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Lactarius flavidus Boudier

Tassonomia
Ordine Russulales
Famiglia Russulaceae
Genere Lactarius
Sezione Uvidi
Sottosezione Aspideini

Sinonimi
Lactarius uvidus var. flavidus (Boud.) Bat.
Lactarius aspideus ss. Bresadola
Lactarius aspideus var. flavidus (Boud.) Neuh.

Etimologia
Dal latino Flavidus,a,um = giallo pallido.

Cappello
3-8 cm, abbastanza carnoso, elastico, convesso, piano-convesso, piano, piano-depresso e infine imbutiforme a maturità, talvolta con una piccola papilla al centro; solitamente regolare ma a volte ondulato e flessuoso. Margine spesso solcato da piccole fossette, involuto nel giovane e tale si mantiene anche negli esemplari più maturi per poi rivolgersi verso il basso. Cuticola liscia, vischiosa e appiccicosa con l'umidità. Colore biancastro-giallognolo, crema-giallognolo, giallo paglierino, più scuro al centro dove si possono notare macchie giallo-ocracee e vaghe zonature giallastre non sempre evidenti. Alla manipolazione, vira velocemente assumendo toni lilla-violacei piuttosto carichi.

Imenoforo
Lamelle da adnate a subdecorrenti, abbastanza sottili, attenuate agli estremi, relativamente fitte, intercalate da numerose lamellule. Colore biancastro-crema, crema-giallino; viola-nerastre per sfregamento o per la fuoriuscita di latice.

Gambo
2,5-7 × 0,5-3 cm, subcilindrico, talvolta attenuato alla base o alla sommità, sovente ricurvo, slanciato, di consistenza elastica, farcito e presto cavo. Viscido e vischioso con tempo umido, può presentare superficie sia liscia che rugosa. Subconcolore al cappello, comunque tendente al biancastro; lilla-violaceo alla manipolazione.

Carne
Non molto spessa, bianca al taglio, vira più o meno velocemente ed intensamente al lilla-violaceo, soprattutto nelle aree subcorticali. Odore leggero, gradevole. Sapore prima mite poi leggermente piccante e infine con retrogusto amarognolo.

Latice
Bianco, abbondante e fluido, leggermente opalescente, vira in circa 30-45 secondi al violaceo se a contatto con le lamelle, ma anche isolato su carta o vetro (in questo caso i tempi di viraggio si allungano notevolmente). Sapore prima mite poi leggermente astringente.

Habitat
Cresce sotto latifoglie, soprattutto in associazione a Ostrya carpinifolia e Corylus avellana in zone erbose o comunque abbastanza umide.

Commestibilità o tossicità
Commestibilità non accertata, ad ogni modo è una specie sicuramente da scartare ai fini alimentari per la sua leggera acredine e per la sua amarescenza.

Osservazioni
I cromatismi che vertono attorno a giallo-paglia e crema-giallino, il forte viraggio in ogni parte del carpoforo, il portamento abbastanza slanciato e l'habitat rappresentato principalmente da Carpino e Nocciolo, sono i caratteri da prendere in considerazione per separare questo taxa dalle altre specie appartenenti a questo gruppo.

Somiglianze e varietà
L. flavidus appartiene alla Sezione Uvidi e alla Sottosezione Aspideini, che comprende Lactarius dalle colorazioni giallognole e con viraggio lilla-violaceo più o meno intenso di carne e latice.
L. aspideus è di taglia minore, ha colorazioni più pallide, viraggi più tenui ed è associato a Salice in zone umide.
L. repraesentaneus ha portamento decisamente più massiccio e può raggiungere taglie ragguardevoli. Cresce nelle foreste di conifera e presenta un pileo giallo-cromo, giallo-uovo, fortemente tomentoso a causa di una fitta peluria riunita in ciuffetti cosparsi di glutine.
L. salicis-herbaceae e L. salicis-reticulatae, associati ai salici nani, crescono negli ambienti di microselva alpina e sono di piccola taglia.
L. dryadophilus, anch'esso abitante delle praterie alpine con prevalenza di Dryas octopetala, è riconoscibile per il margine tomentoso e la taglia rilevante (è il Lactarius di microselva alpina di taglia maggiore).

Scheda di proprietà AMINT realizzata da Massimo e Marco Mantovani - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT.

Lactarius flavidus Boudier; Regione Lombardia; Ottobre 2009; Foto di Massimo Mantovani.
Raccolta effettuata in zona erbosa in prossimità di Carpino.

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È evidente il latice un poco opalescente che, asciugandosi, macchia le lamelle di violaceo.

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Macro del pileo.

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Si noti il viraggio intenso sul bordo del pileo ma anche sulle lamelle dove è fuoriuscito del latice.

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Vista della sezione e dell'imenoforo di un esmplare maturo.

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