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Archivio Micologico

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  1. Chlorophyllum venenatum (Bon) C. Lange & Vellinga Tassonomia Regno Fungi Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Sinonimi Macrolepiota venenata Bon Foto e Descrizioni Ritrovamento in parco pubblico sotto Cedrus deodara. Regione Lombardia, Pianura Bergamasca, loc. Crespi d'Adda; Ottobre 2016. Foto di Massimo Biraghi.
  2. Peniophora incarnata (Pers. : Fr.) P. Karst. 1889 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Russulales Famiglia Peniophoraceae Sinonimi Thelephora incarnata Pers. : Fr. 1801 Corticium incarnatum (Pers. : Fr.) Fr. 1838 Etimologia Dal greco peníon [πηνίον] = rocchetto, bobina, tessuto, tela e phoreo [φορέω] portare, per la morfologia pellicolare dei carpofori appartenenti a questo genere. Dal latino incárno = incarnare, assumere un colore incarnato, per il colore della specie. Carpoforo Fungo corticolo, resupinato, prima orbicolare e poi confluente e diffuso, adeso e ben fissato al substrato di crescita sul quale si estende da pochi centimetri a qualche decina. Il carpoforo è costituito da un imenoforo membranoso, liscio ma più spesso lievemente tubercolato, alto più o meno un millimetro. All'inizio si presenta con un colore dominante rosa-arancio frammisto a tinte grigio-bluastre presenti solo in alcuni punti, poi diviene di un colore rosa-arancio o rossastro-arancio più uniforme, talvolta macchiato qua e là di bianco. La consistenza è ceracea e cartilaginosa negli esemplari freschi, mentre diviene secca e un poco screpolata negli esemplari maturi con presenza di una minuta pruina bianca osservabile solo con la lente. Il margine si presenta nei giovani esemplari con piccole fibrille biancastre, talvolta anche giallastre, che scompaiono negli esemplari maturi. Odore e sapore non significativi. Habitat Frequente. Cresce tutto l’anno su legno marcescente di latifoglia. Meno frequente su legno di conifera. Microscopia Sistema ifale monomitico. Ife settate, ramificate e munite di GAF, a parete sottile, ialine, larghe 3-4 µm nel subimenio; bruno-marroni, di analoga larghezza, ma con pareti leggermente ispessite, nel substrato basale. Spore 7,5-10 × 3,8-5,1 µm, da subcilindriche ad ellissoidali, un poco ricurve verso l'apice, lisce, ialine, a parete sottile; non amiloidi, né destrinoidi. Basidi da leggermente clavati a subcilindrici, spesso sinuosi, con sterigmi slanciati fino a 5 µm. Lamprocistidi fusiformi, assai numerosi, dapprima appuntiti, a parete sottile e senza incrostazioni, poi a parete spessa e densamente incrostati 30-60 × 7-12 µm. Gloeocistidi a parete sottile, cilindrico-sinuosi larghi 8-10 µm e lunghi oltre 150 µm. Assenza di dendroifidi (elementi sterili con ramificazioni più o meno tortuose, subcilindriche e ad apice arrotondato). Commestibilità e Tossicità Non commestibile. Somiglianze e Varietà Quando si trova nello stato iniziale le è molto vicina macroscopicamente Stereophlebia tuberculata (Berk. & M.A. Curtis) Zmitr. = Phlebia tuberculata (Berk. & M.A. Curtis) Ţura, Zmitr., Wasser & Spirin la quale ha diversa microscopia (assenza di lamprocistidi e gloeocistidi). Allo stato maturo ha colori analoghi Peniophora aurantiaca (Bres.) Höhn. & Litsch. la quale si presenta però con spore molto più grandi. Osservazioni Si tratta di un fungo che colonizza legnetti a terra o marcescenti in ogni periodo dell’anno, è abbastanza comune e frequente in tutta Europa. Un elemento utile al suo riconoscimento è il suo colore rosa-arancio da associare ad una superficie fertile lievemente tubercolata, tuttavia per ottenere una corretta determinazione è necessaria sempre una adeguata verifica microscopica. Note nomenclaturali La prima descrizione della specie risale al 1801 quando Christian Hendrik Persoon chiamò il fungo Thelephora incarnata; in seguito nel 1838 Elias Magnus Fries ricombinò la specie e gli diede l’epiteto di Corticium incarnatum. Quindi il fungo nel 1889 è stato riclassificato da Peter Adolf Karsten come Peniophora incarnata, epiteto attualmente prioritario. Bibliografia BREITENBACH, J. & KRANZLIN, F., 1986. Champignons de Suisse. Vol. 2. Champignos sans lames. Lucerna. Ed. Verlag Mykologia. BERNICCHIA, A. & GORJON, S.P., 2010. Corticiaceae s.l. Fungi Europæi. Vol 12. Alassio (SV): Ed. Candusso. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Stefano Rocchi. Revisionata da Tomaso Lezzi. Regione Umbria; Dicembre 2016; Assisi (PG); Foto e microscopia di Stefano Rocchi. (Exsiccatum SR20191130-03) Ritrovamento su legno di latifoglia a terra. Lo stesso campione fotografato a distanza di una decina di giorni. Sistema ifale monomitico. Ife settate, ramificate e munite di GAF, a parete sottile, ialine, larghe 3-4 µm nel subimenio; bruno-marroni, di analoga larghezza, ma con pareti leggermente ispessite, nel substrato basale. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Basidi da leggermente clavati a subcilindrici, spesso sinuosi, con sterigmi slanciati fino a 5 µm. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Gloeocistidi a parete sottile, cilindrico-sinuosi larghi 8-10 µm e lunghi oltre 150 µm. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. La reazione positiva alla Sulfovanillina. Lamprocistidi fusiformi, assai numerosi, dapprima appuntiti, a parete sottile e senza incrostazioni, poi a parete spessa e densamente incrostati 30-60 × 7-12 µm. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Cistidi con i cristalli sciolti dalla Sulfovanillina. Lamprocistidi e Gloeocistidi. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Spore 7,5-10 × 3,8-5,1 µm, da subcilindriche ad ellissoidali, un poco ricurve verso l'apice, lisce, ialine, a parete sottile; non amiloidi, né destrinoidi. Osservazione in acqua a 1000×. Osservazione in Melzer a 1000×.
  3. Inocybe glabripes Ricken 1915 Sinonimi Inocybe microspora J.E. Lange 1917 Inocybe parvispora Alessio 1980 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Basidiomycetes Ordine Agaricales Famiglia Inocybaceae Foto e descrizioni Specie di piccole dimensioni, 0,5-1,2 cm diametro, trovata in lettiera di aghi sotto Picea excelsa a 1500 m s.l.m.; cappello inizialmente subgloboso, presto convesso, infine disteso, cuticola subliscia in gioventù dissociata in fini squamule all'umbone a maturità, leggermente fibrosa al margine, presenza di cortina più evidente nei giovani esemplari; lamelle da biancastre a ocracee con sfumature olivastre, filo leggermente eroso, Gambo cilindrico o appena ingrossato alla base, inizialmente biancastro-crema pallido, poi color legno, carne biancastra, odore spermatico. Microscopia: spore 6,70-8,5 × 3,8-5,4 µm, cistidi imeniali generalmente fusiformi 47-65 × 12-16 µm con cristalli di ossalato di calcio, caulocistidi apicali più stretti e lunghi (70-110 × 12-18 µm) con cristalli appena accennati. Regione Lombardia, Val Camonica, passo Croce Domini, località Campolungo; Agosto 2016. Foto e microscopia di Massimo Biraghi. Spore 6,7-8,5 × 3,8-5,4 µm. Cistidi imeniali. Caulocistidi del 1/4 superiore.
  4. Lycoperdon umbrinum Pers. 1801 Tassonomia Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Foto e Descrizioni Ritrovamento effettuato in Val Camonica, passo Croce Domini, loc. Campolungo 1500 m s.l.m., sotto Picea excelsa. Regione Lombardia; Agosto 2016. Foto di Massimo Biraghi.
  5. Hebeloma populinum Romagn. 1965 Tassonomia Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Hebeloma Sezione Denudata Sottosezione Echinospora Foto e Descrizioni Ritrovamento effettuato ai bordi di un boschetto di Populus nigra e Salix alba. Cappello di piccole-medie dimensioni (2-4 cm) inizialmente biancastro e di aspetto glassato, poi su tonalità ocracee al disco, cuticola lucida con tempo umido. Lamelle inizialmente biancastre, poi crema con riflessi rosati, infine ocra scuro, mai su toni bruni anche in exiccata. Gambo cilindrico o appena dilatato alla base, biancastro con leggere sfumature crema con l'età, carene biancastra con odore, in questa raccolta con tempo piovoso, leggermente rafanoide. Microscopia Spore con verruche pronunciate ben osservabili anche a 400×, destrinoidi. N° Long. Larg. Q Moy 11,66 6,01 1,94 Min 10,54 5,25 1,66 Max 13,43 7,09 2,15 Cheilocistidi clavato-stipitati 40-60(70) µm con apice dilatato oltre 10 µm. Somiglianze e varietà Facilmente confuso con Hebeloma leucosarx P.D. Orton e Hebeloma velutipes Bruchet ma che oltre ad essere di taglia maggiore presentano cheilocistidi clavato-ventricosi e odore rafanoide pronunciato e quindi inseriti nella sezioni Sinapizanthia & Velutipes. Regione Lombardia, Pianura Lodigiana; Novembre 2016; Foto e Microscopia di Massimo Biraghi. Cheilocistidi. Spore 400×. Spore 400× in Melzer.
  6. Inocybe rennyi (Berk. & Broome) Sacc. 1887 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Basidiomycetes Ordine Agaricales Famiglia Inocybaceae Genere Inocybe Sottogenere Clypeus Sezione Cortinatae Stirpe Boltoni (spore superiori a 10 µm di lunghezza) Foto e descrizioni Si riconosce dalle specie vicine per le spore presentano un profilo molto allungato e poliedrico, infatti possonono essere subfusiformi, subromboidi, triangolari, angolose con gibbosità poco pronunciate: 10,5 -15(16) × 5,5-7,5 µm (eterosporia), per i cistidi imeniali sublageniformi, subclavati, otriformi, alcuni analoghi a quelli di Inocybe curvipes, con numerosi paracistidi. Caulocistidi assenti. Regione Lombardia, Pianura Bergamasca; Novembre 2016. Foto e microscopia di Massimo Biraghi. Spore 400×. Cistidi imeniali. Caulocistidi.
  7. Psathyrella potteri A.H. Sm. 1972 Tassonomia Ordine Agaricales Famiglia Coprinaceae Sinonimi Psathyrella prona f. albidula (Romagn. ex M.M. Moser) Kits van Wav 1967 Psathyrella prona f. cana Kits van Wav. 1972 Psathyrella prona var. cana (Kits van Wav.) Papetti 2012 Foto e Descrizioni Specie molto simile a Psathyrella prona (Fr.) Gillet si riconosce esclusivamente in base ai caratteri microscopici, in particolare per i cheilocistidi lageniformi molto larghi alla base e con collo molto allungato e le spore di dimensioni maggiori. Regione Lombardia; Brembate sotto, località parco Arnichi; Maggio 2016. Foto, commenti e microscopia di Massimo Biraghi. Cheilocistidi in Rosso Congo a 400×. Caulocistidi in Rosso Congo a 400×. Spore in Rosso Congo a 1000×.
  8. Parasola kuehneri (Uljé & Bas) Redhead, Vilgalys & Hopple 2001 Tassonomia Ordine Agaricales Famiglia Psatyrellaceae Regione Lombardia; Parco Arnichi, località Brembate sotto; Aprile 2016; Foto, descrizione, microscopia di Massimo Biraghi e Angelo Mariani. Di difficile determinazione sul campo e quindi confondibile con la vicina Parasola auricoma (Pat.) Redhead, Vilgalys & Hopple http://www.funghiitaliani.it/index.php?showtopic=16641, si riconosce macroscopicamente per le colorazioni più rossastre, l'identificazione avviene attraverso l'osservazione dei caratteri microscopi per le spore di minori dimensioni e sopratutto per l'assenza di setae (sclerocistidi) nella pileipellis. Spore 9-11 × 6,5-7,5 µm, foto di Angelo Mariani. Cheilocistidi, foto di Angelo Mariani Pleurocistidi, foto di Angelo Mariani Pileipellis, foto di Massimo Biraghi
  9. Phlebia tuberculata (Berk. & M.A. Curtis) Ţura, Zmitr., Wasser & Spirin 2011 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Polyporales Famiglia Meruliaceae Sinonimi Phlebia albida Fr. Regione Toscana; Ottobre 2016; Foto e microscopia di Stefano Rocchi. Workshop - Gli Aphyllophorales e la biodiversità, Riserva Naturale Biogenetica di Camaldoli (AR). (Exsiccatum SR20161001-05) Fungo corticolo, adeso alla corteccia di legni degradati a terra ma esteso anche a foglie o rametti ivi presenti. Ha una superficie cerosa, irregolare, gibbosa-pustulata, di colore turchese-carta zucchero, grigiastro, con sfumature soffuse ocra-violacee o giallastre. Il bordo del basidioma si presenta biancastro e fimbriato in più punti. Ha un sistema ifale monomitico, spore 4,1-5,2 × 2,2- 2,9 µm; Qm = 1,9, ialine, lisce, da cilindriche a suballantoidi. Basidi clavati, stretti, larghi meno di 5 µm, tetrasporici; cistidi non rilevati. Cresce di norma su legno di Faggio. Phlebia livida (Pers.: Fr.) Bres., analogo per i cromatismi, si distingue per vegetare esclusivamente su legno di aghifoglia. Spore 4,1-5,2 × 2,2- 2,9 µm; Qm = 1,9, ialine, lisce, da cilindriche a suballantoidi. Osservazione in acqua a 1000×. Osservazione in Melzer a 1000×. Palizzata di basidi e basidioli. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Basidi clavati, stretti, larghi meno di 5 µm, tetrasporici. Osservazione in Rosso Congo a 1000×.
  10. Suillellus mendax (Simonini & Vizzini) Vizzini, Simonini & Gelardi 2014 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Basidiomycetes Ordine Boletales Famiglia Boletaceae Regione Toscana; Massa Marittima; Ottobre 2016. Foto di Massimo Biraghi. Specie che presenta analogie con Suillellus luridus e Suillellus queletii con il quale è spesso confuso,macroscopicamente si differenzia per la superficie pileica liscia, l'assenza della "linea di Battaille" e per il viraggio.
  11. Pholiota squarrosoides (Peck) Sacc. 1887 Tassonomia Ordine Agaricales Famiglia Strophariaceae Foto e Descrizioni Primordi nati su tronco di quercia segato e lasciato a terra. Cappello e gambo glutinosi-appiccicosi, ornati da squamette giallognole, triangolari e fibrillose, erette, appuntite e emergenti dal glutine. Carne giallastra. Odore fungino, sapore buono simile a quello dei "porcini". Ma da considerarsi non commestibile. La simile Pholiota jahnii è più glutinosa e più densamente ricoperta da squamette di color bruno-rossastro, con habitat tendenzialmente terricolo (saprofita, emergendo da residui legnosi interrati) o parassita su legno vivo. Regione Toscana; Ottobre 2016; Foto di Alessandro Francolini. Sezione.
  12. Morchella deliciosa Fr.; Regione Lombardia, Alta val Seriana, loc. Spiazzi di Gromo; Aprile 2016. Foto di Massimo Biraghi.
  13. Morchella deliciosa Fr. 1822 Tassonomia Ordine Pezizales Famiglia Morchellaceae Foto e Descrizioni Regione Lombardia, Alta val Seriana, loc. Spiazzi di Gromo; Aprile 2016. Foto di Angelo Mariani.
  14. Otidea onotica (Pers. : Fr.) Fuckel; Regione Marche; Ottobre 2016; Foto e commento di Pietro Curti. Conosciute come orecchio di lepre, nel bosco si trovano entrambe le due più diffuse Otidea, si tratta di sorta di coppette allungate con un lato interamente aperto fino all'inserzione al pseudo-gambo piccolo ed effimero. Sono funghi privi d'interesse alimentare, comunque se fossero casualmente consumati sarebbero responsabili della temibile sindrome giromitrica. Molto belli si prestano in maniera eccellente a fotografie micologiche, la più appariscente ha colori giallastri e maculature rossastre.
  15. Exidia glandulosa (Bull. : Fr.) Fr.; Regione Umbria; Giugno 2019; Foto e microscopia di Mario Iannotti. Raduno AMi Umbria 2019 a Polino Microscopia Spore allantoidi 15,6-17,7 × 4,6-5,8 µm , ialine, guttulate. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Ife settate munite di GAF. Osservazione in Rosso Congo a 1000×.
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