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  1. Cistus albidus L. Tassonomia Regno: Plantae Divisione: Magnoliophyta Classe: Magnoliopsida Ordine: Violales Famiglia: Cistaceae Nome italiano Cisto biancastro. Etimologia Il nome sembra derivare dal greco Κονσέρβα = scatoletta, il quale si riferisce all'involucro dei frutti che si apre a scatto, albidus viene dal latino "biancastro" riferito al colore delle foglie e dei germogli ricoperti da una folta peluria biancastra. Descrizione Il Cistus albidus è un arbusto sempreverde che raggiunge circa i 150 cm di altezza, il suo tronco è formato da una corteccia di colore marroncino con fenditure verticali che si sfalda facilmente, i rami giovani sono di colore brunastro ricoperti da una folta peluria stellata. Le foglie sono di colore verde, ricoperte su ambedue le facce dalla stessa folta peluria stellata dei rami giovani e non hanno il picciolo; i fiori di colore rosa o leggermente porporini spuntano alla base delle foglie con un lungo pedicello, hanno 5 petali ben presto caduchi con aspetto stropicciato, hanno una macchia gialla al centro alla base dei numerosi stami anch'essi di colore giallo e un esile stilo centrale. Il frutto è una capsula deiscente che a maturità si apre a scatto spargendo i numerosi semi neri. Fiorisce da aprile a giugno. Habitat Il Cistus albidus cresce dal livello del mare fino a 1300 metri di altezza, nelle aree mediterranee o ai margini dei boschi con prevalenza di leccio o roverella, su terreni aridi e calcarei; è presente in Liguria, in Piemonte (limitatamente alla Val Maira), in Lombardia, in Veneto, in Toscana, nel Lazio e in Sardegna. Curiosità La pianta è protetta in Piemonte (L. R. 2 novembre 1982, n. 32). Non esiste un uso alimentare della pianta e anche gli animali non se ne cibano; il suo legno contiene resina ed è infiammabile e nel passato veniva usato come legna da ardere. Come tutte le le altre specie del genere contiene un olio essenziale che viene usato come antisettico nella cura delle infiammazioni della pelle e nelle ferite. Il Cisto è una pianta aromatica ed il periodo balsamico lo si ha durante la fioritura; il profumo è gradevole e viene liberato per contatto o con il movimento indotto dal vento. Alcune specie di Cisto contengono il laudano, una resina astringente e stimolante nervina, usata anche in profumeria e probabilmente anche Cistus albidus contiene questa resina. Somiglianze e varietà Cistus creticus L. subsp. corsicus (Loisel.) Greuter et Burdet (presente solo in Sardegna). Cistus creticus L. subsp. creticus (presente in Toscana, nel Lazio, in Abruzzo, in Molise, in Campania, in Puglia e Sicilia). Cistus creticus L. subsp. eriocephalus (Viv.) Greuter et Burdet (la specie meglio rappresentata nel nostro Paese; presente in tutta Italia, tranne che in Friuli Venezia Giulia, in Trentino Alto Adige, in Lombardia, in Piemonte e in Val d'Aosta). Cistus crispus L. (la cui presenza è certa solo in Sicilia e in Liguria, dubbia nel Lazio). Cistus parviflorus Lam. (presenza certa solo in Sicilia, dubbia in Puglia). Tutte specie simili e a volte confondibili, ma Cistus albidus è l'unico ad avere le foglie sessili. Caratteristiche e informazioni varie Una delle caratteristiche dei Cistus è quella di ibridarsi fra loro, per cui è difficile determinarli. Nel linguaggio dei fiori viene collocato nell'infedeltà e incostanza per cui regalare un fiore di Cistus significa non avere fiducia nella persona. I petali dei fiori del Cistus bianco hanno la caratteristica che se toccati fanno vibrare i numerosi stami mentre ciò non accade nei fiori colorati. Nei mesi caldi si può estrarre una resina utilizzata in farmacopea e nei profumi, mentre i suoi germogli vengono utilizzati cotti al pari degli asparagi. Su molte specie di Cistus nasce una pianta parassita di nome Cytinus hypocystis che penetra nelle radici della pianta. Coltivazione Questo arbusto può essere allevato nei giardini domestici come pianta ornamentale, ha un portamento tipicamente cespuglioso che raggiunge un’altezza di poco superiore al metro, non richiede cure particolari e si adatta facilmente a terreni poveri e ben drenati, l’irrigazione non è necessaria, eccezion fatta per sporadiche annaffiature nei periodi estremamente siccitosi. Deve essere coltivato in pieno sole e nei mesi di aprile e maggio si copre di numerosi fiori rosa, il suo fogliame denso e fitto è grigio verdastro e presenta una fitta peluria biancastra. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Marika e Pietro Curti, cartina realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal Gruppo di Coordinamento dell'Area Botanica Link utili Indici temi Botanici - Indice generale informatizzato delle piante, dei fiori e delle erbe
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