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    Melanoleuca verrucipes (Fr.) Singer 1939

    Melanoleuca verrucipes (Fr.) Singer 1939 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Basidiomycetes Sottoclasse Holobasidiomycetidae Ordine Agaricales Sottordine Agaricineae Famiglia Tricholomataceae Genere Melanoleuca Sezione Humiles (stipite squamuloso o verrucoso, di solito più lungo del diametro del pileo) Sinonimi Armillaria verrucipes Fr. 1872 Melanoleuca verrucipes f. verrucipes (Fr.) Singer, 1939 Melanoleuca verrucipes var. verrucipes (Fr.) Singer 1939 Melanoleuca verrucipes var. subverrucipes Raithelh. 2004 Melanoleuca verrucipes f. adsentiens (P. Karst.) Fontenla & Para 2013 Etimologia L'epiteto Melanoleuca deriva dagli attributi greci: mèlas [μέλας, μέλαινα, μέλαν] = nero, scuro e leucòs [λευκός ,-ή,-όν] = bianco; cioè nero e bianco, per i colori contrastanti che spesso questo genere mostra tra cappello e gambo. L'epiteto verrucipes deriva dai sostantivi latini: verrūca, -ae = verruca e pes, pedis = piede; per le evidenti verruche nere presenti lungo tutto il gambo. Cappello Dai 3 ai 15 cm, all'inizio convesso, poi piano convesso, infine concavo fino a imbutiforme, con umbone ottuso e margine tipicamente involuto, soprattutto negli esemplari più giovani. Bianco candido, leggermente crema, soprattutto con l'età. Umbone spesso più scuro, ocraceo. Liscio ma con cuticola frammentata negli esemplari più maturi. Lamelle Larghe, fitte, adnato-smarginate per un dentino, decorrenti, sinuose, con profilo spesso irregolare, di colore bianco, con filo concolore. Intervallate da abbondanti lamellule. Gambo 4-15 × 0,5-2,5 cm, rettilineo, subcilindrico nei giovani, spesso clavato negli esemplari maturi, a volte con presenza di un bulbo. Con costolature verticali che a volte si interrompono, presenti soprattutto negli esemplari più maturi. Sempre interamente ricoperto da evidenti verruche nero-brunastre su fondo bianco, da cui il nome della specie. Carne Immutabile; bianca nel cappello; bianca nel gambo, ma striata di ocra, in particolar modo vicino alla parte esterna del gambo, dove si presenta più scura, con un odore particolare di coccoina e mandorle amare. Sapore neutro. Commestibilità e tossicità La commestibilità di questa specie non è ben conosciuta. Habitat Questo ritrovamento è avvenuto sotto Abete bianco con presenza anche di alcuni esemplari di Abete rosso. Su campioni a terra, ma con il micelio strettamente aderente a frustoli di legno interrati. Specie simili È una delle poche specie di Melanoleuca che si può determinare con sicurezza sul campo, anche solo in base ai suoi caratteri macroscopici. Non esistono infatti specie simili, in quanto le altre Melanoleuca bianche hanno il gambo bianco come questa, ma senza verruche scure. Alcuni Leucopaxillus bianchi, come Leucopaxillus candidus (Bres.) Singer, potrebbero somigliare, ma nessuno di questi ha verruche nere sul gambo. Alcuni Leucoagaricus bianchi potrebbero somigliare, ma tutti i Leucoagaricus mostrano un anello e nessuno ha verruche nere sul gambo. Note Specie poco comune, da alcuni definita rara, ma che sembra stia aumentando la sua distribuzione negli anni. Microscopia Spore 7,2-8,5 × 4,1-5,9 µm; valori medi 8,0-4,9; Q = 1,4-2,0; Qm = 1,7; ellissoidali, quelle mature sono finemente, ma abbastanza fittamente decorate, con basse verruche amiloidi minori di 0,5 µm di lunghezza. Basidi tetrasporici, osservati rari bisporici. Cheilocistidi scarsi, fusiformi, allargati, spesso con un'appendice allungata, ed un setto tra la parte ingrossata e l'appendice; apice a volte leggermente incrostato. Pileipellis formata da ife settate, gli elementi terminali risultano cilindrici, anche ramificati, con apici arrotondati, solo alcune ife terminali del centro della pileipellis mostrano un pigmento bruno. Le verruche del gambo sono formate da ife rigonfie dal profilo irregolare, nella parte più esterna catenulate e contenenti un pigmento bruno scuro. GAF non osservati in nessuno dei tessuti. Abbiamo rilevato la presenza di cristalli, non solubili in soluzione ammoniacale, fortemente rifrangenti di profilo romboidale, di forma prevalentemente ottaedrica, distribuiti nelle ife delle lamelle, nella letteratura non abbiamo trovato riscontro sulla segnalazione di questi cristalli. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi e Luigi Minciarelli - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Trentino, Luglio 2018; Foto di Luigi Minciarelli. Esemplari in posizione di crescita, sotto Abete bianco, su frustoli di legno interrati. Particolare delle verruche scure che ricoprono interamente il gambo bianco. Particolare del cappello, con la cuticola frammentata e il basso e largo umbone centrale. Sezione di un esemplare, in cui si vedono bene il colore della carne e il margine del cappello fortemente involuto. Lamelle e lamellule. Particolare dell'attacco delle lamelle al gambo e delle costolature irregolari. Regione Trentino, Luglio 2018; Foto di Tomaso Lezzi (leg. Luigi Minciarelli). Lamelle smarginato-decorrenti. Le lamelle. Le caratteristiche verruche scure sul gambo costolato verticalmente. Negli esemplari maturi sono più evidenti le costolature verticali. La sezione. Regione Trentino, Luglio 2018; Foto e commenti di Microscopia di Tomaso Lezzi (leg. Luigi Minciarelli). Spore 7,2-8,5 × 4,1-5,9 µm; valori medi 8,0-4,9; Q = 1,4-2,0; Qm = 1,7; ellissoidali, quelle mature sono finemente, ma abbastanza fittamente decorate, con basse verruche amiloidi minori di 0,5 µm di lunghezza. Melzer seguito da lavaggio con Idrato di Cloralio. 1000×. Verruche del gambo formate da ife rigonfie dal profilo irregolare, nella parte più esterna catenulate e contenenti un pigmento bruno scuro. Cheilocistidi scarsi, fusiformi, allargati, spesso con un'appendice allungata ed un setto tra la parte ingrossata e l'appendice; apice a volte leggermente incrostato. Osservazione in Rosso Congo, 400×. Cheilocistidi scarsi fusiformi, allargati, spesso con un'appendice allungata ed un setto tra la parte ingrossata e l'appendice; apice a volte leggermente incrostato. Osservazione in L4, 400×. Pileipellis formata da ife settate, cilindriche, con estremità arrotondate. Osservazione in Rosso Congo, 400×. Cristalli non solubili in soluzione ammoniacale, fortemente rifrangenti di profilo romboidale, di forma prevalentemente ottaedrica, distribuiti nelle ife delle lamelle, nella letteratura non abbiamo trovato riscontro sulla segnalazione di questi cristalli. Osservazione in Rosso Congo, 400×.
  2. Salve a tutti in particolare all'amministratore/i per avermi accettato nel vostro Forum, perdonate ma non so se è in questa sezione che ci si presenta, comunque sia è un piacere.

     

    Stefano

  3. Archivio Micologico

    Helvella costifera

    Helvella costifera Nannf.; Regione Lombardia; Giugno 2008; Foto di Federico Calledda. È sospettata di essere velenosa, come tutte le Helvella e di essere responsabile della sindrome giromitrica.
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    Coniophora arida (Fr. : Fr.) P. Karst. 1868

    Coniophora arida (Fr. : Fr.) P. Karst. 1868 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Boletales Famiglia Coniophoraceae Etimologia Coniophora, dalle parole greche [κονία] konía = polvere, sabbia e [φέρω] fero = io porto, quindi per l’aspetto arenoso e inconsistente dei funghi appartenenti a questo genere. arida, dal latino ārĭdus = arido, secco, asciutto, quindi in riferimento all'ambiente di crescita non particolarmente umido. Carpoforo Fungo corticolo, resupinato, adnato, all’inizio orbicolare in seguito più o meno esteso ma sempre ben adeso al substrato. Imenoforo da liscio a lievemente tubercolato, cotonoso-feltrato, talvolta screpolato, con il colore che varia dal giallino al verdastro-senape, fino al brunastro. Ha di norma il margine fimbriato di colore bianco o lievemente giallo. Carne inconsistente, prima molle, poi fibrosa ed infine dura e gessosa. Habitat Vegeta abbastanza frequentemente sia su legno marcescente di aghifoglia che di latifoglia. È stato rinvenuto su legno di Pino, Cipresso, Larice, Abete bianco, Abete rosso, Ginepro, Quercia e Pioppo. Microscopia Sistema ifale monomitico. Ife settate, senza GAF, più o meno ramificate, ialine, a parete sottile, larghe 3-5 µm; sono presenti anche ife rigonfie in prossimità dei setti; ife più larghe, fino a 10 µm, ialine a parete più spessa; ife incrostate ed altre leggermente brunastre, settate e a parete spessa. In letteratura vengono segnalati rari GAF verticillati nelle ife basali. Basidi cilindrici, sinuosi, ialini, tetrasporici, 40-60 × 7-10 µm. Spore 9-12 × 6,3-8,9 µm; Qm = 1,5; da ovoidi ad ellissoidali, a parete spessa, guttulate, gialline in acqua e destrinoidi. Commestibilità e tossicità Non commestibile. Somiglianze e varietà Le è molto simile Coniophora puteana (Schumach. : Fr.) P. Karst., dalle tonalità tendenzialmente più accese, olivastre, ma di fatto indistinguibile da un punto di vista macroscopico da Coniophora arida per via della enorme variabilità cromatica delle due specie che hanno anche una microscopia sostanzialmente sovrapponibile con la prima che più spesso ha spore leggermente più grandi della seconda, ma anche in questo caso la elevata variabilità delle misure sporali che contraddistingue le due specie potrebbe trarre in inganno l’osservatore. Le due specie però si riescono a separare grazie all’esame delle spore in acqua ove Coniophora arida ha spore gialline mentre Coniophora puteana ha spore brunastre. Inoltre Coniophora arida ha spore di norma fortemente destrinoidi mentre Coniophora puteana ha anch’essa una reazione destrinoide ma meno evidente della sua simile. Coniophora fusispora (Cooke & Ellis) Cooke si differenzia per le spore più lunghe e per la loro forma affusolata. Coniophora olivacea (Fr. : Fr.) P. Karst. si distingue per la presenza di grossi cistidi cilindrici settati, a parete spessa e generalmente incrostati. Osservazioni Corticolo comune e diffuso in tutta Europa. Cresce spesso nella parte rivolta a terra di legni di Pino caduti e decorticati. Bibliografia BERNICCHIA, A. & GORJON, S.P., 2010. Corticiaceae s.l. Fungi Europæi. Vol 12. Alassio (SV): Ed. Candusso. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Stefano Rocchi. Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Marche, Località Montelago di Serravalle di Chienti (MC); Maggio 2017; Foto e microscopia di Stefano Rocchi. Esemplari rivenuti su legno decorticato a terra di Pinus nigra J.F.Arnold. (Exsiccatum SR20170511-01) Sistema ifale monomitico. Ife settate, senza GAF, più o meno ramificate, ialine, a parete sottile, larghe 3-5 µm; sono presenti anche ife rigonfie in prossimità dei setti; ife più larghe, fino a 10 µm, ialine a parete più spessa; ife incrostate ed altre leggermente brunastre e parete spessa. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Basidi cilindrici, sinuosi, ialini, tetrasporici, 40-60 × 7-10 µm. Osservazione in KOH a 1000×. Spore 9-12 × 6,3-8,9 µm; Qm = 1,5; da ovoidi ad ellissoidali, a parete spessa, guttulate, gialline in acqua. Osservazione in acqua a 1000×. Osservazione in Reagente di Melzer a 1000×. Le spore hanno reazione destrinoide.
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    Coprinopsis nivea (Pers. : Fr.) Redhead, Vilgalys & Moncalvo 2001

    Coprinopsis nivea (Pers. : Fr.) Redhead, Vilgalys & Moncalvo; Regione Marche; 2005; Foto di Pietro Curti. Un piccolo "Coprinus" che in macro svela tutto il suo fascino estetico, cresce su escrementi di ruminanti nei pascoli o nei boschi, presenta cromatismi bianchi e decorazioni abbondanti e fioccose, odore e sapore nullo, dimensioni estremamente ridotte.
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    Rubroboletus lupinus (Fr.) Costanzo, Gelardi, Simonini & Vizzini 2015

    Rubroboletus lupinus (Fr.) Costanzo, Gelardi, Simonini & Vizzini; Regione Toscana; Anno 2005; Foto di Massimo Biraghi.
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    Hypoxylon petriniae M. Stadler & J. Fourn. 2004

    Hypoxylon petriniae M. Stadler & J. Fourn. 2004 Tassonomia Divisione Ascomycota Classe Sordariomycetes Ordine Xylariales Famiglia Hypoxylaceae Etimologia Dalle parole greche [ὑπο] hypo = sotto, quasi e [ξύλον] xýlon = legno, quindi quasi legnoso, per la consistenza e l'habitat dei funghi appartenenti a questo genere. Dal nome della micologa svizzera Liliane Petrini, quindi in onore della medesima studiosa che ha descritto le peculiarità di tale specie. Ascoma Fungo corticolo, resupinato, esteso irregolarmente su legno o corteccia marcescente, fortemente fissato al substrato, spesso stretto e allungato. Può raggiungere anche i 10-12 cm di lunghezza per una larghezza di 0,5-3 cm; l’altezza dello stroma è di norma inferiore al mm. Il colore varia spesso dal grigio-violaceo al marrone-vinaceo, più di rado dal bruno-ruggine al marrone aranciato, ma con la particolarità di avere il margine solitamente sempre nero e distinto. La superficie è finemente rugosa, talvolta screpolata, mentre al di sotto lo stroma è di solito nerastro, duro, con presenza di evidenti granuli giallo-arancioni. I periteci sono da sferici a ovoidali e biancastri in sezione, poco appariscenti nella superficie peridiale, mentre gli ostioli hanno una forma ombelicata e spesso sono coperti da un anellino di materiale grigio-biancastro. A contatto con il KOH lo stroma rilascia un pigmento color arancio. Habitat Vegeta spesso su corteccia di alberi secchi o a terra; è più rara la sua presenza direttamente sul legno. Ė assai comune su Frassino maggiore ma è stato anche rinvenuto su Salice, Acero e Pioppo. Si tratta di una specie frequente in tutta Europa. Microscopia Asci cilindrici 118-136 × 7-9 μm, ottasporici, con piede da 40 a 65 μm. Spore 10,3-13,6 × 4,8-7,9 μm; Qm 2; ellissoidali, spesso asimmetriche, marroni, guttulate o biguttulate, con linea germinativa laterale. Commestibilità e tossicità Non commestibile. Somiglianze e varietà Altre specie appartenenti al genere Hypoxylon possono essere contraddistinte da cromatismi analoghi, tuttavia: Hypoxylon lusitanicum J. Fourn., M. Stadler & Priou, macroscopicamente un vero sosia, si separa per il piede degli aschi più lungo, oltre 70 μm, e per rilasciare un pigmento marrone o Terra di Siena con il KOH; Hypoxylon julianii L.E. Petrini si differenzia per le spore più grandi; Hypoxylon macrocarpum Pouzar si distingue per il carpoforo più esteso e per rilasciare un pigmento grigio-seppia con il KOH; Hypoxylon macrosporum P. Karst. si separa per le spore assai più grandi e per rilasciare un pigmento bruno-verdastro con il KOH; Hypoxylon vogesiacum (Pers. ex Curr.) Sacc. si differenzia per le spore assai più grandi e per rilasciare un pigmento nero-viola con il KOH. Possibili confusioni possono sorgere anche con: Hypoxylon rubiginosum (Pers. : Fr.) Fr. il quale si separa per i cromatismi più sul rossastro o rosso mattone, per lo stroma in genere più spesso e per il margine di colore arancio soprattutto nei giovani esemplari; Hypoxylon carneum Petch il quale si distingue per lo stroma di colore più scuro, su tonalità livido-violacee, per il margine biancastro o rossastro nei giovani esemplari e per rilasciare un pigmento violaceo con il KOH; Hypoxylon perforatum (Schwein. : Fr.) il quale si separa per lo stroma più spesso, per la superficie peridiale più ruvida e per rilasciare di norma un pigmento giallo-verdastro con il KOH; Hypoxylon ticinense L.E. Petrini il quale si differenzia per i colori giallo aranciati dello stroma e per le spore più piccole; Hypoxylon subticinense Y.M. Ju & J.D. Rogers il quale si distingue per i colori giallo aranciati dello stroma e per gli ostioli ricoperti da materiale nerastro. Osservazioni Lo stroma esiguissimo, i cromatismi bruno-vinacei, il margine nerastro ed il pigmento color arancio con il KOH, sono buoni elementi per la determinazione della specie sul campo. Si associa spesso sul medesimo ramo marcescente ad altre specie del genere Hypoxylon. Note nomenclaturali Binomio creato nell’anno 2004 M. Stadler & J. Fournier e prima di allora specie nota come una varietà di Hypoxylon rubiginosum secondo l’interpretazione di vari autori, tuttavia è stato dimostrato con accurati studi di laboratorio che Hypoxylon petriniae è specie distinta da Hypoxylon rubiginosum per via dei metaboliti secondari che contiene. Difatti Hypoxylon petriniae non presenta mitorubrina e si può considerare l'unica specie europea contenente binaphthalene tetrol (BNT). Bibliografia AA.VV. Hypoxylon petriniae. pyrenomycetes.free.fr. [Data di accesso: 08/11/2017]. ANDERSON, R., 2009. Hypoxylon in Britain and Ireland 2.Hypoxylon rubiginosum and its allies. [Data di accesso: 08/11/2017]. FOURNIER, J., KÖPCKE, B. & STADLER, M., 2010. New species of Hypoxylon from western Europe and Ethiopia. Mycotaxon 113: 209–235. doi: 10.5248/113.209. [data di accesso 25/11/2017]. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Stefano Rocchi. Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria, Località Gavelli di Sant'Anatolia di Narco (PG); Luglio 2017; Foto e microscopia di Stefano Rocchi. Esemplari rivenuti su legno non determinabile di staccionata caduta a terra. (Exsiccatum SR20170709-01) Dopo alcuni giorni. I periteci sono da sferici a ovoidali e biancastri in sezione. Il pigmento arancione rilasciato dallo stroma a contatto con il KOH. Spore 10,3-13,6 × 4,8-7,9 μm; Qm 2; ellissoidali, spesso asimmetriche, marroni, guttulate o biguttulate, con linea germinativa laterale. Osservazione in KOH a 1000×. Asci cilindrici 118-136 × 7-9 μm, ottasporici, con piede da 40 a 65 μm. Osservazione in KOH a 400×. Nella prima foto in alto a destra si può notare il pigmento arancio rilasciato dallo stroma a contatto con il KOH.
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    Cantharellus alborufescens (Malençon) Papetti & S. Alberti 1998

    Cantharellus alborufescens (Malençon) Papetti & Alberti; Regione Marche; Raccolta Ottobre 2013, sotto Quercus ilex L., in un giardino privato; Foto di Pietro Curti.
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    Cantharellus alborufescens (Malençon) Papetti & S. Alberti 1998

    Cantharellus alborufescens (Malençon) Papetti & S. Alberti; Regione Marche; Ottobre 2012; Foto di Pietro Curti. Carne del gambo compatta, con consistenza fibrosa, che tende ad assottigliarsi verso la base. (Exsiccata TL20121026-01, TL20151012_01) utilizzate per esame microscopico e per indagine molecolare. Microscopia Basidi in acqua, 400×; Microscopia di Luigi Minciarelli e Tomaso Lezzi. Cuticola in Rosso Congo, 100× GAF nelle ife della cuticola in Rosso Congo, 400× Basidi e spore in Rosso Congo, 1000× Basidi e spore in Rosso Congo, 1000×; Microscopia di Luigi Minciarelli e Tomaso Lezzi. Spore 1000× GAF ife cuticola, 1000×
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    Cantharellus alborufescens (Malençon) Papetti & S. Alberti 1998

    Cantharellus alborufescens (Malençon) Papetti & Alberti; Regione Marche; Ottobre 2012; Foto di Pietro Curti. Soggetti igrofani a causa di una forte idratazione dovuta a pioggia insistente. Imenofori nettamente anastomizzati. Arrossamento immediato e intenso alla corrusione. Pileo moderamente tomentoso, biancastro e con sfumature violacee. Margine del pileo sottile, flessuoso e lobato. Colore biancastro nei soggetti asciutti e giovani. Imenoforo concolore al pileo.
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    Cantharellus alborufescens (Malençon) Papetti & S. Alberti 1998

    Cantharellus alborufescens (Malençon) Papetti & Alberti; Regione Toscana; Ottobre 2005; Foto e descrizione breve di Massimo Biraghi. Questa raccolta è stato effettuato in Toscana, in Località Colle val d'Elsa, sotto Quercus cerris L., in numerose colonie, a volte concresciuti. Consistenza abbastanza carnosa nel gambo e nella parte centrale del cappello, diversamente, verso il margine il cappello si presenta molto sottile e ondulato, lobato. Soppesandolo presenta un peso specifico inferiore alle specie simili.
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    Cantharellus alborufescens (Malençon) Papetti & S. Alberti 1998

    Cantharellus alborufescens (Malençon) Papetti & S. Alberti 1998 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Basidiomycetes Ordine Cantharellales Famiglia Cantharellaceae Genere Cantharellus Sinonimi Cantharellus cibarius var. alborufescens Malençon 1975 Cappello 3-6 cm, abbastanza carnoso e sodo, involuto, imbutiforme con depressione più o meno accentuata al centro. Margine irregolarmente ondulato, incurvato e lobato. Igrofano, colore giallo-uovo più o meno carico quando idratato, biancastro, anche se debolmente sfumato di rosa, quando asciutto, virante nettamente al rossastro dopo il tocco, superficie lievemente tomentosa e priva di rivestimenti. Lamelle Sono delle costolature che ricordano lamelle basse e spesse, molto decorrenti, concolori al cappello, simili a pliche e venosità della superficie inferiore del cappello, riccamente e fittamente anastomizzate, quasi a differenziarsi come una struttura a rete, immediatamente e nettamente arrossanti al tocco. Gambo 3-5 × 0,5-1,5 cm. attenuato verso il basso, quasi radicante, pieno, liscio, concolore al cappello. Carne Bianca che scurisce arrossendo al taglio e allo sfregamento, abbastanza coriacea. Odore debolmente fruttato, quasi impercettibile, subnullo, sapore dolce, tardivamente moderatamente piccante sulla punta della lingua e debolmente amaro. Commestibilità e tossicità Commestibile mediocre, in considerazione delle descritte caratteristiche organolettiche della specie. Habitat Boschi di latifoglie mediterranei con presenza di Quercus spp., in particolare Quercus ilex L. e Quercus cerris L. La tipologia di crescita si presenta da isolata a molto gregaria, fascicolata e spesso con soggetti fusi insieme. Ritrovamenti effettuati e segnalati nei mesi autunnali. Osservazioni Il Cantharellus alborufescens, è spesso chiamato Cantharellus lilacinopruinatus, ma C. alborufescens è un nome più vecchio e quindi prioritario. Tanti ricercatori, in particolare lo spagnolo Ibai Olariaga, hanno sequenziato il typus di C. alborufescens, che alla luce di tali indagini filogenetiche si è confermato in modo conforme il classico Cantharellus mediterraneo che si trova abitualmente sotto Quercus ilex, quasi sempre su terreno calcareo. È quasi bianco all'inizio, anche l'imenio è bianco, a volte ha un rivestimento cuticolare rosa (non sempre) e normalmente con la manipolazione si macchia notevolmente, ci sono anche forme all'esordio giallo-arancio. Anche l'ecologia è di aiuto; in accordo con i materiali studiati da Ibai Olariaga in Spagna, solo due specie di Cantharellus sono presenti in habitat mediterranei, C. pallens su trerreni acidi e C. alborufescens su terreni calacarei. Bibliografia OLARIAGA, I. et al., 2009. Species delimitation in the European species of Clavulina (Cantharellales, Basidiomycota) inferred from phylogenetic analyses of ITS region and morphological data. Mycological Research. Vol. 113, Num. 11, Pagg 1261-1270. OLARIAGA, I., BUYCK, B., ESTEVE-RAVENTÓS, F., HOFSTETTER, V., MANIÓN, J.L., MORENO, G. & SALCEDO, I., 2005. Assessing the Taxonomic Identity of White and Orange Specimens of Cantharellus: Occasional Colour Variants or Independent Species? Cryptogamie, Mycologie 36(3): 287-300. [Data di accesso: 15/11/2017]. OLARIAGA, I., MORENO, G., MANJÓN, J.L, SALCEDO, I., HOFSTETTER, V., RODRÍGUEZ, D. & BUYCK, B., 2017. Cantharellus (Cantharellales, Basidiomycota) revisited in Europe through a multigene phylogeny. Fungal Diversity 83: 263. [Data di accesso: 15/11/2017]. OLARIAGA, I. & SALCEDO, I., 2008. Cantharellus ilicis sp. nov., a new species from the Mediterranean Basin collected in evergreen Quercus forests. Revista Catalana de Micologia 30. [Data di accesso: 15/11/2017]. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Pietro Curti - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Marche; Ottobre 2016; Foto di Pietro Curti. Questa raccolta è stato effettuata nella Regione Marche, sotto Quercus ilex L., in un giardino privato. Soggetti giovani biancastri e soggetti maturi giallastri. All'esordio sono presenti sfumature ametistine. Dettagli che mostrano un arrossamento immediato e intenso alla corrusione. Imenoforo che presenta diffuse anastomosi.
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    Rubroboletus rhodoxanthus (Krombh.) Kuan Zhao & Zhu L. Yang 2014

    Rubroboletus rhodoxanthus (Krombh.) Kuan Zhao & Zhu L. Yang; Regione Sardegna, Ottobre 2016; Foto di Franco Sotgiu.
  14. Archivio Micologico

    Boletus reticulatus Schaeff. 1774

    Boletus reticulatus Schaeff.; Regione Sardegna; Ottobre 2016; Foto di Franco Sotgiu.
  15. Archivio Micologico

    Butyriboletus regius (Krombh.) Arora & J.L. Frank 2014

    Butyriboletus regius (Krombh.) Arora & J.L. Frank; Regione Sardegna, Ottobre 2016; Foto di Franco Sotgiu.
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