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  1. Russula chloroides (Krombh.) Bres.1900 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Russulales Famiglia Russulaceae Genere Russula Sezione Lactarioides Etimologia Dal latino russŭlus = rossiccio, rossastro, rosso, per il colore che in genere assumono i cappelli dei basidiomi appartenenti a tale genere. Dal greco khlorós = verdeggiante e eîdos = somigliante, per le sfumature verdognole che possono contraddistinguere il carpoforo. Cappello 6-15 cm, convesso, prima ombelicato poi con depressione centrale più o meno acuta, imbutiforme; margine involuto da giovane, poi disteso, lobato e un po’ irregolare. Cuticola inizialmente bianca in seguito crema carico abbastanza uniforme o leggermente più chiara al bordo; asportabile per un breve tratto, è asciutta e lievemente rugosa, generalmente ricoperta di terriccio. Imenoforo Lamelle nettamente arcuate, strette, adnate, fitte, in alcuni punti serrate, increspate, soprattutto al margine, ove sono presenti numerose lamellule di varia lunghezza; mediamente sottili, sono rigide, fragili al tocco, anastomosate in prossimità del gambo. Il colore è bianco o leggermente crema, talvolta con lieve riflesso verde o glauco; di norma si macchiano di bruno-ruggine alla contusione o per vetustà. Gambo 2-6 × 1-3 cm, duro, molto corto, spesso obconico ma anche slanciato, talvolta macchiato di verde-azzurro alla sommità; la superficie è liscia o leggermente vellutata; di colore bianco, si macchia di bruno soprattutto alla base; compatto all’interno. Carne Compatta e dura, biancastra o leggermente imbrunente. Odore complesso da fortemente fruttato con componente salmastra a odore clorico come quello della candeggina. Sapore mite nella carne del cappello, acre nelle lamelle e leggermente acre dopo alcuni secondi di masticazione nella carne del gambo. Reazioni macrochimiche: - rosa-arancio al Solfato ferroso FeSO4; - subnulla poi lentamente e leggermente positiva con la Tintura di Guaiaco; - nulla con il Fenolo sui campioni freschi per svariati minuti, poi brunastra. Habitat Russula abbastanza comune che cresce in gruppi di svariati esemplari dalla tarda estate all’autunno inoltrato principalmente nei boschi di conifere della zona subalpina ma anche in quelli di latifoglie della zona mediterranea, come Faggio, Quercia e Castagno con predilezione per i suoli calcarei. Microscopia Sporata biancastra (fino a 1b). Spore 6,8-9,6 × 6-8,2 µm; Qm = 1,1; subglobose-ovoidali, piuttosto variabili nella dimensione, spinoso-connesse, subreticolate con verruche coniche o di profilo rettangolare, anche isolate, di lunghezza irregolare fino a circa 2 µm, a volte unite da interconnessioni molto sottili. Basidi banali, clavati, tetrasporici. Cistidi lunghi, affusolati, spesso appendicolati. Cuticola formata da peli settati, poco ramificati, talvolta un poco dilatati in prossimità dei segmenti, larghi oltre 8 µm e arrotondati o ottusi all’apice; sono accompagnati da rari dermatocistidi di analoga misura, cilindrici e in genere appendicolati alla sommità. Presenza di rare ife filiformi con contenuto giallo oro. Commestibilità e tossicità Seppur largamente consumata soprattutto nel centro Italia, ove è ricercata per la consistenza e resa della sua carne, si tratta di una Russula non commestibile per la mediocrità della sua carne. Specie simili Russula delica Fr. è certamente la specie più vicina, se non il suo vero e proprio sosia, la quale si differenzia per le lamelle larghe e meno fitte, per le spore con le verruche più basse e per i peli della cuticola mediamente più stretti. Inoltre, tendenzialmente, Russula delica predilige l’ambiente mediterraneo, ha un cappello meno imbutiforme, si manifesta con carpofori un po’ più grandi e ha una reazione della carne rosa pallido al Solfato ferroso FeSO4 e forte e rapida alla Tintura di Guaiaco; Russula flavispora Romagn. si differenzia per la sporata giallo chiaro e per la forte acredine della carne; Russula pallidospora J. Blum ex Romagn. si distingue per la sporata crema intenso, per il sapore mite ma tendente all’amaro o all'astringente. Inoltre, possibili confusioni si possono verificare con specie fungine dai cromatismi biancastri appartenenti al genere Lactarius ma in questo caso, i relativi carpofori emettono un caratteristico latice al taglio o alla contusione sempre assente nei miceti appartenenti al genere Russula. Osservazioni La sua crescita ha un curioso aspetto, ossia avviene in modo sotterraneo, sollevando il terriccio sovrastante il quale rimane attaccato alla cuticola del cappello. Ha una notevole presenza di lamellule, carattere questo poco frequente nel genere Russula. Le differenze macroscopiche tra Russula delica e Russula chloroides nel recente passato venivano fatte dando priorità al rapporto carne-lamelle del cappello (rispettivamente 1/2 e 2/1), ai riflessi azzurri dell'imenoforo o della parte sommitale del gambo, tuttavia, tali elementi non sembrano più essere discriminanti in quanto non contraddistinti da stabilità. Al fine di discernere le due specie è pertanto opportuno effettuare le verifiche macrochimice e microscopiche, le quali garantiscono maggiore affidabilità e stabilità. In futuro l’indagine molecolare potrebbe confermare l'ipotesi di alcuni autori che queste due specie siano solo delle varianti ecologiche e che possano essere riunite in una sola entità. Bibliografia SARNARI, M., Ristampa Giugno 2007. Monografia illustrata del Genere Russula in Europa. Tomo Primo. Trento: Ed. AMB. SARNARI, M., 2005. Monografia illustrata del Genere Russula in Europa. Tomo Secondo. Trento: Ed. AMB. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Stefano Rocchi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria, Sterpare di Sellano (PG); Ottobre 2015; Foto e Microscopia di Stefano Rocchi. Esemplari rivenuti in bosco di Castagno. Il gambo corto ed obconico. Le lamelle increspate verso il margine, con le numerose lamellule. Le lamelle strette ed arcuate. Reazioni macrochimiche: - rosa-arancio al Solfato ferroso FeSO4; - subnulla poi lentamente e leggermente positiva con la Tintura di Guaiaco. Spore 6,8-9,6 × 6-8,2 µm; Qm = 1,1; subglobose-ovoidali, piuttosto variabili nella dimensione, spinoso-connesse, subreticolate con verruche coniche o di profilo rettangolare, anche isolate, di lunghezza irregolare fino a circa 2 µm, a volte unite da interconnessioni molto sottili. Spore da sporata 1000× in Melzer (foto in basso a destra del riquadro seguito da lavaggio con Cloralio idrato). Basidi clavati, tetrasporici. Cistidi lunghi, affusolati, spesso appendicolati. 400× in Rosso Congo. 1000× in Rosso Congo. Cuticola formata da peli settati, poco ramificati, talvolta un poco dilatati in prossimità dei segmenti, larghi oltre 8 µm e arrotondati o ottusi all’apice. 400× in Rosso Congo. 1000× in Rosso Congo. Presenza nella cuticola di rari dermatocistidi, cilindrici e in genere appendicolati alla sommità. 1000× in Rosso Congo. Rilevate nella cuticola rare ife filiformi con contenuto giallo oro. 1000× in Rosso Congo.
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