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Pholiota conissans (Fr.) Kuyper & Tjall.-Beuk. 1986

Tassonomia
Divisione Basidiomycota 
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Strophariaceae

Sinonimi
Pholiota inaurata (W.G. Sm.) M.M. Moser, 1953
Pholiota graminis (Quél.) Singer, 1951
Dryophila conissans (Fr.) Quél. 1886
Flammula conissans (Fr.) Gillet, 1838

Note tassonomiche
Pholiotha conissans è un complesso di specie che appartengono al sottogenere Pholiota, sezione Gummosae Jacobsson.

Etimologia
L'epiteto Pholiota dal greco φολίς [pholís] = squama e da οὖς [otós] = orecchio, per la presenza di squame sul carpoforo.
L'epiteto conissans deriva dal greco κονίζω [conío] = cospargo di polvere, per l'abbondante sporata che genera a maturazione.

Cappello
Di taglia medio piccola 20-50 mm, emisferico nei giovani soggetti poi disteso, con il margine intero a lungo involuto, presenta una cuticola liscia, viscida e untuosa con l'umidità, asciutta a maturità, giallo-ocracea, con presenza di guttule oleose sparse in corrispondenza del margine, al disco è spesso evidente un largo umbrone schiacciato, con colori intensi e sfumature rossastre.

Imenoforo
Lamelle mediamente fitte, da adnate a subdecorrenti, alternate a lemellule di varie dimensioni, inizialmente di colore crema ocracee, poi bruno rossastre, il filo lamellare è finemente fimbriato e sterile per la presenza di abbondanti cheilocistidi, discolore rispetto alle faccie lamellari.

Anello
Evidente nei soggetti molto giovani, cortiniforme, si presenta filamentoso e vischioso a tempo umido, residua un cercine discolore nei soggetti adulti nella parte alta del gambo, fino a svanire totalmente a maturazione.

Gambo 
Cilindrico, sinuoso, spesso ricurvo, allargato all'inserzione con le lamelle, attenuato verso la base, di colore bianco giallastro e pruinoso sopra la zona anulare, giallastro e decorato da sottili squame per la maggior parte della lunghezza, rossastro con squame maggiormente evidenti alla base.

Carne
Giallastra, fibrosa, tendente a scurire alla base del gambo, odore insignificante, sapore inizialmente dolciastro poi amarognolo.

Habitat
Fruttifica in luoghi umidi in presenza di Graminaceae, su detriti organici di Typha angusitifoliaCyperus papyrus e Salix spp.

Microscopia
Pileipellis formata da una ixocutis con ife rialzate immerse in uno strato di gel che tende a formare un ixotricoderma, e uno strato sottostante di ife parallele più grandi e molto allungate.
Cheilocistidi molto abbondanti, cilindrici, lageniformi, con apice capitulato, ialini, a parete sottile.
Crisocistidi rari, alternati ai cheilocistidi.
Crisopleurocistidi fusiformi e clavati, spesso con apice mucronato, con granuli interni giallastri e altamente rifrangenti.
Basidi tetrasporici, clavati.
Spore (6,4) 6,7-7,4 (7,7) × (3,4) 3,7-4,1 (4,2) µm; Q = (1,6) 1,7-2,0 (2,2); N = 42; Media = 7,0 × 3,8 µm; Qm = 1,8; ellissoidali in vista frontale, leggermente faseoliformi in vista laterale, provviste di un piccolo ma evidente poro germinativo.
GAF abbondanti, presenti in tutti i tessuti.

Commestibilità e tossicità
Non commestibile.

Specie simili 
Pholiotha conissans si caratterizza per l'habitat di Graminaceae e piante palustri, per il cappello molto viscido e per le guttule presenti sul cappello stesso.
Pholiota pityrodes (F. Brig.) Holec differisce per carpofori di taglia molto minuta (0,5-2,3 cm), spore piccole (5,0-7,0 × 2,5-3,0 (-3,5) µm), e per i cheiloleptocistidi da lageniformi a subcapitulati.
Pholiota gummosa (Lasch) Singer ha pileo squamoso, colori colori giallo-olivastri, giallo-verdastri, cheiloleptocistidi da clavati a lageniformi misti a pochi subcapitulati e habitat diverso. 

Bibliografia
AA.VV., 2012. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp.
UZUNOV B.A. 2017. First record of Marasmius limosus and Pholiota conissans (Basidiomycota) in Bulgaria. GSU.BIOFAC.Bot. 100: 62-66.
HOLEC, J., 2001. The Genus Pholiota in central and western Europe. Libri Botanici N° 2.

Scheda di proprietà AMINT realizzata da Giovanni Galeotti - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. 

Regione Umbria; Ottobre 2022. Foto e microscopia di Giovanni Galeotti.
(Exsiccatum -GG281022-01)

Luogo del ritrovamento situato su scavi archeologici, che hanno portato alla luce i resti di un anfiteatro romano, in una zona umida e paludosa, oggi prato di graminacee e trifoglio costituito da terreno di riporto, fino ad un paio di anni fa nello stesso punto, era presente un canneto di Typha angusitifolia che ancora a tratti riemerge; sui detriti di queste piante in decomposizione si è sviluppata una consistente colonia di questi funghi.

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Carpofori fascicolati, raramente si osservano soggetti singoli.

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Soggetti adulti con squame rossastre alla base del gambo.

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Cheilocistidi. Osservazione in rosso Congo, a 400×.

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Cheilocistidi. Osservazione in rosso Congo, a 1000×.

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Pleurocrisocistidi. Osservazione in rosso Congo, a 1000×.

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Basidi. Osservazione in rosso Congo, a 1000×.

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Pileipellis. Osservazione in rosso Congo, a 400×.

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Pileipellis. Osservazione in rosso Congo, a 1000×.

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GAF. Osservazione in rosso Congo, a 400×.

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GAF. Osservazione in rosso Congo, a 1000×.

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Spore (6,4) 6,7-7,4 (7,7) × (3,4) 3,7-4,1 (4,2) µm; Q = (1,6) 1,7-2,0 (2,2); N = 42; Media = 7,0 × 3,8 µm; Qm = 1,8; ellissoidali in vista frontale, leggermente faseoliformi in vista laterale, provviste di un piccolo ma evidente poro germinativo. Osservazione in acqua, a 1000×.

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