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Digitalis ferruginea L. (1753)
Gruppo Botanico AMINT ha risposto alla discussione di Gruppo Botanico AMINT in Schede delle erbe, piante e fiori spontanei
Digitalis ferruginea L. (1753); Regione Toscana; Mugello, 250 m s.l.m.; 26 Agosto 2021; Foto di Alessandro Francolini. Alcune delle piante precedentemente fotografate e che hanno ormai disseminato i propri semi. Le capsule si sono aperte lungo la linea che separava le due valve (capsule setticide).- 9 risposte
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Tordylium apulum L. 1753
Gruppo Botanico AMINT ha risposto alla discussione di Gruppo Botanico AMINT in Schede delle erbe, piante e fiori spontanei
Tordylium apulum L. (1753); Regione Puglia; Aprile 2013; Foto di Pancrazio Campagna. Foglie imparipennate. Ogni segmento ha profilo ovale, con bordo lobato.- 16 risposte
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Tordylium apulum L. 1753
Gruppo Botanico AMINT ha risposto alla discussione di Gruppo Botanico AMINT in Schede delle erbe, piante e fiori spontanei
Tordylium apulum L. (1753); Regione Puglia; Aprile 2013; Foto di Pancrazio Campagna. Rosetta basale.- 16 risposte
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Tordylium apulum L. 1753
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Tordylium apulum L. (1753); Regione Puglia; Aprile 2013; Foto di Pancrazio Campagna. Fitta pubescenza soprattutto nella parte inferiore del fusto.- 16 risposte
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Tordylium apulum L. 1753
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Tordylium apulum L. (1753); Regione Puglia; Aprile 2013; Foto di Pancrazio Campagna.- 16 risposte
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Tordylium apulum L. 1753
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Tordylium apulum L. (1753); Regione Puglia; Aprile 2013; Foto di Pancrazio Campagna.- 16 risposte
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Tordylium apulum L. 1753
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Tordylium apulum L. (1753); Regione Puglia; Aprile 2013; Foto di Pancrazio Campagna.- 16 risposte
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Tordylium apulum L. 1753
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Tordylium apulum L. (1753); Regione Toscana, Mugello; Maggio 2021; Foto di Alessandro Francolini. I frutti.- 16 risposte
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Tordylium apulum L. (1753); Regione Toscana, Mugello; Maggio 2021; Foto di Alessandro Francolini. I frutti.- 16 risposte
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Tordylium apulum L. 1753
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Tordylium apulum L. (1753); Regione Toscana, Mugello; 20 Aprile 2021; Foto di Alessandro Francolini. Pubescenza del fusto e foglie basali.- 16 risposte
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Tordylium apulum L. 1753
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Tordylium apulum L. (1753); Regione Toscana, Mugello; 20 Aprile 2021; Foto di Alessandro Francolini. Il fusto, striato-costolato.- 16 risposte
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Tordylium apulum L. 1753
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Tordylium apulum L. (1753); Regione Toscana, Mugello; 20 Aprile 2021; Foto di Alessandro Francolini. Infiorescenza.- 16 risposte
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Tordylium apulum L. 1753
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Tordylium apulum L. (1753); Regione Toscana, Mugello; 20 Aprile 2021; Foto di Alessandro Francolini. Infiorescenza.- 16 risposte
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Tordylium apulum L. 1753
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Tordylium apulum L. (1753); Regione Toscana, Mugello; 20 Aprile 2021; Foto di Alessandro Francolini. Infiorescenza.- 16 risposte
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Tordylium apulum L. 1753
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Tordylium apulum L. (1753); Regione Toscana, Mugello; 20 Aprile 2021; Foto di Alessandro Francolini.- 16 risposte
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Tordylium apulum L. 1753
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Tordylium apulum L. (1753) Sinonimi Condylocarpus apulus (L.) Hoffm. (1816) Condylocarpus humilis W.D.J.Koch (1824) Pastinaca apula (L.) Koso-Pol. (1916) Tassonomia Divisione: Magnoliophyta Classe: Magnoliopsida Ordine: Apiales Famiglia: Apiaceae Nomi italiani Ombrellini pugliesi; Tordilio apulo Etimologia Il nome del genere, Tordylium, deriva dal greco τορδύλιον (tordylion), a sua volta derivato dal greco τόρνος (tórnos) = scalpello, tornio; e da ἴλλω (íllo) = girare attorno. In riferimento alla forma tondeggiante dei frutti. L’epiteto specifico deriva direttamente dall’aggettivo latino apulum = pugliese, delle Puglie (dal latino Apula = Puglia). Probabilmente perché in tale regione vi si individuava l’habitat ideale di crescita. Descrizione Pianta erbacea annuale, alta fino a 60-70 cm. Ha fusto eretto, costolato-striato, un poco rigido, ramoso, pubescente per la presenza di peli morbidi più o meno patenti e più addensati nella parte inferiore. Foglie Le foglie basali e inferiori sono imparipennate, con picciolo di 4-5 cm e lamina dal profilo ovato-lineare. Ogni lamina presenta 7-9 piccole foglie, simili tra di loro, dal profilo ovale ma dal bordo profondamente inciso in 5 o più lobi. Le foglie superiori sono simili a quelle inferiori ma più ridotte e subsessili. Tutte le foglie hanno aroma che può ricordare quello del prezzemolo. Fiori All’apice del fusto e al di sopra un lungo picciolo si dipartono 3-8 raggi ciascuno dei quali, a sua volta, sorregge una infiorescenza a forma di ombrella. Alla base dei raggi primari si notano 5-7 brattee lineari, prima patenti poi riflesse alla fruttificazione, lunghe 4-6 mm e assai più corte dei raggi. Mentre all’apice di ogni raggio un involucretto di numerose bratteole patenti sorregge l’ombrella che reca le infiorescenze. I fiori periferici dell’infiorescenza mostrano un caratteristico petalo vessillare, lungo quasi 1 cm e quindi decisamente più lungo degli altri, profondamente diviso in due lobi uguali, quasi a formare un profilo di cuore stilizzato. I petali sono solitamente bianchi, talvolta vagamente rosati. I fiori, ermafroditi, sono impollinati dagli insetti. Frutti Il frutto ha la forma di un ellissoide appiattito ma di discreto spessore, con asse maggiore lungo fino a 8 mm. È simile a un medaglione con due facce simili ed è formato da due mericarpi schiacciati e saldati tra di loro. Coreografico il bordo esterno del frutto: una sorta di doppio anello, uno per ogni “faccia del medaglione”, formato da tante piccole protuberanze di colore dal verdastro al rosato e separate tra di loro da evidenti solchi radiali. Periodo di fioritura A seconda della latitudine la fioritura avviene tra Aprile e Luglio. Territorio di crescita La si può osservare soprattutto nella fascia mediterranea, area dell’Ulivo. È comunque reperibile in tutta Italia ad eccezione della Valle d’Aosta, con presenza dubbia in Trentino-Alto Adige e in Lombardia. Habitat Soprattutto presso pascoli o prati aridi e assolati, incolti, coltivi come, ad esempio, vecchi oliveti. Si adatta bene a qualsiasi tipo di terreno: acido, basico o neutro. Dal piano fino a 1200 m s.l.m. Specie simili Più raro e localizzato nelle regioni meridionali è Tordylium officinale L. (1753) che ha fusto meno rigido, più corto e, soprattutto, presenta i fiori periferici delle infiorescenze con due petali vessillari (e non uno come in T. apulum) profondamente bilobati e con lobi diversi l’uno dall’altro. Inoltre ha anch’esso foglie inferiori imparipennate ma con profilo triangolare-deltoide (e non ovato-lineare). I suoi frutti, infine, sono più piccoli avendo asse maggiore lungo fino a 3-4 mm. Composti chimici I composti più rappresentativi sono Beta-cariofillene, flavonoidi, alfa-cumulene, alfa-bisabolene, cumarine, alfa-humulene, alfa-tocoferolo (vitamina E, benefica quale antiossidante contro i radicali liberi). Uso alimentare A dispetto del suo aroma che potrebbe suscitare un interesse alimentare in quanto evocante gradevolmente il prezzemolo, si tratta di una ombrellifera prudenzialmente da rifiutare per fini alimentari perché contenente sostanze tossiche per gli animali e per l'uomo. Medicina alternativa Sono riconosciute e attribuite a questa pianta diverse proprietà: antiinfiammatorie, digestive, diuretiche. Risulta consigliata per il trattamento delle nefropatie. Tutti i trattamenti farmacologici e sanitari devono sempre essere eseguiti sotto stretto e diretto controllo medico. Note Pianta originaria dell'Europa meridionale e dell'Asia occidentale, è stata introdotta anche negli Stati Uniti dove è rinvenibile in Arizona. Curiosità Essendo i suoi fiori ermafroditi e impollinati dagli insetti, si tratta di una pianta potenzialmente autofertile. Bibliografia consultata PIGNATTI, S., 2018. Flora d’Italia. Vol. 3. Milano: Ed. Edagricole PIGNATTI, S., 2019. Flora d’Italia. Vol. 4. Milano: Ed. Edagricole CLAUSER, M., DI FAZIO, L., LANDI, M. & SQUARCINI, M., 2016. Fiori del Mugello. Una guida per riconoscere le specie più frequenti. Firenze. Ed. Conti Tipocolor. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Pietro Curti e Alessandro Francolini; Foto di Alessandro Francolini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica- 16 risposte
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Helminthotheca echioides (L.) Holub (1973)
Gruppo Botanico AMINT ha risposto alla discussione di Gruppo Botanico AMINT in Schede delle erbe, piante e fiori spontanei
Helminthotheca echioides (L.) Holub (1973); Regione Toscana; Mugello, 250 m s.l.m.; 10 Settembre 2021; Foto di Alessandro Francolini. Piante in fase di fruttificazione. Cipsela di colore arancione, con rugosità trasversali. Cipsela un poco più corta del becco giallognolo sovrastante, a sua volta sormontato da un "pappo" di peli bianco-candidi.- 3 risposte
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Helminthotheca echioides (L.) Holub (1973)
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Helminthotheca echioides (L.) Holub (1973); Regione Toscana; Mugello, 250 m s.l.m.; 22 Luglio 2021; Foto di Alessandro Francolini. Fusto ascendente e ramificato (talvolta anche a partire dalla base), striato e arrossato, cosparso di peli ispidi e duri (quasi spinosi). Foglie peloso-spinose su entrambe le pagine, anche con spine che si innestano su base pustulosa e bianchiccia.- 3 risposte
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Helminthotheca echioides (L.) Holub (1973)
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Helminthotheca echioides (L.) Holub (1973); Regione Toscana; Mugello, 250 m s.l.m.; 22 Luglio 2021; Foto di Alessandro Francolini. Famiglia: Asteraceae ("Aspraggine volgare", "Spraggine") Facilmente riconoscibile per le caratteristiche brattee che formano l'involucro dei fiori: brattee interne più o meno lanceolate-lineari con evidente mucrone apicale; brattee esterne ben discostate da quelle interne, grandi e di forma da triangolare a cuoriforme, acuminate, con bordi esterni e apice irti-spinosi. Fiori gialli, tutti ligulati, con ligula solitamente venata di violetto inferiormente.- 3 risposte
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Helminthotheca echioides (L.) Holub (1973)
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Helminthotheca echioides (L.) Holub (1973) Sinonimi Crepis echioides (L.) All. (1785) Helminthia echioides (L.) Gaertn. (1791) Helminthia spinosa DC. (1805) Picris echioides L. (1753) Picris humifusa Willd. (1807) Picris spinosa (DC.) Poir. (1816) Tassonomia Divisione: Magnoliophyta Classe: Magnoliopsida Ordine: Asterales Famiglia: Asteraceae Nomi italiani Spraggine, Aspraggine volgare, Falsa viperina, Lattuga amara, Erba lattonia. Etimologia Il nome generico, Helminthotheca, deriva dal vocabolo greco ἕλμινς -ινϑος (hélmins –inthos) = elminta o verme parassita, composto col greco θήκη (théke) = contenitore, scrigno; in riferimento alla forma dei frutti che somigliano a piccoli vermi. L’epiteto specifico deriva anch’esso dalla composizione di due vocaboli greci: ἔχις (ékhis) = vipera e εἷδος (eídos) = apparenza, somiglianza; in riferimento alla somiglianza di questa pianta con Echium vulgare (detta anche “Erba viperina”). Il nome comune “aspraggine” si riferisce al suo sapore leggermente aspro e amarognolo. Descrizione Pianta erbacea annuale o bienne. Ha fusto ascendente, striato e tendente al rossastro, ramificato in alto o, talvolta, fin dalla base; è munito solitamente di peli duri simili a setole o a spine. Se spezzato, il fusto emette un latice biancastro dal sapore amarognolo. Altezza tra 30 e 90 cm. Foglie La rosetta basale è composta di foglie da ovate a lanceolate, portate da un picciolo alato; a metà del fusto le foglie appaiono simili a quelle basali ma prive di picciolo e semi-amplessicauli; nella parte alta del fusto le foglie sono più piccole, da sessili a semi-amplessicauli. Tutte le foglie hanno comunque margine più o meno sinuoso, da intero a dentellato, talvolta spinoso. Sulla pagina superiore, di colore verde cupo, si notano peli o setole di varia grandezza/lunghezza e consistenza, anche emergenti da una piccola base verrucosa e biancastra; sulla pagina inferiore, di colore più chiaro, le foglie sono pubescenti con la nervatura centrale più irta di pelosità. Fiori La pianta si presenta con numerosi capolini raccolti in infiorescenze corimbose; ogni capolino è sorretto da un peduncolo che non si ingrossa nella fase di fruttescenza. I fiori sono tutti ligulati, gialli ma con ligula venata di violetto inferiormente. Le brattee che formano l'involucro dei fiori sono caratteristicamente disposte in due serie ben distinte: quelle interne sono più o meno lanceolate-lineari con evidente mucrone apicale; mentre le esterne, ben discostate da quelle interne e più o meno della stessa altezza, sono grandi e di forma da triangolare a cuoriforme, acuminate, con bordi e apici irti-spinosi. Frutti I frutti sono cipsele di colore arancione, rugose per fini ma evidenti striature trasversali. Ogni cipsela è un poco più corta del lungo becco giallognolo sovrastante, che a sua volta è sormontato da un "pappo" di peli piumosi e di colore bianco-candido. Periodo di fioritura Da Giugno ad Agosto. Territorio di crescita Presente su tutto il territorio italiano ad esclusione della Valle d’Aosta. Più comune al Centro-Sud, più rara al Nord. Dal piano fino a 1200-1300 m s.l.m. In Europa è diffusa nell'intero territorio prossimo alle coste mediterranee, nelle regioni a clima temperato, dai Balcani, alla Turchia e all'Egitto. Habitat Si tratta di una pianta rustica e tenace, che vegeta anche ai bordi delle strade, in incolti o in zone ruderali sia aride che umide, anche su terreni smossi e concimati. Può facilmente colonizzare ampie zone di terreno grazie ai suoi semi dai pappi piumosi trasportati dal vento. Le cipsele solitamente germogliano dopo le prime piogge a fine estate, producendo assai velocemente le rosette basali che possono essere raccolte durante il periodo invernale per uso culinario. Specie simili Allo stesso genere è ascritta la Helminthotheca aculeata, pianta poco comune e presente soltanto in Calabria, Basilicata e Sicilia, con dubbia reperibilità in Puglia. Si differenzia da Helminthotheca echioides perché possiede delle brattee ben distinte in due serie interne e esterne distanziate tra di loro, di cui quelle interne sono prive di evidente mucrone e hanno lunghezza doppia di quelle esterne. Inoltre il peduncolo dei fiori si ingrossa al di sotto dei capolini durante la fase di fruttescenza. Specie protetta La specie non è protetta. Usi alimentari Le foglie della rosetta basale vengono raccolte da giovani, prima che inizi l’antesi. Si usano prevalentemente, dopo averle scottate, per la preparazione di minestroni o zuppe, per farcire torte salate o per mescolarle con altre erbe amare al fine di rendere il gusto complessivo più gradevole. Componenti e principi attivi Contiene mucillagini, sali minerali (potassio, ferro e calcio), acidi organici; vitamine (C, D e K), tannini. Medicina alternativa A questa erba officinale sono attribuite numerose proprietà, in particolare: antiemorragiche, antinfiammatorie, emostatiche, rinfrescanti, lassative ed emollienti. Tutti i trattamenti farmacologici e sanitari devono sempre essere eseguiti sotto stretto e diretto controllo medico. Note Le uniche due specie del genere Helminthotheca (H. echioides e H. aculelata) erano state inquadrate già da Linneo nel genere Picris ma recenti studi hanno dimostrato che Helminthotheca e Picris sono due generi distinti. Pur presentando diverse affinità, le specie del genere Picris si differenziano a livello morfologico per le brattee involucrali disposte a spirale e formanti quindi più serie sovrapposte-embricate, non soltanto le due serie distanziate tra di loro, e per i frutti che hanno “becco” nullo o comunque ben più breve della lunghezza della cipsela. Curiosità Vengono preparati decotti o poltiglie con le sue foglie per trattare piaghe, escoriazioni, disinfettare e/o arrestare il sanguinamento nelle ferite della pelle. Bibliografia consultata PIGNATTI, S., 2018. Flora d’Italia. Vol. 3. Milano: Ed. Edagricole PIGNATTI, S., 2019. Flora d’Italia. Vol. 4. Milano: Ed. Edagricole Scheda di proprietà AMINT realizzata da Pietro Curti e Alessandro Francolini; Foto di Alessandro Francolini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica- 3 risposte
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Verbascum thapsus subsp. thapsus L. (1753)
Gruppo Botanico AMINT ha risposto alla discussione di Gruppo Botanico AMINT in Schede delle erbe, piante e fiori spontanei
Verbascum thapsus subsp. thapsus L. (1753); Regione Toscana; Mugello, 400 m s.l.m.; 17 Agosto 2021; Foto di Alessandro Francolini. La stessa pianta dei post precedenti, fotografata 40 giorni dopo. Fioritura terminata da tempo, e fruttificazione in atto. Le foglie basali stanno già seccando. Perduti tutti i fiori, restano ben visibili i frutti tomentosi e appressati gli uni agli altri, muniti ciascuno di un breve rostro apicale. Liberati dalla pubescenza i frutti si mostrano come capsule bivalve. A sinistra un frutto giovane, a destra un frutto a maturità quasi completata. Semi piccoli, di colore brunastro, con superficie rugosa per le numerose fossette disposte in ordinate file longitudinali. -
Verbascum thapsus subsp. thapsus L. (1753)
Gruppo Botanico AMINT ha risposto alla discussione di Gruppo Botanico AMINT in Schede delle erbe, piante e fiori spontanei
Verbascum thapsus subsp. thapsus L. (1753); Regione Toscana; Mugello, 400 m s.l.m.; 8 Luglio 2021; Foto di Alessandro Francolini. Tutta la pianta è cosparsa di lanosità biancastra. Fusto semplice, non ramificato, densamente foglioso. Le foglie inferiori di forma lanceolata, grandi e di lunghezza anche di 20 cm, con margine crenulato. Le superiori progressivamente più piccole ma con base decisamente e lungamente decorrente sul gambo a tal punto da formare delle "ali" evidenti che decorrono sul gambo, con ali larghe 2-3 cm. -
Verbascum thapsus subsp. thapsus L. (1753)
Gruppo Botanico AMINT ha risposto alla discussione di Gruppo Botanico AMINT in Schede delle erbe, piante e fiori spontanei
Verbascum thapsus subsp. thapsus L. (1753); Regione Toscana; Mugello, 400 m s.l.m.; 8 Luglio 2021; Foto di Alessandro Francolini. Famiglia: Scrophulariaceae ("Verbasco tasso-barbasso") In ambiente ruderale, pianta alta sui 90 cm. Infiorescenza semplice (non ramificata) con fiori dai petali gialli pubescenti all'esterno. Petali pubescenti all'esterno. A = i 2 stami inferiori: glabri (tranne una breve porzione alla base) e portanti antere "decorrenti" (tutto il dorso dell'antera è fissato sullo stame). B = i 3 stami superiori: cosparsi di lanosità bianco-giallastra; portanti antere reniformi e fissate allo stame solo nella zona mediana del loro dorso. C = stilo.
