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Castanea sativa Miller

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Castanea sativa Miller

 

Sinonimi

Castanea vesca Gaertn.

Castanea vulgaris Lam.

Fagus castanea L.

Fagus procera Salisb.

 

Tassonomia

 

Regno:Plantae

Divisione:Magnoliophyta

Classe:Magnoliopsida

Ordine:Fagales

Famiglia:Fagaceae

 

 

 

Nome italiano

Castagno, castagno europeo.

 

Etimologia

Castanea dal latino castagna, sativa = agg. latino sativus che si semina. Oppure dal greco kàstanon = castagno.

 

Descrizione

Pianta decidua, che può raggiungere i 25 metri di altezza, con chioma anche molto espansa in esemplari isolati, o comunque non disturbati da altre piante; il fusto è di colore grigio chiaro nelle piante giovani, mentre tende a fessurarsi ed a scurirsi in quelle più anziane. E' molto longevo, e con l'età il tronco si attorciglia su se stesso.

 

Foglie

Le foglie, picciolate, sono di colore verde brillante nella pagina superiore, mentre sono più chiare in quella inferiore, lamina da lanceolata a oblungo-lanceolata, margine seghettato con denti spesso aristati, apice aguzzo.

 

Fiori

I fiori sono monoici, i maschili lunghi fino a 20cm, di colore verde e poi bianchi, mentre i femminili sono globosi e di colore marroncino, dal cui ovario, a impollinazione avvenuta, danno origine al riccio.

 

Frutti

I frutti sono degli acheni detti castagne, contenuti in numero di 3 o 4 in una cupola, all'incirca globosa e assai spinosa, detta riccio, dapprima verde e sigillata, poi, a maturità, brunastra e aprentesi per permettere la fuoriuscita delle medesime castagne: queste sono costituite da una scorza coriacea bruno-scura, lucida e ± striata, una pellicola pruinosa intermedia, e da una parte edibile biancastra interna.

 

Periodo di fioritura

Il castagno fiorisce a maggio.

 

Territorio di crescita

Cresce su tutto il territorio italiano dai 200 metri fino a 1200, anche se è possibile trovarlo a quota più bassa, se ha il substrato adatto.

 

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Habitat

Il castagno cresce nei boschi collinari, anche in concomitanza con altre essenze: leccio, brugo, carpino, formando degli estesi boschi.

 

Somiglianze e varietà

Castanea crenata Sieb.

Castanea pumila Mill.

 

Specie protetta

Non si riscontrano notizie, di protezione della pianta, su territorio italiano.

 

Costituenti chimici

Aminoacidi ( alanina, arginina, ) , triterpeni, flavonoidi derivati dalla quercetina, sali minerali (soprattutto di potassio, seguito da fosforo, zolfo, magnesio, cloro, calcio, ferro, sodio), tannini (ac. gallico, ac. ellagico), vitamine ( soprattutto C , B1, B2, PP ).

 

 

Uso Alimentare

I principi nutritivi contenuti nel frutto sono: i carboidrati, le proteine e i grassi. La castagna è anche ricca di Vitamina C e costituisce un alimento molto calorico e gradito al palato. Tutte queste caratteristiche, unite al fatto che il castagno cresce in vaste aree del pianeta, ha contribuito a fare delle castagne un alimento di vasto e antico consumo. Per centinaia di anni le castagne e la farina che da esse si ricava hanno rappresentato un elemento fondamentale nell’alimentazione delle popolazioni del nostro Appennino. Dalle castagne si estrae la farina, che viene usata in cucina sia per piatti dolci che salati. Le castagne si mangiano bollite, arrostite, oppure fatte seccare e scorticate, per essere meglio conservate,cucinate nel latte, candite e in molti altri modi gustosi. Entrano nella preparazione di numerosi dolci: fra tutti ricordiamo il classico Montblanc e il Castagnaccio, che si consuma in molte regioni. Dai suoi fiori le api producono un miele di colore scuro e leggermente amarognolo.

 

 

Uso Cosmetologico

Il decotto con la corteccia o con le bucce delle castagne in soluzione al 6% e messo sui capelli, dona riflessi biondi. Si può utilizzare l’acqua in cui si sono lessate le castagne per sciacquare i capelli e dare loro un caldo riflesso mogano. La polpa dei frutti lessati e tritati si può usare per un trattamento, delicatamente esfoliante, alla pelle del viso. L’infuso ricavato dalle foglie e il decotto di corteccia possono essere utilizzati come impacchi calmanti per la pelle delicata ed arrossata

 

Uso Farmacologico

I principi attivi contenuti in varie parti della pianta hanno, principalmente, proprietà antibatteriche, antinfiammatorie, antivirali, antiossidanti, analgesiche.

 

Tutti i trattamenti farmacologici e sanitari devono sempre essere eseguiti sotto stretto e diretto controllo medico.

 

Medicina alternativa e Curiosità

In fitoterapia, dalle foglie si ricava un decotto efficace nelle affezioni delle vie respiratorie, come espettorante e sedativo per la tosse, dotato di proprietà antibatteriche e coadiuvante nella pertosse.. L’infuso di foglie e il decotto di ricci esercitano inoltre un’azione antidiarroica e vengono usati anche in veterinaria. Il gemmoderivato esercita un’azione di drenaggio sulla circolazione linfatica delle gambe e viene utilizzato in caso di insufficienza venosa e linfatica degli arti inferiori, edemi, varici, flebiti, ulcere varicose ed eritema eczematoso delle gambe. Il castagno è uno degli alberi più longevi: la vita di alcuni esemplari si misura in centinaia di anni e molti sono i racconti, fra storia e leggenda, a questo proposito. Ad esempio si racconta di un castagno che viveva sull’Etna, vecchio più di 300 anni, che veniva chiamato “ dei 100 cavalli “ perché sotto le sue fronde si erano riparati la regina Giovanna d’Aragona e i suoi 100 cavalieri durante un temporale. Anche sull’ampiezza raggiunta dagli alberi, nel corso del tempo, ci sono varie storie: ad esempio si dice che a Madera vi sia un castagno il cui tronco è diventato così largo da ospitare una stanza con tanto di finestra. In passato l'infuso di foglie e il decotto di castagne sono stati per secoli l'unico rimedio valido e conosciuto per il trattamento preventivo e curativo della difterite. L'indicazione florale di Bach attribuisce a questa pianta importanza rilevante per il trattamento di stati d'ansia e depressione cronici e gravissimi. La cultura popolare assegnava ai frutti del castagno, insieme alle fave e ceci, un ruolo fondamentale per consacrazione dei defunti, erano infatti reputate il nutrimento e il veicolo delle anime. Anticamente i lupari appendevano i lupi uccisi sopra grosse pertiche di castagno e in tal modo giravano mostrandoli nelle campagne, ottenendo come compenso per il servizio reso, copiose offerte alimentari.

 

Note

In Liguria, i frati Benedettini, possedevano estesi castagneti e davano lavoro a molte persone nel periodo di raccolta, al termine di questa operazione, se l'annata era stata buona, veniva celebrata la "Messa delle castagne" ed alla fine della funzione, i partecipanti, si riunivano in circolo e cantavano” A se i mangemmu tütte quelle grosse a trê a trê,quelle piccine a belle branchê” ( Le mangeremo tutte: quelle grandi a tre a tre, le più piccole a manciate). Si usava il legno del tronco per fare il carbone, e nelle apposite fabbriche si estaeva il tannino che serviva per la concia delle pelli. In alcune regioni italiane, si trovano piante di castagno, di dimensioni notevoli e molto vecchie. Dall'innesto del castagno selvatico, si ottiene il castagno che produce i marroni, che si distinguono per avere un solo seme dentro al riccio, e sono più rotondi. Nei decenni scorsi, la coltivazione del castagno, è stata abbandonata, in concomitanza dell'abbandono delle campagne, ma ultimamente, anche grazie agli incentivi europei, si è tornati alla rivalutazione dei castagneti abbandonati.

 

Scheda di proprietà AMINT realizzata da Marika, Annamaria Bononcini, Pietro Curti e G.B. Pau - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica

 

Link utili

 

Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT

 

Castanea sativa Miller--foto di Marika

 

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