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Gianluigi Boerio

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Everything posted by Gianluigi Boerio

  1. Buondì, personalmente ritengo valida la distinzione tra Russula praetervisa e R. pectinatoides ss. Romagnesi (di fatto poi "accettata" anche da Sarnari). Oltre a differenze "relative" di sapore/odore tra le due, habitat e soprattutto decorazione sporale, le separano. A livello personale ho diverse raccolte provenienti da diverse zone di Sardegna e Toscana che si differenziano bene da raccolte, ad esempio, fageticole (1200mt di quota) emiliane. La decorazione sporale appare "clamorosamente" diversa tra le prime e le seconde. Raccolte planiziali lombarde si sono mostrate potersi sovrapporre, a seconda i casi, ad entrambe. R. hortensis, mai reperita, dovrebbe differire per l'habitat tipicamente praticolo (da qui ipotizzo il suggerimento di Max), e la forma/decorazione sporale. La mia opinione è che senza una verifica microscopica delle caratteristiche sporali risulta difficile dare un nome specifico. Ovviamente non accettando la distinzione iniziale, l'ipotesi R. praetervisa appare la più consona. A mero titolo di curiosità sarebbe interessante sapere da Brumo quali piante vi erano nelle vicinanze (nella seconda foto sullo sfondo si nota una latifoglia). P.S. la sporata non è bianca ma crema carico verso IID (ad occhio).
  2. Bella. Se il colore delle lamelle che si evidenzia in foto era crema anche dal vivo, io metto un centesimo su R. pallidospora che macroscopicamente si "distingue" per le lamelle più "scure" con tonalità crema senza riflessi "bianchi freddi". Specie descritta per i boschi di faggio, sebbene Sarnari riporta ritrovamenti principalmente sotto leccio e mai in faggeta. Anche il sapore che riporti è conforme rispetto ad un'acredine più (o meno) accentuata delle altre specie del gruppo. Luigi
  3. Russula aurora (Russula velutipes) poteva essere una buona ipotesi (salvo per la cuticola un pò troppo lubrificata e le lamelle un po' troppo crema almeno per quanto si evince dalla foto). Personalmente l'ho scartata poiché personalmente non ho mai riscontrato una reazione al "Guaiaco azzurro, verde intenso,quasi immediato" come riporta l' autore del ritrovamento. In accordo con quanto riportato da Sarnari ed altri, il test con il Guaiaco è sempre risultato subnullo sia per ritrovamenti "fageticoli" che "quercicoli". Luigi
  4. Premesso che senza un accertamento sistematico di tutte le caratteristiche macro, chimiche e microscopiche i dubbi sono spesso legittimi, le lamelle (foto 3) mi appaiono un pò troppo colorate per R. vinosa. Ma soprattutto dalla foto 2, in cui l'esemplare mostra parti erose, le stesse in R. vinosa tendono rapidamente a necrotizzare (annerire). Infine chiedo all'autore del ritrovamento se per caso ha notato sfumature rosa sul gambo che mi pare di intravvedere nella foto 3 (ma potrebbe essere solo la luce complessiva nella foto). Luigi
  5. L'utente riporta sporata in massa crema chiaro (!!) al primo post.. Se poi vogliamo farla diventare gialla.. allora ci sta anche curtipes Ciò detto la mia ipotesi partiva dalle info dell'utente che in genere dò per valide ed era un'idea per esclusione. Con sporata crema, chiaro per giunta..
  6. La cuticola è sicuramente raggrinzita per motivi di disidatrazione/calore ma la foto n.1 che avevo citato mostra un cappello assai opaco. La sporata è forse un pelo troppo chiara per romellii. Che rimane, senza ulteriori indagini (reazione al fenolo come scritto all'inizio) un'ipotesi non escludibile del tutto.
  7. Ciao in questo caso il Fenolo poteva aiutare ulteriormente. La sporata è opportuno valutarla in "massa" quindi converrebbe "raggrupparla" (con lametta da barba o bisturi) in modo da dare spessore e posarla su foglio bianco. A prima vista mi pare ben oltre il IIId ipotizzato. Il sapore dolce, il guaiaco positivo, l'habitat e l'habitus (prima foto) mi fanno dire di confrontare con R. olivacea. Ciao
  8. Sicuro non avesse odori particolari? Se hai il secco prova a ricontrollare l'odore.. Se la sporata è crema, con sapore dolce e con le reazioni macrochimiche indicate confronta R. melliolens il cui odore sul fresco a volte non risulta subito percettibile. La stessa presenta un ampia variabilità cromatica. E' solo un'idea..
  9. Per me R. romellii. Presenza di alcune lamellule (di norma assenti in curtipes) e colorazione complessiva ivi incluso il colore delle lamelle stesse che lascerebbero presagire una sporata piuttosto scura. La sporata infatti aiuterebbe molto poiché R. curtipes è ai limiti inferiori del giallo (IVa) a differenza di romellii che è di un giallo carico (IVd). Oltre alle differenze microscopiche gia indicate da Max. Luigi
  10. Lactarius romagnesii Bon; Regione Lombardia; Prealpi Lombarde; Valle Seriana, in bosco di Fagus sylvatica a 900 mt slm. Foto e commento di Gianluigi Boerio La specie si differenzia dal vicino L. picinus oltre che per l' habitat preferenziale di Picea abies di quest'ultimo (ma esistono diversi ritrovamenti sotto Fagus sylvatica o in boschi misti con Picea abies) a livello macroscopico per le lamelle fortemente spaziate. Ulteriori conferme e differenze dall'esame microscopico in particolare dall'ornamentazione sporale con creste più pronunciate.
  11. Russula pseudoaeruginea (Romagn.) Kuyper & Vuure Pileipellis in Rosso Congo a 1000x.
  12. Russula pseudoaeruginea (Romagn.) Kuyper & Vuure Spore in Meltzer a 1000x.
  13. Russula pseudoaeruginea (Romagn.) Kuyper & Vuure Reazioni alla tintura di Gauaiaco ed al ferro solfatoso sul fresco.
  14. Russula pseudoaeruginea (Romagn.) Kuyper & Vuure Sporata in massa
  15. Russula pseudoaeruginea (Romagn.) Kuyper & Vuure Reperita a 500 mt in bosco misto di Quercus spp. e Carpinus spp. Molte le specie simili potenzialmente affini. Determinanti oltre ai caratteri macroscopici, il colore della sporata in massa e i caratteri microscopici.
  16. Lepiota brunneoincarnata Chodat & Martin Reperita in prato stabile a 380 mt. Specie particolarmente pericolosa per la sua tossicità.
  17. Sicuramente il cavalletto è un elemento fondamentale nella fotografia macro. Ed il gorilla più che un cavalletto è un supporto di fortuna.. Se posso permettermi un consiglio, oltre a quanto già detto da Bobby, cerca un cavalletto che consenta più che un'elevata altezza dal suolo la possibilità di arrivare rasoterra (cosa non scontata). Inoltre nella fotografia micologica (ma non solo) sono frequenti situazioni di luce con forti contrasti (zone scure e punti di luce elevata) essendo spesso in un bosco. Per questo ritengo fondamentali altri due accessori: un telecomando remoto (mai premere con il dito l'otturatore anche se con autoscatto) ed un diffusore di luce (va benissimo un ombrellino bianco!). Messa a fuoco manuale selettiva. Buona Luce. Luigi
  18. In considerazione degli aghi di pino evidenti in foto, R. torulosa è ipotesi plausibile. Certo Franzu ci dice "prevalentemente Abete e latifoglie"... Se invece degli aghi di pino in foto si fossero visti strobili di Abete, R. queletii lo sarebbe altrettanto. In passato torulosa venne considerata varietà di queletii. Cosi, pour parler. Luigi
  19. Con l'evidente (dalla foto) micelio bianco alla base e l'habitat di Quercia caducifoglia, perchè escludere Cortinarius xanthochlorus? Luigi
  20. Stesso luogo... Boletus aestivalis (Paulet) Fr.; Regione Piemonte; Luglio 2015; foto di Gianluigi Boerio.
  21. Stesso luogo, primordi. Leccinum crocipodium (Letellier) Watling; Regione Piemonte; Luglio 2015; foto di Gianluigi Boerio.
  22. Stesso luogo, boleto dalle tonalità più o meno rosate della superficie pileica, si caratterizza tra l'altro per il viraggio all'azzurro della carne al taglio nella parte alta del carpoforo similmente a B. fechtneri. Boletus pseudoregius Hubert ex Estades; Regione Piemonte; Luglio 2015; foto di Gianluigi Boerio.
  23. Boleto di notevoli dimensioni dall'odore sgradevole a maturità, tossico. Boletus satanas Lenz; Regione Piemonte; Luglio 2015; foto di Gianluigi Boerio.
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