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Tomaso Lezzi

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About Tomaso Lezzi

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    Consiglio Direttivo AMINT
  • Birthday 05/12/1964

Profile Information

  • Sesso
    Maschio
  • Residenza
    Roma (RM)
  • Interessi
    Grafico AMINT
    Membro CD, CSM, CSB

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  1. Una nuova scheda completa, pubblicata a Dicembre 2019, realizzata da Mario Iannotti. Tom  Chlorophyllum brunneum (Farl. & Burt) Vellinga 2002
  2. Una nuova scheda completa, pubblicata a Settembre 2019, realizzata da Stefano Rocchi. Tom  Vararia ochroleuca (Bourdot & Galzin) Donk 1930
  3. Una nuova scheda completa, pubblicata a Settembre 2019, realizzata da Tomaso Lezzi. Tom  Volvariella hypopithys (Fr.) Shaffer 1957
  4. Una nuova scheda completa, pubblicata a Agosto 2019, realizzata da Manuel Atzeni. Tom  Lepiota tyrrhenica Tiberi & Sperati 2001
  5. Una nuova scheda completa, pubblicata a Agosto 2019, realizzata da Manuel Atzeni e Tomaso Lezzi. Tom  Tuber panniferum Tul. & C. Tul. 1844
  6. Una nuova scheda completa, pubblicata a Agosto 2019, realizzata da Manuel Atzeni. Tom  Smardaea amethystina (W. Phillips) Svrček 1969
  7. Mycoacia uda (Fr. : Fr.) Donk 1931 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Polyporales Famiglia Meruliaceae Sinonimi Hydnum udum Fr. : Fr. 1821 Sarcodontia uda (Fr. : Fr.) Nikol. 1961 Phlebia uda (Fr. : Fr.) Nakasone 1997 Etimologia L'epiteto Mycoacia deriva dal greco mýces [μύκης] = fungo e dal latino ăcŭs = ago, ovvero ăcĭa = filo, per l'imenoforo aghiforme, ossia costituito da elementi sottili come un filo che in genere caratterizzano le specie appartenenti a questo genere. L'epiteto uda deriva dal latino ūdus = umido, bagnato, per l'ambiente di crescita della specie. Carpoforo Fungo corticolo, resupinato, adeso e ben fissato al substrato di crescita sul quale si estende da pochi centimetri a qualche decina. Il carpoforo è costituito da un subicolo ceraceo e sottile di colore giallastro più o meno vivo, sul quale si sviluppa un imenoforo odontoide con aculei da conici ad affusolati, taluni flessuosi, comunque appuntiti, lunghi 1 o 2 mm, spesso più corti verso il margine; sono densamente fitti, ben diritti o uniformemente inclinati, talvolta saldati soprattutto alla base, lisci o leggermente forforacei all'apice; il colore è sempre giallastro con la tendenza a divenire bruno-ocraceo a maturità. Si presenta in genere con minute fibrille più o meno evidenti al margine. Il suo imenoforo a contatto con l'Idrossido di Potassio (KOH) diviene rosso vinoso scuro. Odore e sapore non significativi. Habitat Vegeta principalmente su legno di latifoglia marcescente a terra. Si rinviene su legno di Faggio, Quercia, Pioppo, Frassino, Ontano. Raro su conifera, comunque rinvenuto su legno di Abete bianco. Microscopia Sistema ifale monomitico con ife ialine, a parete sottile e GAF ai setti, larghe 2-4 µm circa; presenza di incrostazioni nelle ife degli aculei. Cistidioli fusoidi, ialini, lunghi 20-25 µm; basidi strettamente clavati con misura di 15-20 × 4-5 µm. Spore da ovali a leggermente ellissoidali, lisce, ialine, guttulate, 3,7-5,7 × 2,4-2,9 µm; Qm = 1,8. Commestibilità e tossicità Non commestibile. Somiglianze e varietà Tra le Corticiaceae con imenoforo odontoide e di colore giallo le specie simili sono: Cristinia eichleri (Bres.) Nakasone la quale ha aculei tendenzialmente più grandi e spore subglobose a parete spessa; Hyphoderma transiens (Bres.) Parmasto il quale ha aculei solo accennati e spore molto più grandi e strettamente cilindriche; Mucronella flava Corner la quale è costituita da aculei gregari che nascono direttamente dal substrato, senza subicolo; Odonticium flavicans (Bres.) Nakasone che ha aculei appiattito-spatulati e spore più piccole; Mycoaciella bispora (Stalpers) J. Erikss. & Ryvarden la quale ha il sistema ifale dimitico con ife scheletriche nel nucleo degli aculei; Mycoacia nothofagi (G. Cunn.) Ryvarden la quale presenta nei tessuti grossi cistidi cilindrici incrostati; Osservazioni Corticolo diffuso in tutta Europa che ama colonizzare la parte inferiore dei legni marcescenti a terra. Presente tutto l'anno anche se il suo periodo fertile è in genere quello estivo. Un buon indizio per il suo riconoscimento è la reazione rosso vinosa scura al KOH. Note nomenclaturali Specie inizialmente collocata nell'anno 1821 da Fries nel genere Hydnum, è stata poi ricombinata nei vari generi Acia (1879), Mycoacia (1931), Sarcodontia (1961) e Phlebia (1997). Attualmente la maggior parte degli studiosi sembra concordare sulla segregazione del genere Mycoacia che comprende funghi flebioidi, con aculei e dalla consistenza ceracea. Microscopicamente questo genere ha caratteri in comune con il genere Phlebia, infatti alcune specie in passato appartenevano a quest'ultimo genere, compresa Phlebia uda Nakasone (1997). Attraverso studi molecolari si è dimostrato che il genere Phlebia è polifiletico e pertanto la specie in esame è tornata nel genere Mycoacia. Alcuni autori la collocano nel genere Sarcodontia, mentre per altri dovrebbe ritornare nuovamente nel genere Phlebia. Bibliografia BERNICCHIA, A. & GORJON, S.P., 2010. Corticiaceae s.l. Fungi Europæi. Vol 12. Alassio (SV): Ed. Candusso. JIA-JIA CHEN & BAO-KAI CUI, 2014. Phlebiporia bubalina gen. et. sp. nov. (Meruliaceae, Polyporales) from southwest China with a preliminary phylogeny based on rDNA sequences. Mycol Progress 13: 563–573. DOI 10.1007/s11557-013-0940-4. JUSTO, A., MIETTINEN, O., FLOUDAS, D., ORTIZ-SANTANA, B., SJOKVIST E., LINDNER, D., NAKASONE, K., NIEMELA, T., LARSSON, k.-H., RYVARDEN, L. & HIBBETT, D., 2017. A revised family-level classification of the Polyporales (Basidiomycota). Fungal biology 121: 798 -824. British Mycological Society. NAKASONE, K.K., 1997. Studies in Phlebia. Six species with teeth. Sydowia. 49(1): 49-79. ZÍBAROVÁ, L., 2017. Notes on corticioid fungi of the Czech Republic. I. Phlebia acanthocystis and Phlebia bispora (Meruliaceae). Czech Mycokigy 69(1): 65–76. [data accesso 22/12/2019 Scheda di proprietà AMINT realizzata da Stefano Rocchi. Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria, Assisi (PG); Settembre 2019; Foto e microscopia di Stefano Rocchi. Esemplari rivenuti su legno marcescente a terra di latifoglia. (Exsiccatum SR20190921-02) Reazione rosso vinoso scuro dell'imenoforo a contatto con l'Idrossido di Potassio (KOH). Sistema ifale monomitico con ife ialine, a parete sottile e GAF ai setti, larghe 2-4 µm circa; presenza di incrostazioni nelle ife degli aculei. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Basidi strettamente clavati con misura di 15-20 × 4-5 µm. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Cistidioli fusoidi, ialini, lunghi 20-25 µm. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Spore da ovali a leggermente ellissoidali, lisce, ialine, guttulate, 3,7-5,7 × 2,4-2,9 µm; Qm = 1,8. Osservazione in acqua a 1000×. Osservazione in Melzer a 1000×.
  8. Chlorophyllum brunneum (Farl. & Burt) Vellinga; Regione Lombardia; Ottobre 2010; Foto, commento e microscopia di Gianluigi Boerio. Ritrovamento in zona ruderale, davanti a cascinale su terreno smosso a base sabbiosa con parecchi residui legnosi, al margine di bosco di quercia. La specie, in tempi relativamente recenti, è stata inserita nel genere Chloropyllum ed annovera una lunga lista di sinonimie. Decorazioni sul cappello abbondanti e ampie su sfondo bianco/bianco crema, anello relativamente semplice non doppio, carne arrossante e bulbo nettamente marginato ed ampio. La sezione rivela la carne arrossante ma soprattutto la netta marginatura del bulbo alla base del gambo, che stando a Vellinga (Mycotaxon 85 - 2003) sarebbe carattere differenziale costante dalla simile Chlorophyllum rachodes. Anche la microscopia rivela caratteri differenziali: spore mediamente più grosse rispetto a Chlorophyllum rachodes (nella foto: 10,5-12,5 x 7,5-8 µm), spesso con apicolo tronco. Basidi principalmente tetrasporici. Ma soprattutto cheilocistidi grossi (nella foto: 35-50 x 11-15 µm) clavati o subclavati. Dettaglio cheilocistidi e spore. (Osservazioni microscopiche a 1000x in rosso congo).
  9. Ciao Giò, non so come hai fatto a scoprirlo! Grazie!!! Era una pianta che avevo visto quest'estate in un giardino in Inghilterra e che mi era piaciuta, ma non avevo proprio la minima idea di cosa potesse essere! Grazie a tutti gli intervenuti! Tom
  10. Lyophyllum ignobile (P. Karst.) Clémençon 1982; Regione Lazio; Novembre 2019; Foto di Tomaso Lezzi. Lyophyllum annerente, con spore ellissoidali. Spore ellissoidali. Osservazione in Rosso Congo a 400×.
  11. Ciao Rudy, grazie per la segnalazione di questo libro! Tom
  12. Pluteus variabilicolor Babos; Regione Lazio; Novembre 2019; Foto di Tomaso Lezzi.
  13. Cortinarius tigrinipes Bergeron 1997; Regione Lazio; Novembre 2019; Foto di Tomaso Lezzi. Comitato Scientifico AMER 2019 Simile al Cortinarius Torvus, che ha velo bianco e habitat di Faggio (Fagus sylvatica) la specie trovata se ne differenzia per il velo giallastro e l'ambiente termofilo di Quercia, in questo caso una Quercia sempreverde (Quercus suber). Reazione con KOH nera sulla carne.
  14. Cortinarius caligatus Malençon; Regione Lazio; Novembre 2019; Foto di Tomaso Lezzi. Comitato Scientifico AMER 2019
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