con "ruota dentata". Spore= 5,7-6,7 × 4,0-4,9 µm; Q= 1,3-1,5. Elementi imeniali. Cheilocistidi: il filo lamellare ne è completamente tapezzato (come giustamente riportato in letteratura) tuttavia sono talmente infossati nella trama lamellare che la loro osservazione è oltremodo difficoltosa. In particolare occorre fare molta attenzione a non schiacciare troppo il preparato in quanto la presenza di un numero decisamente superiore di basidioli inquinerebbe irrimediabilmente l'osservazione. Solo dopo aver esattamente individuato la loro collocazione (anche a bassi ingrandimenti) è possibile, schiacciando ulteriormente, sperare di riuscire ad isolarne qualcuno per l'osservazione nella sua interezza. Regione Campania; Ottobre 2007; Foto e descrizione di Felice Di Palma. Spore: n=30 (5,59 )5,773-7,073(7,66)X(4,04 )4,19-5,003(5,16). Sul filo lamellare non sono riuscito a trovare cheilocistidi, ed in effetti i conti tornano, perché questa specie presenta cheilocistidi molto corti (molto infossati nella trama della lamella) quindi la loro osservazione è veramente complicata. Regione Campania; Dicembre 2013; Foto di Giulio Martino. Aspetti macro. basidioma di dimensioni medie 8cm di diametro cappello e stipite alto 9cm; pileo leggeremente forforaceo e fibrilloso di colore bianco e solo leggermente ingiallente, dopo 24h l'ingiallimento è ben visibile; stipite finemente pruinoso sotto l'anello, ingiallimento debole alla base; lamelle rosa carnicino nell'esemplare giovane, marroni nell'adulto; anello supero e dentato nella parte inferiore; carne bianca, debolmente ingiallente, quasi impercettibile, odore di mandorla ma leggerisssimo, sapore grato (forse fungino); habitat in aiuola sotto cipresso. Aspetti microscopici: spore ovoidali con guttule, misure 6,39x4,43µm; cheilocistidi sferoidali/piriformi fino a 15 µm; basidi bi e tetrasporici; trama lamellare del subimenio formata da ife subcilindriche ife irregolarmente allungate e settate; trama dell'anello formata da ife a salsicciotto talune allargate, settate con alcune ramificazioni o protuberanze. Spore. Basidi. Cheilocistidi. Imenio e subimenio. Trama anello. Regione Lombardia; Maggio 2014; Foto, descrizione e microscopia di Massimo Biraghi. Arcene, giardino privato, sotto Thuja orientalis pyramidalis aurea. Microscopia Spore. Long.: N = 40; dMd; (5,13)5,354-5,5675-6,337(6,81) Larg.: N = 40; dMd; (3,67)3,965-4,08-4,638(4,82) Q: N = 40; dMd; (1,20)1,241-1,31-1,528(1,58) V: N = 4 0; dM ; (37,2)44,98-49,7-68,24(73,9) N° Long. Larg. Q Moy 5,84 4,27 1,37 Min 5,13 3,67 1,20 Max 6,81 4,82 1,58 Med 5,86 4,28 1,38 Cheilocistidi.
  24. Agaricus iodosmus Heinem.; Regione Lazio, Roma; Ottobre 2005; Foto e commento di Tomaso Lezzi. Questo Agaricus cresceva su un marciapiede, sulla terra intorno a un albero di Robinia, in prossimità di primordi di Psathyrella candolleana. Base del gambo fortemente ingiallente, odore di fenolo, cappello coperto da squamette color seppia su fondo bianco a macchie grige. Lamelle del giovane chiare.
  25. Amanita muscaria (L. : Fr.) Lam.; Regione Trentino; Settembre 2019; Foto macro e microscopiche di Manuel Atzeni Velo generale. Osservazioni in Rosso Congo a 200×. Velo generale. Osservazioni in Rosso Congo a 200×. Velo generale. Osservazioni in Rosso Congo a 200×. Velo generale. Osservazioni in Rosso Congo a 400×. Basidi. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Basidi. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Basidi. Osservazione in Rosso Congo a 400×.
  26. Hygrocybe quieta (Kühner) Singer 1951 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Hygrophoraceae Sinonimi Hygrophorus quietus Kühner 1947 Etimologia L'epiteto Hygrocybe deriva dal greco hygròs = umido, e kybe = testa; per il cappello spesso viscido L'epiteto quieta deriva dal latino quietus = calmo fermo e fa riferimento all'odore simile a quello di Lactarius quietus. Cappello Cappello da convesso a campanulato poi disteso ma evidenzia sempre un basso umbone schiacciato, la cuticola liscia, fibrillosa è igrofana, di tonalità variabile, su base gialla con sfumature aranciate e biancastre. Il margine si presenta spesso fessurato e di colore più carico rispetto al contesto, la cuticola è facilmente separabile e lascia intravedere la carne bianco giallastra. Imenoforo Lamelle adnate o decorrenti con dentino, spesse, rade , ventricose, con filo lamellare eroso, intercalate a lamellule di varie dimensioni, inizialmente bianco giallastre, assumono una tonalità arancio salmone con sfumature rosa con lo sviluppo. Gambo Irregolare cavo all'interno, a volte cilindrico e distorto più spesso compresso, concolore al cappello, percorso da fibrille longitudinali, biancastro alla base. Carne Poco consistente, fragile, di colore giallo, odore di cimice e sapore dolce. Habitat Gregario, rinvenuto in bosco di latifoglia. Commestibilità e Tossicità Non commestibile di scarso interesse alimentare. Specie simili Hygrocybe ceracea (Sowerby : Fr.) P. Kumm., è simile, ma presenta il cappello viscoso, giallo brillante, e lamelle da decorrenti a largamente adnate. Hygrocybe reidi Kühner, ha colori arancio rossi e odore di miele. Osservazioni Si determina con facilità sul campo, per la colorazione rosa aranciata delle lamelle, per il gambo irregolare, compresso e fibrilloso e per l'odore di cimice. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Giovanni Galeotti. Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria; Dicembre 2015; Foto macroscopia di Giovanni Galeotti.
  27. Plectania rhytidia (Berk.) Nannf. & Korf 1957 Tassonomia Divisione Ascomycota Classe Pezizomycetes Ordine Pezizales Famiglia Sarcosomataceae Sinonimi Peziza rhytidia Berk 1855 Urnula rhytidia (Berk) Cooke 1889 Sarcosoma rhytidium (Berk) Le Gal 1953 Sarcosoma rhytidia (Berk) Le Gal 1953 Etimologia L'epiteto neolatino Plectania deriva dal sostantivo femminile greco πλεκτάνη [plektàne] = intreccio, attorcigliamento, groviglio. L'epiteto neolatino rhytidia deriva dal sostantivo femminile greco ῥυτίς [rytìs] = crespa, piega, ruga; per il bordo crenulato dell'ascoma. Ascoma Sotto forma di apotecio, da 0,5 a 2,5 cm di diametro, imenoforo grigio-nerastro, liscio, con bordo crenulato, superficie esterna con costolature verticali, ricoperta da una fine peluria. Carne Nerastra e ceracea. Habitat Su residui di legno o radichette di latifoglia, più frequente su Eucaliptus spp. Microscopia Spore (22,4) 23,3-25,2 (25,9) × (10) 10,6-11,6 (12) µm; Q = (2) 2,1-2,3 (2,4); N = 16; Me = 24,2 × 11 µm; Qm = 2,2, elissoidali, con delle striature trasversali, non facilmente visibili. Aschi (365,2) 365,21-459,7 × (13,4) 13,44-16,8 µm; Q = 22,5-34,2; N = 4; Me = 403,2 × 15,4 µm; Qm = 26.6, cilindrici, ottasporici, non amiloidi. Parafisi cilindriche, settate, spesso ramificate e biforcate all'apice. Excipulum medullare formato da una textura intricta di ife cilindriche, con presenza di contenuto giallastro. Excipulum ectale formato da una textura globulosa/angularis, si notano sia peli corti a parete spessa, che peli molto più lunghi con parete meno ispessita, entrambi a volte mostrano delle leggere incrostazioni. Commestibilità e Tossicità Non commestibile. Osservazioni Per osservare meglio le striature presenti nelle spore, è bene effetuare una sporata su vetrino e osservare a secco senza liquidi, per evidenziare le strutture. Specie simili Possiamo differenziare il Genere Plectania dal Genere Pseudoplectania dalla forma sporale, in Plectania troviamo spore elissoidali, mentre in Pseudoplectania le spore sono sferiche. Pseudoplectania nigrella (Pers. : Fr.) Fuckel; è legata a conifere, preferibilmente a Picea spp., e ha spore sferiche. Pseudoplectania melaena (Fr. : Fr.) Sacc.; è legata principalmente ad Abies spp., e ha spore sferiche. Pseudoplectania ericae Donadini; è di habitat mediterraneo legata ad Erica arborea, e ha spore sferiche. Plectania melastoma (Sowerby : Fr.) Fuckel; ha apoteci ricoperti esternamente da granuli incrostati di color arancio e spore leggermente più grandi. Bibliografia CARBONE, M., AGNELLO, C. & BAGLIVO, A., 2010. Appunti su Plectania rhytidia e studio del typus di Urnula platensis. Rivista di Micologia, 53 (2): 119-135. MEDARDI, G., 2006. Atlante fotografico degli Ascomiceti d'Italia. Trento: Ed. AMB. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Manuel Atzeni. Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Lazio; Marzo 2020; Foto di Manuel Atzeni. Aschi e parafisi. Osservazione in Rosso Congo anionico a 400×. Asco. Osservazione in Rosso Congo anionico a 400×. Parafisi. Osservazione in Rosso Congo anionico a 400×. Parafisi. Osservazione in Blu di Toludina a 600×. Spore. Osservazione in acqua a 600×. Excipulum ectale. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400× Excipulum medullare. Osservazione in acqua a 200×. Peli dell'excipulum ectale. Osservazione in Rosso Congo a 100× . Peli dell'excipulum ectale. Osservazione in KOH al 30% a 400×. Peli dell'excipulum ectale. Osservazione in Rosso Congo a 400×.
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