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Archivio Micologico

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  1. Lichenomphalia alpina (Britzelm.) Redhead, Lutzoni, Moncalvo & Vilgalys 2002 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Lichenomphalioideae Sinonimi Endocarpon viride Ach. 1810 Omphalia alpina (Britzelm.) Sacc. 1895 Omphalia luteolilacina J. Favre 1955 Omphalina alpina (Britzelm.) Bresinsky & Stangl 1974 Gerronema alpinum (Britzelm.) Bresinsky & Stangl 1976 Etimologia L'epiteto Lichenomphalia deriva dal greco λειχήν [leichén] = lichene, associazione simbiotica di un fungo e un'alga che si può sviluppare su rocce, terreno o alberi, e dal greco ὀμφαλός [omphalós] = ombelico, per il cappello ombelicato, depresso al centro. L'epiteto alpina deriva dal latino Alpīnus [ă, um] = Alpino, per le tipiche località di rinvenimento in alta montagna. Cappello 1-3 cm; giallo vivo, igrofano, che decolora al biancastro, spesso col bordo che rimane comunque giallo, rigato per trasparenza, depresso al centro, molto poco carnoso. Imenoforo Lamelle giallo vivo, presenza di lamellule alternate alle lamelle nella proporzione di 1:1. Filo della lamella a volte più scuro, quasi rossiccio. Gambo Cilindrico, liscio, bianco. Presenta nella parte basale delle caratteristiche granulazioni verdi che sono le alghe simbionti del genere Botrydina. Sporata Bianca. Carne Esigua, molto sottile nel cappello, bianca nel gambo. Habitat Tipica specie di alta montagna, che cresce spesso su rocce o vicino a muschi e licheni. Microscopia Spore (5,3) 6,6-7,8 (8,8) × (3,6) 3,8-4,8 (5,2) µm; Q = (1,3) 1,4-1,95 (2,0); N = 31; Media = 7,1 × 4,3 µm; Qm = 1,7; ellissoidali, a volte leggermente strozzate al centro in vista laterale, con 1-2 guttule più grandi e 2-5 guttule più piccole. Basidi tetrasporici in prevalenza, osservati alcuni bisporici, rari monosporici. Commestibilità e Tossicità Non commestibile. Specie simili Lichenomphalia velutina (Quél.) Redhead, Lutzoni, Moncalvo & Vilgalys, ha colori dal verde bruno al rosso bruno e basidi bisporici. Lichenomphalia pararustica (Clémençon) Elborne, ha colori dal oliva bruno al grigio bruno e basidi tetrasporici. Lichenomphalia hudsoniana (H.S. Jenn.) Redhead, Lutzoni, Moncalvo & Vilgalys, ha colori da crema a albicocca, e scaglie verdi sul gambo dell'alga Coriscium. Lichenomphalia umbellifera (L. : Fr.) Redhead, Lutzoni, Moncalvo & Vilgalys, presenta come Lichenomphalia alpina, granuli verdi sul gambo dell'alga Botrydina, ma ha un cappello dal color oliva ocra a giallo bruno. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Trentino-Alto Adige; Luglio 2020; Legit Raffaello Jon; Foto e descrizione di Tomaso Lezzi. Basidi tetrasporici allungati, con lunghi sterigmi. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Spore ellissoidali, spesso con profilo irregolare. Osservazione in Rosso Congo a 400×.
  2. Entoloma juncinum (Kühner & Romagn.) Noordel. 1979 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Entolomataceae Genere Entoloma Sottogenere Nolanea Sezione Cosmeoexonema = Papillata Sottosezione Fibulata Sinonimi Rhodophyllus juncinus Kühner & Romagn. 1954 Nolanea juncina (Kühner & Romagn.) P.D. Orton 1960 Etimologia L'epiteto Entoloma deriva dal greco ἔντος [entós] = l'interno, di dentro e λῶμα [lóma] = bordo, per l'orlo del cappello a volte involuto in questo genere. L'epiteto juncinum deriva dal latino juncinus = di giunco, per l'aspetto del carpoforo. Cappello 1-3 cm; marrone più scuro al disco, leggermente umbonato in alcuni esemplari, più chiaro, quasi color miele verso il bordo del cappello; liscio, striato per trasparenza per più di metà del cappello; molto poco carnoso; margine leggermente eccedente. Imenoforo Lamelle bianche, poi rosa a maturità per la sporata; presenza di lamellule. Gambo Cilindrico, liscio, lucido, biancastro nella parte basale. Sporata Rosa. Carne Odore insolito per un Entoloma: spermatico, non riportato in letteratura per questa specie. Habitat Su segatura di Picea abies in ambiente molto umido di torbiera. Da sottolineare che questo ambiente di crescita non è segnalato nella letteratura consultata. Microscopia Spore (6,7) 7,5-9,1 (10,3) × (6,0) 6,9-7,8 (8,1) µm; Q = (1,0) 1,02-1,2 (1,4); N = 39; Media = 8,3 × 7,4 µm; Qm = 1,1; isodiametriche, con 4-5-6 lati, 5 in prevalenza. Cuticola formata da una cutis di ife dello strato più esterno sottili, 2-10 µm di diametro, con pigmento nero, sottile, incrostante. Ife dello strato sottostante più larghe, con pigmento giallo-bruno, disciolto. Cheilocistidi assenti. Pleurocistidi assenti. GAF presenti. Commestibilità e Tossicità Non commestibile. Specie simili Appartenenti alla stessa sottosezione Fibulata: Entoloma nitens (Velen.) Noordel., ha carpoforo bianco. Entoloma reginae Noordel. & Chrispijn, ha carpoforo bianco. Entoloma atlanticum G. Tassi, presenta gambo fibrilloso. Appartenenti alla sottosezione Cosmeoexonema: Entoloma sericeum var. cinereo-opacum Noordel., ha cappello non striato. Appartenenti alla sezione Fernandae: Entoloma defibulatum Arnolds & Noordel., non ha GAF, e presenta spore quasi rotondeggianti. Osservazioni Le specie appartenenti alla sezione Cosmeoexonema sono caratterizzate dalla presenza di pigmento incrostante almeno nelle ife sottili e più superficiale della pileipellis. Le specie appartenenti alla sottosezione Fibulata sono caratterizzate dalla presenza di pigmento incrostante nelle ife sottili e più superficiale della pileipellis, e da pigmento disciolto nelle ife più profonde della pileipellis, spore isodiametriche (Q = 1,0-1,2), presenza di GAF. I campioni trovati differiscono per due caratteristiche rispetto a quanto riportato in letteratura: 1) L'odore spermatico (riportato da Noordeloos di farina); e 2) L'habitat, in quanto i campioni sono stati trovati su segatura di Picea abies in ambiente molto umido di torbiera. Bibliografia NOORDELOOS, M.E., 1992. Entoloma s.l.. Fungi Europæi. Vol. 5. Saronno: Ed. Giovanna Bella. NOORDELOOS, M.E., 2004. Entoloma s.l. supplemento. Fungi Europæi. Vol 5a. Ed. Candusso. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Trentino-Alto Adige; Luglio 2020; Foto di Tomaso Lezzi. Basidio tetrasporico. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Spore (6,7) 7,5-9,1 (10,3) × (6,0) 6,9-7,8 (8,1) µm; Q = (1,0) 1,02-1,2 (1,4); N = 39; Media = 8,3 × 7,4 µm; Qm = 1,1; con 4-5-6 lati; 5 in prevalenza. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Spore con 4-5-6 lati; 5 in prevalenza. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Epicute formata da una cutis di ife dello strato più esterno sottili, 2-10 µm di diametro, con pigmento nero, sottile, incrostante. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Ipocute formata da una cutis di ife dello strato sottostante più larghe, con pigmento giallo-bruno, disciolto. Osservazione in Rosso Congo a 1000×.
  3. Lactifluus oedematopus (Scop.) Kuntze 1891 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Russulales Famiglia Russulaceae Sinonimi Lactarius oedematopus (Scop.) Fr. 1838 Etimologia L'epiteto Lactifluus deriva dal latino lāc, lactis = latte, e da flŭo = scorrere, per l'emissione del latice dalle lamelle. L'epiteto oedematopus deriva dal greco oídima, -atos, tó [οἴδημα, -ατος, τό] = rigonfio, e da poús [πούς] = piede, per la forma del gambo. Cappello 5-12 cm, inizialmente convesso con bordo leggermente involuto, infine depresso e a volte quasi imbutiforme. Cuticola asciutta, vellutata, opaca, di color giallo-arancio, difficilmente asportabile. Imenoforo Lamelle adnate e a volte forcate all'inserzione al gambo, abbastanza fitte, con presenza di numerose lamellule, di color biancastro spesso con macchie color ruggine. Gambo 6-14 × 1,5-3,5 cm, irregolarmente cilindrico, a volte attenuato verso la base, superficie vellutata, asciutta, di color giallo-arancio. Carne Inizialmente soda e gessosa, poi a maturità diventa più spugnosa, bianca e al taglio ha un viraggio al brunastro, odore subnullo o appena percettibile di pesce sul campo, dopo alcune ore o in essiccata ben definito. Reazione al verde con il Solfato ferroso (FeSO4). Latice abbondante, inizialmente bianco, dopo alcuni minuti ocra poi bruno con l'essiccazione. Habitat Molto frequente in estate e autunno, sotto Quercus spp., Fagus sylvatica, Carpinus spp, Castanea sativa. Microscopia Spore (7,3) 7,5-8,8 (9,5) × (6,4) 6,7-8,2 (8,9) µm; Q = (1,0) 1,04-1,19 (1,2); N = 20; Media = 8,2 × 7,5 µm; Qm = 1,1; da globose a largamente elissoidi, con ornamentazioni amiloidi a maglia completa, creste alte fino a 1 µm. Basidi (53,0) 59,0-66,8 (69,9) × (8,2) 8,9-10,5 (10,6) µm; clavati, tetrasporici, con presenza di basidioli. Macrocheilocistidi (53,5) 61,6-71,3 (92,1) × (6,1) 7,2-7,77 (7,8) µm; lanceolati, a volte con sommità moniliforme, a parete spessa fino a 3 µm. Macropleurocistidi (65,8) 68,4-90,7 (93,7) × (7,0) 7,4-8,6 (9,7) µm; simili ai macrocheilocistidi solamente con misure leggermente superiori. Pileipellis a struttura pseudoparenchimatica, composta da elementi da globosi ad allungati, presenza di peli cuticolari assottigliati verso l'alto e ingrossati alla base, le misure più frequenti sono tra i 35 ai 50 µm, osservate molte ife laticifere. Caulocute tipo palizzata con presenza di peli simili a quelli della pileipellis, che arrivano fino a 53 µm. Commestibilità e tossicità È uno dei pochi Lactarius a latice bianco commestibile insieme a Lactifluus rugatus (Kühner & Romagn.) Verbeken, Lactifluus volemus (FR.) Kuntze e Lactifluus subvolemus Van de Putte & Verbeken. Specie simili Lactifluus volemus ha colorazioni pileiche più chiare e peli cuticolari di lunghezza superiore anche a 80 µm. Lactifluus subvolemus ha colorazioni pileiche più chiare con toni giallastri e peli cuticolari di lunghezza superiore anche a 80 µm. Lactifluus rugatus ha lamelle più spaziate, assenza di macrocistidi e reazione rosa al Solfato ferroso (FeSO4). Osservazioni Van del Putte et al. (2012), confermano che non è facile distinguere macroscopicamente le tre specie di Lactifluus. Nella chiave da loro proposta si fa riferimento alla lunghezza dei peli cuticolari e alle colorazioni pileiche. Peli fino a 60 µm = Lactifluus oedematopus, peli 80-125 µm = Lactifluus volemus e Lactifluus subvolemus, quest'ultimo distinguibile dal Lactifluus volemus solamente per i colori pileici con tonalità giallastre o dopo analisi molecolare. Esaminando molte raccolte provenienti da tutta Italia, si è constatato che Lactifluus oedematopus è molto più comune di Lactifluus volemus. Il Lactifluus oedematopus è stato reperito in simbiosi con varie latifoglie (Quercus spp., Fagus sylvatica, Carpinus spp, Castanea sativa) e a quote variabili da 400 a 1500 m s.l.m. Abbiamo notato anche delle differenze riguardo all'odore: nel Lactifluus volemus è da subito ben marcato, mentre nel Lactifluus oedematopus è appena percettibile sul campo, ma dopo alcune ore diventa intenso. Bibliografia BASSO, M.T., 1999. Lactarius Pers. Fungi Europæi. Vol 7. Alassio (SV): Ed. Mykoflora. DELLA MAGGIORA, M., NUYTINCK, J., 2018. Lactifluus oedematopus e Lactifluus subvolemus, due specie poco conosciute raccolte in Toscana. Rivista di micologia 61 (2): 157-171. VAN DE PUTTE, K., NUYTINCK, J., DE CROP, E., HUGHES, K., VERBEKEN, A., 2020. Lactifluus volemus (Russulales) in Europe: three species in one - revealed by a multilocus genealogical approach, Bayesian species delimitation and morphology. Manoscritto non pubblicato. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Manuel Atzeni, Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Lazio; Giugno 2020; Foto di Manuel Atzeni. Peli pileipellis. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. Macrocheilocistidi. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. Macropleurocistidi. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Spore. Osservazione in Melzer a 1000×. Peli caulocute. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×.
  4. Agaricus freirei Blanco-Dios; Regione Lazio; Dicembre 2011; Foto e commento Felice Di Palma. Si riconosce dal simile Agaricus phaeolepidotus, molto vicino anche filogeneticamente, per la presenza di braccialetti di squame brune alla base del gambo, l'anello semplice e non a ruota dentata come in Agaricus phaeolepidotus, cheilocistidi mediamente più piccoli, crescita in aree dunali e in prossimità dei litorali, mentre Agaricus phaeolepidotus, ha un habitat prevalentemente ruderale associato a latifoglie, e comunque non necessariamente litoraneo. Le tipiche bande rettangolari marroni sulla faccia inferiore dell'anello e la loro formazione. Alla sezione, la carne alla base del gambo spesso non mostra viraggi molto evidenti, l'odore di inchiostro tipico della Sezione Xanthodermatei in questa specie è molto leggero e si avverte soprattutto alla base del gambo. Le spore sono relativamente piccole. (4,7)4,80-5,66 × (3,23)3,30-3,84(3,93) µm. I cheilocistidi come un po' in tutto il genere Agaricus, devono essere ricercati con attenzione se non si vuole ottenere il risultato della foto seguente, cioè un "inquinamento" da basidioli. Per osservare i cheilocistidi bisogna inizialmente schiacciare pochissimo il coprivetrino, per individuare esattamente dove sono posizionati. Una volta individuati i cheilocistidi, si può schiacciare di più per cercare di farli uscire dalla trama lamellare, per una più evidente osservazione. Basidi tetrasporici.
  5. Agaricus essettei Bon; Regione Trentino; Settembre 2008; Foto di Pietro Curti.
  6. Pholiotina nemoralis (Harmaja) Bon; Regione Lombardia; Gera d'Adda, Maggio 2016. Foto e microscopia di Angelo Mariani. Spore 9,66-12,19 × 5,07-6,30 µm; lisce, a parete spessa con poro germinativo. Cheilocistidi polimorfi.
  7. Pholiota lubrica (Pers. : Fr.) Singer; Foto di Luca Mistè. Il bel colore rosso del cappello, la sua viscosità, le forti decorazioni sul gambo, aiutano la determinazione macroscopica sul campo.
  8. Tubaria hiemalis Romagn. ex Bon; Regione Lazio; Marzo 2020; Foto di Manuel Atzeni. Cheilocistidi. Osservazione in Rosso Congo a 600×. Cheilocistidi. Osservazione in Rosso Congo a 600×. Basidio. Osservazione in Rosso Congo a 600×. Caulocute. Osservazione in Rosso Congo a 100×. Pileipellis. Osservazione in Rosso Congo a 200×. Pileipellis. Osservazione in Rosso Congo a 200×. Spore. Osservazione in Rosso Congo a 600×.
  9. Sarcoscypha coccinea (Gray) Boud.; Regione Lazio; Marzo 2020; Foto Manuel Atzeni. Confronto delle spore tra specie simili Tabella di confronto delle misure sporali Misure spore Misure aschi Esemplare esaminato (28) 28,6-31,8 (35,9) × (9,1) 9,3-11 (11,1) µm (400,6) 400,64-403,29 (403,3) × (11,7) 11,74-13,26 (13,3) µm Van Vooren (25) 27-36 × 10-12 µm 400-455 × 11-13 µm Medardi 30-40 × 14,5-15 µm 400 × 15 µm Breitenbach 29-39 × 9-11 (13) µm 400-450 × (11,5) 13,5-15 (17) µm Asco e spore. Osservazione in Rosso Congo a 600×. Asco e spore. Osservazione in Rosso Congo a 600×. Asco e spore. Osservazione in Rosso Congo a 600×. Asco e spore. Osservazione in Rosso Congo a 600×. Aschi e parafisi. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Asco e spore. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Asco e spore. Osservazione in Rosso Congo a 200×. Asco e spore. Osservazione in Rosso Congo a 200×. Sezione. Osservazione in Rosso Congo a 40×. Parafisi. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Peli bordo apotecio. Osservazione in Rosso Congo a 200×.
  10. Setchelliogaster tenuipes (Quél.) J. Schröt.; Regione Lazio; Marzo 2020; Foto Manuel Atzeni. Cistidi. Osservazioni in Rosso Congo a 400×. Cistidi. Osservazioni in Rosso Congo a 400×. Cistidi. Osservazioni in Rosso Congo a 600×. Cistidi. Osservazioni in Rosso Congo a 600×. Spore. Osservazioni in Rosso Congo a 600×.
  11. Geopora sumneriana (Cooke) De La Torre; Regione Lazio; Marzo 2020; Foto Manuel Atzeni. Aschi e parfisi. Osservazioni in Rosso Congo a 200×. Aschi e parfisi. Osservazioni in Rosso Congo a 400×. Ascho e spore. Osservazioni in Rosso Congo a 600×. Ascho e spore. Osservazioni in Rosso Congo a 600×. Spore. Osservazioni in Rosso Congo a 400×. Peli excipulum ectale. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Peli excipulum ectale. Osservazione in Rosso Congo a 200×. Peli excipulum ectale. Osservazione in Rosso Congo a 100×. Peli excipulum ectale. Osservazione in Rosso Congo a 100×.
  12. Exidia glandulosa (Bull. : Fr.) Fr. 1822; Regione Lazio; Marzo 2020, Foto di Tomaso Lezzi. Ritrovamento su ramo a terra di Robinia pseudoacacia.
  13. Agaricus sylvicola (Vittad.) Peck; Regione Marche; Settembre 2012; Foto di Pietro Curti.
  14. Agaricus arvensis Schaeff. : Fr.; Regione Campania; Novembre 2011; Foto e commento Felice Di Palma. I campioni rappresentati nelle foto successive, fino a qualche anno fa erano determinabili come Agaricus nivescens. Oggi la moderna micologia considera questa specie all'unanimità come un sinonimo non prioritario di Agaricus arvensis, nuovo nome con cui oggi deve essere chiamata. Reazione al KOH sulla cuticola. Esemplare maturo. Esemplare giovane. Anello con "ruota dentata". Spore= 5,7-6,7 × 4,0-4,9 µm; Q= 1,3-1,5. Elementi imeniali. Cheilocistidi: il filo lamellare ne è completamente tapezzato (come giustamente riportato in letteratura) tuttavia sono talmente infossati nella trama lamellare che la loro osservazione è oltremodo difficoltosa. In particolare occorre fare molta attenzione a non schiacciare troppo il preparato in quanto la presenza di un numero decisamente superiore di basidioli inquinerebbe irrimediabilmente l'osservazione. Solo dopo aver esattamente individuato la loro collocazione (anche a bassi ingrandimenti) è possibile, schiacciando ulteriormente, sperare di riuscire ad isolarne qualcuno per l'osservazione nella sua interezza. Regione Campania; Ottobre 2007; Foto e descrizione di Felice Di Palma. Spore: n=30 (5,59 )5,773-7,073(7,66)X(4,04 )4,19-5,003(5,16). Sul filo lamellare non sono riuscito a trovare cheilocistidi, ed in effetti i conti tornano, perché questa specie presenta cheilocistidi molto corti (molto infossati nella trama della lamella) quindi la loro osservazione è veramente complicata. Regione Campania; Dicembre 2013; Foto di Giulio Martino. Aspetti macro. basidioma di dimensioni medie 8cm di diametro cappello e stipite alto 9cm; pileo leggeremente forforaceo e fibrilloso di colore bianco e solo leggermente ingiallente, dopo 24h l'ingiallimento è ben visibile; stipite finemente pruinoso sotto l'anello, ingiallimento debole alla base; lamelle rosa carnicino nell'esemplare giovane, marroni nell'adulto; anello supero e dentato nella parte inferiore; carne bianca, debolmente ingiallente, quasi impercettibile, odore di mandorla ma leggerisssimo, sapore grato (forse fungino); habitat in aiuola sotto cipresso. Aspetti microscopici: spore ovoidali con guttule, misure 6,39x4,43µm; cheilocistidi sferoidali/piriformi fino a 15 µm; basidi bi e tetrasporici; trama lamellare del subimenio formata da ife subcilindriche ife irregolarmente allungate e settate; trama dell'anello formata da ife a salsicciotto talune allargate, settate con alcune ramificazioni o protuberanze. Spore. Basidi. Cheilocistidi. Imenio e subimenio. Trama anello. Regione Lombardia; Maggio 2014; Foto, descrizione e microscopia di Massimo Biraghi. Arcene, giardino privato, sotto Thuja orientalis pyramidalis aurea. Microscopia Spore. Long.: N = 40; dMd; (5,13)5,354-5,5675-6,337(6,81) Larg.: N = 40; dMd; (3,67)3,965-4,08-4,638(4,82) Q: N = 40; dMd; (1,20)1,241-1,31-1,528(1,58) V: N = 4 0; dM ; (37,2)44,98-49,7-68,24(73,9) N° Long. Larg. Q Moy 5,84 4,27 1,37 Min 5,13 3,67 1,20 Max 6,81 4,82 1,58 Med 5,86 4,28 1,38 Cheilocistidi.
  15. Agaricus iodosmus Heinem.; Regione Lazio, Roma; Ottobre 2005; Foto e commento di Tomaso Lezzi. Questo Agaricus cresceva su un marciapiede, sulla terra intorno a un albero di Robinia, in prossimità di primordi di Psathyrella candolleana. Base del gambo fortemente ingiallente, odore di fenolo, cappello coperto da squamette color seppia su fondo bianco a macchie grige. Lamelle del giovane chiare.
  16. Amanita muscaria (L. : Fr.) Lam.; Regione Trentino; Settembre 2019; Foto macro e microscopiche di Manuel Atzeni Velo generale. Osservazioni in Rosso Congo a 200×. Velo generale. Osservazioni in Rosso Congo a 200×. Velo generale. Osservazioni in Rosso Congo a 200×. Velo generale. Osservazioni in Rosso Congo a 400×. Basidi. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Basidi. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Basidi. Osservazione in Rosso Congo a 400×.
  17. Hygrocybe quieta (Kühner) Singer 1951 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Hygrophoraceae Sinonimi Hygrophorus quietus Kühner 1947 Etimologia L'epiteto Hygrocybe deriva dal greco hygròs = umido, e kybe = testa; per il cappello spesso viscido L'epiteto quieta deriva dal latino quietus = calmo fermo e fa riferimento all'odore simile a quello di Lactarius quietus. Cappello Cappello da convesso a campanulato poi disteso ma evidenzia sempre un basso umbone schiacciato, la cuticola liscia, fibrillosa è igrofana, di tonalità variabile, su base gialla con sfumature aranciate e biancastre. Il margine si presenta spesso fessurato e di colore più carico rispetto al contesto, la cuticola è facilmente separabile e lascia intravedere la carne bianco giallastra. Imenoforo Lamelle adnate o decorrenti con dentino, spesse, rade , ventricose, con filo lamellare eroso, intercalate a lamellule di varie dimensioni, inizialmente bianco giallastre, assumono una tonalità arancio salmone con sfumature rosa con lo sviluppo. Gambo Irregolare cavo all'interno, a volte cilindrico e distorto più spesso compresso, concolore al cappello, percorso da fibrille longitudinali, biancastro alla base. Carne Poco consistente, fragile, di colore giallo, odore di cimice e sapore dolce. Habitat Gregario, rinvenuto in bosco di latifoglia. Commestibilità e Tossicità Non commestibile di scarso interesse alimentare. Specie simili Hygrocybe ceracea (Sowerby : Fr.) P. Kumm., è simile, ma presenta il cappello viscoso, giallo brillante, e lamelle da decorrenti a largamente adnate. Hygrocybe reidi Kühner, ha colori arancio rossi e odore di miele. Osservazioni Si determina con facilità sul campo, per la colorazione rosa aranciata delle lamelle, per il gambo irregolare, compresso e fibrilloso e per l'odore di cimice. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Giovanni Galeotti. Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria; Dicembre 2015; Foto macroscopia di Giovanni Galeotti.
  18. Plectania rhytidia (Berk.) Nannf. & Korf 1957 Tassonomia Divisione Ascomycota Classe Pezizomycetes Ordine Pezizales Famiglia Sarcosomataceae Sinonimi Peziza rhytidia Berk 1855 Urnula rhytidia (Berk) Cooke 1889 Sarcosoma rhytidium (Berk) Le Gal 1953 Sarcosoma rhytidia (Berk) Le Gal 1953 Etimologia L'epiteto neolatino Plectania deriva dal sostantivo femminile greco πλεκτάνη [plektàne] = intreccio, attorcigliamento, groviglio. L'epiteto neolatino rhytidia deriva dal sostantivo femminile greco ῥυτίς [rytìs] = crespa, piega, ruga; per il bordo crenulato dell'ascoma. Ascoma Sotto forma di apotecio, da 0,5 a 2,5 cm di diametro, imenoforo grigio-nerastro, liscio, con bordo crenulato, superficie esterna con costolature verticali, ricoperta da una fine peluria. Carne Nerastra e ceracea. Habitat Su residui di legno o radichette di latifoglia, più frequente su Eucaliptus spp. Microscopia Spore (22,4) 23,3-25,2 (25,9) × (10) 10,6-11,6 (12) µm; Q = (2) 2,1-2,3 (2,4); N = 16; Me = 24,2 × 11 µm; Qm = 2,2, elissoidali, con delle striature trasversali, non facilmente visibili. Aschi (365,2) 365,21-459,7 × (13,4) 13,44-16,8 µm; Q = 22,5-34,2; N = 4; Me = 403,2 × 15,4 µm; Qm = 26.6, cilindrici, ottasporici, non amiloidi. Parafisi cilindriche, settate, spesso ramificate e biforcate all'apice. Excipulum medullare formato da una textura intricta di ife cilindriche, con presenza di contenuto giallastro. Excipulum ectale formato da una textura globulosa/angularis, si notano sia peli corti a parete spessa, che peli molto più lunghi con parete meno ispessita, entrambi a volte mostrano delle leggere incrostazioni. Commestibilità e Tossicità Non commestibile. Osservazioni Per osservare meglio le striature presenti nelle spore, è bene effetuare una sporata su vetrino e osservare a secco senza liquidi, per evidenziare le strutture. Specie simili Possiamo differenziare il Genere Plectania dal Genere Pseudoplectania dalla forma sporale, in Plectania troviamo spore elissoidali, mentre in Pseudoplectania le spore sono sferiche. Pseudoplectania nigrella (Pers. : Fr.) Fuckel; è legata a conifere, preferibilmente a Picea spp., e ha spore sferiche. Pseudoplectania melaena (Fr. : Fr.) Sacc.; è legata principalmente ad Abies spp., e ha spore sferiche. Pseudoplectania ericae Donadini; è di habitat mediterraneo legata ad Erica arborea, e ha spore sferiche. Plectania melastoma (Sowerby : Fr.) Fuckel; ha apoteci ricoperti esternamente da granuli incrostati di color arancio e spore leggermente più grandi. Bibliografia CARBONE, M., AGNELLO, C. & BAGLIVO, A., 2010. Appunti su Plectania rhytidia e studio del typus di Urnula platensis. Rivista di Micologia, 53 (2): 119-135. MEDARDI, G., 2006. Atlante fotografico degli Ascomiceti d'Italia. Trento: Ed. AMB. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Manuel Atzeni. Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Lazio; Marzo 2020; Foto di Manuel Atzeni. Aschi e parafisi. Osservazione in Rosso Congo anionico a 400×. Asco. Osservazione in Rosso Congo anionico a 400×. Parafisi. Osservazione in Rosso Congo anionico a 400×. Parafisi. Osservazione in Blu di Toludina a 600×. Spore. Osservazione in acqua a 600×. Excipulum ectale. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400× Excipulum medullare. Osservazione in acqua a 200×. Peli dell'excipulum ectale. Osservazione in Rosso Congo a 100× . Peli dell'excipulum ectale. Osservazione in KOH al 30% a 400×. Peli dell'excipulum ectale. Osservazione in Rosso Congo a 400×.
  19. Coniophora puteana (Schumach. : Fr.) P. Karst. 1868 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Boletales Famiglia Coniophoraceae Sinonimi Thelephora puteana Schumach. : Fr. 1803 Etimologia L'epiteto Coniophora deriva dalle parole greche [κονία] konía = polvere, sabbia e [φέρω] fero = io porto; per l’aspetto arenoso e inconsistente dei funghi appartenenti a questo genere. L'epiteto puteana deriva dal latino pŭtĕus = pozzo, buca fossa; per l'ambiente di crescita della specie, particolarmente umido e ombroso. Carpoforo Fungo corticolo, resupinato, adnato, membranoso, ben fissato al substrato ma facilmente separabile dallo stesso. Prima orbicolare, poi confluente in placche larghe da pochi centimetri fino a vari decimetri; il colore è inizialmente crema-giallino poi bruno-verdastro, olivastro, soprattutto nella parte centrale, con il margine che tende a rimanere di colore giallo o comunque più chiaro; margine fibrilloso di norma biancastro o raramente lievemente giallo. Carne inconsistente, alta solo 1 o 2 mm, prima molle e poi fibrosa. Microscopia Sistema ifale monomitico con ife settate, senza GAF, più o meno ramificate, ialine, a parete sottile, larghe 3-8 µm, di cui alcune raggiungono anche i 15 µm; sono presenti anche ife incrostate e rari GAF verticillati nelle ife basali. Basidi lunghi fino a 100 µm, subcilindrici-clavati, con restringimento nella parte mediana e senza GAF alla base. Spore 10,3-12 × 6,7-8,4 µm; Qm = 1,5; da ovoidi ad ellissoidali, a parete spessa con evidente apicolo, brunastre in acqua e con leggera reazione destrinoide. Habitat Vegeta sia su legno marcescente di aghifoglia che di latifoglia. È stato rinvenuto su legno di Castagno, Olmo, Faggio, Frassino, Betulla, Leccio, Tasso, Pino e Ginepro. Commestibilità e tossicità Non commestibile. Specie simili Coniophora arida (Fr. : Fr.) P. Karst., le è molto simile, dalla carne più sottile, dalle tonalità tendenzialmente più spente, ocracee, ma di fatto indistinguibile da un punto di vista macroscopico da Coniophora puteana per via della enorme variabilità cromatica delle due specie. La microscopia è quasi sovrapponibile: la prima ha mediamente spore leggermente più piccole della seconda, ma anche in questo caso la elevata variabilità delle misure sporali delle due specie fa diventare questo dato poco significativo. Le due specie però si riescono a separare grazie all’esame delle spore in acqua ove Coniophora arida ha spore gialline mentre Coniophora puteana ha spore brunastre. Inoltre Coniophora arida ha spore di norma fortemente destrinoidi mentre Coniophora puteana ha anch’essa una reazione destrinoide ma meno evidente della sua simile. Coniophora fusispora (Cooke & Ellis) Cooke si differenzia per le spore più lunghe e di forma affusolata. Coniophora olivacea (Fr. : Fr.) P. Karst. si distingue per la presenza di grossi cistidi cilindrici settati, a parete spessa e generalmente incrostati. Osservazioni Corticolo comune e diffuso in tutta Europa. Cresce su legni marcescenti in condizioni di particolare umidità. Un buon indizio per il suo riconoscimento è il colore verde-olivastro della parte centrale dell'imenoforo che contrasta con il margine giallastro. Per la conferma della determinazione è sempre necessaria una verifica microscopica. Note nomenclaturali La prima descrizione della specie risale al 1803 quando il botanico danese Heinrich Christian Friedrich Schumacher chiamò il fungo Thelephora puteana; in seguito nel 1868 Peter Adolf Karsten ricombinò la specie nel genere Coniophora attualmente prioritario. Nel corso degli anni sono state innumerevoli le descrizioni di specie corticole ricondotte poi a sinonimi di Coniophora puteana. Bibliografia BREITENBACH, J. & KRANZLIN, F., 1986. Champignons de Suisse. Vol. 2. Champignos sans lames. Lucerna. Ed. Verlag Mykologia. BERNICCHIA, A. & GORJON, S.P., 2010. Corticiaceae s.l. Fungi Europæi. Vol 12. Alassio (SV): Ed. Candusso. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Stefano Rocchi. Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria, Isola Polvese di Castiglion del Lago (PG); Novembre 2018; Foto e microscopia di Stefano Rocchi. I Comitato scientifico del Circolo Micologico Naturalistico Perugino sull'isola Polvese presso il Centro cambiamento climatico e biodiversità in ambienti lacustri ed aree umide di Arpa Umbria. Esemplari rivenuti su legno di Leccio a terra. (Exsiccatum SR20181110-04) Sistema ifale monomitico con ife settate, senza GAF, più o meno ramificate, ialine, a parete sottile, larghe 3-8 µm, di cui alcune raggiungono anche i 15 µm; sono presenti anche ife incrostate e rari GAF verticillati nelle ife basali. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Basidi lunghi fino a 100 µm, subcilindrici-clavati, con restringimento nella parte mediana e senza GAF alla base. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Spore 10,3-12 × 6,7-8,4 µm; Qm = 1,5; da ovoidi ad ellissoidali, a parete spessa con evidente apicolo, brunastre in acqua. Osservazione in acqua a 1000×. Spore 10,3-12 × 6,7-8,4 µm; Qm = 1,5; da ovoidi ad ellissoidali, a parete spessa con evidente apicolo e con leggera reazione destrinoide. Osservazione in Melzer a 1000×.
  20. Stereum subtomentosum Pouzar; Regione Toscana; Dicembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. Come il simile Stereum hirsutum si presenta più o meno a mensole flabelliformi, appressate e spesso confluenti o concresciute, nate su legno guasto di varie latifoglie. Caratteri macroscopici differenziali rispetto a Stereum hirsutum sono: la superficie sterile che appare vellutata-feltrata e non marcatamente irsuta, i colori da ocra a bruno-ruggine anche con toni rosso scuro, con margine ondulato-lobato e nettamente più chiaro, mentre in Stereum hirsutum i colori del cappello sono per lo più giallastri, arancioni o bruno chiaro; inoltre l’imenio di Stereum subtomentosum è liscio come in Stereum hirsutum ma ha colore grigio-giallastro e vira al giallo cromo se contuso o sfregato, mentre in Stereum hirsutum l’imenio ha colore più vivo, giallo-arancio, ed è immutabile al tocco o allo sfregamento. Imenoforo liscio, di colore grigio-giallastro, con alcune macchie di colore giallo cromo.
  21. Bisporella citrina (Batsch : Fr.) Korf & S.E. Carp.; Regione Toscana; Dicembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. Ascomicete costituito da un minuscolo apotecio che può raggiungere il mezzo centimetro di diametro; sessile o peduncolato; può assumere forma da turbinata (a trottola) a discoide (appiattita) a leggermente depressa (cupulata). Colorazione da giallo vivo a giallo limone sia sulla superficie sterile che sull’imenoforo; peduncolo (quando presente) di colore biancastro all’attacco del substrato, via via più giallino salendo verso l’apice per sfumare e divenire concolore all’imenoforo. Carne di consistenza ceracea, giallina. Fruttifica su legno guasto di latifoglie, non sulla corteccia ma sulle parti decorticate.
  22. Gymnopus brassicolens (Romagn.) Antonín & Noordel; Regione Toscana; Dicembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. Specie autunnale che cresce in gruppi o in cespi su vari residui legnosi sia di latifoglie che di aghifoglie. Caratteristico è il suo odore sgradevole che può ricordare quello del cavolo marcio o dell’aglio ammuffito. Presenta cappello da convesso a piano, a maturità talvolta un poco depresso, di colore bruno-rossastro, più chiaro all’orlo che è un poco striato; margine irregolare. Lamelle più o meno smarginate al gambo, biancastre, più scure a maturità. Il gambo è sottile e slanciato, di colore da nero a nero-brunastro, meno scuro all’apice. Gli è simile Gymnopus foetidus con odore analogo ma con cappello nettamente solcato-scanalato anche fino al margine, depresso e talvolta anche ombelicato; inoltre la lamelle di Gymnopus foetidus sono più fitte, adnate, assai intervenose, e di colore rosato, più scure a maturità. La crescita, inoltre, è preferenziale su fogliame o residui legnosi per Gymnopus brassicolens mentre Gymnopus foetidum ama fruttificare su rami o rametti marcescenti a terra. Microscopicamente Gymnopus foetidum presenta spore decisamente più grandi. Nati su lettiera di aghi di Pino nero, misto a varie latifoglie.
  23. Pleurotus ostreatus (Jacquin : Fr.) Kummer; Regione Toscana; Dicembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 42, Pag. 146: “Cresce cespitoso sui tronchi vivi, sui rami caduti e sui ceppi di alberi di latifoglie, in particolare di Pioppo, Salice, Sughera. Il suo periodo di crescita va dall’inizio dell’autunno a tutto l’inverno; una delle sue caratteristiche, infatti, è quella di resistere alle gelate invernali. Ha carne compatta, soda, tenace nel gambo; elastica quasi fibrosa nel cappello dove assume vari spessori: più spessa vicino al gambo, sempre più sottile verso il margine; odore lieve, a maturità con lieve sentore di muffa, sapore dolce.” Nati su un vecchio ceppo muschioso di Cerro.
  24. Trametes hirsuta (Wulfen) Lloyd; Regione Toscana; Dicembre 2018; Foto di Alessandro Francolini.
  25. Hygrophorus russula (Schaeff. : Fr.) Kauffman; Regione Toscana; Dicembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 48, Pag. 152: “Nei boschi di latifoglie, in particolare Quercia, molto comune in aree termofile in autunno dopo intensi temporali. Si tratta di un micete a crescita massiccia, anche se non moto durevole. Le produzioni del fungo si concentrano in non più di due, massimo tre settimane, ma all’interno di questo breve periodo sono letteralmente esplosive: in ogni direzione, dentro il bosco, ci sono distese di questo basidioma. Per i suoi caratteri cromatici, con il cappello che sembra dipinto in modo grossolano di rosso su fondo bianco, non si presta a confusioni; si tratta quindi di un fungo molto facile da riconoscere.” L'unica specie simile è Hygrophorus erubescens che però ha gambo facilmente ingiallente, lamelle rade e di colore bianco-giallastre-grigiastre, habitat presso conifere e raramente sotto latifoglia, carne dal sapore da poco a nettamente amaro; H. russula ha invece scarsa propensione all’ingiallimento (al più sono presenti rare macchie gialline sul gambo a maturità), possiede lamelle relativamente fitte (le più fitte tra gli Hygrophorus) e di colore da biancastro a biancastro-carnicino a maturità con macchie rosso-vinoso (il filo lamellare si macchia anch’esso di rosso-vinoso e raramente di giallo a maturità), carne dal sapore nullo o leggermente amarognolo.
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