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Coprinus micaceus (Bull.: Fr.) Fr.

Tassonomia
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Coprinaceae
Genere Coprinus

Sinonimi
Agaricus micaceus Bull.
Coprinellus micaceus (Bull.) Vilgalys, Hopple & Jacq. Johnson

Etimologia
Dal latino mica = granello, particella;

Cappello
2-4 cm, inizialmente ovoidale, poi conico-campanulato, man mano che giunge a maturità il margine si spacca e tende ad arricciarsi verso l’alto per poi divenire più o meno deliquescente; margine leggermente dentellato e con striature che arrivano quasi fino al centro del cappello; colori tendenti all’ocra-brunastro, con il centro sempre un po’ più scuro; la cuticola si presenta liscia, cosparsa da granulazioni biancastre, giallo-brune al centro, evidenti soprattutto negli esemplari giovani.

Imenoforo
Lamelle abbastanza fitte, inizialmente biancastre, poi sempre più tendenti al nerastro, a seconda del grado di maturazione delle spore, infine deliquescenti.

Gambo
5-10 × 0,2-0,5 cm, slanciato, cilindrico o leggermente allargato verso la base, cavo e fragile, subliscio o leggermente pruinoso, biancastro.

Carne
Molto sottile, bruna, odore e sapore non significativi.

Habitat
Fascicolato o subcespitoso su legno in decomposizione o nelle sue vicinanze immediate, sovente su residui interrati, così da sembrare quasi terricolo; dalla primavera all’autunno, molto comune.

Commestibilità e Tossicità
Non commestibile.

Somiglianze e Varietà
È molto simile Coprinus domesticus (dal 2001 ricombinato in Coprinellus domesticus (Bolton) Vilgalys, Hopple & Jacq. Johnson), che presenta un velo marrone nei primordi che poi schiarisce e si dissocia in modo da presentarsi biancastro verso i bordi e marroncino al centro, cappello con fessure radiali a maturità, gambo bianco con base bulbosa avente un anellino simile a una volva; il micelio di color oro-ramato, detto ozonium, è spesso molto evidente.
Coprinus xanthothrix sembra quasi il sosia della specie precedente, presenta il cappello più giallastro-rossiccio, specialmente al disco e si distingue con sicurezza solo attraverso esame micorscopico.
Coprinus flocculosus, che predilige i terreni con residui di legno bruciati, si distingue per il velo biancastro che ricopre interamente il cappello.
Coprinus radians presenta caratteristiche morfocromatiche molto vicine alle specie della Sezione Micacei; il suo riconoscimento è legato all’osservazione dell'ozonium, il micelio di color oro-ramato, e delle sue caratteristiche microscopiche.
Coprinus ellisii è macroscopicamente molto simile a Coprinus domesticus e Coprinus radians: per poterlo distinguere è indispensabile osservare al microscopio la forma e la dimensione delle spore, nonché i residui di velo presenti sul cappello.
In generale, a parte poche eccezioni, per tutti i Coprinus l’osservazione dei caratteri microscopici è indispensabile ai fini di una corretta identificazione della specie.

Osservazioni
Questo fungo appartiene alla Sezione Micacei insieme al Coprinus truncorum e al Coprinus saccharinus; risulta molto difficile raggiungere una sicurezza determinativa per questa specie se non attraverso un esame dei caratteri microscopici.

Scheda AMINT tratta da Tutto Funghi


Regione Marche, Novembre 2004, foto di Pietro Curti.

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Coprinus micaceus (Bull.: Fr.) Fr.; Comitato Scientifico A.M.I. Umbria, I.la Polvese (PG); Giugno 2011: Foto di Tomaso Lezzi.

Cappello lungamente rigato, coperto da scagliette granulose di velo bianco; gambo leggermente pruinoso.
Spore mitriformi in proiezione centrale, con grande guttula; velo formato da cellule sferiche senza catene di elementi allungati; calulocistidi rigonfi.

Gli elementi che aiutano ad identificare questa specie sono: presenza di caulocistidi, velo con sole cellule sferiche, connesse da elementi sottili.
I simili Coprinus saccharinus Romagn. = Coprinellus saccharinus (Romagn.) P. Roux, Guy Garcia & Dumas e Coprinus truncorum (Scop.) Fr. =Coprinellus truncorum (Scop.) Redhead, Vilgalys & Moncalvo si riconoscono per la mancanza di caulocistidi e per il differente profilo sporale.
(Exsiccatum TL20110603-03)

 

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Coprinus micaceus (Bull.: Fr.) Fr.;Comitato Scientifico A.M.I. Umbria, I.la Polvese (PG); Giugno 2011; Foto di Tomaso Lezzi.
(Exsiccatum TL20110603-03)

Velo formato da cellule sferiche senza catene di elementi allungati.

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Spore mitriformi in proiezione centrale, con grande guttula;

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Coprinus micaceus (Bull.: Fr.) Fr.; Regione Lombaria, loc. Sanico, Valsassina; Maggio 2014; Foto e microscopia di Angelo Mariani.

Su ceppo di latifoglia.

Microscopia
Spore 7-9,5 × 5-6,5 × 4-5 µm mitriformi in vista frontale, amigdaliformi di profilo,
poro germinativo centrale.
Cheilocistidi 30-100 × 30-70 µm, globosi, ellissoidi, ovoidi.
Pleurocistidi 60-120 × 30-80 µm, simili ai cheilocistidi.
Caulocistidi lunghi fino a 100 × 6-8 µm, lageniformi.

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Microscopia

Spore 7-9,5 × 5-6,5 × 4-5 µm mitriformi in vista frontale, amigdaliformi di profilo, poro germinativo centrale.

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Cheilocistidi.

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Pleurocistidi.

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Caulocistidi.

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Coprinus micaceus (Bull.: Fr.) Fr.; Regione Umbria; Novembre 2014; Foto e microscopia di Stefano Rocchi.



Rinvenuto sotto una siepe di lauroceraso, il Coprinus micaceus è un fungo appartenente alla Sezione Micacei, avente una particolare forma di spore nel profilo facciale, ovvero a forma di mitra (copricapo vescovile) che lo differenzia dai simili Coprinus truncorum e Coprinus saccharinus. Altra particolarità delle spore è la presenza di una evidente guttula centrale.


Per una determinazione definitiva è necessario riscontrare anche la presenza di caulocistidi nel gambo, assenti nelle specie similari.



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Spore 8,5-9,4 × 5,6-6,5 µm; Qm = 1,5, mitriformi nel profilo frontale. Osservazione in acqua 1000× su sporata.



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Cheilocistidi globosi. Osservazione in Mercurocromo 1000× su filo della lamella.



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Pleurocistidio. Osservazione in Mercurocromo 400× su faccia della lamella.



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Trama lamellare. Osservazione in Mercurocromo 1000× su faccia della lamella.



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Velo con la presenza di sole cellule sferiche senza elementi allungati concatenati. Osservazione in Mercurocromo 400×.



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Pileipellis formata da cellule globose. Osservazione in Mercurocromo 400×.



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Caulocistidi lageniformi. Osservazione in Mercurocromo 400×.



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