ma il cíano cilestro
ma il papavero ardente
con lei cadranno, ahi, vani su le secce.
Gabriele D'Annunzio - Alcyone - la spica
Papaver rhoeas L.
Sinonimi: Papaver erraticum (Plin.) J.Bauh.
Famiglia: Papaveraceae
Nomi volgari: Papavero, Rosolaccio
Etimologia: Dal latino papaver= papavero e dal greco rhoeas = rosso
Morfologia:
Pianta erbacea annuale con radice bianca a fittone e sovrastante rosetta basale di foglie da cui partono i fusti eretti, ramificati e setolosi alti fino a 80 cm e ricoperti di peli lunghi e patenti (rivolti ad angolo retto rispetto al fusto). Dalle ferite del fusto e delle altre parti della pianta fuoriesce il tipico latice bianco di odore sgradevole.
Le foglie sono dotate di peli segosi e morbidi, quelle basali a rosetta sono pennatopartite con i segmenti lanceolati o ellittici e margine dentato,con apice acuto e base lungamente picciolata, le foglie cauline sono più semplici e sessili.
All’apice di lunghi peduncoli che si sviluppano alla sommità del fusto e all’ascella delle foglie, sbocciano i fiori solitari, larghi 5-7 cm, con i boccioli penduli prima della fioritura. Il calice è composto da due sepali caduchi, la corolla ha 4 petali tondeggianti anch’essi molto effimeri (durano un giorno o poco più) di colore rosso vivo spesso macchiati alla base di nero. Numerosi stami di colore nerastro.
Il frutto è una capsula globosa dotata superiormente di un disco ondulato che si apre con numerosi fori alla maturità dei semi nerastri.
Habitat – fioritura - distribuzione
Cresce fino alla zona submontana nei luoghi erbosi e nei campi, ma la si trova anche sui muri, lungo le strade, in località aride, dove fiorisce da Maggio a Luglio, ma anche sebbene più raramente, in Autunno. Originaria delle regioni mediterranee, è presente in tutto il mondo. In Italia è considerata comune, anche se negli ultimi anni la sua presenza, sembra assai ridotta negli abituali luoghi di crescita.
Proprietà e principi attivi:
Contiene l’alcaloide readina, ed alri alcaloidi ancora in fase di studio, resine, mucillagine e sostanze coloranti, la presenza di morfina e acido meconico (presente nell’oppio) non è ancora ben confermata. Ha comunque proprietà sedative, antispasmodiche, antinfiammatorie, tossigughe, espettoranti e coloranti.
Curiosità e usi:
Uso in cucina: Le tenere rosette delle foglie primaverili vengon consumate in insalata preferibilmente con altre erbe. Si usa anche cuocerle sempre in miscuglio con altre erbe per preparare torte salate, oppure minestre, possono essere consumate anche da sole, prima lessate e poi passate in padella con burro, con aglio olio e peperoncino, per preparare sformati o far ripieni.
Con gli infusi di petali si ottengono dei blandi sedativi, calmanti per la tosse ed espettoranti.
Veniva usato in passato, come rimedio contro la gotta e il fuoco di S. Antonio.
Lo sciroppo veniva somministrato ai bambini irrequieti per indurli al sonno. Pare infatti che il termine papaver derivi da "pappa" in riferimento ad una antica usanza di aggiungere parti della pianta nel cibo dei bambini per farli dormire.
Contro il mal di denti: si usavano compresse imbevute nel suo infuso che veniva anche usato per massaggiare la pelle arrossata o contro le rughe.
Con i suoi petali si può ottenere una tintura rossa per la presenza nei petali degli antociani rosso vivo, che veniva anche utilizzata dalle donne per truccare labbra e guance.
Lo schiocco del suo petalo posto sul pugno della mano e colpito con il palmo dell’altra mano era, nella tradizione popolare una prova della fedeltà e dell’amore ricambiato.

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