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sgurz74

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  1. sgurz74

    Melanosporum eterotallico

    Scusate avevo postato il seguente messaggio in micologia di base, area didattica, ma la collocazione giusta è qui. Chiedo scusa! Il messaggio era il seguente: Buonasera, ho letto che studi recenti hanno dimostrato che funghi appartenenti al genere tuber (il melanosporum in particolare) sono eterotallici,, cioè producono carpofori nel momento in cui si incontrano le ife di due ceppi con polarità opposte. Non è ancora chiaro se è necessario che l'incontro tra i due diversi ceppi deve partire da simbionti diversi o se da due ceppi presenti entrambi sulla stessa pianta (ed in questi casi è stata dimostrata competizione tra i ceppi diversi). Vengo alla domanda, alla luce di queste scoperte, in un'ottica di coltura, può essere più propizio prevedere la presenza di almeno due simbionti a distanza ravvicinata, o la impossibilità di conoscere anticipatamente la polarità dei due diversi ceppi sulle due diverse piante simbionti renderebbe vano questo approccio? Scrivo questo perchè in Francia, negli ultimi anni si sviluppano sempre più tartufaie "a siepe" dove cioè le piante sulla fila vengono tenute vicine e , per evitare gli ombreggiamenti (deleteri), si aumentano le distanze tra le file. Volevo capire se questo approccio francese aumenta "scientificamente" la possibilitò che una pianta sia produttiva, oppure se in realtà è una pratica infondata. Grazie dell'attenzione.
  2. sgurz74

    Funghi micorrizici eterotallici

    Buonasera, ho letto che studi recenti hanno dimostrato che funghi appartenenti al genere tuber (il melanosporum in particolare) sono eterotallici,, cioè producono carpofori nel momento in cui si incontrano le ife di due ceppi con polarità opposte. Non è ancora chiaro se è necessario che l'incontro tra i due diversi ceppi deve partire da simbionti diversi o se da due ceppi presenti entrambi sulla stessa pianta (ed in questi casi è stata dimostrata competizione tra i ceppi diversi). Vengo alla domanda, alla luce di queste scoperte, in un'ottica di coltura, può essere più propizio prevedere la presenza di almeno due simbionti a distanza ravvicinata, o la impossibilità di conoscere anticipatamente la polarità dei due diversi ceppi sulle due diverse piante simbionti renderebbe vano questo approccio? Scrivo questo perchè in Francia, negli ultimi anni si sviluppano sempre più tartufaie "a siepe" dove cioè le piante sulla fila vengono tenute vicine e , per evitare gli ombreggiamenti (deleteri), si aumentano le distanze tra le file. Volevo capire se questo approccio francese aumenta "scientificamente" la possibilitò che una pianta sia produttiva, oppure se in realtà è una pratica infondata. Grazie dell'attenzione.
  3. sgurz74

    Dubbio su riconoscimento fungo

    Ciao, no, sfortunatamente non ho più il campione, ma terrò d'occio la tartufaia per vedere se saltano fuori altri esemplari, grazie, eventualmente aggiorno con post l'argomento...
  4. sgurz74

    Dubbio su riconoscimento fungo

    Grazie davvero delle risposte, allora, in un quarto d 'ora dopo la raccolta non c'è stato alcun viraggio di colore, l'odore era nettamente fungino, e la consistenza soda ma non coriacea, il cappello aveva una superficie leggermente gelatinosa, era una colonia di 7/8 esemplari che ho ansiosamente asportato per allontanarla dalla tartufaia... Mi documentero' sulle schede e terrò monitorata la situazione. Intanto vi ringrazio di cuore!
  5. sgurz74

    Dubbio su riconoscimento fungo

    il contesto era prato, a 10 cm da un nocciolo (presumibilmente micorrizzato con tuber melanosporum - se non m'hanno fregato). Terreno ricco di calcio.
  6. sgurz74

    Dubbio su riconoscimento fungo

    ok grazie mille aspetto.
  7. sgurz74

    Dubbio su riconoscimento fungo

    Scusate, non vorrei abusare della vostra attenzione ma... mi aiutereste a riconoscere questo fungo? Mi direste se è un parassita, saprofita o simbionte? Grazie.
  8. Solo un'ultima cosa... lei pensa che lavorando il terreno (a marzo, quando fa bene al melanosporum), e alzando un po' il ph del terreno, si può eliminare o almeno indebolire il micelio dello scleroderma, o c'è un'altra metodica per soffocarlo e far sì che non proliferi troppo?
  9. Grazie infinite sig. Pietro, è stato gentilissimo e mi sento molto sollevato!
  10. Buongiorno a tutti, volevo chiedere un chiarimento su un fungo epigeo trovato ieri nella mia giovane tartufaia coltivata con melanosporum. Non capisco, se è una vescia o uno scleroderma, e soprattutto non capisco se è micorrizogeno (e quindi pericoloso per le micorrize di melanosporum dei miei piccoli noccioli di un anno) o saprofita e quindi innocuo. Per dirla tutta avevo già visto nella stessa zona questo fungo anche l'estate 2016 (una anno fa) prima dell'impianto della tartufaia, ma avendo fatto una lavorazione del terreno pre-impianto pensavo di averlo estirpato... intorno non c'erano (e non ci sono) particolari alberi, ci sono solo delle viti perchè la tartufaia è stata realizzata (previa analisi del terreno) nell'ampio interfila delle viti. Spero possiate aiutarmi perchè, come immaginerete sono un po' in apprensione... allego le immagini per chi vorrà aiutarmi. Grazie.
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