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  4. Chlorophyllum venenatum (Bon) C. Lange & Vellinga Tassonomia Regno Fungi Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Sinonimi Macrolepiota venenata Bon Foto e Descrizioni Ritrovamento in parco pubblico sotto Cedrus deodara. Regione Lombardia, Pianura Bergamasca, loc. Crespi d'Adda; Ottobre 2016. Foto di Massimo Biraghi.
  5. Specie trovate nel mese di Dicembre: Cantharellus lutescens Fr.; Foto di Marika. Cantharellus tubaeformis Fr.; Foto di Marika. Clavulina coralloides (L.) J. Schröt.; (Clavulina cristata (Holmsk.) J. Schrot.) Foto di Marika. Cortinarius mucosus (Bull.) J.Kickx f.; Foto e commento di Marika. Lactarius deliciosus (L. : Fr.) S.F. Gray; Foto e commento di Marika. Tricholoma josserandii Bon; Foto di Marika. Tricholoma portentosum (Fr. : Fr.) Quélet; Foto di Marika. Totale specie trovate 7
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  7. Una nuova scheda completa, pubblicata a Dicembre 2019, realizzata da Mario Iannotti. Tom  Chlorophyllum brunneum (Farl. & Burt) Vellinga 2002
  8. Peniophora incarnata (Pers. : Fr.) P. Karst. 1889 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Russulales Famiglia Peniophoraceae Sinonimi Thelephora incarnata Pers. : Fr. 1801 Corticium incarnatum (Pers. : Fr.) Fr. 1838 Etimologia Dal greco peníon [πηνίον] = rocchetto, bobina, tessuto, tela e phoreo [φορέω] portare, per la morfologia pellicolare dei carpofori appartenenti a questo genere. Dal latino incárno = incarnare, assumere un colore incarnato, per il colore della specie. Carpoforo Fungo corticolo, resupinato, prima orbicolare e poi confluente e diffuso, adeso e ben fissato al substrato di crescita sul quale si estende da pochi centimetri a qualche decina. Il carpoforo è costituito da un imenoforo membranoso, liscio ma più spesso lievemente tubercolato, alto più o meno un millimetro. All'inizio si presenta con un colore dominante rosa-arancio frammisto a tinte grigio-bluastre presenti solo in alcuni punti, poi diviene di un colore rosa-arancio o rossastro-arancio più uniforme, talvolta macchiato qua e là di bianco. La consistenza è ceracea e cartilaginosa negli esemplari freschi, mentre diviene secca e un poco screpolata negli esemplari maturi con presenza di una minuta pruina bianca osservabile solo con la lente. Il margine si presenta nei giovani esemplari con piccole fibrille biancastre, talvolta anche giallastre, che scompaiono negli esemplari maturi. Odore e sapore non significativi. Habitat Frequente. Cresce tutto l’anno su legno marcescente di latifoglia. Meno frequente su legno di conifera. Microscopia Sistema ifale monomitico. Ife settate, ramificate e munite di GAF, a parete sottile, ialine, larghe 3-4 µm nel subimenio; bruno-marroni, di analoga larghezza, ma con pareti leggermente ispessite, nel substrato basale. Spore 7,5-10 × 3,8-5,1 µm, da subcilindriche ad ellissoidali, un poco ricurve verso l'apice, lisce, ialine, a parete sottile; non amiloidi, né destrinoidi. Basidi da leggermente clavati a subcilindrici, spesso sinuosi, con sterigmi slanciati fino a 5 µm. Lamprocistidi fusiformi, assai numerosi, dapprima appuntiti, a parete sottile e senza incrostazioni, poi a parete spessa e densamente incrostati 30-60 × 7-12 µm. Gloeocistidi a parete sottile, cilindrico-sinuosi larghi 8-10 µm e lunghi oltre 150 µm. Assenza di dendroifidi (elementi sterili con ramificazioni più o meno tortuose, subcilindriche e ad apice arrotondato). Commestibilità e Tossicità Non commestibile. Somiglianze e Varietà Quando si trova nello stato iniziale le è molto vicina macroscopicamente Stereophlebia tuberculata (Berk. & M.A. Curtis) Zmitr. = Phlebia tuberculata (Berk. & M.A. Curtis) Ţura, Zmitr., Wasser & Spirin la quale ha diversa microscopia (assenza di lamprocistidi e gloeocistidi). Allo stato maturo ha colori analoghi Peniophora aurantiaca (Bres.) Höhn. & Litsch. la quale si presenta però con spore molto più grandi. Osservazioni Si tratta di un fungo che colonizza legnetti a terra o marcescenti in ogni periodo dell’anno, è abbastanza comune e frequente in tutta Europa. Un elemento utile al suo riconoscimento è il suo colore rosa-arancio da associare ad una superficie fertile lievemente tubercolata, tuttavia per ottenere una corretta determinazione è necessaria sempre una adeguata verifica microscopica. Note nomenclaturali La prima descrizione della specie risale al 1801 quando Christian Hendrik Persoon chiamò il fungo Thelephora incarnata; in seguito nel 1838 Elias Magnus Fries ricombinò la specie e gli diede l’epiteto di Corticium incarnatum. Quindi il fungo nel 1889 è stato riclassificato da Peter Adolf Karsten come Peniophora incarnata, epiteto attualmente prioritario. Bibliografia BREITENBACH, J. & KRANZLIN, F., 1986. Champignons de Suisse. Vol. 2. Champignos sans lames. Lucerna. Ed. Verlag Mykologia. BERNICCHIA, A. & GORJON, S.P., 2010. Corticiaceae s.l. Fungi Europæi. Vol 12. Alassio (SV): Ed. Candusso. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Stefano Rocchi. Revisionata da Tomaso Lezzi. Regione Umbria; Dicembre 2016; Assisi (PG); Foto e microscopia di Stefano Rocchi. (Exsiccatum SR20191130-03) Ritrovamento su legno di latifoglia a terra. Lo stesso campione fotografato a distanza di una decina di giorni. Sistema ifale monomitico. Ife settate, ramificate e munite di GAF, a parete sottile, ialine, larghe 3-4 µm nel subimenio; bruno-marroni, di analoga larghezza, ma con pareti leggermente ispessite, nel substrato basale. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Basidi da leggermente clavati a subcilindrici, spesso sinuosi, con sterigmi slanciati fino a 5 µm. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Gloeocistidi a parete sottile, cilindrico-sinuosi larghi 8-10 µm e lunghi oltre 150 µm. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. La reazione positiva alla Sulfovanillina. Lamprocistidi fusiformi, assai numerosi, dapprima appuntiti, a parete sottile e senza incrostazioni, poi a parete spessa e densamente incrostati 30-60 × 7-12 µm. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Cistidi con i cristalli sciolti dalla Sulfovanillina. Lamprocistidi e Gloeocistidi. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Spore 7,5-10 × 3,8-5,1 µm, da subcilindriche ad ellissoidali, un poco ricurve verso l'apice, lisce, ialine, a parete sottile; non amiloidi, né destrinoidi. Osservazione in acqua a 1000×. Osservazione in Melzer a 1000×.
  9. Una nuova scheda completa, pubblicata a Settembre 2019, realizzata da Stefano Rocchi. Tom  Vararia ochroleuca (Bourdot & Galzin) Donk 1930
  10. Gomphus clavatus (Pers) Gray; Regione Trentino; Anno 2019; Foto di Pietro Curti. Primordi. Imenofori.
  11. Fuligo septica (Linné) Wiggers; Regione Trentino; Settembre 2019; Foto di Pietro Curti. Macro.
  12. Albatrellus confluens (Alb. & Schwein. : Fr.) Kotl. & Pouzar; Regione Trentino; Settembre 2019; Foto di Pietro Curti. Cappelli. Imenofori.
  13. Cantharellus lutescens Fr.; Regione Trentino; Settembre 2019; Foto di Pietro Curti. Cappelli. Gambo e imenoforo.
  14. Una nuova scheda completa, pubblicata a Settembre 2019, realizzata da Tomaso Lezzi. Tom  Volvariella hypopithys (Fr.) Shaffer 1957
  15. Hygrocybe insipida (J.E. Lange) M.M. Moser; Regione Lazio; Novembre 2019; Foto di Mario Iannotti.
  16. Psathyrella conopilus (Fr.) A. Pearson & Dennis; Regione Lazio; Novembre 2019; Foto di Mario Iannotti.
  17. Una nuova scheda completa, pubblicata a Agosto 2019, realizzata da Manuel Atzeni. Tom  Lepiota tyrrhenica Tiberi & Sperati 2001
  18. Ciao Piero, sono riuscito a fare il pagamento della tessera sostenitore con la carta di credito e mi è arrivata la conferma per due pagamenti, come mai?

    Giuliano.

    1. Pietro Curti

      Pietro Curti

      Uno era quello con bollettino che avevi fatto erroneamente e che successivamente io ho annullato, resta valido solo quello fatto con carta di credito, un abbraccio,

      Piero

    2. fiara - Giuliano Gnata

      fiara - Giuliano Gnata

      Grazie, sei un mago.

      Giuliano.

  19. Ciao Piero e Buon Anno, ho provato a rinnovare la tessera tramite Carta di Credito Mastercard ma il sistema mi richiede altro tipo di Card.

    Mi puoi dare l'indirizzo postale? Grazie.

    Giuliano

  20. Ciao Pietro, Auguri!  Ho cercato la tessera associativa ma non l'ho trovata, la verità è che non so ancora muovermi bene nel vostro forum.

    Mario

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    2. Pietro Curti

      Pietro Curti

      Nella tessera devo inserire la regione di residenza, almeno quella puoi darmela?

      Pietro

    3. Marioci

      Marioci

      Pietro, credevo che te lo ricordassi, sono Fiorentino! E poi l'ho scritto anche nel mio profilo. (abito a Prato in Toscana)

       

    4. Pietro Curti

      Pietro Curti

      Mario ti ringrazio per la fiducia che riponi nella mia memoria, però onestamente mi riesce del tutto impossibile memorizzare la regione di appartenenza di migliaia di amici della micologia. :smile:

      Creata la tua tessera, la puoi scaricare a questo link, ciao,

      Pietro

       

  21. Leccinum scabrum (Bull.: Fr.) S.F. Gray; Regione Trentino; Settembre 2019; Foto e commento di Pietro Curti. Gambo e imenoforo. Pileo.
  22. Suillus grevillei (Klotzsch: Fr.) Singer; Regione Trentino; Settembre 2019; Foto di Pietro Curti. Primordi. Gambo. imenoforo e residui del velo secondario ai margini del cappello. Pileo tipicamente viscido.
  23. Ramaria botrytis (Pers.: Fr.) Ricken; Regione Trentino; Settembre 2019; Foto di Pietro Curti. Primordi e carne in sezione. Ramificazioni secondarie.
  24. Una nuova scheda completa, pubblicata a Agosto 2019, realizzata da Manuel Atzeni e Tomaso Lezzi. Tom  Tuber panniferum Tul. & C. Tul. 1844
  25. Una nuova scheda completa, pubblicata a Agosto 2019, realizzata da Manuel Atzeni. Tom  Smardaea amethystina (W. Phillips) Svrček 1969
  26. Mycoacia uda (Fr. : Fr.) Donk 1931 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Polyporales Famiglia Meruliaceae Sinonimi Hydnum udum Fr. : Fr. 1821 Sarcodontia uda (Fr. : Fr.) Nikol. 1961 Phlebia uda (Fr. : Fr.) Nakasone 1997 Etimologia L'epiteto Mycoacia deriva dal greco mýces [μύκης] = fungo e dal latino ăcŭs = ago, ovvero ăcĭa = filo, per l'imenoforo aghiforme, ossia costituito da elementi sottili come un filo che in genere caratterizzano le specie appartenenti a questo genere. L'epiteto uda deriva dal latino ūdus = umido, bagnato, per l'ambiente di crescita della specie. Carpoforo Fungo corticolo, resupinato, adeso e ben fissato al substrato di crescita sul quale si estende da pochi centimetri a qualche decina. Il carpoforo è costituito da un subicolo ceraceo e sottile di colore giallastro più o meno vivo, sul quale si sviluppa un imenoforo odontoide con aculei da conici ad affusolati, taluni flessuosi, comunque appuntiti, lunghi 1 o 2 mm, spesso più corti verso il margine; sono densamente fitti, ben diritti o uniformemente inclinati, talvolta saldati soprattutto alla base, lisci o leggermente forforacei all'apice; il colore è sempre giallastro con la tendenza a divenire bruno-ocraceo a maturità. Si presenta in genere con minute fibrille più o meno evidenti al margine. Il suo imenoforo a contatto con l'Idrossido di Potassio (KOH) diviene rosso vinoso scuro. Odore e sapore non significativi. Habitat Vegeta principalmente su legno di latifoglia marcescente a terra. Si rinviene su legno di Faggio, Quercia, Pioppo, Frassino, Ontano. Raro su conifera, comunque rinvenuto su legno di Abete bianco. Microscopia Sistema ifale monomitico con ife ialine, a parete sottile e GAF ai setti, larghe 2-4 µm circa; presenza di incrostazioni nelle ife degli aculei. Cistidioli fusoidi, ialini, lunghi 20-25 µm; basidi strettamente clavati con misura di 15-20 × 4-5 µm. Spore da ovali a leggermente ellissoidali, lisce, ialine, guttulate, 3,7-5,7 × 2,4-2,9 µm; Qm = 1,8. Commestibilità e tossicità Non commestibile. Somiglianze e varietà Tra le Corticiaceae con imenoforo odontoide e di colore giallo le specie simili sono: Cristinia eichleri (Bres.) Nakasone la quale ha aculei tendenzialmente più grandi e spore subglobose a parete spessa; Hyphoderma transiens (Bres.) Parmasto il quale ha aculei solo accennati e spore molto più grandi e strettamente cilindriche; Mucronella flava Corner la quale è costituita da aculei gregari che nascono direttamente dal substrato, senza subicolo; Odonticium flavicans (Bres.) Nakasone che ha aculei appiattito-spatulati e spore più piccole; Mycoaciella bispora (Stalpers) J. Erikss. & Ryvarden la quale ha il sistema ifale dimitico con ife scheletriche nel nucleo degli aculei; Mycoacia nothofagi (G. Cunn.) Ryvarden la quale presenta nei tessuti grossi cistidi cilindrici incrostati; Osservazioni Corticolo diffuso in tutta Europa che ama colonizzare la parte inferiore dei legni marcescenti a terra. Presente tutto l'anno anche se il suo periodo fertile è in genere quello estivo. Un buon indizio per il suo riconoscimento è la reazione rosso vinosa scura al KOH. Note nomenclaturali Specie inizialmente collocata nell'anno 1821 da Fries nel genere Hydnum, è stata poi ricombinata nei vari generi Acia (1879), Mycoacia (1931), Sarcodontia (1961) e Phlebia (1997). Attualmente la maggior parte degli studiosi sembra concordare sulla segregazione del genere Mycoacia che comprende funghi flebioidi, con aculei e dalla consistenza ceracea. Microscopicamente questo genere ha caratteri in comune con il genere Phlebia, infatti alcune specie in passato appartenevano a quest'ultimo genere, compresa Phlebia uda Nakasone (1997). Attraverso studi molecolari si è dimostrato che il genere Phlebia è polifiletico e pertanto la specie in esame è tornata nel genere Mycoacia. Alcuni autori la collocano nel genere Sarcodontia, mentre per altri dovrebbe ritornare nuovamente nel genere Phlebia. Bibliografia BERNICCHIA, A. & GORJON, S.P., 2010. Corticiaceae s.l. Fungi Europæi. Vol 12. Alassio (SV): Ed. Candusso. JIA-JIA CHEN & BAO-KAI CUI, 2014. Phlebiporia bubalina gen. et. sp. nov. (Meruliaceae, Polyporales) from southwest China with a preliminary phylogeny based on rDNA sequences. Mycol Progress 13: 563–573. DOI 10.1007/s11557-013-0940-4. JUSTO, A., MIETTINEN, O., FLOUDAS, D., ORTIZ-SANTANA, B., SJOKVIST E., LINDNER, D., NAKASONE, K., NIEMELA, T., LARSSON, k.-H., RYVARDEN, L. & HIBBETT, D., 2017. A revised family-level classification of the Polyporales (Basidiomycota). Fungal biology 121: 798 -824. British Mycological Society. NAKASONE, K.K., 1997. Studies in Phlebia. Six species with teeth. Sydowia. 49(1): 49-79. ZÍBAROVÁ, L., 2017. Notes on corticioid fungi of the Czech Republic. I. Phlebia acanthocystis and Phlebia bispora (Meruliaceae). Czech Mycokigy 69(1): 65–76. [data accesso 22/12/2019 Scheda di proprietà AMINT realizzata da Stefano Rocchi. Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria, Assisi (PG); Settembre 2019; Foto e microscopia di Stefano Rocchi. Esemplari rivenuti su legno marcescente a terra di latifoglia. (Exsiccatum SR20190921-02) Reazione rosso vinoso scuro dell'imenoforo a contatto con l'Idrossido di Potassio (KOH). Sistema ifale monomitico con ife ialine, a parete sottile e GAF ai setti, larghe 2-4 µm circa; presenza di incrostazioni nelle ife degli aculei. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Basidi strettamente clavati con misura di 15-20 × 4-5 µm. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Cistidioli fusoidi, ialini, lunghi 20-25 µm. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Spore da ovali a leggermente ellissoidali, lisce, ialine, guttulate, 3,7-5,7 × 2,4-2,9 µm; Qm = 1,8. Osservazione in acqua a 1000×. Osservazione in Melzer a 1000×.
  27. Chlorophyllum brunneum (Farl. & Burt) Vellinga; Regione Lombardia; Ottobre 2010; Foto, commento e microscopia di Gianluigi Boerio. Ritrovamento in zona ruderale, davanti a cascinale su terreno smosso a base sabbiosa con parecchi residui legnosi, al margine di bosco di quercia. La specie, in tempi relativamente recenti, è stata inserita nel genere Chloropyllum ed annovera una lunga lista di sinonimie. Decorazioni sul cappello abbondanti e ampie su sfondo bianco/bianco crema, anello relativamente semplice non doppio, carne arrossante e bulbo nettamente marginato ed ampio. La sezione rivela la carne arrossante ma soprattutto la netta marginatura del bulbo alla base del gambo, che stando a Vellinga (Mycotaxon 85 - 2003) sarebbe carattere differenziale costante dalla simile Chlorophyllum rachodes. Anche la microscopia rivela caratteri differenziali: spore mediamente più grosse rispetto a Chlorophyllum rachodes (nella foto: 10,5-12,5 x 7,5-8 µm), spesso con apicolo tronco. Basidi principalmente tetrasporici. Ma soprattutto cheilocistidi grossi (nella foto: 35-50 x 11-15 µm) clavati o subclavati. Dettaglio cheilocistidi e spore. (Osservazioni microscopiche a 1000x in rosso congo).
  28. Cortinarius tigrinipes Bergeron 1997; Regione Lazio; Novembre 2019; Foto di Mario Iannotti. Comitato Scientifico AMER 2019
  29. Cortinarius bergeronii (Melot) Melot 1992; Regione Lazio; Novembre 2019; Foto di Mario Iannotti. Comitato Scientifico AMER 2019
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