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Archivio Micologico

Balsamia vulgaris Vittad. 1831

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Balsamia vulgaris Vittad. 1831

Tassonomia
Regno Fungi
Divisione Ascomycota
Classe Pezizomycetes
Sottoclasse Pezizomycetidae 
Ordine Pezizales
Famiglia Helvellaceae

Sinonimi
Non sono conosciuti sinonimi.

Nome popolare 
Tartufo rosso, Rossetta.

Etimologia
L'epiteto Balsamia ha due possibili etimologie: la prima deriva dal latino balsămĕus = balsamico, per il suo forte odore, la seconda deriva dal nome del naturalista Giuseppe Balsamo Crivelli, nato nel 1800.
L'epiteto vulgaris deriva dal latino vulgāris = comune, per la sua frequente diffusione.

Ascoma 
Fungo ipogeo di forma subglobosa, più o meno irregolare, a volte con lobata e con alcune cavità. Di dimensioni non molto grandi (1-3 cm).

Peridio   
Il peridio varia da ocra bruno nei giovani a rossiccio ruggine negli esemplari maturi, con verruche piatte, poligonali, fini che si possono rimuovere facilmente spazzolando la superficie.

Gleba
La gleba è molle, color avorio poi giallastra a maturità, con venature chiare, e piccole cavità disposte a labirinto. Di odore più leggero nei giovani esemplari, ma presto molto forte e sgradevole, simile al grasso rancido. La carne diventa presto molle, in maturità anche deliquescente.

Habitat 
Cresce preferenzialmente nel periodo invernale, fino a primavera inoltrata. Comune nei boschi di latifoglie, Quercia, Faggio, Salice, Pioppo, Castagno e Nocciolo in particolare. È possibile reperirlo anche nei parchi cittadini.

Microscopia
Gli aschi sono clavati, piriformi, con un peduncolo basale  e contengono 8 spore. Spore 23,5-27,9 × 12,9-14,4 µm;  Qm = 1,92; ellissoidali, subcilindriche, lisce, ialine con grossa guttula centrale affiancata da altre due leggermente più piccole e da altre di dimensione molto minore.
Parafisi cilindriche, settate, con apice arrotondato. 
Peridio con verruche formate da cellule cortamente ellissoidali, subglobose. 


Commestibilità o Tossicità 
Tossico. Provoca disturbi gastrointestinali con vomito, nausea e diarrea. Si tratta di un fungo velenoso, ma che, per truffa, a volte viene messo in vendita frammisto ai tartufi pregiati.

Specie simili
Questa specie somiglia vagamente al Tartufo bianco (Tuber magnatum Picco) a cui viene a volte mescolata illegalmente. Di questa specie non è permessa la commercializzazione. Il Tuber magnatum si riconosce facilmente per il profumo gradevole, la gleba piena senza celle vuote e spore completamente diverse, reticolate.

Note nomenclaturali
Balsamia vulgaris è la specie tipo del genere Balsamia, che comprende quasi una ventina di specie.

Bibliografia
MONTECCHI, A. & SARASINI, M., 2000. Funghi Ipogei d’Europa. Trento: Ed. AMB.

Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi e Mario Iannotti. Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT.

 

Regione Lazio; Marzo 2019; Legit Maria Tullii; Foto macro di Maria Tullii, Foto micro di Tomaso Lezzi.  
(Exsiccatum TL20190319-01)

Campioni rinvenuti sotto Cerro.

Balsamia vulgaris 01.jpg

Balsamia vulgaris 05.jpg

Spore 23,5-27,9 × 12,9-14,4 µm;  Qm = 1,92; ellissoidali, subcilindriche, lisce, ialine con grossa guttula centrale affiancata da altre due leggermente più piccole e da altre di dimensione molto minore. Osservazione in Rosso Congo; 100×.

Balsamia vulgaris 06 Spore 100x.jpg

Osservazione in Rosso Congo; 400×.

Balsamia vulgaris 13 Spore 400x.jpg

Balsamia vulgaris 16 Spore 400x_u.jpg

Balsamia vulgaris 18 Spore 400x.jpg

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