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Ophrys sphegodes s.l./Ophrys aranifera sl

Ophrys sphegodes Ophrys aranifera Ofride verde Fior di ragno wild orchids italy mediterranean wild orchids Orchidee spontanee Early spider orchid

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Ci sono 10 risposte in questa discussione

#1 Gruppo Botanico AMINT

Gruppo Botanico AMINT

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Pubblicato 22 marzo 2014 - 02:26

Ophrys sphegodes s.l./Ophrys aranifera s.l.

 

Sinonimi

O. sphegodes Mill.

O. aranifera Huds.

 

Tassonomia
Regno: Plantae
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Liliopsida
Ordine: Orchidales
Famiglia: Orchidaceae

Nome italiano
Ofride verde

Fior di ragno

 

Etimologia
Il nome del genere deriva dal greco ophrys = sopracciglio, forse perchè questo tipo di fiore veniva utilizzato per ricavare tinture per capelli e sopracciglia o, forse, per la forma dei tepali interni, simili appunto a sopracciglia.

Il nome specifico deriva dal latino araneus = ragno e fero = portare, col significato complessivo di "portatrice di ragni", per l'aspetto del fiore.

 

Discussione

In generale si può osservare come la tassonomia di questa specie sia fra le più problematiche in Europa, con evidenti discordanze di opinione dei botanici su quale sia il nome corretto da utilizzare e sulla organizzazione sistematica delle sottospecie valide.

Vari autori sostengono che la descrizione di Miller del 1768, della Ophrys sphegodes si riferisse in realtà ad una O. apifera e che non sia quindi corretto usare il binomio O. sphegodes per questa specie, la cui denominazione corretta è Ophrys aranifera, come descritta da Hudson nel 1778 (Soca 2003).

Altri autori (Devillers-Terschuren, J., Delforge P. & Devillers, P. 2006.) sostengono invece che il binomio corretto sia O. sphegodes e che il nome Ophrys aranifera sia un sinonimo di epoca successiva, riferentesi alla stessa specie.

Per quanto riguarda il nostro territorio va inoltre sottolineato che la Ophris sphegodes/Ophrys aranifera s.s. (sensu stricto) non è mai stata segnalata nella sua forma tipica in Italia (il locus classicus della specie è il Sud dell'Inghilterra), dove sono invece descritti vari taxa, individuati attraverso ricerche i cui risultati vanno valutati con prudenza, per l'ampio margine di incertezza che lasciano. Le svariate proposte di raggruppamento che si sono succedute, e che sono a tutt'oggi in via di definizione, individuano un grande numero di entità caratterizzate da alta variabilità e propensione all'ibridazione e introgressione anche con altri gruppi.

 

Descrizione

Pianta robusta alta 25-40 cm.

 

Foglie

Foglie ovato-lanceolate riunite in rosetta basale, le cauline guainanti il fusto.

 

Fiori

Infiorescenza lassa, con numerosi fiori di medie dimensioni, disposti in alto sul fusto. Sepali distesi di colore verde o verde-giallastro; petali distesi lateralmente e verso l'alto glabri, variabili nelle forme con margine ondulato ed estremità tronca, più scuri dei sepali, a volte rossastri. Labello (sub)intero, ovale o tondeggiante, convesso, vellutato, con pelosità bruno rossiccia, con margine glabro più chiaro, a volte giallastro. Macula basale dal disegno semplice, solitamente a forma di H. Gibbosità poco marcate o assenti. Campo basale più chiaro del labello; cavità stigmatica più chiara al centro, con due pseudo-occhi solitamente colorati di verde. Appendice piccola o assente, inserita in una incisura. Ginostemio a rostro corto.

 

Tipo corologico

Euromediterraneo.

 

Periodo di fioritura
Da marzo a maggio.

Territorio di crescita
Italia settentrionale, a Nord del Po.

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Habitat
Prati aridi ed incolti, garighe e radure boschive.
 

Somiglianze e varietà
Ophrys classica Devillers-Tersch. & Devillers, che si differenzia principalmente per il labello più globoso e convesso, in apparenza più ristretto, per le gibbosità pronunciate, il campo basale concolore al labello, il rostro più allungato e per l'areale di crescita, che per la O. classica è lungo le coste tirreniche e al Centro Sud.

Ophrys passionis subsp. passionis Sennen ex Devillers-Tersch. & Devillers che si differenzia per i petali più grandi, labello generalmente più ampio, con gibbosità basali assenti o quasi, apicolo piccolo sempre presente.
Ophrys passionis subsp. majellensis (Helga & Herm. Daiss.) Romolini e Soca che si differenzia per l'altezza della pianta fino a 70 cm, fiori più grandi con labello quasi rotondo, fioritura più tardiva.
Ophrys sphegodes subsp. praecox Corrias che si differenzia per la fioritura più precoce, i sepali di norma biancastri, i petali bianco-crema o giallastri, apicolo piccolo generalmente presente.

 

Note
L'impollinazione è entomofila, ad opera degli Imenotteri appartenenti al genere Andrena.

 

Osservazioni

Osserviamo che nelle regioni italiane che costituiscono l'areale di crescita di questa specie è abbastanza infrequente trovare esemplari nei quali siano compresenti tutti gli elementi catteristici del fiore, che vengono dichiarati differenzianti rispetto alle specie e subspecie vicine, in particolare per la O. classica, che è detta presente sulla costa tirrenica e al Centro Sud del nostro paese . Più spesso, nel medesimo territorio, incontriamo esemplari nei quali l'uno o l'altro carattere non concordano con la descrizione degli autori di riferimento per questa specie. Poichè, allo stato dell'arte, non ci pare risulti chiaro e dichiarato quali elementi possano essere correttamente attribuiti alla variabilità della specie e quali no, pensiamo che sia interessante dare testimonianza, con le immagini, di questa variabilità reale, in attesa di studi più approfonditi al riguardo, in modo da poter dirimere questo dilemma.

Particolare è il caso dell' Emilia-Romagna. I principali autori danno presente, nel territorio di questa regione, la sola O. classica. Tuttavia, nell'area appenninica, che costituisce il naturale spartiacque fra le regioni a Nord del Po e la Toscana, esiste estrema variabilità dei caratteri che sono considerati importanti per la determinazione e che avvicinano, senza differenze significative, alcuni esemplari alla O. classica ed altri, generalmente ma non esclusivamente a fioritura più tardiva, alla O. sphegodes s.l. Ci è sembrato interessante dare testimonianza, attraverso le immagini, di questi fenomeni.

 

Bibliografia

SOCA, R., 2003. Ophrys adrachnitesOphrys sphegodes et Ophrys araniferaLe Monde des Plantes 480: 23-26.

DEVILLERS-TERSCHUREN, J., DELFORGE P. & DEVILLERS, P. 2006. Ophrys sphegodes Miller 1768, nom correct, et Ophrys aranifera Hudson 1778, synonyme postérieur, s'appliquent bien à la même espèce. Natural. belges 87 (Orchid. 19): 85-120.

 

 

Scheda di proprietà AMINT  realizzata dai Coordinatori Area Orchidee Spontanee

 

 

Link utili
Indici temi Botanici - Galleria dei Fiori Piante e Frutti dell'Associazione AMINT - Schede delle Orchidee Italiane



#2 Gruppo Botanico AMINT

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Pubblicato 22 marzo 2014 - 02:26

Alcuni soggetti con caratteri che concordano con quelli descritti per Ophrys sphegodes s.l. : labello (sub)intero, ovale o tondeggiante, convesso, vellutato, con pelosità bruno rossiccia, con margine glabro più chiaro, a volte giallastro. Macula basale dal disegno semplice, solitamente a forma di H. Gibbosità poco marcate o assenti. Campo basale più chiaro del labello; cavità stigmatica più chiara al centro, con due pseudo-occhi colorati di verde. Appendice piccola o assente, inserita in una incisura. Ginostemio a rostro corto.

 

Ophrys sphegodes s.l., Regione Veneto, Marzo 2014 - Foto di Giuliano Gnata

 

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#3 Gruppo Botanico AMINT

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Pubblicato 22 marzo 2014 - 02:27

Un esempio di variabilità di caratteri in queste immagini di esemplari ritrovati anch'essi nella regione Veneto: gibbe pronunciate e campo basale non più chiaro del labello.

 

Ophrys sphegodes s.l., Regione Veneto, Marzo 2014 - Foto di Clementina Boschiero

 

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#4 Gruppo Botanico AMINT

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Pubblicato 22 marzo 2014 - 02:27

Ophrys sphegodes s.l., Regione Veneto, Marzo 2011 - Foto di Gianni Bonini

 

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#5 Gruppo Botanico AMINT

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Pubblicato 22 marzo 2014 - 02:27

Ritrovamenti della Lombardia, le cui caratteristiche concordano con la descrizione di O. sphegodes s.l.

 

Ophrys sphegodes s.l., Regione Lombardia, Aprile 2011 - Foto di Emilio Pini

 

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Pubblicato 22 marzo 2014 - 02:28

Una discreta variabilità di caratteri negli esemplari che seguono, trovati nel Friuli Venezia Giulia: colore del campo basale, presenza di gibbe pronunciate

 

Ophrys sphegodes s.l., Regione Friuli Venezia Giulia, Aprile 2013 - Foto di Nicolò Parrino

 

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#7 Gruppo Botanico AMINT

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Pubblicato 22 marzo 2014 - 02:28

La situazione nell'appennino emiliano: esemplari con caratteri assimilabili a quello descritti per Ophrys sphegodes s.l.

 

Ophrys sphegodes s.l., Regione Emilia Romagna, Febbraio 2014 - Foto di Bruno Ballerini

 

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Ophrys sphegodes s.l., Regione Emilia Romagna, Febbraio 2007 - Foto di Gianni Bonini

 

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Pubblicato 22 marzo 2014 - 02:28

Ophrys sphegodes s.l., Regione Emilia Romagna, Marzo 2009 - Foto di Gianni Bonini

 

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Ophrys sphegodes s.l., Regione Emilia Romagna, Aprile 2009 - Foto di Andrea Gambarelli

 

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Ophrys sphegodes s.l., Regione Emilia Romagna, Marzo 2010, Foto di Annamaria Bononcini

 

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Pubblicato 22 marzo 2014 - 02:29

Ophrys sphegodes s.l., Regione Emilia Romagna, Marzo 2011 - Foto di Andrea Gambarelli

 

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Ophrys sphegodes s.l., Regione Emilia Romagna, Marzo 2012 - Foto di Andrea Gambarelli

 

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Pubblicato 22 marzo 2014 - 02:29

Esempi della notevole variabilità dei caratteri determinanti negli esemplari dell'Appennino emiliano, in relazione alla presenza o assenza di gibbe, al colore del campo basale e degli pseudoocchi, alla macula, alla forma del labello.

Come si può vedere dalle immagini che seguono, nel territorio appenninico si possono incontrare esemplari di dubbia classificazione in alcuni dei quali sono contemporaneamente presenti più caratteri che discordano sia dalla descrizione di O. sphegodes sl, sia di O classica.

 

Ophrys sphegodes s.l., Regione Emilia Romagna, Aprile 2009 - Foto di Annamaria Bononcini

 

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Ophrys sphegodes s.l., Regione Emilia Romagna, Aprile 2012 - Foto di Annamaria Bononcini

 

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