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Gruppo Botanico AMINT

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  1. Saxifraga cuneifolia L. subsp. cuneifolia, Regione Liguria, 200 m s.l.m., Maggio 2020, foto di Marika.
  2. Saxifraga cuneifolia L. subsp. cuneifolia, Regione Liguria, 200 m s.l.m., Maggio 2020, foto di Marika.
  3. Saxifraga cuneifolia L. subsp. cuneifolia, Regione Liguria, 200 m s.l.m., Maggio 2020, foto di Marika.
  4. Pinus pinea L., Regione Marche, Agosto 2018, foto di Pietro Curti. Pini in un giardino pubblico.
  5. Pinus pinea L., Regione Marche, Agosto 2018, foto di Pietro Curti. Chioma del pino domestico.
  6. Cistus albidus L. Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Magnoliopsida Ordine: Violales Famiglia: Cistaceae Nome italiano Cisto biancastro. Etimologia Il nome sembra derivare dal greco Κονσέρβα = scatoletta, il quale si riferisce all'involucro dei frutti che si apre a scatto, albidus viene dal latino "biancastro" riferito al colore delle foglie e dei germogli ricoperti da una folta peluria biancastra. Descrizione Il Cistus albidus è un arbusto sempreverde che raggiunge circa i 150 cm di altezza, il suo tronco è formato da una corteccia di colore marroncino con fenditure verticali che si sfalda facilmente, i rami giovani sono di colore brunastro ricoperti da una folta peluria stellata. Le foglie sono di colore verde, ricoperte su ambedue le facce dalla stessa folta peluria stellata dei rami giovani e non hanno il picciolo; i fiori di colore rosa o leggermente porporini spuntano alla base delle foglie con un lungo pedicello, hanno 5 petali ben presto caduchi con aspetto stropicciato, hanno una macchia gialla al centro alla base dei numerosi stami anch'essi di colore giallo e un esile stilo centrale. Il frutto è una capsula deiscente che a maturità si apre a scatto spargendo i numerosi semi neri. Fiorisce da aprile a giugno. Habitat Il Cistus albidus cresce dal livello del mare fino a 1300 metri di altezza, nelle aree mediterranee o ai margini dei boschi con prevalenza di leccio o roverella, su terreni aridi e calcarei; è presente in Liguria, in Piemonte (limitatamente alla Val Maira), in Lombardia, in Veneto, in Toscana, nel Lazio e in Sardegna. Curiosità La pianta è protetta in Piemonte (L. R. 2 novembre 1982, n. 32). Non esiste un uso alimentare della pianta e anche gli animali non se ne cibano; il suo legno contiene resina ed è infiammabile e nel passato veniva usato come legna da ardere. Come tutte le le altre specie del genere contiene un olio essenziale che viene usato come antisettico nella cura delle infiammazioni della pelle e nelle ferite. Il Cisto è una pianta aromatica ed il periodo balsamico lo si ha durante la fioritura; il profumo è gradevole e viene liberato per contatto o con il movimento indotto dal vento. Alcune specie di Cisto contengono il laudano, una resina astringente e stimolante nervina, usata anche in profumeria e probabilmente anche Cistus albidus contiene questa resina. Somiglianze e varietà Cistus creticus L. subsp. corsicus (Loisel.) Greuter et Burdet (presente solo in Sardegna). Cistus creticus L. subsp. creticus (presente in Toscana, nel Lazio, in Abruzzo, in Molise, in Campania, in Puglia e Sicilia). Cistus creticus L. subsp. eriocephalus (Viv.) Greuter et Burdet (la specie meglio rappresentata nel nostro Paese; presente in tutta Italia, tranne che in Friuli Venezia Giulia, in Trentino Alto Adige, in Lombardia, in Piemonte e in Val d'Aosta). Cistus crispus L. (la cui presenza è certa solo in Sicilia e in Liguria, dubbia nel Lazio). Cistus parviflorus Lam. (presenza certa solo in Sicilia, dubbia in Puglia). Tutte specie simili e a volte confondibili, ma Cistus albidus è l'unico ad avere le foglie sessili. Caratteristiche e informazioni varie Una delle caratteristiche dei Cistus è quella di ibridarsi fra loro, per cui è difficile determinarli. Nel linguaggio dei fiori viene collocato nell'infedeltà e incostanza per cui regalare un fiore di Cistus significa non avere fiducia nella persona. I petali dei fiori del Cistus bianco hanno la caratteristica che se toccati fanno vibrare i numerosi stami mentre ciò non accade nei fiori colorati. Nei mesi caldi si può estrarre una resina utilizzata in farmacopea e nei profumi, mentre i suoi germogli vengono utilizzati cotti al pari degli asparagi. Su molte specie di Cistus nasce una pianta parassita di nome Cytinus hypocystis che penetra nelle radici della pianta. Coltivazione Questo arbusto può essere allevato nei giardini domestici come pianta ornamentale, ha un portamento tipicamente cespuglioso che raggiunge un’altezza di poco superiore al metro, non richiede cure particolari e si adatta facilmente a terreni poveri e ben drenati, l’irrigazione non è necessaria, eccezion fatta per sporadiche annaffiature nei periodi estremamente siccitosi. Deve essere coltivato in pieno sole e nei mesi di aprile e maggio si copre di numerosi fiori rosa, il suo fogliame denso e fitto è grigio verdastro e presenta una fitta peluria biancastra. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Marika e Pietro Curti, cartina realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Indice generale informatizzato delle piante, dei fiori e delle erbe
  7. Pinus nigra J.F.Arnold; Regione Marche; Giugno 2019; foto di Pietro Curti. Strobili e rametti.
  8. Pinus nigra J.F.Arnold; Regione Marche; Giugno 2019; foto di Pietro Curti. Aghi e corteccia.
  9. Pinus nigra J.F.Arnold; Regione Marche; Giugno 2019; foto di Pietro Curti. Tronco.
  10. Pinus nigra J.F.Arnold; Regione Marche; Giugno 2019; foto di Pietro Curti.
  11. Pinus nigra J.F.Arnold; Regione Marche; Giugno 2019; foto di Pietro Curti.
  12. Pinus nigra J.F.Arnold; Regione Marche; Giugno 2019; foto di Pietro Curti.
  13. Pinus nigra J.F.Arnold Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Pinophyta Classe: Pinopsida Ordine: Pinales Famiglia: Pinaceae Nome italiano Pino nero. Etimologia Il genere Pinus secondo alcuni autori deriva dal latino pix-cis, “pece, resina”, questo in virtù delle tipiche e abbondanti escrezioni resinose della pianta in ogni suo settore, diversamente, secondo altri autori, la radice del nome è da attribuire al celtico pen “testa”, in virtù della forma conica, allungata e appuntita della sua chioma, con particolare riferimento ai soggetti più giovani. Il nome della specie, nigra, richiama le tonalità nerastre delle striature della corteccia e delle parti interne degli strobili, con particolare riferimento alle aree interne delle squame. Descrizione Albero sempreverde con portamento eretto, della famiglia delle Pinaceae. Il pino nero è un albero che può raggiungere fino a 40 metri di altezza, ha un grosso fusto eretto con la corteccia di colore cinerino argentato negli esemplari giovani, mentre in quelli adulti la corteccia è caratterizzata da grosse placche di colore marrone scuro bordate di nero. La chioma è folta, conica negli esemplari giovani, quindi crescendo piramidale, poi tronco conica, ed infine a ombrello negli esemplari più vecchi; il legno interno è di colore rossiccio mentre la parte sotto la corteccia è di colore giallognolo. Le radici sono costituite da un grosso fittone dal quale si dipartono radici laterali robuste che danno stabilità alla pianta, i rami giovani sono di colore argento giallastro, quelli più vecchi assumono un colore marrone nerastro. Foglie Sono aghi flessibili di colore verde con apici a punta e margini dentellati, sono raggruppati a mazzetti di due, chiusi alla base da una corta guaina biancastra, percorsi da numerosi canali resiniferi. Fiori I fiori come in tutte le specie della famiglia Pinaceae non sono veri fiori ma foglie modificate: macrosporofilli con gemme apicali rossastre che daranno origine ai coni femminili e microsporofilli riuniti a mazzetti di colore giallastro che daranno origine ai coni maschili, che saranno fecondi solo dopo più di un anno dell’avvenuta impollinazione. Frutto Il frutto è uno strobilo caduco di forma ovale con un corto picciolo, è di colore marroncino, lungo circa 8 cm e a maturità diventa nerastro, contiene grandi semi alati che vengono dispersi dopo circa tre anni dalla maturazione e solo una parte sarà in grado di germinare. Il Pino nero fiorisce da Aprile a Maggio su diversi tipi di substrato, in Italia è presente in tutte le regioni ad esclusione di Valle d'Aosta, Puglia e Basilicata, dal piano fino 1200 metri di quota. Varietà Esistono molte varietà di Pino nero: Pinus nigra mauretanica che si trova in Marocco e Algeria; Pinus nigra salzmannii che cresce in Spagna e Francia, chiamato anche pino dei Pirenei; Pinus nigra laricio si trova in Corsica (pino corso), Sicilia e Calabria (pino calabrese); Pinus nigra nigra o pino austriaco che si trova in Italia dall'Appennino fino in Grecia, presente dalle Alpi Giulie e dalle montagne balcaniche su più di 800.000 ettari, è utilizzato come pianta da rimboschimento, privilegiata per la sua rapida crescita; Pinus nigra dalmatica presente in pochi esemplari nelle isole della Croazia; Pinus nigra pallasiana presente in Grecia, Turchia, Cipro e Crimea, chiamato anche pino di Crimea. Habitat È presente su gran parte del territorio italiano, nelle aree più meridionali e calde e nelle zone del nord più fredde. Predilige i terreni più aridi e rocciosi, anche pietrosi e calcarei, diversamente soffre nei terreni argillosi e pesanti, dove cresce stentatamente. Crea foreste in purezza, ma si associa con frequenza con altre essenze arboree e lo troviamo in boschi misti con altre specie di pini, con abeti o anche con latifoglie quali il castagno. Pur essendo una specie termofila resiste bene al freddo, al gelo e alla neve, in relazione alla latitudine in cui sono collocate le foreste, lo troviamo dalla pianura fino a 1200 metri di altitudine. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Marika e Pietro Curti, cartina realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Indice generale informatizzato delle piante, dei fiori e delle erbe
  14. Piptoporus betulinus (Bull.: Fr.) P. Karsten. Regione Trentino, 1350 m s.l.m., Settembre 2018, foto di Pietro Curti.
  15. Piptoporus betulinus (Bull.: Fr.) P. Karsten. Regione Trentino, 1350 m s.l.m., Settembre 2014, foto di Pietro Curti.
  16. Picea abies (L.) H. Karst., Regione Trentino, Luglio 2019, foto di Pietro Curti. Panorami dolomitici con abeti rossi.
  17. Picea abies (L.) H. Karst., Regione Trentino, Luglio 2019, foto di Pietro Curti. Pale di San Martino e abeti rossi.
  18. Picea abies (L.) H. Karst., Regione Trentino, Luglio 2019, foto di Pietro Curti. Albero.
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