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  1. Verbascum thapsus subsp. thapsus L. (1753) Sinonimi Verbascum lanatum Gilib. (1782) Verbascum simplex Hoffmanns. & Link (1811) Tassonomia Divisione: Magnoliophyta Classe: Magnoliopsida Ordine: Scrophulariales Famiglia: Scrophulariaceae Nome italiano Verbasco tasso-barbasso; Candela regia Etimologia L’epiteto generico Verbascum è di etimo incerto. Termine che fu già impiegato da Plinio il Vecchio (23 – 79) e da Dioscoride (circa 40 – circa 90) per indicare questa o altre specie congeneri che venivano impiegate per curare problematiche respiratorie. Forse deriva, per assonanza fonetica, dal latino barbatum = barbuto, lanuginoso, per la sua diffusa pelosità. Forse deriva dal latino verber = verga, bastone, in quanto i fusti di tali piante potevano essere utilizzati in antichità come supporto per i ceri in varie cerimonie; d’altra parte sembra che tali piante, opportunamente trattate, venissero impiegate anche come stoppino per le lucerne o per i ceri. Da questi ultimi utilizzi segue comunque il nome popolare di “Candela regia”. L’etimo dell’epiteto specifico, thapsus, sembra derivare dal greco θαψός (thapsós) = tapso, pianta citata in antichità da Nicandro (II sec. a.C.) e Teocrito (315 – 260 a.C.). Descrizione Pianta erbacea biennale, con fusto eretto e rigido, cosparso di lanosità biancastra o giallognola, semplice, talvolta ramificato, che può raggiungere l’altezza di 150 (180) cm. Foglie Foglie alterne, lanceolate, intere, con evidente nervatura centrale in rilievo soprattutto nella pagina inferiore. Le foglie basali sono molto grandi e possono raggiungere la lunghezza di 30-35 (40) cm soprattutto durante il primo anno di crescita in cui la pianta produce la sola rosetta basale densa di fogliame. Nel secondo anno, con il successivo sviluppo del fusto e con la fioritura seguita dalla fruttificazione, si sviluppano anche le foglie cauline simili a quelle basali ma progressivamente ridotte salendo verso l’alto. Tutte le foglie sono, così come il fusto, particolarmente tomentose-lanose. Sono talmente decorrenti sul fusto da creare su di esso delle evidenti ali, larghe anche 2-3 cm, di modo che il fusto stesso appaia nettamente alato. Fiori L’infiorescenza è cilindrica, densa di fiori che si trovano riuniti in tanti fascetti sovrapposti, appressati e nati al di sopra di brattee più o meno acuminate, lunghe 10-15 mm e, anch’esse, particolarmente pubescenti-lanose. I fiori sono subsessili di modo che risulta difficile discriminare tale infiorescenza tra la tipologia a racemo e quella a spiga. Il calice dei fiori è biancastro o giallo pallido, lanoso, e si apre in una corolla di colore giallo chiaro, formata da 5 petali pubescenti all’esterno. Sono presenti 5 stami di cui i 2 inferiori sono glabri tranne qualche pelosità basale, mentre i 3 superiori sono nettamente cosparsi di pelosità bianco-giallastra. Le antere sono caratterizzate dal loro modo di innestarsi sugli stami: decorrenti quelle dei 2 stami inferiori (gran parte del dorso dell’antera è fissato sullo stame), reniformi e innestate allo stame solo nella parte mediana del proprio dorso le 3 antere superiori. Frutti Il frutto è coperto di lanugine e, all'apice, è munito di un breve rostro filiforme. Una volta liberato dalla lanosità, si mostra come una capsula bivalve, dura, brunastra a maturità, contenente numerosi e piccoli semi marroni dalla superficie rugosa per la presenza di tante fossette disposte in ordinate file longitudinali. Periodo di fioritura Da Maggio ad Agosto. Territorio di crescita Pianta che trova la sua collocazione territoriale nell'Europa centromeridionale e nel Caucaso, presente in tutto il territorio italiano, tuttavia più diffusa nelle regioni settentrionali. Progressivamente meno comune scendendo al Sud o nelle isole maggiori. Habitat Incolti, zone ruderali, terreni poveri e aridi, margini di strade, zone antropizzate. Pianta molto resistente, può vegetare anche in periodi particolarmente asciutti e siccitosi. Altitudine variabile dal livello del mare fino ai 1600 (1800) m s.l.m. Specie simili Verbascum thapsus subsp. crassifolium (Lam. & DC.) Murb. (1933) presenta le foglie basali munite di lungo picciolo e le foglie cauline non o poco decorrenti. Inoltre ha tutti gli stami, anche i 2 inferiori, cosparsi di pelosità. È specie rara reperibile dall’Italia Nord-Occidentale fino alle Alpi Apuane e all’Appennino Pistoiese. Specie protetta La specie non è protetta. Usi alimentari I fiori sono utilizzati per aromatizzare liquori. Componenti chimici I principali sono glucosidi, flavonoidi, mucillagini (tra cui arabinogalattani e xiloglucani), saponine (verbasco saponina), mucina, iridoidi monoterpenici (aucubina, catalpolo). Derivati dell'acido caffeico (verbascoside). Oli essenziali. Medicina alternativa Questa pianta ha proprietà antispasmodiche, emolienti, diaforetiche e astringenti. Viene utilizzata per uso esterno con finalità di antinfiammatorio, oltre che lenitivo, nelle infiammazioni delle mucose e della pelle. Nella letteratura antica viene citata da da Plinio e Ippocrate, nel tempo se ne è conservato un diffuso uso per preparare tisane emollienti contro le affezioni catarrali e per trattare le laringotracheiti acute. Le foglie sono anche usate in composti omeopatici per trattare otiti ed emicranie. Tutti i trattamenti farmacologici e sanitari devono sempre essere eseguiti sotto stretto e diretto controllo medico. Note Le parti che vengono utilizzate del Verbasco con finalità terapeutiche sono le foglie e i fiori. Le foglie si raccolgono al termine del periodo estivo e si lasciano essiccare in luogo ventilato e ombroso, i fiori raccolti appena sbocciati si utilizzano freschi o essiccati con le stesse condizioni indicate per le foglie e quindi evitando l'annerimento degli stessi. Tutte le parti devono essere utilizzate con moderazione, in quanto fatta eccezione per il fiore, sono leggermente tossiche. Curiosità Si narra che Ulisse ne portasse con se una certa quantità allo scopo di proteggersi dai malefici della maga Circe, che come noto trasformò in maiali i suoi compagni di viaggio. Nell'antichità questa pianta era utilizzata in modo rituale per proteggersi dagli spiriti maligni. I popoli romani utilizzavano le sue foglie per avvolgervi i fichi, ritenendo che in tal modo il frutto si conservasse meglio nel tempo. Fra le essenze florali di Bach il Verbasco (in inglese Mullein) è indicato per coloro che difettano di fermezza morale e che ricorrono alla disonestà o all'inganno per risolvere i problemi quotidiani. Nel folklore anglosassone di epoca medioevale V. thapsus aveva un uso magico consistente, che lo vedeva protagonista sia di incantesimi atti a scacciare i demoni e le creature del male, sia come ingrediente di pozioni magiche e stregonesche. Oltre agli usi farmacologici il fusto era usato per lo stoppino nelle lucerne o, imbevuto di cera, come candelabro o torcia. Bibliografia consultata PIGNATTI, S., 2018. Flora d’Italia. Vol. 3. Milano: Ed. Edagricole PIGNATTI, S., 2019. Flora d’Italia. Vol. 4. Milano: Ed. Edagricole Scheda di proprietà AMINT realizzata da Pietro Curti e Alessandro Francolini; Foto di Alessandro Francolini - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica
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