Jump to content

Search the Community

Showing results for tags 'thelephora tuberosa'.

  • Search By Tags

    Type tags separated by commas.
  • Search By Author

Content Type


Forums

  • Associazione Micologica Italiana Naturalistica Telematica - A.M.I.N.T.
    • A.M.I.N.T. La nostra Associazione Micologica
    • Raduni e Manifestazioni A.M.I.N.T.
    • Nuclei Territoriali AMINT
  • C.S. AMINT - Area Riservata Micologica
  • Discussioni Micologiche
    • Foto Funghi trovati divisi per Anno di Competenza
  • Didattica Micologica
    • Legge 124/2017 - Art.1 commi 125-129
  • Archivio Micologico Generale Fotografico
    • Indice dei contenuti
    • Novità!
    • Funghi Commestibili
    • Funghi Velenosi
    • Funghi Non Commestibili o Sospetti
  • C.S. AMINT - Area Riservata Botanica
  • Discussioni Botaniche
    • Novità!
    • Schede di Alberi e Arbusti
    • Schede delle erbe, piante e fiori spontanei
    • Flora Mediterranea
    • Un Fiore alla volta di Giorgio Venturini
  • Orchidee Italiane
    • Collaborazioni
    • Forum G.I.R.O.S.
    • Galleria Fotografica AMINT delle Orchidee Italiane
    • Segnalazione Ritrovamenti delle Orchidee nelle Regioni Italiane
    • Schede delle Orchidee Italiane
    • Schede Fotografiche degli Ibridi di Orchidee
    • Schede Fotografiche dei Lusus di orchidee
  • Zoologia

Find results in...

Find results that contain...


Date Created

  • Start

    End


Last Updated

  • Start

    End


Filter by number of...

Joined

  • Start

    End


Group


AIM


MSN


Website URL


ICQ


Yahoo


Jabber


Skype


Residenza


Interessi

Found 1 result

  1. Tremellodendropsis tuberosa (Grev.) D.A. Crawford 1954 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Tremellomycetes Ordine Tremellales Famiglia Tremellodendropsidaceae Sinonimi Merisma tuberosum Grev. 1825 Thelephora tuberosa (Grev.) Fr. 1828 Stereum tuberosum (Grev.) Massee 1892 Aphelaria tuberosa (Grev.) Corner 1950 Etimologia L'epiteto Tremellodendropsis deriva dal latino "trémulus" tremolante, dal greco "déndron" albero e "ópsis" aspetto, somiglianza. L'epiteto tuberosa deriva dal latino "tuber" bernoccolo, gobba; per le gibbosità che possiede questo fungo. Basidiocarpo Alto fino a 40 mm, largo 20-30 mm, coralloide, teleforoide, ramificato, ricoperto da una finissima granulosità in tutte le parti. Gregario più raramente isolato. Gambo cilindrico a volte abbastanza tozzo, non sempre ben distinto, con presenza di micelio biancastro alla base. Da esso si diramano molte ramificazioni irregolari, contorte, gibbose, talvolta palmate che ricordano una Telephora, spesso si fondono tra loro fino a formare una sola massa. Le punte, arrotondate in giovane età, assumono forme appuntite, a forma di V o a forma di U. Colore da biancastro a giallino con rare sfumature rosate, le punte con l'età tendono a imbrunire. Nessun viraggio è presente a frattura o manipolazione. La carne, tenace, fibrosa possiede un'alta percentuale di acqua, di sapore grato e odore molto forte definito di “pollo bagnato”, simile a quello di Clitocybe phaeophthalma. Imenoforo collocato sui rami tranne che nella parte superiore, sterile. Habitat Si può trovare per tutto il periodo invernale sotto varie essenze arboree. Unica specie di questo genere ritrovato in Europa. Distribuito in Nord Europa, Nord America, Sud America, Nuova Zelanda, Borneo, rarissimo in Italia. Gli esemplari in foto sono stati ritrovati su terreno muschioso e terreno nudo sotto Cupressus, in Campania, nel comune di Arpaise (BN). Altri ritrovamenti in Italia sono stati segnalati in Toscana. Microscopia Spore 15-19 × 5-8 µm, ialine, da ovoidali a subamigdaliformi con presenza di apicolo ben evidente, contenuto finemente granuloso talvolta oleoso e parete relativamente spessa. Basidi 50-70 × 10-12 µm, bi-tetrasporici, claviformi con tipici setti longitudinali ben evidenti presenti solo nella parte apicale, sterigmi lunghi. La particolare forma dei basidi fa inserire questo fungo tra i fragmobasidiomiceti anche se in effetti non si tratta di veri e propri setti ma di una suddivisione del basidio, una sorta di allungamento degli sterigmi che si forma solo a basidio maturo, quando si producono le spore. Basidioli di dimensioni più contenuti dei basidi, con forma clavata ma meno accentuata, talvolta allungata e assenza totale dei setti apicali. Ife con presenza di giunti a fibbia. Commestibilità o Tossicità Commestibilità sconosciuta. Specie simili La forma può indurre a confonderlo con altri funghi coralloidi, di consistenza più fragile ma l'osservazione microscopica della particolare forma dei basidi fuga ogni dubbio. Bibliografia VERA F. MALYSHEVA, 2010. Rare and interesting species of heterobasidiomycetes from Russia. Fungi non delineati. Ediz. Candusso. WALTER JULICH, 1989. Guida alla determinazione dei funghi vol. 2. Aphyllophorales, Heterobasidiomycetes, gastromycetes. Ediz. Saturnia FRANCHI, P. & GENNARI, 2004. Funghi interessanti della Toscana. Rivista di Micologia. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Giulio Martino. Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Campania; Arpaise (BN); Dicembre 2013. Foto e microscopia di Giulio Martino. Regione Campania; Arpaise (BN); Febbraio 2016. Foto di Giulio Martino. Disegno al tratto degli elementi osservati al microscopio ottico. Disegno di Giulio Martino. Spore. Osservazione in rosso Congo ammoniacale, a 1000×. Spore. Osservazione in neomercurocromo, a 1000×. Basidi e basidioli. Osservazione in rosso Congo ammoniacale, a 1000× Ife con GAF. Osservazione in rosso Congo ammoniacale.
×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use Privacy Policy