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  1. Stropharia pseudocyanea (Desm.) Morgan 1908 Tassonomia Dvisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Strophariaceae Genere Stropharia Sottogenere Stropharia Sezione Stropharia Etimolgia Pseudo dal Greco "ψευδής" = falso e "κύανος" = cianea, azzurro; per adattamento dell’inglese "cyan" = di colore blu verde, in riferimento a Stropharia cyanea. Sinonimi Psilocybe pseudocyanea (Desm.) Noordel. 1995 Stropharia ochrocyanea Bon 1972 Cappello Di piccole-medie dimensioni (2-5 cm) inizialmente convesso, poi piano convesso, disteso a maturazione, raramente papillato, margine da involuto nei giovani esemplari a debordante negli esemplari adulti. Colorazioni pileiche su tonalità giallo-verdastre con zone bluastre più evidenti verso il margine, che decolora su toni ocracei in vetustà o con tempo asciutto; cuticola vischiosa, molto appiccicosa con tempo umido, velo biancastro visibile al bordo solamente nei giovani esemplari. Lamelle Mediamente fitte nei giovani basidiomi, spaziate a maturazione, adnate o leggermente decorrenti con dentino e inframezzate da lamellule, di colore inizialmente rosa-grigiastro, bruno porpora a maturazione, filo minutamente fimbriato (lente) biancastro. Gambo Generalmente cilindrico, a volte flessuoso, fistoloso, di colore bianco sporco a volte leggere sfumature verde-bluastre soprattutto verso la base; anello poco accentuato, evanescente, spesso osservabile come piccoli lembi fibrillosi. Carne Abbastanza spessa nel cappello di colore grigio con leggere sfumature ocracee o bluastre, odore insignificante e sapore dolce. Microscopia Spore (7,5)8-9(9,5) × (4)4,5-5(5,2) µm, ellissoidali, poro germinativo quasi inesistente, difficile da osservare. Basidi banali, clavati, tetrasporici. Cheilocisti (40)45-55(60) × 4,8-9,7 µm, cilindrico sinuosi, subclavati, tibiformi, sublageniformi, spesso con strozzature prima dell’apice, sotto forma di leptocistidi. Pleurocrisocistidi (30)40-55(60) × 12-15 µm, sparsi sulla faccia della lamella, clavati o lageniformi, mucronati e con contenuto oleoso. Caulocistidi: sotto forma di leptocistidi 30-55(60) × 5-10 µm a volte capitulati e crisocistidi 40-65(70) × (8)10-15(17) spesso mucronati. GAF presenti nei tessuti. Habitat Cresce in gruppi composti da pochi esemplari, in luoghi molto umidi, indistintamente nei boschi, nei prati, nelle brughiere e nei pascoli, su residui di vegetali marcescenti, specie poco comune e spesso scambiata con specie simili. Il ritrovamento oggetto di studio è stato reperito in terreno erboso, con residui vegetali decomposti, all'interno del parco della Villa Reale di Monza. Commestibilità Non commestibile, senza alcun valore alimentare. Specie simili Stropharia aeruginosa (Curtis: Fr.) Quél. presenta come Stropharia pseudocyanea il filo delle lamelle biancastro ma si riconosce immediatamente sul campo per l’anello ben evidente e le colorazioni pileiche di un blu-verde acceso con macule ocra-giallastre fino a maturità, che decolora in vetustà; microscopicamente le spore sono molto simili, ma si distingue per la forma dei cheilocistidi che sono clavati o lageniformi con apice capitulato. Stropharia caerulea Kreisel = Stropharia cyanea (Bull.) Toum. non presenta al pari di Strophatia pseudocyanea un anello evidente ma si differenzia per avere il filo della lamella concolore alla facce, microscopicamente si osserva la presenza crisocistidi sul filo lamellare, assenti in Stropharia pseudocyanea. Stropharia squamulosa (Mass.) Mass., molto vicina a Stropharia caerulea, si riconosce macroscopicamente per il cappello più asciutto e la cuticola che si lacera in piccole squamule a maturazione. Osservazioni La separazione tra Stropharia pseudocyanea da Stropharia ochrocyanea M. Bon ha fatto discutere vari Autori, ma come Janke (1984) ha osservato con analisi DNA che i due taxa sono allineabili quasi al 100% e quindi geneticamente sono una sola entità. Le differenze infatti sono solamente macroscopiche relegate per lo più alle colorazioni pileiche, alla lunghezza del gambo e alle spore di un µm di differenza. Analoga considerazione viene applicata per Stropharia procera (Kreisel) Contu, che secondo l'Autore si differenzia per una glutinosità del cappello più pronunciata, le spore un poco più grandi e l'habitat più igrofilo. In questa raccolta si sono osservati caulocistidi, riuniti a piccoli gruppi, ma anche la presenza di crisocistidi, particolare che non viene specificato nella letteratura ed osservato in due reperti della stesso ritrovamento. La presenza e/o assenza e la loro collocazione è stato il metodo più usato, fino ai nostri giorni, come distinzione tra le varie specie; il fatto che nessun Autore abbia riscontrato crisocistidi osservando la caulopellis meriterebbe maggiori approfondimenti. Bisogna dire che Noordeloos (2011), segnala che la presenza/assenza dei crisocistidi, che sono stati da sempre considerati come elemento sistematico importante e discriminante ai fini della distinzione tra specie vicine, è un elemento da rivalutare alla luce della filogenesi molecolare. Questo in ogni caso non andrebbe ad influire sulla possibilità di confusione con Stropharia aeruginosa, in quanto, quest'ultimo, oltre che per le caratteristiche macroscopiche, si differenzia perché non presenta crisocistidi sul filo lamellare al contrario ben evidenti in questo ritrovamento. Bibliografia AA.VV., 1999. Strophariaceae, and Tricholomataceae III. Flora Agaricina Neerlandica. Vol. 4. Curatori: Noordeloos, M.E., Kuijper, T.W. & Vellinga, E. BON, M. & P. ROUX., 2003. Clé analytique de la famille Strophariaceae Singer & A.H.Smith. Doc. Mycol. 129: CONTU, M., 1999. Stropharia procera. Micologia e Vegetazione Mediterranea. G.E.M.A KREISEL. H., 1980. Zur taxonomie von Stropharia aeruginosa sensu lato. Sydowia. Beihefte. 8. JAHNKE, K. D.,1984. Artabgrenzung durch DNA-Analyse Bei Einigen Vertretern der Strophariaceae (Basidiomycetes). Lubrech & Cramer Ltd. MORGAN, A. P., 1908. North American Species of Agaricaceae. The Journal of Mycology. Ed. Mycological Society of America. NOORDELOOS, M.E., 2011. Strophariaceae s.l.. Fungi Europæi. Vol. 13. Alassio (SV): Ed. Candusso. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Massimo Biraghi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Lombardia, Parco della Villa Reale di Monza; Dicembre 2014; Foto, descrizione e microscopia di Massimo Biraghi. Spore (7,5)8-9(9,5) × (4)4,5-5(5,2) µm, ellissoidali, poro germinativo quasi inesistente, difficile da osservare. Osservazione 400×. Osservazione 1000×. Cheilocisti (40)45-55(60) × 4,8-9,7 µm, cilindrico-sinuosi, subclavati, tibiformi, sublageniformi, spesso con strozzature prima dell’apice, sotto forma di leptocistidi. Osservazione 400×. Pleurocrisocistidi (30)40-55(60) × 12-15 µm, sparsi sulla faccia della lamella, clavati o lageniformi, mucronati e con contenuto oleoso. Osservazione 400×. Caulocistidi: sotto forma di leptocistidi 30-55(60) × 5-10 µm a volte capitulati e crisocistidi 40-65(70) × (8)10-15(17) spesso mucronati. GAF presenti nei tessuti.
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